Sugar avatar - PG - Shu

Luogo e data di nascita: attiva nei mari della Cina tra il 1920 e il 1930 . N/A (Lai Choi San)
Luogo e data di infezione: Mayaguana . 1940
Residenza e attività: N/A

Identità alternativa (schizofrenia)



avatar - profilo - 15 - il diavolo avatar - profilo - 07 - il carro
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Residenza - Shanghai, Captain's Hostel
Lingue - cinese, francese, inglese

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Retroscena: Yin: Brava. Bravissima. Vieni da me e caccia via il pubblico. Non mi pento della mia strategia, era l'unica possibile. Non mi pento. Non mi pento. Non mi pento neanche quando mi affonda un pugno che, se non riuscissi a scansarmi all'indietro, mi squarcerebbe completamente il lato destro della faccia. Merda. Cado all'indietro e me la trovo sopra, ho un pezzo di ceramica infilato nella mano destra e mi sta trattenendo la sinistra, il suo ginocchio nello stomaco sta giocando a rugby con tutto il gin che ho bevuto. Troppo. Il suo collo odora di sangue e sale. Prima che mi affondi i denti nella spalla riesco a liberare la mano per afferrarle i capelli e la tiro indietro, a sufficienza per riuscire ad appoggiare quasi le labbra al suo orecchio. Controllo che alle sue spalle nessuno abbia avuto la bella idea di venire a vedere, ma fortunatamente al Captain's Hostel tutti si fanno i cazzi propri. Tutti tranne me. Ah, che merda. Stringo i denti e sussurro quello che devo sussurrare. "Sousson-Pannan" Sugar: Puzza di gin e coniglio, e di qualcos'altro. O meglio, di qualcun altro. Come se si fosse infilata in un vestito non suo. Sto per assaggiare se quell'odore viene dall'interno e mi ferma un vento nell'orecchio, come uno scirocco che diventa nebbia e si infila nel naso, nel cervello. Mi stacco e scuoto la testa. Non ci vedo più. O sì? Sì, ci vedo. Ma vedo dal basso, come se fossi caduta per qualche motivo. Come sono caduta? Non riesco a muovermi. C'è una donna e della gente in cerchio, e la donna ride. Ha i denti macchiati di rosso e fa caldo. Molto caldo. Più caldo di quanto io abbia mai avuto sotto il sole. Il sole. Prima non faceva così caldo. Forse è il sangue che mi scorre attorno.Forse l'idea del sole che mi dà una botta alla testa. Un gallo canta (canta?) e il fuoco sembra sotto di me. O dentro. Lai Choi San è la più grande dopo Cheng I Sao. Lai Choi San è più grande di Cheng I Sao. Lai Choi San è un uomo. Lai Choi San non esiste. Mi sento rimpicciolire, e cado in una bottiglia cui qualcuno mette un tappo. Un tonfo in acqua. Un messaggio in bottiglia? Ma il messaggio è come se... Wuxia: ...è come se fossi io. Apro gli occhi e fa male mettere a fuoco, o alzarsi dalla posizione in cui sono. Sopra di me c'è un viso tondo e bianco come la luna, e anche la luna alle sue spalle, tra due cornicioni. Yin. Tento di alzarmi. Sono sdraiata sulla pietra di un vicolo e accanto a me sta passando un gatto. Anche se quando tento di metterlo a fuoco sembra essere scomparso. "Stavo facendo un sogno." Ho addosso un abito da sera cinese strappato, sono senza scarpe e i miei gioielli sono spariti. Non ho più né la borsa né il telefono auricolare e ho le unghie spezzate. Nel palmo della mano destra si è infilata una grossa scheggia di cermica, che se l'avessi stretta nel pugno per qualche motivo. Mi tocco le guance e la fronte. I capelli mi si sono sciolti e ho perso le bacchette di giada che fermavano l'acconciatura. Dove sono? .
miniatura - impresa - Cenerentola
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