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Luogo e data di nascita: Saint-Denis . 1869 (Jeanne Paquin)
Luogo e data di infezione: N/A . N/A
Residenza e attività: N/A
infetto - ceppo mediorientale (vampiro)
Πολυύμνια



avatar - profilo - 14 - arte avatar - profilo - 00 - il matto
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«Ciò che è fuori moda è ciò che indossano gli altri.»
(Oscar Wilde)

La fama ha consegnato alla storia il nome di Charles Frederick Worth e Jacques Doucet tra i fondatori dell’alta moda così come viene intesa oggi: il primo, inglese, è ricordato per essere stato lo stilista dell’imperatrice Eugénie de Montijo, moglie di Napoleone III, e della diva Sarah Bernhardt; il secondo, francese di origine ma non meno parigino del primo, è ricordato per aver disegnato costumi di scena alla stessa Bernhardt e a Gabrielle Réjane. Tuttavia, il gruppo di questi padri fondatori dovrebbe contenere un terzo nome di non minor merito ma oggi molto meno conosciuto: quello della stilista francese Jeanne Paquin, che si distinse rispetto ai due colleghi per un contributo più innovativo e risoluto alla moda del suo tempo, oltre a essere stata la prima donna ad aprire un atelier nel 1891.

Nata a Saint-Denis nel 1869, la Paquin aveva studiato da modista presso Rouff, per stancarsi molto presto di fronte ad un ambiente che non la riteneva in grado di creare ma solo di cucire. La Maison Paquin si distingue molto in fretta, al contrario, per il suo stile ispirato al XVIII secolo eppure colmo di innovazioni, negli abiti da sera come in quelli da giorno, e si distingue per alcuni colpi pubblicitari allora inediti, in un certo senso precorrenti il moderno guerriglia marketing. La Paquin organizza sfilate diurne non autorizzate nelle strade londinesi, eventi molto simili ai moderni flash mob e piccolo spettacoli in occasione dei principali eventi mondani parigini. Collabora con architetti e illustratori tra cui Leon Bakst, George Barbier, Robert Mallet-Stevens e Louis Süe, disegna costumi di scena e collabora alla decorazione d’interni di alcune delle più prestigiose residenze, non dimenticando di fare della propria casa una sorta di laboratorio e di vetrina per le nuove tendenze.
Si ritira dal proprio atelier nel 1920, dichiarando di essere alla ricerca di nuove suggestioni, e lascia l’amministrazione a Henri Joire, mentre la direzione artistica è affidata a Madeleine Wallis. Successivamente la direzione della casa passa a Colette Massignac, che adatta lo stile a quello degli anni ’50, ma il tentativo di acquisire House of Worth si rivela troppo azzardato, ed entrambi gli atelier chiudono nel 1956. Jeanne Paquin rimane a New York anche durante la chiusura del suo atelier: negli anni successivi al 1920 ha modo di descriversi, in una lettera a Madeleine Wallis, “più felice e ispirata di Miss Louise Tschumi, più gratificata di Coco Chanel”. Non è chiaro cosa intendesse.

Retroscena: N/A .
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