- La giraffa
avatar - bund - n17 north china daily news
9:30 pm, 10 April
2106
17 on the Bund - Redazione del North China Daily News

Primo giornale a pubblicare un articolo divulgativo sul virus di Trelawney, unico quotidiano cinese a non interrompere la pubblicazione durante la crisi energetica del 2012, definito il più influente giornale straniero in Cina, il North China Daily News ha la sua redazione al numero 17 del Bund in un elegante edificio coloniale. Fu la prima rivista a mandare un inviato sulla luna nera e si dice che i suoi editoriali contengano periodicamente notizie nelle notizie, messaggi destinati alla Shanghai che non dorme.

(05:28:09) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Credo che non capirò mai le seretarie o quanto meno i criteri con cui le assumono. quella che mi ha chiameto dalla redazione del North China Daily prima mi ha chiesto se mi va bene fare un'intervista in connessione e poi, dopo che le ho risopsto che per me andava bene, mi ha detto di presentarmi al giornale alle 9.45 e di chiedere della signora Gabrielina/Gabri Elena o qualcosa del genere. Inutile chiederle di riperterlo, alla seconda volta che ho provato a farlo mi ha risposto sbrigativamente "Vada alla reception, dica il suo nome, aggiunga che la stanno attendendo e il personale contatterà direttamente la Signora Gabriallieva". A quel punto ho preferito non farle notare l'incongruenza delle domande che mi aveva fatto poco prima ma le cose sono due: o si è segnata su un foglio le cose da chiedere a tutti i possibili intervistati e si è dimenticata di saltare i punti irrilevanti nel mio caso o, se devo fare un'intervista "telefonica", qualcuno deve spiegarmi perché non posso farla comodamente dal Paradiso. Comunque meglio così, mi sono fatto una bella passeggiata con Ulla. Avevo bisogno di sgranchirmim un po' le gambe e dopo la fatica fatta per recuperare il carro dalle catacombe e per trovargli un angolo decente dove parcheggiarlo vicino al serraglio non avevo voglia di spostarlo e rischiare di non ritrovare il posto libero. Le strade di questa parte della città sono interessanti, i palazzi hanno delle illuminazioni ben studiate. In particolare un palazzo che sembra indossae una corona d'oro attira la mia attenzione per alcuni istanti, almeno fin o auqndo non mi rendo conto che ulla.. oh no, non... ah no, non "di nuovo"... Ulla NON sta fronteggiando un toro inferocito, sta solo annusando la STATUA di un toro inferocito, mi aspetto quasi di trovare un cartello con su scritto "Ceci n'est pas un taureau". Comunque la chiamo verso di me e accelero il passo verso la sede del giornale, non mi è mai piaciuto arrivare tardi a un'intervista, fosse anche telefonica. Una volta arrivato al palazzo, trovato l'ingresso e raggiunto il bancone della reception decido di seguire l'ultimo suggerimento della segretaria. "Buona sera, sono Theodor Kuchenbäcker e questa è la mia assistente Ulla, ci stanno aspettando."

(18:52:37) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Faccio un salto sulla poltrona: è suonato l'interfono e io ero distratta. Sono appena riuscita a mettere in ordine tutti gli elementi dell'inervista: faremo un'introduzione filmata dalla torretta, oggi il cielo è terso e c'è bel tempo e si possono vedere le luci delle barche sul fiume. Poi possiamo tornare qui e fare il resto dell'intervista: se non ci mettiamo più di tre ore, dovrei anche avere tempo di farne una riduzione testuale per il mio blog. La prima volta che provo ad attivare l'interfono, non succede niente. Ci sventolo sopra la mano un'altra volta. La agito. Faccio aria. Hey! Maledizione, una volta quando avevano il pulsante il massimo che poteva succedere era spezzarsi le unghie (e succedeva, sempre, almeno a me). Alla fine ci riesco. "Sì?"
La mia segretaria ha la voce irritata: forse ha litigato ancora con la receptionist? Mi avverte che il signor Kuchenbäcker è arrivato e mi prende un attacco di panico. L'ufficio è in disordine? Il tè è caldo? C'è lo zucchero? Il latte? Il limone? La polvere di sangue? Non so neanche se sia un vampiro, secondo Jacob lo è, ma quello che so di sicuro è che l'ultima volta ci siamo visti in circostanze non proprio ortodosse. Mi succede in continuazione, perché mi succede in continuazione? La mia segretaria è ancora in linea, come se stesse aspettando qualcosa. "Sì, certamente, fatelo salire." Altro silenzio. "C'è qualcosa che non va?"
Mi risponde con il tono di chi... non lo so di chi, ma un tono preoccupato, irritato e anche un po' spaventato. Ha un cane. L'ha definito la sua assistente. Dev'essere il cane che c'era sul palco con lui durante lo spettacolo, quello che sceglieva gli animali da curare. "Oh, non c'è problema, può salire anche con il cane!" Poi mi ricordo che la mia segretaria è allergica agli animali, oltre che al dopobarba di mio padre e ad un mucchio di altre cose.

(18:20:34) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Dal modo in cui ha guardato Ulla per tutto il tempo direi che la receptionist deve essere la tipica fanatica amante dei gatti, per loro qualsiasi altro animale è da guardare dall'alto in basso o come se stesse portando con se chi sa quale malattia. A parte il fatto che la maggior parte degli animali non merita di essere guardata a quel modo, dubito che qualcuno dei suoi gatti abbia visitato anche solo un decimo dei posti che Ulla ha visto assieme a me. Dopo averci fatto attendere e aver parlottato con qualcuno dall'altro lato di un interfono, la ragazza riesce a sembrare scontrosa anche solo nel dire "Potete salire, l'ascensore è quello a destra, ultimo piano". Seguo la generica direzione che mi è stata indicata con la mano e in effetti trovo un ascensore che apre le porte daventi a me e ulla appena ci avviciniamo. Quando le porte si richiudono alle nostre spalle inizio inutilmente a cercare la pulsantiera per selezionare il piano ma non sembra essercene una. Dopo qualche istante Ulla fa un mezzo "woof" di impazienza e un attimo prima che possa dirle di stare calma le risponde una voce elettronica "Comando non riconosciuto, prego indicare nuovamente il piano desiderato". Mi rivolgo più a Ulla che all'ascensore "Il piano desiderato? Che ne so io? Mi hanno detto solo di andare all'ultimo piano" e l'ascensore parte senza altri avvisi a parte un "Ultimo piano" mezzo secondo prima di aprire nuovamente le porte. Trovo a ricevermi quella che, a giudicare da quanto si tiene a distanza, deve essere un'altra amante dei gatti. "Si accomodi da questa parte la Signora Gabrielyevna la sta aspettando". Riconosco la voce, è la stessa con cui ho parlato. Se non altro dal vivo è più chiaro che non sta dicendo Gabrielina. Apre una porta, mi fa passare e la chiude alle mie spalle senza seguirmi.

