- Lo stambecco
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8:28 pm, 7 April
2106
Bund - Tunnel sotto lo Huangpu

Uno dei sistemi per attraversare il fiume oltre al Garden Bridge e ai traghetti, il tunnel sotterraneo del Bund si è allagato durante la crisi energetica del 2012 e attualmente è accessibile solo attraverso un percorso pedonale e molti scalini. I cittadini lo usano di rado, preferendo il più rassicurante ponte o il più pratico battello, ma alcuni abitanti notturni della città lo frequentano per la sua atmosfera calma e meditativa, per la temperatura bassa e, naturalmente, per l’assenza di luce solare.

(19:48:24) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: L'acqua è il miglior conduttore che esista, per quanto mi riguarda. Trasmette il suono, l'energia, la luce. La terra, è il miglior amplificatore. Il ritmo delle travi che puntellano il cunicolo, rendendolo più simile ad una miniera, è accompagnato da quello della mia ombra che sfila lungo la parete ingrossandosi e ritraendosi come una fisarmonica quando incontra uno dei pali. Non troppo diversa dalla rete di caverne di Khyung-lung dngul-mkhar. In quel caso avevano il Sutlej, noi abbiamo lo Huangpu. In quel caso avevano Moincer, noi abbiamo il nucleo di Zånhae. I Bonpo che ci si ritrovavano avevano compilato delle mappe del complesso, ma... Svolto, trovandomi sulla mano scheletrica che il cunicolo allunga nel vuoto. Mando una scarica elettrica ad arrampicarsi lungo le travi del soffitto, che in questo salone si appuntiscono per assomigliare ad una chiesa o alle gambe allargate di un pentacolo, e l'acqua sotto di me mi rimanda il riflesso funzionando come una lampada. L'acqua è il miglior conduttore. La terra il miglior aplificatore. Il gocciolio dal soffitto mi conferma che sta ancora piovendo, anche in questa parte di città sotto lo sprawl, proprio come quando ho lasciato l'Etemenanki al tramonto, anche se tecnicamente posso dire di non averlo mai lasciato. Il collegamento diretto con questa rete di catacombe, che si estende come radici del palazzo, è stato il miglior regalo di natale che io abbia mai ricevuto. Ce l'ho ancora un po' con Gabriel per la storia del fantasma, ma devo ammettere che in fondo, sotto sotto, ogni tanto... No, un cazzo. Ce l'ho ancora con Gabriel per la storia del fantasma.
Lo specchio d'acqua lattiginosa sotto i miei piedi risponde con un suono e una vibrazione, che corre fino all'imboccatura del nuovo cunicolo sul velo d'acqua che le fa da pavimento. Conduttore e amplificatore. Risuona insieme al silenzio. Torna indietro. Torna tranquillo. Quando raggiungo il punto in cui l'acqua è alta appena due dita, mi lascio andare e affondo. Alla mia destra e alla mia sinistra, i moderni cavernicoli hanno coperto le pareti di segni che tra qualche secolo guarderemo come tauri primigeni o che, tracciati qualche secolo fa, già oggi hanno perso molto della loro leggibilità. I Bonpo moderni usano un linguaggio di segni che conosco, ma avrei bisogno di qualcuno meno paziente e più bravo a sparare per insegnarmi i pittogrammi tracciati dai cavernicoli dello sprawl. Ritirarsi in questi cunicoli e andare in trance non è molto diverso, tuttavia, che uno sia sciamano neolitico o cyberpunk cinese: i segni tracciati hanno sempre un significato, anche se il cyberpunk lo ignora, e in questo momento sto inseguendo il significato di una Capra ibex, che sembra ricorrere sulle pareti in uno span di trent'anni e in un'area di trenta chilometri dal punto in cui abbiamo trovato l'ultima κατά κυμβής. Non pensavo, dopo il breve soggiorno al Cembalo Borghese, che avrei trovato qualcosa di altrettanto interessante.

