«In fretta, come se qualcosa l'avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo – il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali, i tentativi di raggiungere qualcosa. Lo avrebbero appeso in soffitta, pensò; sarebbe stato distrutto. Ma che importanza aveva? si chiese tornando a prendere il pennello. Guardò i gradini: erano vuoti; guardò la tela; era una macchia confusa. Con improvvisa intensità, come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Sì, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.»
Dal 1980 si occupa di critica d’arte, per il Boston Globe e poi per il New York Times, prima di trasferirsi a Shanghai con la corte di Erodiade, nel 2012, e prendere la direzione del North China Daily News. Contemporaneamente non abbandona la fiction: sotto pseudonimo - sempre rigorosamente femminile - scrive una serie di romanzi in cui diverse protagoniste intrecciano i propri destini con un’opera d’arte: quelli di maggior successo riguardano l’unico enigmatico ritratto di un pittore olandese, un arazzo fiammingo e la collezionista di fossili Mary Anning.