(20:09:06) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Mi alzo dalla sedia e non aggiro la scrivania perché ho sempre paura di inciampare nel sari. "Signor Kuchenbäcker, buonasera, sono Faith Gabr... Gabrielyevna." Dai, ce l'ho fatta anche questa volta. Maledizione, io mi chiedo cosa avesse di sbagliato il cognome Thompson. Congiungo le mani davanti a me e faccio un inchino all'orientale e nel farlo abbasso gli occhi verso la punta delle scarpe. E mi ricordo che mi sono messa in abiti occidentali per non intimidire il mio ospite, e che non c'era nessun sari in cui inciampare, e che forse una stretta di mano sarebbe stata più appropriata. Sorrido, in imbarazzo. "Spero non sia stato troppo difficile trovare il posto: Le hanno fatto problemi per il cane? Spostarsi con gli animali è sempre difficile." Poi mi viene in mente che oddio potrebbe non essere un cane, potrebbe essere come Candy quando diventa un gatto, o come mio padre quando... beh, come mio padre. Oh mamma oh mamma oh mamma, potrei avere fatto una gaffe gigantesca e ora potrei ritrovarmi di fronte una californiana bassettina in lingerie e cappello a cilindro che batte il piedino in terra. Lo guardo. Non sembra risentito. Forse il cane è davvero un cane, dopotutto. Non lo so.

(02:59:27) Simone:
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Ted: Ricambio l'inchino cotento che, per una volta, qualcuno si sia ricordato che ci sono altri modi per dare il benvenuto a una persona oltre a stringergli la mano. In compenso trovo strano il modo in cui guarda Ulla, un misto di agitazione, preoccupazione e soggezione. Quando provo a interrogare Ulla in merito lei mi restituisce l'immagine della giornalista vestita con un Sari con un gatto in braccio accompagnandola con una sensazione di fiducia e simpatia. Solo a quel punto mi rendo conto che in effetti il volto mi era familiare. Considerando l'opinione di Ulla sulla giornalista inizio anche a capire come mai l'altra sera al parco fosse così nervosa, probabilmente era già lì con l'idea di un'intervista e avendo la tipica fretta dei giornalisti temeva che lo spettacolo stesse durando troppo a lungo. "Sono contento di incontrarla di nuovo. spero che, nonostante la spiacevole interruzione, lo spettacolo al parco le sia piaciuto. Peccato per l'arrivo di quei fastidiosi facinorosi, avevo quasi finito e avrebbe potuto essere un'ottima occasione per un'intervista, avrebbe potuto scattare anche qualche foto del Paradiso degli animali. Ma ormai è andata e in fin dei conti qualche chiacchiera tranquilla a quattr'occhi è sempre meglio che due parole scambiate scomodamente in piedi all'aperto in mezzo a curiosi."

(20:07:35) Florence:
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Faith: Provo a ridere ma mi esce una risata meccanica e nervosa. Mi ha riconosciuta. Per fortuna ha interpretato le cose tutto da solo in modo macchinoso ma convincente, quasi faccio fatica a ricordarmi che ero al parco a vedere uno spettacolo con mio padre e non alla ricerca di una notizia. Non mi sembra il caso di raccontarglielo: mio padre è finito ad azzuffarsi con i suddetti facinorosi e non so bene quante e quali cose strane il mio ospite possa avergli visto fare. "Non si preoccupi: possiamo sempre organizzare un servizio fotografico per l'inserto mensile, se il broadcasting dell'intervista registra un numero sufficiente di ascolti." Aggiro la scrivania e... oh, il quadro con gli orsi ballerini è storto! Torno indietro a raddrizzarlo. "Se è d'accordo, possiamo cominciare con cinque minuti di filmato in cui può raccontarci un po' come è arrivato a Shanghai e cosa fa di preciso, e poi continuare con l'intervista vera e propria." Non so ancora se usare il filmato all'inizio, alla fine o nel mezzo, ma intanto giriamolo e vediamo come viene. Faccio strada verso la scala a chiocciola e mi domando se Clarissa sia in ufficio, dietro a quella porta. Probabilmente no. "Abbiamo una location perfetta, nella torretta, possiamo riprenderLa con il fiume alle spalle e il cane accanto. Se vuole seguirmi, i tecnici sono già di sopra." Poi penso che forse è difficile, per il cane, salire la scaletta di ferro battuto. Ma in fondo può sempre prenderlo in braccio: non è poi così grande e gli scalini non sono poi così tanti. No?

(02:50:40) Simone:
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Ted: Una video intervista? E io che mi ero fatto delle domande su un'intervista telefonica. Pensavo sarebbe stata la classica intervista da giornale con un paio di foto. Ad averlo saputo mi sarei messo un vestito più vicino a quello che indosso durante gli spettacoli. Intanto che Faith si avvia verso la scala a chiocciola ne approfitto per dare una rapida controllata all'abito che indosso, jeans, camicia rossa, gilet nero leggermente lucido, giacca bianca e mocassini neri. Non so come illumineranno l'intervista ma dovrebbe andare tutto con i colori della città verso il fiume a quest'ora. Indico a Ulla di salire lungo la scala al seguito della giornalista. Non se lo fa ripetere due volte e parte scodinzolante verso il primo gradino e io la seguo, più con calma, un istante e mezzo dopo. "Non riesco a ricordare da quanto tempo Ulla non ha l'occasione di divertirsi a salire e scendere lungo una scala a chiocciola. Una volta ho dovuto assistere il gatto del guardiano di un faro e Ulla ha passato tutto il tempo a correre in su e in giù al punto che quando alla fine ha provato a camminare di nuovo in linea retta ha continuato a sbandare per i successivi 10 minuti. Lo sa, tra l'altro che le mucche sono in grado di salire le scale, ovviamente non a chiocciola per questione di dimensioni, ma non riescono a scendere? Infatti in alcune zone rurali esistono leggi severissime contro i ragazzini che "per fare uno scherzo" fanno salire le scale alle mucche dei vicini. Pensi che una volta ho dovuto... "

(18:44:27) Florence:
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Faith: È... è partito. In cima alle scale mi volto per guardarlo mentre il cane sale felice e mi scodinzola accanto: sta raccontando una storia fantastica ed è proprio come Jacob ha detto a Clarissa. Un narratore di storie, come diceva Jean-Paul Sartre. Ma sarà vero quello che sta raccontando? In fin dei conti non ha importanza. A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale. Il mio compito è rendere immortale la gente che mi racconta le sue storie. E di questi tempi anche i morti hanno storie da raccontare. Però deve raccontarle in un microfono, dannazione. I tecnici nella torretta stanno cercando di risistemare l'equipaggiamento dopo il black-out di quarantacinque minuti fa, ed un tecnico rimane con le braccia alzate e la giraffa mezza appesa mentre gli arriva all'orecchio la storia delle duecento mucche nella mansarda. Lo guardo come per dirgli torna al lavoro ma come faccio? Se ne accorge da solo, alla fine, e finisce di sistemare l'asta del microfono. C'è un buono scorcio sul fiume, non troppe barche né troppo poche, il cielo si sta rannuvolando ma si vedono ancora la luna e qualche stella. Mi sposto si lato: la torretta è piccola e siamo in troppi, ma lo spazio dove dovrebbe stare il mio ospite è sgombro, e l'effetto ottico della cinepresa lo farà sembrare in un padiglione molto più grande di quello che è. Puntiamo le luci, cancelliamo le nostre ombre. La truccatrice gli si avvicina e lui la guarda come se dovesse morderlo. Lo so, lo so, non piace neanche a me. Ma non è troppo pallido e possiamo sempre ritoccarlo dopo, preferisco sia a suo agio. "Lascia, 桃色, va bene così." Oddio. Spero che non si sia offesa. Scende le scale in fretta, con il piumino i pennellini e tutto quanto che tintinnano sul vassoio. Ecco, lo sapevo, si è offesa. Mi strofino la fronte. Guardo il mio ospite. Gli sorriso nervosa. "Una cosa semplice, di cinque minuti. Ci racconti quello che preferisce: in cosa consiste la Sua attività, e come mai si trova a Shanghai, o da dove viene, o dove è diretto. Qualcosa che metta voglia di guardare l'intera intervista ma che non riveli troppo, un assaggio che non rovini l'appetito." Oddio, ho usato veramente quest'espressione? Forse dovrei specificare che qui nessuno assaggerà nessuno e che ho già mangiato a casa? No, magari peggiorerebbe le cose. Il cono di luce è lì, vicino alla balaustra, e il cane si è già messo in posizione. Perché non va anche lui, così possiamo cominciare?

