- Il moschettiere
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10:05 pm, 13 April
2106
Bund - Captain's Hostel

Dormitorio per studenti e giovani stranieri, in un grande isolato del 1920 tra il Bund e la Città Vecchia: dopo il black-out del 2014, il locale è tutt’ora alimentato a vapore dall’acqua dello Huangpu. Alla sera il bar all’ultimo piano e la lobby al pian terreno sono frequentati per lo più da freelancer (e mercenari) in cerca di lavoro, specie nel settore commerciale e marittimo: la proprietaria è Lai Choi San, chiamata Shu o Sugar, e ha un passato sia nella marina mercantile che nella guerra da corsa contro il Giappone.

(00:54:38) Isabelle:
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Marlowe: Un quarto d’ora di ritardo e neanche uno straccio di scuse. Ma non sono le scuse il punto, ok. Il punto non è neanche nell’invasione di puffi al numero 3 sul Bund, e neanche l’andare in Mehiua Road e non arrivarci affatto, visto che la direzione non è quella giusta. Non si trova neanche nel non passare a Palazzo per porgere saluto a Milady, apparentemente impegnata in un girotondo con gli Oompa Loompa nel Bormeo meridionale, settentrionale… Bha, ovunque esso sia, nel mare di cazzate che mi propini con tanta simpatica, ringhiante naturalezza. Il profumo di Milady, francese azzarderei, è ancora nell’aria, esattamente come l’impronta del suo tacco 4¾. Ora: conoscendoti solo di nome, dopo aver sentito un passaparola di voci, sbagliate per altro, una persona che non sia io potrebbe quasi cedere alla tentazione di fare del sarcasmo sul fatto che tu stia nascondendo il corpo della Signora nel portabagagli. Ma mi hai già rotto il naso una volta, e non ti sarebbe dispiaciuto farlo una seconda volta, e no, grazie, non voglio dare questa soddisfazione al cruscotto della tua Lamborghini... Sebbene forse non le dispiacerebbe troppo avere un incontro ravvicinato con me, dopo avermi fatto le fusa, lampeggiando, quasi fosse felice di raccattare il quarto dei tre moschettieri. Ci penso dopo a te, baby, se nonna papera qui al mio fianco non ha nulla in contrario. In ogni caso, il punto non si trova neanche nel non riuscire ad introdurre un qualsiasi tipo di argomento, ad intavolare una discussione random o ad attirare la tua attenzione: ti ho fatto notare il bel posteriore dell'occidentale nel cappotto rosso e che mi piacerebbe assaggiare una carota lunare e che il presidente degli stati uniti balla la hoola in bikini mentre i suoi consiglieri giocano a togliersi la sedia da sotto il culo. Ma niente, ottengo solo un ringhio distratto. E che cazzo di risposta è un ringhio distratto, vuoi spiegarmelo? Ok, ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta si arriva sempre, con un po’ di attenzione, a distinguerla dal volto. Ma qui non si tratta di falsità o di maschere, si tratta che non fai neanche finta di far finta di farmi credere di stare ad ascoltarmi. Ed il punto è che divento pazzo se non arrivo al punto e qui non c’è una logica da seguire, non posso trarre neanche le dovute conclusioni, perché non ho supposizioni da fare. Che tu stia ancora cambiando aria dall’anno scorso? Via, amico, non è da te. Oppure… “Che c’è? Ti ha definitivamente buttato fuori di casa?”

(02:18:17) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: C'è un vuoto, nell'aria di Shanghai, un'eco senza voce, come se ogni singola stella stesse sentendo la sua mancanza ed avesse gli occhi su di me, con l'intento di domandarmi quando sarà di ritorno. Il suo profumo, rimasto nell'aria e sul sedile dell'auto insieme ad un filo di capelli neri, ad ogni respiro sembra sussurrarmi l'ora alle tempie e mi impedisce di pensare. Eppure devo pensare, e l'ambiente protetto della Lamborghini è uno dei pochi in cui posso veramente farlo, senza il rischio che qualche piccolo stronzo si metta ad ascoltare quello che nessuno deve sentire. È per questo che ti sono venuto a prendere come avevo promesso, anche se avrei avuto di meglio da fare. Per questo e anche perché se prometti di andare a prendere il capo dei servizi segreti britannici e poi non ci vai, te lo trovi alla porta pieno di simpatiche domande. No, non possiamo ospitarti all'Etemenanki, questa volta: abbiamo un'invasione di puffi, ti dovrai accontentare di dormire in mansarda da me. E no, non possiamo passare a salutare lady Erodiade, lei è...
Ô parfum chargé de nonchaloir...
Smettila, cazzo, smettila di farmi domande. E smetti di parlare: sto tentando di contare i miei vantaggi in una lotta contro il tempo in cui qualunque mia mossa, per sua costituzione, non può che arrivare irrimediabilmente in ritardo. Drž hubu. Cosa vuoi che ti dica, Chris? Che ho bisogno disperato di un esper che sia in grado di aprire un wormhole spazio-temporale, due per essere sicuri, e che non faccia domande? Tanto varrebbe dirti che sono crucciato perché il semipuffo anteriore ha la puffergenza spuffata. Taci, cazzo, taci. Abbi il buon gusto. Come mio padre, che dopo qualche obiezione cretina alla Emmett Brown, ha dovuto ammettere che la mia è l'unica soluzione possibile: sto per far incontrare la grande bestia e l'uomo che inventò il Ventesimo secolo, e se lo scontro non genera un wormhole...
"Che c'è? Ti ha definitivamente buttato fuori di casa?"
Rallento, tolgo la mano dal cambio e mi strofino la fronte con due dita. Se lo scontro non genera un wormhole siamo ufficialmente, definitivamente fottuti, e non lo accetto, non posso accettarlo. Non avrei dovuto consigliarle di condurre questo dannato esperimento, o lasciare che andasse da sola senza accertarmi che lo volesse, o accettare di lasciare quella dannata, maledettissima stanza. Non mi sono rivelato più affidabile del russo, může hrom udeřit ho a změnit ho na popel, e di lui sicuramente non mi posso fidare, ora. La campana della dogana suona l'ora. Lo so, fan'culo, lo so. Ma lei starà sicuramente benissimo: avrà trovato un comodo seggio, un libro che ha già letto, e quando arriverò a prenderla mi rimprovererà, senza alzare gli occhi, di essere in ritardo per il tè. Ma chi è capace di aprire un wormhole davvero stabile, dalle nostre parti, una volta ridotto il russo ad un fermacarte? Ci sarebbe George, ma doverlo coinvolgere sarebbe... spiacevole. Come posso raccontargli che sua madre è... beh, tenderebbe ad agitarsi. E lei non avrebbe voluto... non vorrebbe farlo agitare. La piccola, dolce Echo manterrebbe il riserbo, ne sono sicuro, ma qualunque malessere abbia investito la mia Signora, se è di natura elettromagnetica si sarà riflesso anche su di lei, e non posso rischiare di portare la mia Signora in un wormhole instabile. È per questo che ti sono venuto a prendere come avevo promesso, anche se avrei avuto di meglio da fare. Per questo e anche perché se prometti di andare a prendere il capo dei servizi segreti britannici e poi non ci vai, te lo trovi alla porta pieno di simpatiche domande.