(01:04:13) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Cazzo, cazzo, cazzo. La terra sotto i piedi non fa in tempo ad asciugarsi, dovrei rimanere ferma vicino al fuoco e non muovermi mai ma come cazzo faccio a non muovermi mai se sono preoccupata di quello che sta combinando il canadese? E davvero non so perché cazzo mi preoccupi. Forse perché si era infilato nello sprawl dritto in bocca al dottor Frankenstein e ancora non sembra aver capito perché è stata un'idea del cazzo? Forse perché sembra troppo preoccupato del carico che abbiamo perso scappando, per ringraziarmi di averlo tirato fuori da quel buco? O forse perché con la coda dell'occhio mi è parso che il carico perso dal portellone posteriore, per il contraccolpo quando ho lanciato la bomba ananas, più che cadere sia sciamato via. Non voglio sapere un cazzo. E non me ne dovrebbe fregare un cazzo. Mi sembra di essere accodata a un cazzo di circo, imbucata qui in un sotterraneo che pare la caverna delle meraviglie, e alla luce del falò perfino le pitture di animali sul Paradiso prendono un altro sapore. Dall'unica piattaforma elevatrice ancora funzionante nello sprawl, non ci siamo potuti spingere troppo in profondità nella pancia di Shanghai con questo carrozzone della malora, ma dovrebbe bastare e non penso che gli scagnozzi del primario abbiano qualche remora a infilarsi in questo labirinto di cui nessuno è mai riuscito a fare una vera mappa. Io stessa conosco solo due strade, da qui, per tornare al Bund, e sto cercando di ricordarmi da dove si prenda quella abbastanza grande per tirarci dietro anche l'automezzo.
Siamo rimasti qua sotto un sacco di tempo, e il canadese sembra aver accettato senza discutere solo il fatto che fosse meglio stare buoni per un po', prima di tornare dall'altra parte.
Ma quanto?
Mi do ancora due ore: se non ricordo quale sia la via, pianto qui il canadese e torno per conto mio.
Ma dove?
Mi do ancora due ore anche perché non ho ancora deciso come quanto e da dove cominciare: quella zoccola, quella grandissima zoccola di Wuxia, mi ha lasciato morire senza neanche uno straccio di belato.

(06:06:38) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: È la seconda volta che la comparsa di Yin si conclude con delle fiamme, una fuga a rotta di collo e della gente inferocita che ci

insegue di corsa ma rigorosamente a piedi. La situazione è talmente simile a quanto successo nel parco solo qualche giorno fa che

non credo si possa tecnicamente parlare di deja-vu. Le due cose si assomigliano al punto che anche Ulla ha mescolato le immagini

degli eventi e nella sua testa gli infermieri che ci inseguivano brandivano delle torcie ed erano vestiti in modo identico a quello

dei facinorosi che si erano fatti avanti dalla riva del fiume. Ci sono anche delle differenze però: per esempio, questa volta Yin

non mi ha puntato addosso una pistola, non che questo la rendesse meno minacciosa. Allo stesso tempo però non la rendeva nemmeno più

pericolosa. La ragazza inizia a starmi quasi simpatica, nonostante il caos che si porta dietro e il suo perenne sguardo da furetto

inferocito. Certo che se non avesse distrutto con una bomba il portone d'ingresso del mio ultimo cliente e non avesse per sbaglio

premuto il pulsante di apertura delle gabbie dei topi (con una conseguente fuga in massa degna di un film Disney) forse potrebbe

starmi simpatica senza "quasi". Non è tanto il fatto in se che i topi siano scappati, li avrei liberati io stesso oggi o domani,

così che potessero andare a mangiare senza obbligarmi a pensare al loro cibo. Più che altro il problema è che di solito prima di

rilasciarli coloro dle code per evitare di catturare quelli appena lasciati andare. Se non altro tra un improperio contro