(05:28:08) Simone:
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Ted: "Cinque minuti che invoglino a guardare il resto e che non anticipino troppo? Va bene." In fondo è quello che faccio all'inizio di ogni mio sepettacolo. Mi accomodo nel punto che mi hanno indicato, in effetti offre un ottimo sfondo per una ripresa o per delle foto. Ascolto le indicazioni dei tecnici sul dove guardare (dove mi pare ma, una volta scelto un punto, sempre in quella direzione) e dove NON guardare (mai direttamente verso le luci, verso la camera o verso la testa del microfono a giraffa sospeso sopra la mia testa). Aspetto che mi confermino di aver avviato la ripresa e inizio la mia auto presentazione "Negli anni in molti mi hanno chiesto cosa mi spinga portere avanti la mia attività oppure quale sia stata la molla che mi ha convinto a dedicare la mia abilità agli altri. Chi già mi conosce e sa cosa faccio non ha certamente bisogno che inizi la mia spiegazione raccontando qualcosa che già sanno, i pochi che invece non mi conoscono credo troveranno più stimolante cercare di scoprire la mia attività grazie al procedere del mio racconto. Vista la delicatezza delle situazioni che mi trovo ad affrontare e considerando l'impatto emotivo per chi è direttamente coinvolto, immagino capirete se cambierò i nomi di persone e luoghi." Inizio a raccontare una delle tante versioni della resurrezione di Ulla, ovviamente usando nomi e luoghi cinesi. Sono circa a metà del racconto, poco dopo aver descritto lo stato d'animo del bambino che ha appena visto il proprio amato cane cadere da una scarpata in mezzo al bosco, ho appena pronunciato le parole "...si sentiva come se il mondo gli fosse corollato addosso, come se il cielo gli fosse caduto sulla testa." quando all'improvviso un fulmine si scarica in mezzo alla città alle mie spalle seguito quasi istantaneamente dal forte rumore di pioggia scrosciante in rapido avvicinamento e da una raffica di vento tanto forte da strappare la giraffa dalle mani del tecnico e farla volare oltre il parapetto rischiando quasi di portarsi dietro il tecnico che lo stava reggendo. Prima ancora che qualcuno abbia avuto il tempo di dire "Interrompiamo, tornate tutti dentro" Ulla è già partita di corsa lungo la scaletta a chiocciola per tornare nell'ufficio al piano di sotto, seguita a ruota dal tecnico del microfono, da Faith quindi dal cameramen quindi da me e per finire dal tecnico luci. spero che la telecamera abbia ripreso fino al'ultimo, un colpo di scena come quello del fulmine nel momento più drammatico del racconto è qualcosa che non si può comprare.

(16:42:47) Florence:
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Faith: Ommamma. Stavo per dire ora facciamone una senza spocchia, stavo davvero per dirlo, quando si è scatenata la furia degli elementi e tutto si è sfasciato. Ma il materiale è buono, e se si è salvato... "Controllate che le registrazioni ci siano tutte, e presto aiutatelo a tirare giù quell'affare!" La giraffa è volata via dalla terrazza ma non ha fatto molta strada, perché si è ficcata nella mia finestra, e in fondo mi viene da ridere perché così sembra davvero una giraffa, entrata per brucare dalla mia scrivania. Stanno cercando di recuperarla in tre, ed entra un gran vento. Sorrido al mio ospite. "Non si preoccupi, useremo lo stesso quello che c'è." Come spiego a uno straniero che il tempo cambia sempre così spesso, a Shanghai, e che il più delle volte è colpa di mio padre? Non l'ho ancora perdonato per ieri sera, e un temporale così può solo significare che ha fatto perdere le staffe a lady Erodiade, di nuovo. A volte mi domando se non sarebbe meglio, per lei, che noi si torni a New York, o si vada a Praga, ma il pensiero di essere un'ospite indesiderata è così spiacevole che lo rimangio quasi sempre. Come adesso. Sono riusciti a togliere l'asta dal vetro, e con molta fatica a chiudere gli scuri che uso di giorno. Adesso il mio ufficio sembra un bunker, sembra proprio l'ufficio di un vampiro, con il vento che fischia attraverso l'apertura e il suono della pioggia che ha cominciato a scendere forte. Mi portano un datapad in cui guardare la registrazione e, magari tagliando tutto l'incipit e il disclaimer iniziali, penso che vada molto bene. Alzo il volume e giro leggermente la tavoletta verso il mio ospite: è venuto bene e dovrebbe essere un incoraggiamento anche se gli uomini di spettacolo non ne hanno bisogno di solito e questo non sembra un'eccezione. La registrazione si interrompe sul fulmine. "Bene, fermiamo l'immagine qui, quando la saetta è più ramificata e poi passiamo in studio." Ma prima... "Voglio un tecnico qui, subito: voglio sapere se è sicuro registrare il broadcasting con questo tempo." Non voglio finire come il papà di Tron: eventualmente possiamo sempre rimandare.

(06:28:54) Simone:
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Ted: La registrazione è venuta davvero bene, forse se l'avessero fatta mentre mi muovevo sul mio palco sarebbe venuta anche meglio ma in quel caso mi sarei perso l'immagine di me con il fulmine sullo sfondo. Ho appena chiesto a Faith se sia possibile avere una copia di quella singola immagine quando arriva un tizio che potrebbe avere venticinque anni e portare male la sua età o averne quaranta tenuti bene. Il fatto che mastichi aglio come farebbe un sessantenne ma accarezzi un topo bianco come farebbe un dodicenne non aiuta a capire meglio l'età. Non conosco abbastanza il cinese da poter dare un'età alla voce con cui parla a Faith. In compenso l'atteggiamento con cui risponde è lo stesso che potrebbe avere un ragazzetto di diciassette anni che stesse "spiegando" alla madre quanto sia ovvia e scontata la sicurezza delle motociclette monoruota da competizione. I pantaloni in pelle, con cerniere inutili e una catena che esce da una tasca fa un mezzo giro attorno alla vita attraverso i passanti della cintura e arriva all'altra tasca, andrebbero bene sia per un ragazzetto fanatico di qualche gruppo musicale che ama ricalcare la moda dei propri idoli sia per il cantante del gruppo in questione che, pur non avendo più il fisico adatto per farlo, continua a voler ricalcare la moda giovanile. Quando finalmente osservo la maglietta che indossa "Six Six five neighbour of the beast", scritto in caratteri rosso sangue, mi trovo a sorridere. Solo a venticinque anni si può essere convinti che al 665 possa abitare il vicino della bestia, lì al massimo abita il dirimpettaio della bestia, il vicino abita al 664 o al 668. Mentre sto per chiedere a Faith cosa le abbia detto esattamente il ragazzo, arriva un altro tecnico portando quello che sembra essere un elegante paio di manette decorate senza catena tra un bracciale e l'altro appoggiate su un vassoio metallico che sembra più adatto a un ospedale che all'ufficio di una giornalista.