(02:30:15) Isabelle:
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Marlowe: Elementare, Gabriel: anche se usi la mano sinistra per strofinarti la fronte, sembri comunque tuo padre quando non sa come dirti una cosa o quando si lancia in un pensiero piuttosto complicato. Ma il tuo gesto, ci scommetterei il mio calzino destro, sta più ad indicare quanto ti interessino i miei triviali tentativi di distrarti. Sei un libro aperto, al momento, e la riga che sto leggendo dice: Oh, interessante Chris, davvero. Quindi lascia che metta subito tutto nella lista delle cose di cui non mi frega un cazzo. Punto.
Proprio ad essere onesto: non ho voglia di partecipare al tuo gioco del silenzio. Anche perché al momento ho le funzioni cerebrali di un roditore in overdose da caffeina. Indizi, seriamente? La prima volta che ho visto Milady, nel dicembre del 1941, nonostante tu fossi a corte da molto più tempo, avrei giurato fosse francese, per il cipiglio, e inglese, tedesca e russa di nascita, contemporaneamente, per l’accento e per l’inflessione che usa nel parlare. Perfetti. Credo comunque sia francese e difficilmente mi sbaglio. Ne ho intuito le capacità per il modo elegante con cui mi ha sfilato le parole dal cervello senza neanche aver finito di scendere lo scalone principale del Flatiron. E da lì ho capito molte altre cose, su di te, non su di lei, quando sono fuggito urlando, sì: urlando, alla tua richiesta di togliermi i gradi. Lo avevi già fatto una volta, nel 1936 e dopo sono stato costretto a farmi rifare il naso, almeno quattro costole e qualche altro osso sparso. Essere coglioni una volta va bene, alla seconda inizia ad essere una perseveranza diabolica di serie Z. In fondo cosa avevo mai detto di così grave? ”Una donna da provare almeno una volta nella vit…”, Ok, meglio non indugiarci troppo sopra. Non posso neanche dire tu fossi ubriaco, eri proprio incazzato, semplicemente incazzato come una faina. Ma sto divagando, non che abbia di meglio da fare attualmente. Diciamo che questo tripudio di elementi, sebbene siano solamente due, tre al massimo, mi destabilizza abbastanza. Mi viene in mente una canzone di quel gruppo britannico originario di Bridol: to celebrate the fact that we’ve seen the back of another black day. O meglio, tu sembri aver sostenuto le spalle di questa giornata. Ed in tutta sincerità non so neanche se ti piaccia, questa band. Da quando sei scappato da Praga, dopo le due grandi guerre, per tornare a corte, è stato molto difficile assoldarti per qualche missione (una settimana al massimo, lavorativa per altro) e praticamente impossibile sradicarti da quella che ti ostini a definire ipocritamente casa sua… Ma è anche un po’ casa tua, ormai, ammettilo per una volta. Insomma, quale che sia la motivazione, ci vediamo e andiamo in giro come due vecchie signore in cerca di divertimenti, ma se ti piacciano o meno i Depeche Mode, non saprei dirlo. Ma non è questo il punto, il punto è che quando apro il finestrino il vento e gli odori di Shanghai, una città fin troppo affollata per i miei gusti (quando hanno tolto il controllo delle nascite?), arrivano a coprire l’ultima goccia del chypre-fruttato di Milady, insieme al suo capello solitario che sonnecchiava sul sedile. E c’è questa sensazione di stranezza nell’aria e persino l’Etemenanki sembra essersi improvvisamente spento, di colpo. Due minuti fa avrei giurato fosse lo stesso palazzo di sempre, con il suo paio d’occhi che ti osservano dall’alto, ma ora mi viene quasi di supporre che l’invasione di puffi sia solo una scusa per coprire un’invasione di sanguisughe. Hey, amico, forza. Spegni quel tuo ringhio infastidito ed accendi lo stesso sguardo ottimista, anche se preoccupato, di poco fa. Questa sorpresa non mi piace, te lo confesso, e non ci sarebbe bisogno ma la vuoi proprio sapere una cosa? ”Lo sai che puoi chiedermi praticamente tutto, se non coinvolge la mia Regina, vero?”. E non voglio sentire cos’hai da rispondere, perché potrebbe partirmi un bel calcio con destinazione: il tuo culo. Ora, ferma l’utilitaria di paperino e fammi scendere. Black Celebration. I’ll drink to that tonight.

(15:51:12) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel:
"Lo so, Chris." Lo so. Ma è proprio questo il punto in cui ti ringrazio e rimango in silenzio, non credi? Io e te serviamo due regine diverse e anche se vorrei davvero potertene parlare, e poter accettare l'aiuto che sicuramente avresti da offrirmi, non posso e non voglio metterti nella spiacevole condizione di dover scegliere se tradire la tua regina o morire per mano mia. Se potessi esporti il problema con queste parole, sono sicuro che concorderesti. O forse mi molleresti un sinistro alle costole, tanto quanto io vorrei mollarne uno a te quando apri il finestrino lasciando fuggire via l'ultima traccia confortante del suo profumo, come se ci fosse bisogno di riportarmi alla realtà. Sono perfettamente concentrato, grazie. Come potrei non esserlo? Il palmare che ho in tasca scandisce i minuti, i secondi di autonomia che rimangono all'Etemenanki, retto su una cache di sistemi ausiliari che fanno danzare i suoni nelle stanze e le immagini alle pareti anche in sua assenza. Come a volermi ricordare...
Que ce soit dans la nuit et dans la solitude.
Que ce soit dans la rue et dans la multitude;
Son fantôme dans l'air danse comme un flambeau.

Mentre parcheggio la Lamborghini a due vicoli di distanza dalla nostra destinazione, metto nel cassetto la mia solita forma e assumo quelli più convenienti dell'americana, convenienti quantomeno per il fatto che nessuno bada a te quando possono guardare il culo a me. Mi schiarisco la gola e do alla nuova forma la sua voce adeguata, da doppiatrice di Jessica Rabbit. E confido che tu riconosca da solo dove ti ho portato. "Lei è l'ultima ad avere incrociato la traccia dell'egiziano: vediamo se ne sa qualcosa in più." Di solito le sue informazioni sono attendibili, quando è sobria. O anche quando non è sobria, visto che l'ultima condizione non si verifica poi così spesso. Sempre che non ti disturbi fare affari con l'incrocio cinese tra Sandokan e Mata Hari.
Abbasso l'aletta parasole e mi guardo nello specchio. Tolgo dal viso i segni della stanchezza: li seppellisco sotto il doppio velo e il triplo inganno del mio mascheramento. Le Démon, dans ma chambre haute, ce matin est venu me voir. E so che quando aprirò questa portiera non potrò più pensarlo, così mi concedo di pensarlo ora, mentre acchiappo il fermacravatte prima che mi cada in grembo e lo faccio pendere dal collo nella scollatura, impigliato nella chainette d'argento: un esper con la potenza di fuoco di Eugene Acher mi serve, o mi servirà se Al e Nikola non saranno in grado di sviluppare abbastanza energia da aprirmi il wormhole, per cui metti in moto il cervello, Chris, e trovami quel bastardo di un beduino prima che sorga il sole, perché visto che parlavi di favori ti chiederò di prestarmelo per un paio d'ore. In fondo devo solo usarlo come batteria ausiliaria attaccato a due cavi d'avviamento nel caso il mio wormhole non si metta in moto girando la chiave. Non voglio friggere uno degli esper di Ero, per farlo, a meno che non sia assolutamente necessario, e non posso dichiarare lo stato d'emergenza se nel contempo devo fingere che sia tutto normale. Dio, in che situazione del cazzo ci ho cacciati?

(17:42:34) Isabelle:
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Marlowe: O potrei brindare alle tue tette. Cazzo, non riesco a guardarti negli occhi quando porti in giro Ruby e Blue, le gemelle taglia quinta dell'americana. E chissà quale insana divinità mi ha illuminato, a Berlino, quando le ho battezzate così… Parecchie bottiglie dopo. E mai come in questo momento, amico, pensando alla tua faccia da stronzo asociale di poco fa, sostituita egregiamente con una mano di stucco mutaforma e tanta buona volontà di prendermi per il culo, mi piacerebbe essere un infetto diverso. Più dotato, in tutti i sensi, perché quando hai un brivido di raccapriccio che fa a botte con una possibile erezione, come diavolo fai a tirartene fuori, eh? Ci manca solo che te ne esca con "Why don't you do right?" e sono definitivamente fottuto. Devi smetterla di farmi questo tipo di Hocus Pocus sotto al naso, che la mia è una mente sensibile.
Mentirei su tutta la linea se ti dicessi che non mi importa di questo tizio, in fondo lo stiamo solo cercando da anni, e non sto qui a specificare quanti, e che tutto questo è solo una scusa per venire a Shanghai per trascorrere un paio di giorni di ferie. Ma stendiamo pure una coperta pietosa a riguardo. Onestamente speravo di trovare le cose tra voi un filino migliori rispetto all'anno scorso, ma parliamo pure del Capitain's Hostel, a cui approdiamo senza neanche il tempo di farsi una doccia. Tanto non è che sia uno dei luoghi più chic della città. Anzi, molto probabilmente, nonostante l'ora, là dentro avranno quasi tutti una faccia da Shojo - L'elfo che beve (non c'entra molto la storia, ma il titolo rende a sufficienza) in confronto a noi due.
"Ah, questo posto… Si ha sempre la sensazione di fare un tuffo nel passato, eh?", con l'odore di legno vecchio e di Rum, mescolato al tè e ad un omni presente puzzo d'acqua stagnante di sottofondo. Ed avevi ragione, proprio come la prima volta che mi hai presentato questa specie di galeone con le gambe al posto delle pinne: le migliori informazioni della città, ma fai attenzione a non farti distrarre, Chris, non indossano quasi mai le mutande. Vero. La clientela è variopinta ed ha in corpo una tale quantità di alcool da renderla ancora più banalmente scontata di quanto non lo sia già normalmente. Prendi ad esempio… "Senti, se mi dici sul serio cosa c'è che non va, dopo faccio il Dr. Mortimer Granville della situazione anche con te…", e speravo in una risposta diversa da "Ottimo tentativo, Chris". Una volta ti piaceva… "Oh, fanculo!", dicevo: prendi ad esempio il tizio seduto al quarto tavolo da sinistra, tornato da una vacanza esotica, Australia probabilmente a giudicare dal rossore da buco dell'ozono e dalla puntura di insetto che continua a grattare, dietro al collo. Dio, l'Australia, il paese con la più alta concentrazione di animali, insetti e robaccia mortale del cazzo. Dico vacanza perché non ha il segno dell'orologio al polso e quando non hai segno dell'orologio al polso vuol dire che hai voluto dimenticarti che giorno fosse, ora, anno, pianeta solare. Si fa eccitare dalle ragazze giovani, lo si nota dalla sudorazione della mano che lascia un'impronta piuttosto evidente sul bicchiere di… dal colore direi Jack Daniel's, amico, per quanto quella tizia possa averti detto di avere diciannove, vent'anni al massimo, ne ha più di ventisette, portati male tra l'altro. Oh certo, il mondo in cui succhia il suo lecca lecca nella sua divisa da Lolita da Saloon è quasi convincente. In ogni caso, cara, quelle sono le tette rifatte più brutte che abbia mai visto ed hai trovato l'idiota giusto. Caro idiota, la tua Dolores è più interessata alla quantità di fen nel tuo portafogli che ad altro (in fondo fa solo il suo lavoro), per questo sei ubriaco fradicio. Per non parlare di quell'altro riccastro al tavolo subito adiacente, lui ha un harem tutto esotico e può permetterselo, la quantità di matrici sulla sua chiave magnetica indica che ha più piede-à-terre di malaffare che case con moglie e figli, perché per essere sposato, è sposato. Porta la fede. Sciocco, quando il sistema inizierà a chiederti cinque centesimi solo per aprire la porta o il frigo di una delle tue sette bettole, sarai fregato. Ah, Dick, sei un maledetto statunitense ma devo dire che ti adoro. Che noia, questi tizi hanno tutto da nascondere ma sono così manifesti… I poveracci mi fanno così pena che non ho voglia di analizzarli, non è perdita di tempo è solo che non se lo meritano, non hanno niente da perdere, hanno il colorito terreo del tabacco andato a male e l'aria di chi sta per suicidarsi senza neanche il piacere di un ultimo giretto. "Oh, insomma, Gabrièlle… Pensi che possa invitarvi dalle mie parti verso il ventotto di maggio? Prima della consueta festa di riapertura delle danze, potrei avere delle cose interessanti da proporvi."