"quelbastardomaquandolobeccoglisparofinoapareggiareilcontoepoiricominciodacapoluieisuoischerzettidel..." e le domande sul come possa

essermi venuto in mente di lavorare per "quelvermediunmacellaiocheilbisturidovrebbeficcarselosuperil...", insomma tra le sue sparate

tra cose che non so se voglio capire e altre che probabilmente potrebbero anche interessarmi ma che lei non si prende la briga di

spiegare decentemente, mi ha fatto arrivare in un posto che sembra perfetto per andare a cercare un po' di topi per sostituire

quelli persi per strada. Devo solo decidere se, e in tal caso come, spiegarle che devo andare a "caccia". Ma in fondo non si può mai sapere, magari le va di distrarsi un po'. Una delle poche cose che ho capito dalla sua catena di improperi è che il fatto che non ci sia modo di farle mettere dei vestiti non è una sua scelta ma chi sa se può indossare un casco con binocolo a infrarossi. Ok ho deciso, tanto mi sembra di capire che dovremo restare qui sotto per un po' in ogni caso... "Ascolta... sarò breve... inutile scendere troppo nei dettagli ma... per il mio spettacolo ..."

(17:33:37) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Gli occhi spingono sotto l'arcata del sopracciglio, dall'interno, perché lo sto guardando con la fronte tanto aggrottata da fare male. Per il tuo spettacolo cosa? Va bene che sono nuda, ma questo non ti autorizza a chiedermi di farti da valletta. Oh, ti ci devi solo provare, a farmi incazzare pure tu: il fatto che qualcuno mi abbia preso per il bersaglio cittadino ti ha dato l'idea di mettermi a fare la target girl? O mi vuoi solo in mutande (o senza) che ti porto le gabbiette sculettando? Sei scemo? Vuoi morire? Non mi alzo. Porto solo il lato sinistro della faccia a raffreddarsi nell'ombra e la guancia destra rimane sotto la luce del falò. Scommetto che la mia faccia tonda sembra quella di un denpun dango durante lo tsukimi. Ringhio. "Cosa?"
Dietro di me sfilano in processione, sul muro, i venticinque milioni di strati dei precedenti stronzi che si sono fermati qui e penso che grattando grattando sotto tutta la vernice scopriremmo che non c'è nessun muro, ma il velo stesso della stupidità umana. Solo un deficiente verrebbe qui sotto per disegnare capre con le corna: a che cazzo servono se non a farmi venire una gran voglia di yagisashi? E adesso sì che mi è venuta fame. Chissà se questo imbecille è uno di quelli come Bianca e mangia solo con la cannuccia? Che anche la stronza, ora che ci penso, meriterebbe di vedersi ficcata ben altro che una cannuccia, su per il culo.

(02:31:02) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Lo sguardo che mi ha lanciato Yin, unito al tono con cui ha pronunciato l'inica parola che mi ha rivolto, per un attimo mi fa prendere in considerazione l'idea di lasciar perdere e di tornare al carro per controllare che i topi siano l'unica cosa caduta dallo sportello posteriore durante la fuga. Però al momento non mi viene in mente nessun modo di concludere una frase che inizi con "Per il mio spettacolo" quindi tanto vale andare avanti. Invece sono ancora in tempo per eviare di parlarle del travesimento da doccia che mi porto dietro da quando ho scelto "Karete kid" come ispirazione per il mio costume a un revival del cinema dello scorso millennio. Certo, come sistema per andare in giro comprendesi in qualche modo sarebbe inusuale ma sarebbe stato facile da adattarlo in modo da lasciare libera la testa e permetterle di muoversi liberamente. Quindi inizio a spiegarle, questa volta senza lasciarle lo spazio per interrompermi di nuovo, e come anticipato senza scendere troppo nei dettagli sul perché, il fatto che per lo spettacolo mi servono dei nuovi topi, che questo posto mi sembra un ottimo terreno di "recupero" e che se vuole riempire anche lei un po' di tempo ho dell'attrezzatura per entrambi.