(17:33:34) Florence:
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Faith: Francis Bradley diceva l'uomo che ha cessato di avere paura ha cessato di preoccuparsi. Ma io non ho mai smesso. Di solito mi fido del parere degli altri, quando gli altri sono assunti per esprimere un parere su una cosa di cui non so nulla, ma non smetto mai di preoccuparmi e se il parere mi viene dato in questo modo... lo so, io non sono proprio seguace del motto shakespeariano non far giungere alla lingua i pensieri che hai in testa e bada di non mettere in atto quelli più squilibrati ma anche 中國-跳躍-鼠標 è... insomma, è uno che chiamiamo come il suo topo, come faccio a fidarmi? E però sorrido: non voglio dare al mio ospite l'impressione che il principale giornale di Shanghai non sappia quello che sta facendo. Non importa che in questo momento sia l'impressione che ho io. E' sicuro? E' sicuro. Non condivido la considerazione cosa potrebbe mai accadere laddentro, ma mi trattengo e non rispondo, con la voce di Doc Brown, un paradosso temporale il cui risultato potrebbe provocare una reazione a catena che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio distruggendo l'intero Universo: hanno già portato i braccialetti e forse la tempesta fuori non peggiorerà ulteriormente. In fondo come può peggiorare? Sembra già un'ira divina, ma ho sempre pensato che a dio fossero bastati i primi tre giorni, per distruggere il mondo con il diluvio: forse nei restanti trentasette stava semplicemente piangendo. Prendo il mio braccialetto, lo metto al polso e appoggio le dita sulla rotella, per regolare il tempo. "Andiamo on-line in tre secondi dopo aver messo questo, ma non saremo in diretta, quindi una volta connesso può prendersi il tempo che vuole per sistemarsi. Non si preoccupi se sul momento si vedrà con abiti strani o in modo leggermente diverso: la nostra testa non ci immagina mai esattamente come siamo, sa?" Certo che lo sa: non sarà la prima volta che fa una connessione immersiva. Ma mi domando questa volta come sarò vestita... è sempre così difficile da controllare. Come è difficile riuscire anche a controllare il proprio corpo mentre si è là dentro, quindi è il caso che io mi sieda. "Prego, si accomodi. Purtroppo Ulla non ci può seguire: gli animali sono sempre... molto imprevedibili, in connessione immersiva." Anche gli umani, ogni tanto. Ma il mio ospite sta guardando il braccialetto in modo strano. Cosa c'è che non va? Forse condivide il mio timore a connettersi con questo tempo? Forse anche lui non si fida del nostro tecnico: il suo commento sarcastico sulla maglietta non è stato raccolto benissimo da 跳躍-鼠標, ora lo sta guardando come se volesse farlo aggredire dal suo topo, o fargli rosicchiare le caviglie mentre è connesso. Che schifo... Avrà paura di questo?

(01:32:04) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: "Connessione immersiva?" La segretaria aveva detto solo "connessione". Ok adesso la domanda ha più senso. "Ne ho sentito parlare ma non ho mai avuto l'occasione di provarne una." Potrebbe essere interessante. Peccato che Ulla non possa partecipare, sono convinto che si comporterebbe bene e le piacerebbe. "Come funziona? Ha l'aria di essere un'esperienza curiosa." Faith ha detto che si va online 3 secondi dopo aver messo il braccialetto e ne sono passati già più di due da quando ha indossato il suo, spero faccia in tempo a darmi una risposta o mi toccherà provare a collegarmi alla cieca. Ma in fondo dovrebbe essere facile, in un forum dicevano che è "come fare un sogno lucido ma da svegli, con la stessa possibilità di manipolare il mondo e specialmente se stessi" e nei miei sogni lucidi mi sono sempre trovato bene.

(16:54:45) Florence:
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Faith: C-come come funziona? ??
Faccio appena in tempo a guardarlo con gli occhi sbarrati e che male aprirli così tanto in questa fase! Poi le palpebre diventano pesanti e capitombolo on-line. Letteralmente. Mi ritrovo seduta sul pavimento bianco e freddo, e leggermente morbido ma è solo un misto di quello che vedo e della sensazione che il mio corpo riceve dalla poltrona, all'esterno. Cosa è passato per la testa alla mia segretaria? Possibile non possa immaginare che qualcuno potrebbe, anche nel 2106, non aver ancora provato una connessione immersiva? Non tutti si buttano a peso morto sulle novità tecnologiche, vuole sapere quanto tempo ci ho messo io a vedere il primo film in 3d? E pensavo che non mi sarebbe nemmeno piaciuto... "Regia! Chi c'è in regia, a proposito?" Non voglio chiamarli così, mi sembra di parlare con il computer di Star Trek. "Dite a 跳躍-鼠標 di aiutare il nostro ospite: è la sua prima connessione." E speriamo vada tutto bene, non mi piace il momento della connessione, anche se è meglio così che infilando uno spinotto nel collo: non vorrei dovermi disconnettere e riconnettere. Mi controllo gli abiti. I jeans con la farfalla ricamata sono un po' vintage, ma vanno bene. Ma perché indosso una sola ballerina? Mi guardo attorno a cercare l'altra, ma no, non c'è. Così la tolgo, la butto di lato e lasco che il sistema di pulizia la faccia sparire. Mi sono sempre immaginata che ci sano tante piccole bestioline invisibili che tengono pulito. Per fortuna non sono mai comparse. Non in diretta, almeno. "Uno specchio, per favore, qui." Servirà anche al mio ospite: scorro i modelli, saltando quello di Giger e quello della strega di Biancaneve, e mi conttollo. Ho i capelli semiraccolti, sono scalza e ho la blusa giù da una spalla. Ora ho capito perché mi mancava una scarpa: il mio subconscio dev'essere molto arrabbiato con mio padre, se mi fa comparire on-line con gli stessi vestiti che avevo quando mi ha uccisa.