(20:23:47) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Da gran gentiluomo tenermi aperta la porta per farmi entrare, molte grazie, anche se ovviamente è solo una scusa per guardarmi il culo. Se potessi me lo guarderei anch'io, ma la vibrazione soddisfatta con leggero picco ormonale che mi arriva nella scia di Hypnotic Poison che mi lascio in coda, letteralmente, mi rassicura che la curva del cheongsam nero sta facendo il suo lavoro. Lo spacco lascia in bella vista la derringer d'argento a due colpi, nel reggicalze, ma in fondo non siamo qui per fingerci una coppietta in gita, vero tesoro? Sarebbe raccapricciante, e al travestimento da Janet Weiss ho sempre preferito quello da Magenta, il che farebbe di te Riff Raff. O quello da Frank-n-Furter. Ma vestita così, come Sofie Fatale di Kill Bill, non sono sicuramente credibile come sweet transvestite.
C'è un tavolino libero, all'angolo con la scala che sale, la porta per il retro e un fascio di tubi che portano vapore dal generatore alla grande spillatrice d'ottone: è un punto perfetto. Abbastanza lontano dalla Rei Ayanami con il caschetto color pervinca, chiaramente dello sprawl e ovviamente armata di una pistola laser e tanta voglia di attaccar briga. Abbastanza fuori dalla linea di fuoco dei due gemelli Van Cleef, che scommetterei abbiano almeno trentasei proiettili ciascuno per un totale di sei canne (escludendo quella che si sono fumati qui fuori e che ancora hanno appiccicata addosso). Abbastanza vicini al tizio cinese vestito come Chuck Norris, che se continua a lamentarsi in questo modo del suo gin, e a minacciare le ragazze, scatenerà presto le ire della padrona di casa. Giusto quello che ci serve: non la sto vedendo in giro ed è una liberazione non doverlo fare io.
"Molto gentile, ti farò sapere." Proprio non ce la fai a cambiare argomento, eh?
J'aiguisais lentement sur mon coeur le poignard,
Je vis en plein midi descendre sur ma tête
Un nuage funèbre et gros d'une tempête,
Qui portait un troupeau de démons vicieux,
Semblables à des nains cruels et curieux.

Ci sediamo, apro il portafoglio della gonna nell'accavallare le gambe e ticchetto sulla gamba del tavolo le prime battute di Diamonds are a girl's best friend, con la suola metallica delle mcQueen. Una vera signora, dopo tutto, tiene sempre un paio di scarpe di riserva sotto il sedile dell'auto, e queste scarpe sembrano fatte apposta per camminare sulla faccia di qualcuno. Questo qualcuno potresti essere tu, se non la smetti di guardarmi le tette. Santo cielo. E mentre aspettiamo Shu disegno con il dito la circonferenza tracciata, sotto la scollatura, dal bracciale di lei, imbrigliato nella seta del cheongsam come la preziosa preda di un ragno geloso. Mi incornicia la bocca dello stomaco, come un bersaglio del tiro a segno, e fa da corona all'eco di ogni soffocato trillo, che dal mio palmare scandisce i secondi all'indietro.
- 19:05:40

(23:54:44) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: La stanza barcolla come una baldracca che ha bevuto troppo gin o come un galeone con al timone una baldracca o come un galeone con al timone una baldracca che ha bevuto troppo gin. Stringere tra le mani le monete e i gioielli del mio cumulo non mi aiuta, mi sento da ieri come se avessi ingoiato una manciata di queste perle con tanto di ostrica mutante viva. Quella stronza, quella piccola stronza, qualunque cosa mi abbia soffiato nell'orecchio doveva essere un cazzo di 魔法 potente, sicuramente una qualche diavoleria di quella troia di Wuxia. Un giorno mi dovrò arrampicare fin sulla cima dell'Emerald Hotel e sussurrare a lei una dolce parola nell'orecchio, prima di mandarla ad asfaltare il Bund con la faccia. Mi sono versata rum nelle orecchie e giù per il collo e sta facendo effetto, insieme a quello nello stomaco tra poco potrò salire da tutti i miei pesciolini. Specie dal 鱈魚 che si crede uno 鯊魚 grande abbastanza da poter divorare una delle mie 牡蠣. Posso sentirlo da qui, tutta la sua boria: si crede carico di 河豚毒素, come i denti di un 河豚魚, ma nessuno gli ha detto che, se anche fosse, io mangio sushi di 河豚魚 tenendo le bacchette tra le dita dei piedi mentre con le mani cavo gli occhi ai palloni gonfiati come lui. Nessuno insulta le mie ragazze: solo io. E la rabbia è quasi meglio del rum. Salto in piedi, mi scrollo le monete e le perle dalla camicia, a manciate fuori dalla mia scollatura, annodo una 印花大手帕 rossa attorno ai capelli, non mi piace che mi entrino in bocca mentre sto mangiando, e salgo di sopra. Come mi piace aprire la botola del mio sotterraneo e trovarmi dietro al bancone del mio Captain's Hostel: è come aprire il boccaporto di un sottomarino e ritrovarsi direttamente in pieno arrembaggio, con il tuo equipaggio che sta saccheggiando e razziando sulle note di material girl. Non ho bisogno di boys per farmi alzare dal buco nel pavimento e arrivare in piedi sul bancone. Sono almeno trentacinque i pesciolini di questa sera, quindici delle mie ragazze sono già impegnate e quello stronzo me ne sta bloccando da solo tre. Per cosa? Per lamentarsi del suo gin. Credi che sia annacquato? Ora te lo annacquo io, il gin, e credimi: adorerai ogni minuto dell'esperienza. 我們生活在一個物質世界,我是一個物質女孩.
Arrivo al suo tavolo, faccio da parte le tre stronze inutili che hanno tentato di blandirlo per un quarto d'ora e non domando nemmeno Qualcosa non va? perché so bene che qualcosa non va. Il gin non va, non va giù per la sua gola. Vogliamo provare? Gli butto via con un calcio il cappello da cowboy, gesto preparatorio per passargli il piede dietro al collo e avvicinarlo al ginocchio dell'altra gamba. Stupito, tesoro? Sollevo il bicchiere con due dita della mano, rigiro il ghiaccio con l'altro dito e mentre il piccolo 河豚魚 si protende in avanti gli mando il gin a colare in gola dopo averlo fatto scorrere sul dorso della mia mano e sulle dita. Piaciuto, tesoro? Peccato che sia finito. Mi tiro indietro, mi alzo, gli do le spalle, e il bicchiere si spacca contro il pavimento di legno, tra i suoi piedi. "Offre la casa." Ma solo questo giro, caro: non tutti i prossimi che ordinerai desiderando e sperando che io ripeta il giochino. Oh, come adoro il mio Captain's Hostel. C'è così tanto da fare e così tanti pesciolini da mettere in padella, ci sono così tanti odori nell'aria, e c'è... 加百列