(17:08:33) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Sono indecisa se alzarmi e sputargli in un occhio, cavargli un occhio e poi sputargli nell'orbita o cavargli un occhio, buttarlo in terra, schiacciarlo sotto il piede e poi sputare sui resti. E nel tempo dell'indecisione, tra la mano destra che si chiude ad artiglio e la sinistra che si contrae a pugno, l'idea si scava un suo perverso fascino. Come si andrà a caccia di topi? Con la dinamite? Con l'almadraba? Con arpione e fiocina? Non abbiamo una muta di cani: ne abbiamo solo uno (una?) quindi forse non con una pista di sangue. Spero non sia con un retino per farfalle o con la carta moschicida, quando si tratta di questo canadese della malora mi sto rendendo conto che ogni follia è possibile. E questa follia è stuzzicante. Mi stringo nelle spalle. Ho solo una raccomandazione: che il metodo non sia troppo inglese. Per questa settimana di inglesi ne ho avuto abbastanza. "Se urli tally-ho ti strozzo con queste mani." Piuttosto mi metto a suonare il piffero.
Mi alzo e pulisco i palmi delle mani sull'esterno delle cosce prima di piantarle sui fianchi. Che cazzo hai da guardare? Andiamo?

(04:45:20) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: "Tally-ho?" Io ci avro' messo un po' a scoprire che è giapponese, ma anche lei non deve ancora aver ben chiaro da dove vengo. "Non sono inglese. E in ogni caso non stiamo per iniziare una caccia alla volpe a cavallo.". Fraintendimenti di nazionalità a parte, immagino di poter prendere la sua frase come un "Sì" quindi la invito a seguirmi verso il carro e inizio a spiegarle i dettagli del recupero dei topi. "Solitamente lavoro da solo quindi ho un solo esemplare di quasi tutta l'attrezzatura. Dovremo dividerci gli strumenti e i relativi compiti. In compenso altre cose è necesario averle in sovrannumero". Visto che Yin alza un sopracciglio con l'aria di voler dire "Non capisco spiegami qualcosa di più" la rassicuro dicendole che lascerò scegliere a lei quale equipaggiamento si sente più propensa a usare e inizio a descriverle i singoli oggetti con rispettivi dettagli d'uso. "Per iniziare abbiamo il casco con visore a infrarossi. Normalmalmente ti direi di lasciar perdere qualsiasi topo che sembri avere la coda luminosa, ma visto che l'ultimo carico se ne è andato prima del previsto, questa volta direi che possono servire solo a muoversi meglio nelle zone più buie." Le passo il casco tenendolo per il laccio da legare sotto il mento. "So che dall'aspetto può sembrare rigido e scomodo, ma solo la parte esterna del casco è in cuoio mentre l'interno è foserato in gomma termosensibile e si adatta bene alla testa. Il laccio originale era in cuio ma quando si è rotto lo ho sostituito con uno in finta pelle, è decisamente più morbido e resistente. Gli occhiali in effette erano scomodi e l'ottone con cui sono fatti continuava a lasciarmi dei segni attorno agli occhi, però ho aggiunto anche a loro una guarnizione in gomma e adesso sono più confortevoli." Approfitto del momento in cui lei esamina il casco per prendere dalla cassetta il pezzo successivo. "Vedo che hai notato la fascia porta prioiettili attorno al casco. Serve a contenere queste" Le allungo la scatola che ho appena preso. "Non sono proiettili, ma queste fialette soporifere hanno la dimensione perfetta per quella fascia. Sono ottime per addormentare un intero gruppo di topi senza danneggiarli e senza avvicinarsi abbastanza da metterli in fuga. L'unica