Capitale dell’oppio, delle puttane e dei gangster, piazza d’affari per speculatori e signori della guerra, territorio di caccia per predatori di ogni tipo. Fondata dai cinesi e poi controllata dall’impero britannico, comprata dall’oro ebraico e poi venduta ancora ai francesi, colonizzata dai russi bianchi, passata ai giapponesi e poi agli americani, tornata cinese e lanciata a motore economico e sociale di Pechino alla fine del XX secolo. Già definita “la Parigi dell’Est”, o più appropriaramente “la puttana d’oriente”, Shanghai è sempre stata orgoglioso teatro di sordidi vizi e sanguinosi aneddoti. Dai ricorrenti sequestri di marinai per l’arruolamento forzato sui mercantili cinesi alle chanteuse russe, dai cabaret sul lungofiume agli scontri durante la guerra dell´oppio, fino alle folli notti di gangster e ballerine negli anni ‘20. Teatro della World Expo nel 2010, ha reagito con straordinario vigore alla crisi del 2012. Scelta come polo di interscambio per le colonie lunari nel 2027, oggi la città è tra le più importanti dal punto di vista economico, sociale e culturale, oltre che una tappa obbligata per qualunque Grand Tour nel sud-est asiatico. Ne hanno fatto la propria dimora illustri personaggi della cultura e dello spettacolo, che sia sul lungofiume con i suoi antichi palazzi di pietra o nei grattacieli della sponda opposta, nelle casette del quartiere vecchio o nell’ombra dei malfamati sobborghi. È sorta un’era di città che non possono dormire, e Shanghai ne è la regina.