(00:35:38) Simone:
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Ted:
Ammetto che non mi tengo particolarmente allineato con la tecnologia, in fondo non mi è mai servita più di tanto, ma per un attimo Faith mi guarda come se fossi un alieno appena arrivato da chi sa dove poi chiude gli occhi e all'improvviso sembra semplicemente addormentata. Ok, è andata prima di potermi dare spiegazioni, tanto vale seguirla. Indosso il braccialetto e inizio a contare "Meno tre", Ulla mi guarda scodinzola e si accuccia di finaco alla poltrona in cui sono seduto, "Meno due", uno dei tecnici porta una mano alla cuffia per aascoltare qualcosa che gli stanno comunicando quindi si volta verso di me guardandomi anche lui come se fossi un alieno "Meno uno" il tecnico urla quacosa in cinesee e il diripmettaio della bestia si volta, rivolgendomi lo stesso sguardo di Faith e del suo collega, e inizia ad avviarsi nella mia direzione "ze..." mi si chiudono gli occhi e mi ritrovo catapultato con poltrona e tutto in una grossa stanza conpareti pavimento e soffitto bianchi. Vuota, a parte la poltrona su cui sono ancora seduto, Faith vestita diversamente, uno specchio in cui lei si sta guardando con aria corrucciata e Ulla accucciata di fianco a me scodinzolante "...ro" Mi guardo ma, diversamente da quanto mi aveva detto Faith, mi vedo identico a come sono. "Sui forum avevano ragione, mi sento un po' come quando faccio dei sogni lucidi. Se mi concentro abbastanza posso cambiare abito e far apparire il paradiso degli animali come faccio qando sogno?" Se fosse così pootrebbe valere la pena di procurarsi qualcosa per collegarmi quando sono tranquillo a casa mia, potrebbe essere uno strumento interessante per provare lo spettacolo e per valuare se rifare la scenografia.

(17:48:58) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Il saltimbanco è on-line in fretta: si è portato dietro una proiezione della poltroncina e... per un momento penso che 跳躍-鼠標 abbia deciso fosse il momento di un esperimento o si sia lasciato convincere a mettere un bracciale di connessione anche al cane. Quanto tempo è passato da quando io mi sono connessa? Mi sono davvero rimirata allo specchio così a lungo? Lontane ma vicine, come se fossero strisciate nel mio orecchio, sento le voci di 丁丁 alla regia e del suo primo assistente, come se fossero in cuffia: stanno dicendo qualcosa sull'allocazione dinamica della memoria destinata all'esecuzione del mio ospite, è sempre un'espressione bruttissima! Capisco però che a quanto pare sta occupando più spazio di quello che dovrebbe. Forse è la poltrona, di cui parlano? 丁丁 mi chiede se voglio che mandi noncapiscocosa ad eliminare lo spawn. "Quale spawn?" Il mio ospite mi guarda. Forse pensa che io stia rispondendo a lui, così gli sorrido e mi premo due dita sull'orecchio come se avessi un auricolare, e indico. Il cane è uno spawn in che senso? Non ha le catene, non sputa fiamme, voi non avete mai visto un cane che si potrebbe davvero scambiare per uno spawn! Taglio corto. "No, va bene così." E poi al mio ospite. "Chiedo scusa, ho in cuffia i tecnici, Le stanno sistemando lo spazio attorno." Cosa mi aveva domandato? Ah sì. "Questo è uno spazio controllato: l'ambiente è deciso dalla regia, ma può provare a cambiarsi d'abito." Io non ci riesco. "Oppure può chiedere assistenza. Le possono far comparire un certo numero di oggetti, è un po' come scegliere da un catalogo. Guardi. Date una poltrona anche a me, ragazzi? Qui.." Obbediente, 丁丁 mi fa apparire una gigantesca poltrona rossa a forma di cuore nel punto che gli avevo indicato. No. Lo so che è la tua preferita ma no, non mi ci siedo. Faccio con la mano i, solito gesto come per scacciare una mosca e la poltrona fa un morphing con tutto lo spazio attorno. Passo da modello a modello. No, no, no, no. Eccola! Mi siedo. Il mio ospite guarda con curiosità: sembra molto a suo agio, per essere la sua prima volta, e vedendolo per la prima volta sotto una luce chiara devo ammettere che è anche un bel ragazzo.

(00:44:07) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Faith ha di nuovo l'aria perplessa mentre parla con la regia di quelli che immagino essere aspetti tecnici. Non riesco a capire se alla fine il temporale stia realmente creando problemi come lei sembrava temere o se semplicemente abbia altri pensieri per la testa che la preoccupano. In ogni caso la risposta che mi ha dato mi fa capire che, purtroppo, non potrò sperimentare più di tanto ma già il fatto che sia possibile lavorare sui propri abiti mi sembra un ottimo inizio. Mentre osservo Faith che cambia l'aspetto della poltrona che le ha fornito la regia, e mentre mi chiedo come mai abbia scelto la più anonima di quelle che ha guardato, inizio a fare una piccola prova sui pantaloni usando una delle tecniche che funziona meglio quando sto sognando. Osservo un attimo i jeans quindi volto lo sguardo da un'altra parte e mi concentro per convincermi di indossare qualcosa di leggermente più elegante ma allo stesso tempo semplice, per esempio dei pantaloni neri. Rivolgo la mia attenzione su Faith che parla con la regia per ottenere un altro paio di elementi di arredo, non so se per darmi un altro esempio di cosa sia possibile fare o se per usarli davvero come scenografia per l'intervista. Quando torno a guardare i miei pantaloni vedo che il mio tentativo di cambiarli ha funzionato solo in parte. Il colore è cambiato, adesso sono neri, ma il tessuto è restato quello dei jeans. Altro tentativo. Passo le mani lungo la parte superiore delle mie gambe, come se volessi stirare delle piccole pieghe nel tessuto, e continuo a concentrarmi sul fatto di avere dei pantaloni un po' più seri dei semplici jeans e in effetti la cosa funziona. Mi volto verso Ulla e contatto la sua mente per chiederle come sto. Lei mi restituisce l'immagine di me seduto sulla poltroncina con i jeans. Forse ha ragione lei, stavo meglio con i pantaloni di prima ma fare il cambio è stto più faticoso di quanto immaginassi quindi decido di non andare oltre con i miei esperimenti. Anche perché Faith ha appena fatto una domanda ed ero così distratto che non ho nemmeno capito se parlava con me o se si stava ancora rivolgendo alla regia. "Devo proprio procurarmi qualcosa del genere da installare sul mio carro per fare un po' di esperimenti." Difficile interpretare lo sguardo perplesso che Faith mi rivolge, probabilmente è talmente abituata a usare questo ambiente come uno strumento di lavoro che non riesce a vederne il fascino.