cosa è che conviene stere attenti a non farle cascare e rompere troppo vicine. Non che sbbiano effetto sull'uomo o su Ulla... non hanno effetto su niente più grosso di un coniglio, ma l'azienda chimica da cui le ho comprate produce anche fialette per scherzi... è anche per quello che quelle soporifere sono state alleggerite abbastanza da non aver effetto sui bambini. Di queste dovrei averne abbastanza per entrambi." Mentre Yin tiene il laccio del casco in una mano e con l'altra rigira la scatola come per cercare le istruzioni, o gli ingredienti, raccolgo una delle reti e la appogigo dentro il casco. "Anche questa è utile per prendere i topi senza restando a una certa distanza, come vedi è circolare, si lancia un po' come i freesbee in tela che andavano di moda qualche anno fa. Sono leggermente più grandi di quei freesbee ma i pesetti sul bordo le fanno funzionare quasi allo stesso modo. Ovviamente se sei abbastanza in alto rispetto alla preda funziona bene anche lasciandola semplicemente cadere da sopra. Poi abbiamo questo..." Infilo nuovamente le mani nella casetta e raccolgo... "... il flauto, io lo chiamo così... anche se dalla forma ammetto che non ne ha l'aspetto... questa parte si mette al collo, un po' come una collana..."
sto quasi per mettegliela proprio al collo ma in fondo potrebbe decidere di lasciarlo a me quindi mi limito a farlo passare attorno alla scatola delle fialette e a lasciarglielo scivolare sul polso. "Il "pendente" è un piccolo altoparlente mentre quella cosa che pende da un lato e sembra una cannuccia è... la cannuccia di comando, come vedi è fatta apposta per essere attaccata vicino alla bocca, per attivare i comandi dell'altoparlente basta soffiarci dentro. Un soffio breve e l'altoparlante si accende, tre soffi lunghi e tre corti a fila e l'altoparlante si spenge, uno lungo e uno breve serve a emettere gli ultrasuoni corrispondenti al richiamo di una nidiata di topo affamati, solitamente richiama le femmine, uno breve e uno lungo emette gli ultrasuoni di... diciamo che solitamente richiama i maschi, quattro soffi lunghi attivano quello che, almeno di solito, è lo squittio ultrasonico di predatore in arrivo, è il modo migliore di mettere in fuga i topi se iniziano a essere troppi. A volte succede... Ulla è un ottimo cane da cerca e fa un ottimo lavoro nel trovare gruppi di topi... a volte fa un lavoro fin TROPPO ottimo." Mentre Yin alza il braccio per osservare meglio il "flauto" raccolgo il penultimo pezzo di attrezzatura. "Poi, ovviamente, abbiamo i sacchi come questo." Le appoggio il sacco di plastica nell'incavo del braccio con cui sta tenendo il casco. "Sembra un sacco di pelle nera ma in realtà è una plastica spessa resistente a tagli e morsì. Anche di questi come per le reti ne ho mezza dozzina, abbastanza per entrambi." Intanto che lei guarda il sacco sul braccio osservandolo con un'espressione in volto coem se si aspettasse che il sacco inizi a morderla, prendo l'ultimo elemento. "Per finire ci sono queste... sono un misto tra una trappola e una semplice gabbia. Non ce le poteremo dietro, serviranno solo al ritorno, anche se solitamente ne metto alcune attorno al carro, mi garantisce sempre cinque o sei catture in più." Finita la descrizione degli strumenti faccio un gesto con la mano per indicare gli oggetti tra le mani di Yin. "Quindi... quali preferisci usare? Ulla ovviamente fa tutto da sola ma se ti senti più tranquilla posso dirle di restare a tua disposizione."