(01:35:04) Isabelle:
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Marlowe: Sto cercando di pensare a quel mangia datteri di un beduino, veramente, e non tanto per le esplosioni o per la sua mania del chirurgo plastico o per vedere, esattamente, quale tipo di animale abiti tra le pareti del suo cranio, quanto perché mi deve un migliaio di sterline da svariati anni e calcolando gli interessi diciamo che sarebbe vantaggioso riuscire a recuperarlo. Oltre al fatto che sono un curioso di natura e quindi mi piacerebbe anche fargli un paio di domande prima di spedirlo ovunque io voglia spedirlo, vivo o morto che sia, non sono informazioni che posso decidere di darti tesoro e se non esci dalla mia testa adesso vengo lì e ti prendo a calci in quel tuo culone vestito di rosa maiale. Grazie, molto gentile.
In ogni caso non posso pensare, Gabriel, se continui a far ruotare quel tuo dito da sinistra verso destra e da destra verso sinistra, seguendo il cerchio di un qualcosa che hai intrappolato all’interno del vestito e sto quasi per fare centro con l’indice sinistro ma, hey, con calma, sangue freddo e senza emotività: smettila di ringhiare, che ti vengono le rughe. Santissima madre, da quando sei diventato così prezioso e antipatico? Capisco che devi aver avuto una gran brutta serata ma… ”Ma che cazzo… ?”, ricordavo che la padrona di casa fosse un filino eccentrica ma forse il tempo ha sbiadito un po’ troppo l’immagine. Ha le pupille così dilatate e odora così tanto di alcool che riesco a percepirlo da qui. Da qualche parte ho letto che effettivamente farsi il bagno nel Rum tonifica. Chissà, magari è vero. Fortuna vuole che non mi azzarderei mai ad ordinare del Gin, maledetto distillato Olandese. Non so, mi stanno proprio sul cazzo i Paesi Bassi, a prescindere. Ma Dio solo sa quanto avrei la tentazione, in questo momento, di farmi un giretto di acqua di colonia (perché il sapore è quello), tanto per provare. Sciolgo la “O” formata sicuramente dalle mie labbra, nell’osservare la scena, e mi godo lo spettacolo di questa tipa che sotto sotto ho anche la curiosità di provare. ”Ma facciamo che la provi prima tu e se sopravvivi, la provo anche io, ma solo se mi dici come hai fatto a sopravvivere” perché, dai, l’istinto di sopravvivenza è alla base e va bene che morire durante l’amplesso è il sogno di ogni uomo, ma per quanto possa essere affezionato a te, se muori per mano di Miss Sparrow sono sempre in tempo per togliermi dai coglioni come Jack. Ed ora che hit the road, Jack mi è entrata nel cervello sono assolutamente certo che morire tra le gambe di una cinese, per quanto allettante, non è decisamente tra le cose che voglio fare a breve. Decisamente.

(21:13:31) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Mi giro. Mi rigiro.
Dov'è?
La traccia nell'aria è sottile, come lasciata lì di proposito.
Dove?
在哪裡?
Mi ricordo, come se fosse ieri, la volta che ho incontrato 希羅底. Non è ironico il modo in cui si scrive il suo nome in cinese? 希 per speranza. 羅 come i meridiani del corpo. 底 come fine. Già. Speri che i meridiani del tuo corpo non decidano di fulminarsi come una lampadina vecchia, quando la incontri, ma i miei stavano per farlo dall'eccitazione. Era notte fonda, dopo la mezza, l'ora più bella al porto per le tonnare di donnine perdute e marinai ubriachi... Aggiro due tavoli, disegno sul pavimento con i piedi nudi le strisce che compongono la parola 饥饿. Un corridoio, un'inversione attorno a un tavolo, un corridoio e poi... Era nello sprawl, vicino al cimitero, e le mie ragazze erano tanto eccitate dalla caccia quanto io ero annoiata e con un mal di testa guizzante tra le tempie come una balena spiaggiata. Gli inglesi avevano eliminato la Triade di Shanghai, all'epoca credevo che anche Wuxia la stronza fosse morta, ma l'aria di cambiamento non sembrava propizia.
Dov'è?
Eccolo.
Se ne sta lì appoggiato allo schienale della sedia come se niente fosse, anche se ha visto che lo sto cercando. Oh, tesoro, vestito così fai concorrenza sleale alle mie ragazze, sai? Potrei quasi pensare che non sia tu, se non fosse per il profumo e per il guizzo viola in quegli occhioni che divorerei tanto volentieri. Mi annodo la camicia sopra l'ombelico e respiro forte. Il segno di 饥饿 è disegnato sul legno del pavimento, tra i tavoli, se si accendesse come un portale inghiottirebbe tutti questi stronzi lasciando solo io e te, tesoro, e un paio di bottiglie rotte con cui divertirci. Sì, era notte ed era nello sprawl, quando ho guardato il cambiamento negli occhi e mi ha fatto rabbrividire di piacere. No, non i tuoi occhioni viola, tesoro: quelli grigi della tua padrona, quelli della grande fenice, di fronte alla quale ho provato un tale irresistibile piacere a inginocchiarmi.
Vengo a prendere l'ordinazione: un'ordinazione dall'Etemenanki non si rifiuta mai, anche se non so cosa darei perché ci venisse lei, la Grande Fenice, una volta, a ordinare da bere da me. A locale chiuso potrei offrirle servizi che non ho mai offerto a nessun altro.
Giro alle loro spalle, di Gabriel e di quel suo amico che profuma d'Europa e che sono sicura di aver già pensato di assaggiare, e mi infilo nella loro conversazione con la gentilezza della fiocina nel ventre di una sirena. "E che cosa posso portarvi... questa volta?" Ditelo a mamma Shu.

(02:45:04) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Quando Shu emerge dal suo antro, questo posto assume sempre le tinte della locanda di 趙來思, dove gli ospiti vengono indotti a mangiare dei dolci di grano che li trasformano in asini. Ma, visto che a Berlino quella sorannominata Κίρκη ero io, forse non dovrei pensare queste cose e semplicemente godermi lo spettacolo, perché per essere uno spettacolo lo è, non ci sono dubbi. E anche quando smette, anche quando aumento il mio profumo al di sotto di Christian Dior e mi lascio fiutare, rimango con la schiena contro la sedia e le gambe accavallate, a giocherellare con il calcio della derringer nel reggicalze ed a pensare che Chris, al solito, segue il filo dei suoi pensieri e me ne rivela solo la fine. Neanche fossi un'esper, come a volte forse vorrebbe lei. Ma nel caso specifico, con lui, non ho bisogno di essere una telepate, perché come al solito stiamo pensando la stessa cosa. "Curioso, stavo per proportelo io." Ma tanto sai bene che, quand'anche io dovessi provarla o avessi già avuto questo discutibile privilegio, non te lo direi. E tuttavia se solo provi ad avvicinarti per toccare questo bracciale, io ti giuro che quel dito te lo stacco. E non dico dove te lo infilo solo perché, al momento, sono una signora.
Thus, when the whirlwind's rage is past,
    And caves their sullen roar enclose
  We heed no more the wintry blast,
    When lull'd by zephyr to repose.

Devi perdonarmi, Chris, ma questo è il suo bracciale, e anche se è solo una riproduzione forgiata da me a Singapore, sembra tenerci come se si trattasse dell'originale: non posso permettere a nessuno di avvicinarglisi senza il suo consenso, nemmeno a te. E in questo momento il preservarlo culla la mia illusione che potrò non permettere a nessuno di avvicinarsi a lei, anche dove si trova ora, anche avvolta attorno al tempo stesso, e ai miei pensieri, come un ουροβóρος di fumo sottile. Proteggo l'oggetto di tanta attenzione con la mano aperta, come si cela un segreto, e taccio. Shu mi cerca, in giro per il locale, e i suoi passi sul legno marcio del pavimento fanno sfumare la voce distorta di Jay Chou e della sua 迷迭香. Provo a diminuire il pimento nel mio profumo, a favore di un gelsomino che dovrebbe riconoscere più facilmente. Prugna, anice, rosa, garofano, tuberosa, ambra, sandalo, opoponaco e muschio, e il pimento che se ne va: se dovessi far bere a qualcuno questa roba, forse riuscirei davvero a trasformarlo in un ranocchio, ma... "Cosa posso portarvi?"
Oh, ho milioni di risposte a una domanda del genere, e solo una di queste recita un martini dry, in un bicchiere da champagne, con due misure di Gordon's, una di vodka e mezza misura di china Lillet, agitato, non mescolato. A dire la verità, io odio la china, e in particolare la china Lillet. Se volessi un rimedio per la malaria, almeno taglierei il chinino con del vino rosso: è tutto un altro modo di andarsene. "Awamori caldo, in tazza di raku, servito di sopra e possibilmente nella Vostra camera da letto: siamo qui per un trattamento himalayano."

