Wuxia wuxia008

Luogo e data di nascita: N/A . N/A
Luogo e data di infezione: N/A . N/A
Residenza e attività: N/A
infetto - ceppo mediorientale, variante B (vampiro mutaforma)
Residenza: Shanghai, Emerald Hotel, suite 216
Erborista
Colore preferito - verde
Gallerista (arte liberty e decò)
avatar - profilo - 02 - la sacerdotessa avatar - profilo - 07 - il carro
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15 marzo 2013, anno del serpente

"Che ore sono?"
Anche la notte sembra diversa e stanca: la primavera si è affacciata e poi ritirata nel suo guscio come Tao Hua Hsien Nui di fronte ad un pesco che non sembra voler sbocciare. E così io, spaventata, sorseggio ogni tassello del rebus linguistico dipinto sul bordo della mia tazza. Uno 蟹, un granchio, porta tra le chele due piccole scarpe fior di loto, due 鞋, e condividendo lo stesso suono nella lettura del fonema, danzano sull'orlo di porcellana insieme alla traccia dorata del mio rossetto. Insieme giocano con il fonema della discendenza e della prosperità e sembrano prendersi gioco di me. Haizi, yulian haizi, hai yu dajia. Raccolgo la seta piegata sul bordo tondo del tavolo, asciugo la bocca e quando vado ad appoggiarla di nuovo rimango a guardarla: il rettangolo non si riconcilia più sull'arco di cerchio, il cielo e la terra si sono spostati lungo l'asse celeste. E come Su Shi mi trovo a temere che i castelli di cristallo e giada della luna siano diventati troppo distanti per me.
"Che ore sono?"
Questa sera nemmeno la presenza familiare di Yin alle mie spalle, con la 圓頂硬禮帽 calcata fino a nasconderle gli occhi con una mascherina d'ombra, sembra essere confortante. L'orologio offre la sua faccia alla mia guancia sinistra, lo so, ma il collo dritto tiene a bada il tintinnare dei miei orecchini contro il collo stretto del cheongsam verde. Mi sento soffocare. Sono le due e trentacinque, sto attendendo nel mio salotto, in questa posizione, da quelli che sembrano due secoli e altri duecento ancora. "Conosci la storia di 白娘子永鎮雷峰塔? La dama bianca rinchiusa per l'eternità nella pagoda di Leifeng?" I ruoli sono invertiti: la figura bianca di Yin è Bai Suzhen ed io sono Qing, il serpente verde. "E' la storia di un serpente che si trasforma in donna e tenta di diventare una divinità facendo del bene, fino a quando non viene rinchiusa per l'eternità." E, come per Bai Suzhen, nessuno mi crederà mai se dirò che non avevo mai avuto cattive intenzioni, mi si accuserà di aver solo voluto guadagnarmi l'immortalità come se si potesse comprare, e quando lo stregone Fahai riuscirà a rinchiudermi, nessuno piangerà me e la mia ancella. Nessuno studente verrà a cercarci. Nessuna benevola divinità ci concederà una seconda possibilità. Poso la tazza sul piattino e poi il piattino sul bordo del tavolo, accanto al tovagliolo di seta. Yin è immobile e silenziosa, ma il suo disappunto tracima dalla sua mente come le acque dal cielo per colpa di Qing e io accarezzo l'idea di biasimare lei per la mia caduta dalla grazia.
"Che ore sono?"
La campana della dogana batte l'ora e la tazzina tintinna sul piatto: granchi e scarpe e auguri di buona discendenza tremano, sempre più forte, e la loro caduta sul pavimento mi sembra un evento così prevedibile. Appoggio due dita alla fronte segnandomela con le unghie d'oro alla mandarina, poi le sfilo e le appoggio sul tavolo. Yin sta raccogliendo le schegge con le dita e le sta collezionando nel palmo della mano aperta come semi della discordia da seminare sul mondo per raccogliere le lacrime dell'umanità e diventare, alla fine, immortali. Lascia, non è più possibile. Il portone si apre e mi alzo in piedi per accogliere Fahai che entra, nella forma elegante dell'inglese con gli occhi viola. Tiene una delle mie guardie con la mano sinistra attorno alla gola e non so se sia vivo o morto: l'odore del sangue è forte e speziato, salato, metallico, come la salsedine sul fusto incrostato di un cannone. Respiro. Il cheongsam mi blocca il gesto a metà, come un colpo di quel cannone. Ora so che il capo della triade di Singapore non verrà, inutile domandarmi se avrebbe accettato di aiutarmi a riprendere Shanghai. Era l'ultima mossa che mi rimaneva per provare a riportare i tasselli del mahjong al loro posto, per riguadagnare il mio seggio nella città degli uomini, ma la peste ha colpito questa città e non sono riuscita a trovare l'erba adatta ad estirparla. E la festa di Duanwu è giunta: tempo di tornare alla mia forma originaria ed essere bandita da questo reame.

Retroscena: Colore preferito - verde. «Nella simbologia cinese il verde costituisce, insieme al bianco, una coppia di opposti alchemici. Il drago verde è così il principio originario, il principio femminile e lunare yin legato al mercurio e all’acqua, contrari alla tigre bianca che ne è lo yang (piombo e fuoco). Allo stesso modo, nell’alchimia occidentale il drago o il leone verde raffigurano un forte principio solvente, legato al triangolo e, anche in questo caso, alla sfera femminile.» Tratto ricorrente - occhi verdi Segno zodiacale - serpente (zodiaco cinese) «Saggio e affascinante, il Serpente dell'astrologia cinese ha doti diplomatiche e spesso intraprende la carriera di ristoratore o di musicista: è un intellettuale, cui piace vivere bene, ama i libri, la musica, i vestiti, il cibo raffinato e il vino. La sua passione per le cose raffinate, la loro innata grazia ed eleganza li porta a evitare le frivolezze, le menti grette e le conversazioni inutili. Attenti a nuove idee e possibilità, hanno un talento per gli affari. D'altro canto, è estremamente ostinato, propenso a mettersi in guai inutili, situazione aggravata dalla scarsa predisposizione a chiedere o accettare consigli.»

Proprietaria del n.20 del Bund, il palazzo decò dell'ex Cathay Hotel

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