(17:16:20) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Alzo un sopracciglio. Poi l'altro. E cazzo vorrei averne un terzo perché non è ancora abbastanza. Sembro un fottutissimo albero di Natale, il canadese mi sta sommergendo d roba e ogni cosa che tira fuori complica l'immagine che mi si forma in testa, ovvero quella di me che l'albero di Natale glielo caccio nel culo. E cazzo se non è un bel quadretto. Rete. Mi viene in mente un tizio in mutande con un tridente e una rete, devo averlo visto da qualche parte ma non mi ricordo dove e sembrava incazzato (vorrei vedere, a essere mandato contro un leone in mutande e con una rete). Poi le mutande del tizio, per una contorsione della mia testa, diventano a rete, e devo buttare via l'immaginazione con tutti i suoi frutti marci o cazzo rischio di vomitare un'altra volta.
Gladiatore.
Ecco che cazzo era.
A Singapore quella gigantesca testa di cazzo della mia precedente padrona aveva organizzato una festa a tema. C'era il tizio con la rete e quello con il casco a forma di pesce (e porta sfiga cazzo, che possibilità ha?) e il deficiente che faceva il figo con due spade. "Un lazo ce l'hai?" Era quello il mio travestimento.
Intanto arriva altra roba. Un sacco. Che non scatena alcuna reazione sul mio braccio. Uh? Poi gabbie. E non ce le portiamo dietro? Perché? Ho così tante mani libere! Deficiente...
L'elmetto continua a ondeggiare e mi irrita. Lo prendo da sotto. E... "Ah! Cazzo! Fanculofanculofanculo!" Lo lascio cadere e saltello su un piede, maledicendo gli antenati miei, quelli del canadese e soprattutto quelli del gigantesco bastardo. "Oh ma quando lo ribecco, quando lo ribecco giuro... E tu, tu ringrazia che non sei inglese!" Saltellando in giro lascio esaurire l'ondata di schiuma acida che mi ha ricoperto la mano, e la agito. Semino fischietto, sacco di plastica, tutto il resto della paccottiglia. E chi se ne frega. Mi guardo la mano. Che schifo cazzo. La agito ancora un po' mentre la sento che torna a posto. Ora sì che ho fame. Sbrighiamoci. Il primo topo che agguantiamo è mio. E con la pancia piena gli dovrò domandare perché cazzo deve mangiare per forza topi, per fare quello che fa. Raggiungo il casco, che è rotolato in una pozza, e raccatto la rete. Degli occhialoni non ho bisogno. L'occhio da coniglio nella penombra ci vede molto meglio. Sputo di lato il sapore schifoso della morte. "Sì, va bene, andiamo o stiamo qui?" Prendo anche il sacco. Visto che almeno a quello la mia pelle non sta così simpatica da volerla masticare. Oh, ma quando mi ricapita a tiro...