(02:29:27) Isabelle:
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Marlowe: Il tono della padrona di casa mi mette addosso un certo senso di aspettativa, anche se so che passare dalla Cina all’Himalaya con amore è solo un modo di dire che la trattativa è qualcosa di riservato. Ma ha questo sguardo, come di chi sta per accovacciarsi con entusiasmo sotto al tavolo per infilarti una mano tra le gambe. Fortuna, o sfortuna, vuole che l’unica cosa infilata, dalla piratessa, da qualche parte sia una chiave, in stile piccolo forziere dei sette mari, nella scollatura di Gabriel, proprio per essere precisi. Bella presa, ad una delle tizie del Gin probabilmente sarebbe caduta direttamente nelle mutande (sempre ammesso che le indossi, questo è chiaro). Anche la disinvoltura con cui Shu si avvicina a me, mi sorprende. Sembra quasi un octopus pronto ad avvinghiarsi alla sua preda ma, hey, tesoro… Non ti ho ancora detto che sono un tipo decisamente tradizionale (anche se la maggior parte dei presenti mi definirebbe più un fottuto, fortunato, pazzo suicida) e preferisco essere io quello che palpa qualcosa, piuttosto che il contrario, almeno finché sono ancora vestito. Quindi facciamo a cambio, ok? E poi mi spiacerebbe deluderti: quello è il calcio della Browning, per quanto ne so ancora non possiedo una coda. Non in quella direzione almeno. In ogni caso devo ricordarmi di dire a Gabriel che i bagni di Rum, a cui pensavo prima, non saranno magari il massimo per il fegato e onestamente erano solo un fake della mia mente, ma quello che la mia mano destra sta toccando mi suggerisce che il trattamento tonifica a meraviglia, nel caso. Andiamo, bambine, vi porto di sopra. Con permesso.
La scala di legno scricchiola sotto i nostri passi e le tubature di rame risuonano vuote, prive di acqua, sotto le dita delle Signore. E la porta sorretta dal ballatoio che ci aspetta in cima, è nel perfetto stile del luogo. Certo che viste così sembrate sul serio un’irresistibile associazione a delinquere con speranze di sopravvivenza del sottoscritto che si aggirano approssimativamente intorno allo zero assoluto. Non so se avrei accettato una proposta di questo tipo se una delle due non fossi tu, amico. E non scambiamola per codardia, si chiama: fare le cose con il cervello superiore, invece che con quello inferiore. E poi ne so qualcosa sull’accettare proposte in maniera avventata, è l’unica cosa che ho imparato da George (strano ma vero), mentre brandiva uno spazzolino da denti, per altro, dopo avermi salvato da un misterioso invito ad ammirare la collezione di farfalle di Ross. Ok, magari il ragazzo è un po’ scapestrato e troppo affezionato all’orrenda cultura statunitense, ma in quel momento anche se mi avesse svelato la sua adorazione per Satana, avrei accettato di buon grado la confessione. Ovviamente non posso citare il rampollo, letteralmente, non posso guardare la porta chiusa della stanza, le tette di Gabriel e dire: Non guardare me, Shu, io chiappe non ne mordo più. Soprattutto le sue, stasera ringhiano.

(20:02:26) Vrykolakas:
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Sugar: Oh, ora che siamo qui davanti alla porta vuoi deludermi, tesoro? Di solito gli uomini mi deludono oltre quella porta, ma guardi l'amabile fossa delle Marianne, lì tra il babordo e il tribordo, e non sembri avere il coraggio di infilare la mano tra le tette del dragone. E io che speravo potessimo divertirci un po'... Mi domando che tipo di dragone tu sia, tesoro: ti ho sempre pensato in questi termini, ma non ho mai considerato di che particolare qualità tu sia. Ma ora che devo provare a cucinarti devo ben sapere che spezie aggiungere al tuo awamori, no? Scivolo di lato facendo un bel giro su me stessa perché se la mano di quell'altro fosse una gomena, dolcezza, la mia bitta è ben contenta di farti fare un giro completo, e poi magari anche un giro di chiglia. Intanto penso... uno 神龍? No, i fulmini non ti si addicono, caro, invitano a non toccare. Un 伏藏龍, forse? Oh, sì, sei guardiano di tesori, ma dire che tu viva sottoterra sarebbe così riduttivo... Sì, sei sicuramente un 天龍, e ora vedi se non provo a convincerti a lasciarmi passare dai cancelli che custodisci. C'è sempre un modo, no? Mi infilo ancora tra i miei due ospiti e... vuoi vedere come si fa, caro? Come ce l'ho lasciata cadere, allungo la mano per ripescare la chiave dalle profondità del 東中國海 e il mio solo dubbio è se fare la pescatrice di perle da sopra, dal foro ovale del vestito, o da sotto, dalla traccia circolare che sembra invitare a farne un altro, di foro, in quel vestito. Un altro e poi tanti altri senza traccia. Esito e assaporo la decisione, come sul castello di prua davanti a una 舢舨 indifesa e questo è il mio errore.
"住手, 龍."
Oh, dico a te, proprio a te, non al serpente che ti si è srotolato dai capelli e che sibila contro la mia mano. Se vuoi mordermi, almeno fallo di persona, tesoro. Guardo lo 伊澳蛇屬 nero fare un bel giro panoramico sul davanzale dove volevo infilare le mani e infilarci la lingua e tirare fuori la chiave. 很高兴认识你... La lascia ricadere nella mano del 龍, si acciambella un'altra volta sulla cima della nuca come lo シニヨン di una geisha fottuta e questo odore, questo odore di gelsomino e sangue, potrebbe anche farmi uscire di testa. Quasi come la curiosità di sapere, in fondo, cosa volete davvero da mamma Shu.

(22:48:04) shelidon:
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Gabriel: È così fastidioso. E non parlo solo della chiave fredda né del mezzo tentativo di Shu di recuperarla. Su, Chris, non preoccuparti: per farti contento del desio ch’ascoso sta ne la tua interna voglia, io non mancherò ne farò scusa se ben volessi il capo di Medusa. Anche se non è frutto di nessun mojo particolare l'occhiata che fa desistere Shu dall'infilare la mano nella tagliola della mia scollatura: nella mia carriera di fattucchiera, oh se mi sentisse la mia povera madre definirmi così, non sono mai riuscita a mettere le mani su un basilisco adulto per studiarlo a dovere, spiacente, e nessun gallo anziano di mia conoscenza ha mai voluto farmi la grazia di deporre un uovo. Una donna di mondo come me si deve arrangiare con quello che ha, ma serpi in seno, e tra i capelli, non le mancano mai.
La chiave gira nella toppa e fa scattare i cinque ingranaggi del portone, cui sospetto corrispondano altrettante cifre per riaprirlo dall'interno. Siamo nel caveau della vipera, e c'è un odore forte di alcool e sale marino che proviene dal piccolo pozzo al centro della stanza, come se questo posto sedesse su una sorgente naturale di sake. L'odore secondario di 依兰 mi prende alla gola per un momento, sotto l'alamaro del colletto coreano, e mi fa risuonare in testa il suo profumo, cancellato dall'aria di Shanghai nello spazio sopra il sedile della Lamborghini. Ma non è lei e non può essere confuso, ammesso che esista qualcosa in grado di essere scambiato per lei, al momento, su questa linea temporale: proviene da un bruciatore sul pavimento, all'angolo della parete ricoperta da ingranaggi e volani, e fortunatamente avvicinandosi al pozzo si affievolisce scomparendo, come il ricordo che cerco di annegare nella mia mente sotto un doppio strato di Trillo del diavolo. Une nuit, j'entendis une sonate si singulièrement belle, exécutée avec tant de supériorité et d'intelligence que je n'avais même rien conçu qui pût entrer en parallèle.
- 18:49:34
Sì.
Lo so.
Io trascorro; e il grande concento
in me taciturna s’adempie,
dall’unghie de' miei piè d’argento
alle vene delle mie tempie.

E quindi perdonami se, mentre ci accomodiamo sul tatami ai bordi del pozzo e lasciamo che Shu ci serva il sake, arrivo dritto al punto. "Cerchiamo questa persona." Sfilo dal polso il chip a chiave piatta, come un biglietto da visita dal polsino, e sono sicuro non le dispiaccia se ometto di pulirlo perfettamente dal sangue: sono una persona accomodante, quando ne ho voglia, e so essere generoso quando voglio qualcosa come voglio questa risposta, ma sfortunatamente ho poco tempo per giocare, zucchero. "Ho scommesso con il mio amico che tu sai dove trovarlo."