(19:31:07) Florence:
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Faith: Lascio al mio ospite tutto il tempo di adattarsi, credo: io ho ancora così tante cose da definire... Esterno o interno? Notte o giorno? Con o senza i figuranti del pubblico? Erano tutte cose che io e 丁丁 avevamo definito ma adesso non sono più sicura, così passiamo dallo studio bianco e minimalista che piace tanto a Clarissa ad un esterno notturno nelle rovine di Ritigala, e sì, voglio anche le scimmie: saranno un tocco carino per l'intervista a uno che resuscita gli animali, no? Ci faccio mettere sulla cima dell'osservatorio con le nostre poltrone e sul tavolino tra noi compare il contorno su cui monteranno il filmato di prima. La voce di 丁丁 rimbomba come la voce di un dio cinese con il raffreddore, è disturbata da qualche scarica elettrica e forse ha ragione, ha fretta di cominciare prima che il temporale peggiori. "Registriamo in tre, due, uno..." La luce artificiale su di noi si abbassa come se avessimo solo una fortissima luna puntata su di noi, una scimmietta artificiale compare dallo sfondo e mi salta in braccio quando mi alzo, sul tavolino ripropongono l'ultima parte della registrazione, per darmi il la. Si ferma dove dovrebbe e io attendo il ritorno della luce per girare il viso dalla proiezione registrata ad un punto di focus rappresentato dal coro di scimmie. Incanalo bene i pensieri: è così difficile anche nella vita reale non farmi sfuggire di bocca cose che avrei dovuto solo pensare, ma qui dentro è davvero davvero anche più complicato. "Questa sera raccontiamo una storia incredibile, quella di un uomo venuto dal Canada con un talento straordinario, che gira il mondo su un piccolo carro. Ma vuole finire di raccontarci cosa accadde al cane e al bambino?" E girandomi verso la proiezione in poltrona del mio ospite torno anch'io a prendere posto: la scimmietta va verso il cane, le si accoccola accanto, e comincia affettuosamente a farsi passare il suo pelo tra le dita come una segretaria d'altri tempi cercherebbe un documento in uno schedario. I programmatori di queste intelligenze artificiali sono malati.

(08:42:49) Simone:
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Ted: In un certo senso non si può dire che Faith abbia aggiunto altri elementi all'arredamento dello studio, anzi a dirla tutta si potrebbe dire che ha proprio eliminato la stanza in toto. Non male l'ambiente che ha scelto e in fondo, anche se penso che possano essere una distrazione, pure le scimmie non guastano. Se non fosse che le mie esibizioni devono essere necessariamente dal vivo, sarebbe bello poter cambiare scenografia per i miei spettacoli in modo altrettanto flessibile. Mentre guardo il filmato di quanto ho raccontato solo pochi minuti fa ripasso mentalmente tutta la storia e quando Faith mi chiede di portarla a termine ricomincio tranquillamente a raccontarla e nel frattempo noto tra me e me quanto questo ambiente è sempre più simile a un sogno, per esempio quando una scimmia si mette a spulciare Ulla ho come la sensazione che ce ne sia una che sta spulciando la mia schiena il che è impossibile visto che lì non ci sono peli tra qui rovistare e inoltre sono ben appoggiato contro lo schienale della poltrona. Torno a concentrarmi sul racconto, sul come il bambino si fosse avvicinato al proprio cane desiderando che fosse ancora vivo, del come avesse cercato di richiamare accanto a se il suo spirito. Sto per raccontare della gioia provata nel veder tornare la vita scorrere nel corpo dell'animale e della decisione di fare il possibile perché anche altri possano provare la stessa sensazione. Insomma sto per arrivare alla rivelazione/colpo di scena finale sul fatto che quel bambino ero io e che è stato così che ho deciso di dedicare la mia vita a questo. Invece vengo interrotto da un improvviso dolore a una gamba. Guardo verso il punto dolorante ma quello che vedo è una scimmia che sta mordicchiando una gamba della poltrona mentre sui miei pantaloni non ci sono segni che facciano pensare un morso, niente buchi, nessun segno di umidità. "Ahia, o mi ha morso una scimmia o ho appena avuto un crampo."

(19:08:47) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith:
"Stooooop!"
Ommamma. La voce di 丁丁 è sovrapposta al mio pensiero, ma così tanto sovrapposta che ho quasi paura quello debba essere stato un eco sfuggito dalla mia testa. So che era lui solo perché sono sicura che neanche in novantaquattro anni a Shanghai mi può essere venuto tutto questo accento cinese. Non lo parlo neanche bene. Ma come si fa a parlarlo bene? Prendo la parola scimmia, per esempio, che 丁丁 sta sbraitando nella mia cuffia. Si dice 猴 e vuol dire scimmia, macaco, pesca e kiwi cinese. Ma vuol dire anche monello e mi aspetto che il nostro regista si materializzi davanti a noi solo per sventolare l'indice contro il naso del nostro ospite decantando "Cattivo, cattivo!" Mi strofino la fronte per cancellare il quadretto. Ovvio, scimmia si può anche dire 藤梨 o 羊桃, ma letteralmente vogliono dire pera di vite e pesca di capra, non voglio nemmeno addentrarmi nelle possibilità di questi malintesi!
Oddio.
Oddio oddio oddio.
Ho fatto materializzare una capra sul set dell'intervista.
Due.
Tre.
Come... Cosa...
Ah, no. Non so se abbiamo seguito lo stesso filo di pensieri, ma è stato 丁丁 e ora mi sta spiegando in cuffia di che cosa si tratta. Lo interrompo. "Scusa, ma non si può fare senza animali?" Spero il mio ospite non si offenda per questa frase, il cane può stare, ormai c'è, ma... non basta? 丁丁 si offende, tantissimo, e inizia a urlarmi nell'orecchio che il regista è lui e che gli script di queste capre birmane sono più stabili di quelli delle scimmie. "Sì, ma non ci sono capre in questa parte di Sri Lanka." E poi so quale sarebbe il secondo passo: vorrebbe un esterno diurno e io ho paura di lasciarmi condizionare, di non riuscire a rimanere concentrata, di iniziare a ustionarmi tutta. O di riuscirci benissimo, e ricordarmi quanto mi manca la luce del sole... Alla fine negoziamo tra il cinghiale selvatico che secondo me è una pessima idea e il cerbiatto cheetal cui lui propone di aggiungere un coniglietto odioso e una puzzola prima di arrabbiarsi un'altra volta e dire che stava scherzando. La volpe volante indiana sembra mettere d'accordo tutti. Giriamo l'osservatorio attorno a noi in modo da avere più scorcio sulla vegetazione e le vedo comparire lì, a dare un po' di movimento sullo sfondo, mentre scompare la capra che aveva quasi cominciato a mangiare il gilet del mio ospite. Gli sorrido meglio che posso. "Non si preoccupi, sono cose che succedono, soprattutto le prime volte che ci si connette. La rifacciamo." Raddrizzo la schiena, mi dò una aggiustata, si abbassano le luci e riparte il video. Ecco di nuovo la mia imbeccata: "...si sentiva come se il mondo gli fosse corollato addosso, come se il cielo gli fosse caduto sulla testa." Torno a girarmi verso il nuovo punto di focus. "La storia che vi raccontiamo questa sera, come tante delle nostre storie, parte da un bambino il cui mondo cambia all'improvviso, un bambino la cui vita viene coinvolta da un fatto straordinario. Theodor Kuchenbäcker ci ha voluto anticipare qualcosa di quello straordinario avvenimento, dai nostri studi di Shanghai, ed è ora qui con noi per terminare di raccontarcela, perché il bambino della sua storia non è un bambino qualunque, e il finale di questo racconto non è affatto scontato." So per esperienza che un racconto, a voce o scritto, non viene mai bene quando per qualche motivo si prova a riscriverlo o riraccontarlo con le stesse parole di prima: non sono mai le stesse parole, anche se sono passati appena due secondi. Chissà perché. Ma qualunque sia il mistero dietro a questa strana verità, so che devo portare il mio ospite a non narrare la storia con le stesse parole di prima. "Ci vuole togliere questa curiosità subito, signor Kuchenbäcker? Cosa accadde quando..." Sto finendo di formulare la domanda, chiedendo di narrarci del magico incontro tra le dita del bambino e il corpo inanimato del compagno di giochi, e 丁丁 mi parla sopra in cuffia. Gli avrò detto un sacco di volte di non farlo! Mi sta snocciolando una serie di parole da evitare e che innescherebbero uno script difettoso nelle volpi volanti. Scusa?!? Non ho sentito le parole, non sono neanche sicura di aver capito giusto, e siamo in diretta così non posso richiedergliele. E il mio ospite sta ricominciando a parlare. Oddio non ho voglia di rifarla un'altra volta! Magari andrà tutto bene.