(17:10:22) Vrykolakas:
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Sugar: Gira la chiave e io giro il volano, il boccaporto si apre e lo squisito odore salmastro del sake e dell'acqua si mescola al suo gelsomino: in fondo anche tenerlo qui come profumatore d'ambiente sarebbe farne un buon uso. Di sicuro se fossi 希羅底 non lo lascerei andarsene a spasso così, con il rischio che chiunque se lo prenda in casa. Potrei prendermelo in casa io e vedere se Lei viene a riprenderselo. Sono sicura che almeno sarebbe divertente provare. Una pacca sul culo del suo amico, che incontra la mano di 加百列 al posto del bersaglio, e mi restituisce lo schiaffo sulle dita. "Oh, va bene, va bene." Quante storie, vi piace fare i preziosi? Mamma Shu adora i preziosi. La porta che ci chiudo dietro fa il tonfo del boccaporto di una cassaforte e ora che siamo dentro mi sento veramente come 瑤池金母 nel suo palazzo. Il sake è già sulla brace e le tazze a testa in giù sui carboni stanno finendo di cuocersi: sedete pure dove volete: una tazza ciascuno e il chip che mi porge sarebbe già un pagamento sufficiente. Lo prendo con due dita, alzo la faccia come per mangiare una 大西洋鯡 viva e me lo porto alle labbra, e... "美味" Stai proprio cercando di mettermi appetito, eh? Quel sapore che hai dato al tuo sangue è una specie di sfacciato invito a divorarti e non c'è niente come una buona sfida per riscaldare il motore di mamma Shu, tesoro.
Vado alla mia 万里长城 e metto la chiave nel terminale, giro un volano, apro il primo monitor e mi godo la vista dei dati che si caricano. Oh sì, sì che lo conosco, tesoro. "Sarei curiosa di sapere cosa avete scommesso..." ...mi lecco le labbra. C'è ancora un po' di quel sapore come di cianuro, sopra. "Ma ancora di più, sono curiosa di sapere cosa offrite. Io ho un indirizzo, qui a Shanghai." Il piccolo bastardo ha fatto un tale casino, ieri alla Sauna, che penso non si stupisca troppo se non lo tratto proprio come un cliente di riguardo. E, a proposito... "...non siete gli unici a cercarlo, lo sapete?" Li guardo, e più che il dragone guardo il suo amico. Ha addosso un'odore inglese, forse anche più di lui, e se posso tentare un'ipotesi... ne capitano tanti, nel mio locale, ma le la mafia londinese ha sempre il sapore migliore.

(00:45:27) Isabelle:
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Marlowe: Amico, hai di nuovo quello sguardo, quello che sembra dirti: did you know I’m utterly insane? Ma c’è da dire che anche la proprietaria della baracca, corde e timoni compresi, ti fa una degna concorrenza. Degusta il chip con una certa febbrile voracità, dopo averlo rigirato tra le dita, ed ha il suo sporco perché. Credo di essere diventato un po’ matto anche io, quando ho provato il tuo sangue, americano o thailandese che sia, ci mancava solo che iniziassi a sudare come Patrick Bateman davanti al biglietto da visita di Paul Allen, look at the subtle off-white coloring, the tasteful thickness of it. Oh my God, it even has a watermark! E’ la tua peculiarità, giusto? Creare confusione tra chi è chi e rendere indefinito il ruolo di ognuno, ora siamo tutti insani allo stesso modo ed in modo e misure diverse.
In ogni caso, del sake, che lascio a fermentare nella sua stessa tazza, non me ne frega un cazzo. Trovo tanto eccitante un cicchetto di acqua calda di riso quanto trovo eccitante una purga e spero i vecchi saggi cinesi non me ne vogliano troppo a male per questo. Mi concentro piuttosto sul senso di déjà vu che mi provoca la vista dei dati parziali mostrati dal monitor di Shu, che ho già studiato in modo completo e approfondito nel mio studio accendendo una Dunhill, come sto facendo ora. Sì, con lo stesso Zippo, marchiato dal glorioso stemma di casa mia, che utilizzo da centosei anni, perché non posso pensare di dare fuoco alla cravatta per autocombustione, aizzare il tabacco e credere di uscire da qui con tutti i peli al loro posto, come qualcuno di mia conoscenza sa fare. E poi la sindrome di Icaro non mi è mai stata simpatica. Abbiamo veramente scommesso qualcosa? Immagino non sia la macchina, visto che, per qualche oscura e misteriosa motivazione, da un certo momento imprecisato del tempo in poi la sua DeLorean tutta speciale è divenuta off-limits. Un gran peccato, veramente. Comunque non so, fammi pensare a cosa vuoi sentirti dire, mia cara, probabilmente ci stiamo giocando la fortuna ”Di infilare la mano sotto la gonna di Monna Lisa” e non sarò di certo io a specificare di cosa sto parlando, anche perché rassomiglio così poco a Milton sempre rispetto a quel qualcuno di mia conoscenza. E scusa se mi intrometto, dolcezza, ma non vorrei fare il terzo incomodo passivo della situazione e gli ospiti vanno onorati, da queste parti, quindi iniziamo seriamente a toglierci tutte queste velleità del cazzo dalla testa. ”L’offerta è direttamente proporzionale al tipo di informazione”, non vorrai mica che mi prostituisca per un indirizzo ed un cane di merda? A meno che non sia la Regina ad ordinarmelo. Perché è indubbio che l’intruso vada in giro con qualche animale da compagnia a quattro zampe, un segugio italiano fulvo a pelo forte, femmina ed infetta. Le sue impronte triangolari curiose da naso umidiccio erano stampate un po’ ovunque, così come la parrucca di peli che abbiamo iniziato a raccogliere da qualche anno, mischiati a quelli di topi di varia natura. E gioia mia, se te ne esci che questo fantomatico ”qualun altro” è John Grogan, giuro che mi faccio legare alle corde del pozzo. Se è un'informazione decente, magari possiamo iniziare a contrattare, seriamente, su qualcosa che non assomigli troppo ad un galeone di plastica in bottiglia.

(01:26:59) Vrykolakas:
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Sugar: "E io che speravo voleste infilarla sotto la mia..." La sollevo sulle ginocchia, nel caso i piccoli bambini perduti avessero dimenticato la strada, e siedo a cavalcioni sul barile del sake come preparandomi per una 鏡開き. E ripenso a quella cerimonia balorda. Solo ad un giapponese può venire in mente di spaccare un barile di sake per assicurarsi fortuna in battaglia, piccoli stronzi, in qualunque cultura civilizzata un atto del genere porterebbe sulla testa del responsabile tutta la sfiga che si merita. Un barile, un intero barile di sake sprecato. Strofino le mani sulle cosce, mentre conto i denti con la punta della lingua. Il dragone beve dalla sua tazza, il suo amico si è acceso una sigaretta e mi sento le iridi che si contraggono, le pupille che si dilatano, a guardarne il filtro. Come fumare, ma per interposta persona, e mi bagno due dita nel sake per inumidire le labbra aride. "L'indirizzo appartiene ad una casa nello sprawl, ed è stata acquistata ieri." Il pesce fresco costa un po' di più delle aringhe essiccate, tesoro, non credi? A meno che io non conservi le aringhe essiccate tra le cosce, nel qual caso di solito le faccio pagare di più. Scendo dal barile e striscio sul pavimento per prendere ancora un po' di sake ed avvicinarmi: è qui che le cose incominciano a farsi interessanti e mi piace annusare la gente con cui sto parlando. "Una casa molto costosa, blindatissima. Nessuno passa la sua vita fuggendo e poi spende tutto quel denaro in una casa, a meno che non abbia un finanziatore e un piano in mente." Oh, mamma Shu lo sa, tesoro, anche lei aveva un piano in mente quando ha gettato l'ancora e ha comprato questo posto, ed ora penso proprio che uno di voi due mi aiuterà a fare un altro piccolo passo verso il completamento di quel piano, cosa ne dite? "Mi accontento di 15.000 §, per l'indirizzo, e me ne accontento se all'indirizzo non trovate nessuno. Ma se trovate qualcuno..." Mi sento come 紅拂女, la dama dalle maniche rosse, anche se quando le mie braccia sono rosse di solito non ha nulla a che vedere con la camicia. Certo non ho avuto la pessima idea di allearmi con un qualche cretino, ma di sicuro non ho più intenzione, come un tempo, di guidare una chissà quale ribellione cinese contro gli inglesi. Oh, no, mio caro. E dall'odore che emani adesso, dal sapore della tua risposta, forse mi sbagliavo quando ti ho pensato dalla parte di noi briganti. "Ne parliamo dopo, mmm?"

(18:28:59) shelidon:
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Gabriel: Ah, bravo, Chris, dovresti vergognarti. Accenderti una sigaretta e non offrirne alle Signore. Come se non fossi già sufficientemente irritabile per conto mio. Certo potrei fumare lo stesso, magari dalle orecchie dandomi fuoco agli organi interni, ma sono sicuro che non sarebbe la stessa cosa e non credo gioverebbe alle trattative in corso. Almeno quanto non sarebbe produttivo mettermi a canticchiare the lion and the unicorn were fighting for the crown. Cazzo, devo regalarti un nuovo accendino. Nel frattempo, vorrà dire che berrò anche il tuo sakè, tanto so che ti piace quanto un centrifugato di tricloroetilene nel naso. O un centrifugato di trinitrina. Che è ciò con cui ti allungherei la bevanda ora, dopo che hai nominato la dannatissima Lisa Gherardini del Giocondo. Guarda, di lei in questo momento m'importa tanto quanto m'importerebbe se mi dicessero che il presidente degli stati uniti balla la hoola in bikini. Taci. Come diavolo mi è venuto in mente? Il quadro a lei non è mai piaciuto, e in fondo a chi piace? E non le sarebbe importato nulla se Monna Lisa fosse andata a Pechino a visitare la Città Proibita, come era progetto originario del ministro per la cultura prima che io gli improvvisassi il ratto della Sabina da sotto il culo. Sapevo bene che un'idea mia, un'iniziativa presa così, in casa sua poi, non sarebbe servita a ricucire gli strappi del 2105. Lo sapevo come sapevo che non sarebbe bastato sperare in una festa per All Hallows' Eve, o appoggiare uno spider lily sul vassoio della sua colazione. Ma se mi si chiedesse cosa sia servito, non saprei proprio dirlo. Mi sembra di guardare attraverso il pozzo nel pavimento della camera di Shu, e vedere il 2105 come sul fondo di un pozzo dei desideri in cui ora lancerei una moneta solo per poter contare i secondi che ne determinano la distanza.
- 18:22:00
I numeri dallo scandire impietoso del tempo si mescolano a quelli usciti dalla bocca di Shu ed a quelli che la mia mente sta ancora contando nell'immaginaria caduta dell'ὀβολός dalla mano dell'americana al fondo del pozzo. Mentre desidero, desidero, desidero che la filastrocca del leone e dell'unicorno si decida a uscire dalla mia testa.
Some gave them white bread,
And some gave them brown;
Some gave them plum cake
and drummed them out of town.

Interrogo Chris con un'occhiata, e mi sembra stia pensando quello che sto pensando io. Shu chiede poco. Molto poco. Preoccupantemente poco. È come se ti offrissero l'abbonamento vitalizio al Financial Times per sole 0.99$, e sto guardando le piccolissime postille in viso a Shu per cercare di indovinare dove stia la fregatura. "Cosa ci dici della nostra concorrenza?"

(19:18:41) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Tesoro, quanto speravo che me l'avresti chiesto... "Con lui ho una questione personale." Non quanto quella che ho con la coniglietta del cazzo, ma in pochi mi sfuggono dopo che ho scomodato le mie manine a toccarli e nessuno mi sfugge due volte. Rivolto il barile vuoto del sake e picchietto sulla pulsantiera per richiamare la scheda che ho preparato per il pesciolino. Ho sempre una scheda per i pesciolini che mi piacerebbe friggere. "Si chiama Theodor Kuchenbacker ed è molto informato sul passato del pesce che volete pescare. Molto, molto ben informato. Non so perché lo cerchi, so solo che si tratta di questioni di famiglia, ma..." Tra tutte le reti da pesca in cui mi sono rigirata e che ho usato per prendere i miei pesci, ce n'è una che è la mia preferita. La chiamano rete da circuizione e serve per prendere i pesci piccoli di un branco, ma ho scoperto che funziona molto bene anche con grossi pesci. Si spengono tutte le luci della nave si mette al largo, su una scialuppa, con una sola lampada per attirare i pesci. Le mie lampade di solito sono delle geishe nude: attirano i pesci migliori e i loro capelli funzionano benissimo come stoppino, se li imbevi nell'olio. Quando il branco arriva, la rete viene calata molto lentamente e gli viene chiusa attorno in un modo che lascerebbe ai pesciolini tutto il tempo di accorgersene. Ma di solito non se ne accorgono. E' quello che ho intenzione di fare con il mio bocconcino canadese, solo che le mie luci questa volta saranno luci inglesi. "...non so bene cosa intendesse. È un ambulante, un 方士 dei poveri: ha girato il mondo, a quanto dice, vive in un carro anfibio e resuscita gli animali." Faccio girare in senso antiorario il barile attorno al buco nel pavimento, da me ai miei deliziosi ospiti. "Domani sarà all'Oriental Pearl Tower, per una festa. Ma quando l'avrete preso, ed avrete tirato fuori da lui tutte le risposte che volete..." ...mi lecco le labbra. Hanno perso tutto il sapore del sangue di drago che avevano prima e il desiderio di rinfrescarlo un po' mi fa quasi guizzare verso di lui attraverso il pozzo, mentre è distratto a guardare nel barile del sake. "...quello che voglio in pagamento è che me lo facciate trovare ben impacchettato in un posto dove mi sia comodo venirlo a ritirare." Chiedo troppo? Oh, lo so che non chiedo troppo... Io e te abbiamo già fatto accordi del genere, vero tesoro? Non vorrai negarlo proprio adesso, di fronte al tuo amico. La cosa deluderebbe profondamente mamma Shu.

(21:55:32) Isabelle:
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Marlowe: L’ultima immagine che ho di Shu, la vede ritratta a cavalcioni su di un barile di Sake, ma ora l’unica cosa che mi fa intuire la sua posizione è l’inflessione del suono della sua voce, più lontana, più vicina. Non ti sto prestando gli occhi, tesoro, puoi avere un orecchio, al massimo (ed in senso figurativo). Una casa blindatissima nello sprawl, non mi meraviglio, non è la prima volta che incappiamo in dimore di sua proprietà, Beduino dei miei larghissimi stivali: hai deciso di stabilirti a Shanghai come hai fatto in India? Oh, in questo caso sarò onorato di sguinzagliarti dietro il mastino di Baskerville, perché giuro che ho una voglia matta di fare due chiacchiere con te e vediamo se questa volta il culo che salta per aria non è il tuo. Il monitor non mi racconta nulla di nuovo e i 15.000 § richiesti sono una cosuccia così abbordabile che tra il tirare fuori il libretto degli assegni e tra il desistere subitaneamente dal farlo, c’è di mezzo l’idea che è tutto troppo semplice e quasi sospetto. Forse pensavo troppo in grande, forse non le serve di dare avvio ad una nuova era di pirateria contemporanea, nobilissima quanto discutibilissima tradizione anglosassone (ok, probabilmente troviamo anche qualcosa prima, ma non mi interessa). Allaccio lo sguardo di Gabriel e alla sua domanda ho quasi la tentazione di alzarmi e chiedergli di sposarmi, perché quell’uomo, donna, miglior amico e miglior figlio di puttana che conosca sa leggermi nel pensiero. Mi frena solo la consapevolezza che sarebbe un’unione infausta, tra liti domestiche terrificanti e la costante paura che ti spari se per caso l’hai svegliato per non considerare cosa può succedere non tanto se lo svegli, ma se lo svegli male. E poi non riuscirei a sopportare un rifiuto. Quindi, ricominciamo. Theodor Kuchenbacker: chi cazzo sei? In un primo istante, forse, avrei potuto pensare a qualche tipo di connessione familiare di stampo mafioso, ma ora che me lo trovo davanti, nel led del barile di Shu che mi mostra la sua foto, onestamente non gli darei due spicci. Un carrozzone, spettacoli vari, animali, uno strano miscuglio tra il Dottor Doolittle e il Dottor Parnassus. E adesso sì che ho voglia di farmi appendere a testa in giù per qualche corda. Non ha neanche la faccia del “dottore”, ok, neanche gli altri due ma non entro nel merito, gli altri due non esistono, questo invece si infiltra ovunque ed ha informazioni che forse noi non abbiamo… Forse mi ricorda di più Mr. Magorium. Non che la cosa mi rincuori particolarmente. Slaccio la giacca e tiro fuori il palmare, ho un messaggio d’amore da mandare alla mia Intelligence: cara, ho trovato la nostra amante, la serratura del nostro ménage à trois ora dimmi qualcosa di più in tempi utili.
”No”
La risposta di Gabriel mi sembra abbastanza chiara, insomma non riesco a trovarci grandi sfumature. No. Diretto. Secco. Amico, rilassati, non ti sei neanche fatto corteggiare un pochino… Vuoi una sigaretta? Non te l’ho offerta, prima? Che stronzo che sono. Il palmare trilla in risposta e la cosa mi rende tremendamente orgoglioso, ma leggendo i primi dati parziali di quel che volevo sapere, ti voglio dare un consiglio, Shu (e consideralo un onore), paragonando questa situazione ad un vecchio film intitolato Se7en, se la memoria non mi inganna: mettiamo pure il caso che tutto sia originato dall’ira, piuttosto che dall’invidia (anche perché la cazzona, per quanto astuta, non sopravvive), fossi in te eviterei di parlare di scatole e pacchetti, soprattutto se dentro vuoi infilarci la testa di qualcuno che, per qualche motivazione, per lui vale quel particolare tipo di risposta. Perché tesoro, da quello che vedo, devo anche dirti che purtroppo il tuo peccato è anche il primo a tirare le cuoia: long is the way, and hard, that out of hell leads up to light. Soprattutto perché tra i partecipanti a quell’evento, quello del 05 aprile, noto alcuni nomi a me molto cari, tra quelli degli abitanti del palazzo di Semiramide. Il che unito al fattore: intervista di Faith, oh… Posso dirti che ti basterebbe solo tentare di pensare di provare a tirare il capello di uno di loro per fargli girare i cinque minuti e non di quelli buoni. E so che non dovrei pensarlo, ma credo fermissimamente che l’unica donna in grado di blandirlo sia, al momento, impegnata a capire se quella determinata sfumatura di blu si intoni bene al fiore immaginario color crema del suo divano, ed io non ho voglia né di sparare a Gabriel per fermarlo (e non sono tanto sicuro che basterebbe in ogni caso) né tanto cretino da farti scudo umano. Oltre al fatto che non ho reali motivazioni che possano spingermi a firmare un contratto di questo tipo, magari parlandoci il tizio è interessante o addirittura utile e non mi piace l’idea di venir meno ad un impegno preso. ”A quanto pare è impossibile. In fondo sarebbe come gettare un dono senza neanche avere l’accortezza di strappare la carta. Quindi, lasciamo perdere la renna e torniamo ai 15.000 § e a quello che vorresti chiedere nel caso riuscissimo a prendere a calci nel culo Babbo Natale.”