(02:50:29) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Perché ricominciare da capo? Non usa più il montaggio del video girato? Non si poteva ricominciare più o meno da dove mi ero interrotto? Visto quanto Faith ha dovuto discutere con la regia per scegliere degli animali che dovrebbero essere solo decorativi, non mi stupirei se il voler girare tutto in un'unica sequenza fosse una fissazione del regista. Per fortuna ho raccontato tutte le versioni di questa storia talmente tante volte che potrei recitarla a memoria come un attore che stesse interpretando l'Amleto. Questa volta arrivo tranquillamente fino al punto in cui, con la sola forza del suo desiderio, il piccolo protagonista riesce a riportare in vita il suo adorato cane. "In quel momento la gioia che lo attraversava era tale da dargli l'impressione di volare più in alto degli alberi, delle nuvole... della luna". Non faccio in tempo a pronunciare la parola successiva del mio racconto che le volpi volanti sullo sfondo iniziano a salire a spirale verso l'alto. Quelle che erano appese a testa in giù si staccano dagli alberi per unirsi a quelle che già erano in aria, dalla regia tuona un nuovo "Stooooop!" e Faith si porta una mano non so bene se all'orecchio per sentire qualche commento della regia o alla tempia per massaggiarsela.

(03:49:28) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Dai, non può essere vero. Questa volta io non l'avrei nemmeno fermata. Ok, le volpi si stavano comportando in modo un po' strano, ma in fondo... "Ora sei convinto? La facciamo senza animali? E qualcuno mi spiega come diamine è potuto succedere?"
Era una domanda retorica, ma si prendono lo stesso il tempo di raccontarmi che lo script dei pipistrelli viene da uno spettacolo per bambini in prima serata, una versione musicale di Hey diddle diddle e rispondono alle parole nella filastrocca. "丁丁 cosa hai fumato? Quante possibilità c'erano che nessuno dicesse gatto, o mucca?" Ho appena finito di dirlo che le volpi tornano dal loro viaggio sulla luna e mi svolazzano attorno facendo un suono come di un violino. Oh no, no, nononono.
High diddle diddle,
The Cat played the Fiddle,
The Cow jump'd over the Moon

Lancio un urlo: non ho nessuna intenzione di essere lanciata come la mucca, non sono io la mucca, stupidissimi informatici! Poi lo script si dissolve e mi sento pesante sulla mia poltrona nell'ufficio: forse sto stringendo i braccioli della poltrona, magari mi sono spezzata un'unghia anche questa volta. Sono tentatissima di arrendermi e registrare tutto fuori linea, come si faceva una volta, o ancora meglio una bella intervista cartacea. Mi massaggio una tempia. Guardo il mio ospite. Cerco la forza di sorridergli. "Non è sempre così, ma sa... molti di questi oggetti vengono da mondi diversi, come i videogiochi."
O gli spettacolini musicali per bambini.
High diddle diddle,
The Cat played the Fiddle,
The Cow jump'd over the Moon,
The little dog laugh'd to see such Craft,
And the Dish ran away with the Spoon.

Concentrata, Faith, concentrata. Ora cosa faccio? Non posso fargli raccontare per la terza volta di fila la stessa storia, non è un attore protagonista. O forse posso? In fondo è un discreto inizio, che sarebbe un peccato sprecare per qualche volpe volante, due scimmie e la tempesta del secolo. Che spero proprio là sopra non stia causando problemi di cui 丁丁 non vuole informarmi: ha questa bruttissima abitudine, e non so mai se devo preoccuparmi per qualcosa o no, quindi alla fine mi preoccupo sempre. "Va bene, rifacciamola. Dammi il supporto multilingua." Spingo indietro le spalle e mi sento farlo anche sulla poltrona, con le scapole appena sopra la fine dello schienale basso. Muovo il collo, lo stiro, chiudo gli occhi. Tiro il sorriso. "...si sentiva come se il mondo gli fosse corollato addosso, come se il cielo gli fosse caduto sulla testa." Ecco che ci risiamo.
"The ancient teachers of this science, promised impossibilities and performed nothing. The modern masters promise very little; they know that metals cannot be transmuted and that the elixir of life is a chimera but these philosophers, whose hands seem only made to dabble in dirt, and their eyes to pore over the microscope or crucible, have indeed performed miracles. They penetrate into the recesses of nature and show how she works in her hiding-places. They ascend into the heavens; they have discovered how the blood circulates, and the nature of the air we breathe. They have acquired new and almost unlimited powers; they can command the thunders of heaven, mimic the earthquake, and even mock the invisible world with its own shadows." Mi sembra di sentire, in sottofondo, le mille traduzioni fioccare dal cinese al francese e accatastarsi a margine della pagina, in attesa: non volevo che il traduttore automatico dell'interfaccia facesse tutto da solo, mio padre potrebbe offendersi davvero molto se lo mandassi in onda tradotto male, e anche se lo meriterebbe Mary Shelley è morta prima di potermi fare qualunque torto, anche se avrei tanto voluto conoscerla per vedere come fosse. Concentrata, Faith, concentrata. 丁丁 mi fa apparire Wikipedia a margine dell'occhio ed è così difficile non comportarmi come se avessi un granello di polve sotto la palpebra, continuare a fissare il focus. "Lo si scriveva..." Ommamma, 2106 - 1818 = ... "quasi trecento anni fa, eppure le cose sembrano tornate a essere quelle che erano allora: la scienza si propone di spiegare tutto, anche ciò che un tempo veniva considerato fiaba." O incubo. "Ma la storia che avete appena sentito, di cui tra poco ci verrà narrata la conclusione, potrebbe essere una di quelle fiabe, con un giovane protagonista e, forse, un lieto fine. Signor Kuchenbäcker, credo scopriremo molto presto che la sua, questa sera, non è una fiaba. O forse sì?" E, fiaba o no, spero davvero sia l'ultima volta che la devo sentire!

(08:19:12) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Mentre osservo lo sguardo minaccioso che mi si è appena presentato davanti mi ritrovo a ricostruire gli eventi degli ultimi minuti.
Se per avessi optato per una versione più breve del racconto, magari quella semplice da solo un paio di minuti in cui al risveglio il protagonista trova il cane morto durante la notte, a questo punto avrei già finito, invece ho scelto la più drammatica, quella che usata sul palco mi garantisce l'effetto maggiore sul pubblico e adesso mi ritrovo a non essere riuscito a portarla fino in fondo nemmeno una volta e non è il caso di cambiare versione arrivato a questo punto.
Insomma chi troppo vuole nulla stringe.
Comunque quando il regista ha finito di togliere di scena tutti gli animali in seguito all'insistenza di Faith e dopo che quest'ultima mi ha detto di non preoccuparmi per i piccoli contrattempi e raccontare tranquillamente la storia prendendomi tutto il tempo che mi serve mi preparo a ricominciare e appena ha finito nuovamente la sua introduzione inizio la stessa versione ma con un ritmo meno ricco di pause e leggermente più serrato.
Insomma chi ha tempo non aspetti tempo.
Sono arrivato alla resurrezione, alla descrizione della gioia liberatoria del bambino, al momento in cui si rende conto che anche altri meriterebbero la stessa felicità, ho pronunciato le parole "E fu quello il momento in cui..." sto per aggiungere "... ho deciso che da grande avrei girato il mondo per farlo", invece di colpo diventa tutto buio, niente più luna, niente più stelle e niente più luci in generale, quindi mi ritrovo a interrompere per la terza volta quello che sto dicendo.
Insomma non c'è due senza tre.
Poi il buio è stato sostituito da una luce troppo bassa per essere utile e troppo verde per essere gradevole accompagnata da una leggerissima vibrazione del terreno seguita a ruota da una vibrazione più forte, quindi da una ancora più forte e infine da quello che sembrerebbe a tutti gli effetti un terremoto se non fosse per la strana sensazione che il mio corpo stia comodamente fermo sulla poltrona ma allo stesso tempo stia sobbalzando allo ritmo del terreno e come se tutto ciò non bastasse scatta un allarme anti incendio più simile a quello che mi aspetterei da una nave militare in zona di guerra che dal sistema di sicurezza di un giornale e, per finire, appare dal nulla un canguro che si muove a lunghi salti verso Faith e me puntando nella nostra direzione con la stessa foga con cui una mamma canguro potrebbe puntare dei turisti che si sono avvicinati troppo ai suoi cuccioli.
Insomma le disgrazie non vengono mai sole.
Inizio a odiare questa intervista, se solo riuscissi ad aprire gli occhi e uscire da questo sogno lucido da sveglio lo farei e farei una sfuriata di persona al regista, ho sempre pronta una sana dose di insulti in italiano che ogni tanto mi hanno dato le loro belle soddisfazioni, più di quelli in altre lingue, posso accettare qualche imprevisto ma non reggo una mancanza di professionalità simile a quella dimostrata oggi dal regista di Faith, non lo sopporto.
Insomma se l'odio avesse le gambe... io sarei... UN MILLEPIEDI!

(19:57:46) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Le sirene d'allarme sono anche peggio di quelle quando abbiamo avuto una security breach in Lexington Avenue: è una via di mezzo tra la sirena di Lost e quelle di Flash Forward ed a peggiorare la situazione vedo il canguro. Oh no. Oh no no no no no. Punta dritto verso di me come se gli avessi fatto qualcosa: non può saltellarsene via come fa di solito mentre il mondo si risveglia? No, punta verso di me come se gli avessi rubato il marsupio e io sono ancora in piedi e si ferma davanti a me e io me ne dovrei andare, lo so che me ne dovrei andare, o almeno dovrei ascoltare quello che mi stanno urlando nelle orecchie. Invece rimango lì a guardarlo mentre si alza sulla coda e mi dà un colpo con le zampone sul petto, mi butta all'indietro e la sensazione di cadere senza cadere mi fa svegliare dalla connessione. "Cazzo!" Mi strappo il bracciale e lo butto in faccia a 跳躍-鼠標. Bene? Bene??! Bene cosa? "跳躍-鼠標, 這是令人難以置信, 你認為我們是誰, 那個 New York Post?我不相信. In 123 anni che faccio questo mestiere, non mi è mai successo..." Ok, no, non è vero, mi è successo anche di peggio, ma non è questo che sto cercando di dire. "Cos'era quella cosa? E tiratelo fuori!" Lo so che sono isterica ma insomma, abbiamo lasciato un ospite ostaggio di un chupacabra cibernetico, cosa racconteremo all'assicurazione? 跳躍-鼠標 sta rispondendo che siamo noi a non saper gestire il mondo virtuale e avrei voglia di mettergli le mani addosso, vorrei che il suo topo cominciasse a rosicchiarlo fino a che... oddio che immagine orrenda! Ma gli appoggio lo stesso la mano sulla maglietta, proprio sopra il numero, perché si sta avvicinando troppo sia a me che al mio ospite, e lo spingo indietro. "不要試圖告訴我... Beh, che cosa c'è?" Ha cominciato a strillare e sta cercando di scacciare il suo topo, com'è possibile? Non lo lascia mai, neanche per andare in bagno, ma ora il topo è arrampicato sulla sua maglietta e sta... oddio, sta rosicchiando la maglietta esattamente su un'impronta bianca di mano che potrei aver lasciato io. Mi guardo. I guanti. Oddio, dove sono i guanti? Mi giro verso la scrivania: il mio ospite ha ancora gli occhi chiusi, è ancora là dentro, e se qualcuno si degna di tirarlo fuori, penso che me lo porterò in qualche posto tranquillo come la terrazza dell'Emerald e terminerò lì l'intervista. Terminerò lì l'intervista con carta e penna. Con carta e penna come una volta. Ma guarda te cosa mi doveva succedere. Sono sicura: in qualche modo anche questo è colpa di mio padre.

(23:21:02) Vrykolakas:
avatar - PG - il canguro

il canguro: La delizia del suono che mi riempie le orecchie sarebbe molto più saporita se non avessi la sbronza di ieri che me la fa rimbombare nel cervello: sirene come quelle di una nave, e suonano per me, l'abbordaggio è riuscito e sono sul ponte, via la piccola stronza ed ecco la mia preda, così indifesa da farmi riempire la bocca di languore. Oh sì, è proprio lui. Quanto a lungo pensavi di sfuggirmi, tesoro? Ma non sono qui per questo e li posso sentire, raspare contro i boccaporti per recuperare il timone del loro piccolo ambiente virtuale, o almeno per sbirciare cosa sta succedendo, e provano a liberare i cani da guardia perché mi scovino e scoprano da dove viene la mia piccola intrusione. Un cane è già qui, ma sembra poco efficace, tutto quello che fa è abbaiarmi contro. Mostro i denti aguzzi: stai a cuccia, sacco di pulci virtuali, se non vuoi che ti stacchi la testa. Sono appostata da ventiquattro ore, aspettando un qualche segnale, e proprio ora che l'ho captato non me lo lascerò scappare perché un cagnaccio rognoso abbaia troppo, intesi? Non abbasso le labbra sulle gengive e mi rivolgo al mio piccolo passerotto. "Theodor Kuchenbäcker, apri bene le orecchie e ascoltami: se vuoi sapere dove si trova Jin Rei, presentati lunedì sera alle 23:45, da solo, alla sauna Lianbang, e chiedi un trattamento thailandese."

(23:22:59) shelidon:
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