(16:58:09) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar:
"No."
La risposta del dragone mi arriva dritta allo stomaco come una palla di cannone nel bel mezzo di una sbronza e la sensazione fa schifo. Non mi piace quest'idea che qualcuno mi abbia appena tirato fuori le budella dallo sterno, tanto per dirne una, né quella che le stia usando come sartiame in una sua personalissima regata a poppa in giù nel gran regno di Nettuno. Mi gira la testa e sento un sapore amaro che mi sale in bocca. Sarà il sapore della sorpresa. Non mi piacciono queste sorprese del cazzo, tesoro, se proprio devi farmi delle sorprese non puoi piuttosto presentarti nel mio sotterraneo alle prime luci dell'alba con una scatola di cioccolatini al rum e una pistola a tamburo? La vodka e il proiettile per la roulette li metto io.
"Ma paragonarlo con un regalo è improprio, tesoro: non avevo certamente intenzione di regalarti nulla. In fondo... ci conosciamo appena." Anche se ora ho una gran voglia di sapere tutto quello che posso sapere, sul tuo conto, dal tuo pesce preferito al fatto che... va bene, posso cominciare il tuo dossier così: niente sake. E continuare dicendomi che sono stata affrettata, e che ora guardandoti meglio continui a puzzare di mafia, ma una mafia con retrogusto deliziosamente governativo. Stavo quasi per domandare altro in pagamento, ma ora... Dolcezza ora non dirmi che non bevi nemmeno rum: sto quasi cominciando a considerarti il tipo di aringa che non mi dispiacerebbe provare ad affumicare nel mio barile. "E detesto quell'ammasso di lardo di Babbo Natale, ma una cosa mi piace di lui, sai? La sua slitta. Anch'io ho una slitta come la sua, il mio equipaggio di renne è quasi al completo, e non vedo l'ora di poter prendere il volo per fare miei tutti i regali che i bambini cattivi dall'altra parte dell'oceano nascondono sulla luna, ma per farlo ho bisogno di uno sponsor. Babbo Natale aveva la Coca Cola, ma a me quel tipo di spremute americane fanno schifo." Ora, cogli la mia allusione, dolcezza: non ho molta voglia di sollevarmi la gonna ed illustrarti il mio piano sull'interno coscia. Oh no, bugia: ne ho. Mi allungo sul pavimento verso la sua tazza del sake, ci giocherello con due dita e me le passo dietro le orecchie e sul collo. "Mi piace lo stemma sul tuo accendino. Vorrei averne uno anch'io. Penso che, se ne avessi uno, non mi verrebbe voglia di rubare i regali ai bambini con lo stesso stemma."

(07:24:35) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel:
"No."
Anche se la frase completa dovrebbe forse essere "Oh no, non di nuovo."
La risposta che mi è uscita d'istinto rimane valida anche ora che provo a razionalizzarla: sarà il mio ottavo senso, la nona coda, la settima vita, o anche solo il mio senso di pipistrello (e non posso credere, a ripensarci, che qualcuno a metà degli anni '60 si sia inventato davvero una cosa del genere) ma a Faith questo tizio stava simpatico e io ho un'improvvisa illuminazione: se non posso avere il beduino a portata di mano in tempo utile, posso fare in modo che sia questo tizio a spingermi la DeLorean fino a 88 miglia orarie. Non è nemmeno necessario che se ne accorga.
Non ci devo pensare, e allora mi limito a pensare Nikola nei panni di Doc Brown, seppellito sotto un doppio strato stereofonico di Earth Angel e Mr Sandman, bring me your dreams.
Tell me doctor, where are we going this time?
Is this the fifties, or nineteen ninety-nine?

Curioso, nel 1999 dicevano che sarebbe finito il mondo. Dicevano la stessa cosa nel 2012. E nel 1809: era scritto sulle uova che Mary Bateman infilava nel culo alle sue galline (prima che infilassero nel culo a lei un'accusa di stregoneria e la impiccassero, intendo). Poi mi domandano come mai non credo nei presagi. Certo, fine del mondo o no, sono sempre naturalmente portato ad empatizzare con la strega di turno, per quanto bizzarre le sue pratiche, e non mi è piaciuto quando hanno appeso il suo corpo al pubblico ed hanno lasciato che la scuoiassero per, ironia della sorte, vendere la sua pelle a tocchetti come amuleto portafortuna. E c'era richiesta, non lo si crederebbe, ma c'era richiesta. Forse anche per questo, sapendo bene il livello di stranezza che la gente può raggiungere nelle proprie richieste, credo di essere preparato a qualunque richiesta stia per sparare Shu. O forse perché credo non possa più stupirmi con nulla, dopo averla sentita chiedermi di scommettere, letteralmente, gli occhi. Ma no, non gli ha chiesto davvero quello che mi pare gli abbia chiesto, mentre io ero impegnato ad imbrigliare gli ingranaggi dell'orologio nel mio cervello per fermarne le lancette sulle 20:10. Chris la sta guardando leggermente accigliato ma per un momento io mi sento come se qualcuno mi avesse detto che il Grande Puffo ha fatto bionda la Puffetta in due ore di passione e innominabili riti negromantici all'interno del suo fungo. Poi mi ricordo che cazzo, le cose sono andate esattamente così. Sugar, io pensavo che la pirateria fosse morta, figuriamoci poi la guerra da corsa. Ripensandoci però, perché no? In fondo si dice che gli americani abbiano dato inizio a coltivazioni sulla luna e ci facciano lavorare gli infetti, e la cosa ha un certo sapore di deja vu, anche se sono quasi sicuro che sia una leggenda metropolitana e continuo a ripetermi che noi abbiamo lasciato gli Stati Uniti solo perché non potevamo più sopportare di vivere in una nazione che aveva dato a Robert Pattinson l'oscar alla carriera.

(01:31:29) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Mi cullo nel silenzio: il suono della musica e delle voci dall'esterno del locale si infrange contro la porta e rifluisce come le onde e noi dondoliamo. Una sola ancora attraverso il buco nel mio pavimento pesca sul fondo e noi, alla ruota, giriamo attorno al punto, nel campo di giro tra la mia richiesta e la loro riflessione. Ancora non vi ho detto cosa voglio per il nome del canadese, tesori miei cari, ma capisco benissimo: in fondo il campo di giro in cui stiamo circolando è costretto dalla lunghezza della vostra catena e mi aspettavo che doveste consultare chi un capo e chi un altro. State allegri: la notte è giovane e c'è ancora abbastanza sake da ammazzare tutte e dieci le tigri di Guangdong, per chi lo beve. Facciamo che ora andate a fare le vostre telefonate, e poi mi fate sapere. E facciamo anche che... "...per il momento il nome del canadese è offerto dalla casa, ma apprezzerei un'offerta per la consumazione. Diciamo... 25.000?" È sake di qualità, tesoro, e se non l'hai bevuto sono tutti cazzi tuoi. "E mi poacerebbe molto riesumare la discussione che abbiamo interrotto in Meihua Road il mese scorso." Odio dover interrompere discussioni stimolanti come quella.
Il mezzo sorriso del dragone, e il suo silenzio, sono sempre come se uno avesse pescato una sirena, e stesse lì sul ponte a guardare la sirena che si dibatte nella rete pensando a come sia meglio sfilettarle il culo per farcirci gli jiaozi, ed ecco che la stronza si gira e sorride e ti accorgi che non hai pescato lei, ma che la stronza in qualche momento mentre gongolavi ti ha rovesciato la nave, ora sei a testa in giù sott'acqua e di fatto è lei ad avere pescato te. Mi controllo le chiappe: siamo ancora allo stesso posto e non mi ha pescato, ancora, anche se la cosa potrebbe essere comunque interessante e mi fa arrampicare un pizzicore lungo le cosce. Penso che forse mi sono lasciata fregare, magari otterranno l'indirizzo dal canadese e allora sì che il piccolo stronzo sarà morto, ma non posso fare diversamente. Non mi accontenterò di due soldi, l'amico del dragone sembra un pesce grosso, a guardarlo da vicino. "Del resto possiamo riparlare, ma fate in fretta a decidere: anche il pesce migliore, dopo tre giorni, va marinato per togliere la puzza, ed è un cazzo di spreco."

(01:35:45) webadmin:
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