(23:20:59) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Durante i primi minuti, o meglio durante le prime decine di minuti, la caccia procede tranquilla. A dirla tutta, fin troppo tranquilla. Le cose sono due: o ci sono molti meno topi di quello che il posto lasciarewbbe pensare o ci sono molti più nascondigli di quanti se ne intuiscano a occhio in cui i topi possono nascondersi. Ulla ci guida in giro per talmente tanti corridoi e conucoli di varie dimensioni che non provo nemmeno a memorizzare la strada, anche perché so che quando le dirò di tornare al carro lei ci saprà fare strada per ritrovare il punto di partenza. Però Yin non può saperlo quindi preferisco rassicurarla "Non preoccuparti se sembra che Ulla stia girando a caso... in tanti anni non si è mai persa... a parte quella volta a Calcutta... e anche quella volta non ho potuto rimproverarle niente perché in fondo, anche se non mi aveva portato dove volevo andare eravamo arrivati dove mi conveniva essere, il barcone che avevo legato al molo si era liberato e per pura fortuna la corrente lo aveva trascinato esattamente dove Ulla era andata per sbaglio.". Yin lancia verso Ulla uno sguardo condiscendente e scuote leggermente la testa come per dire "Quel cane lì che non si perde? Non ci credo nemmeno se lo vedo", peccato che non si fidi... la cosa strana è più che altro il fatto che Ulla per un attimo sembra ricambiare lo sguardo di Yin, e sembra risponderle scodinzolando e con un mezzo "woof". Per sicurezza provo a vedere cosa stia pensando della nostra ospite e in effetti trovo pensieri di simpatia e sostanziale fiducia...anche se l'immagine che Ulla ha di Yin è quella di un grosso coniglio bianco con il panciotto e con dei denti stranamente aguzzi anche per un coniglio. Passano altri minuti, durante i quali ogni tanto continuo a rassicurare Yin raccontandole altri piccoli episodi di recupero dei topi e ne approfitto anche per darle brevi accenni sugli imprevisti più comuni e sul come evitarli. Proprio alla fine di una delle brevi spiegazioni, quando ho appena terminato di dire "... e quello è l'unico caso in cui può esere utile rovesciare un mezzo sacco di topi e lasciarsi circondare da loro." quando Ulla ci fa voltare in un corridoio verde scuro dove finalmente si iniziano a vedere dei topi impegnati a rosicchiare una matassa di corde abbandonata chi sa quando. La mia mente si distrae un attimo, attirata dal volor verde scuro delle pareti, identico a quello del modellino di automobile Prinz che mi aveva venduto un ragazzino italiano che studiava con me quando avevo 10 anni, non che fosse un modellino talmente bello da essere indimenticabile, infatti me lo sarei scordato da tempo, come molti dei giocattoli di quel periodo, se non fosse che subito dopo avermela venduta era partito di corsa con i miei soldi in mano verso il carretto dei gelati dall'altro alto della strada ed era stato invenstito da una macchina... solo una gamba rotta, ma da quel giorno non ha più voluto vendere nessuna delle sue macchininte, specialmente se erano Prinz o se erano esattamente di quel color verde scuro. Era arrivato anche al punto di fare una scenata di pianto di fronte al padre che voleva vendere la propria auto. Qualche mese dopo tutta la famiglia era tornata in Italia. Mentre sto chiedendomi che fine abbia fatto quel bambino, la mia attenzione torna sui topi, più che altro torna su Yin che è partita con un balzo verso i topi, ne ha afferrato uno a mani nude e... resto senza parole... va bene che nelle spiegazioni che le ho dato non ho detto niente in merito ma non credevo fosse necessario... nemmeno Ulla ha mai pensato di mangiare un topo.

(17:56:07) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: E finalmente cazzo! Dilato le narici poco prima di girare dove ci porta il cane, e la vista che mi si spalanca di fronte dà una pacca sulla spalla all'istinto. Spero all'idiota non dispiaccia se mi servo per prima. Fletto i muscoli e sono sul topo. Lo afferro per la coda con una mano e con l'altra gli spezzo il collo, o quello che dovrebbe avere al posto del collo tra la testa triangolare e il corpo grasso. Stringo il corpo fino a che non sento un guizzo, come si fa con i pesci, poi forte la coda e si sfila, insieme a tutta la spina dorsale. Proprio come si fa con i pesci. Getto di lato il lungo lombrico zombi e infilo le unghie nel collo del topo, lo alzo, inarco la schiena e apro la bocca. Colazione, finalmente. Non una colazione da principessine del cazzo, ma io non ho mai fatto la snob con un buon nezumi, all'occasione. Aspetto che il sangue in gola cominci a diventare freddo e coagulato, do un'ultima strizzata e butto via. Mi asciugo la bocca con il dorso della mano e poi le mani sulle cosce. Il canadese mi sta fissando. Il cane sta fissando lui. Mi guardo attorno. I topi sono tutti scappati: rimane attorno a noi solo il gigantesco gomitolo di corde nautiche, come l'intestino di un drago dopo il passaggio di un San Giorgio con la manina pesante, che nella mia testa assume le fattezze di Samuel L. Jackson in Pulp Fiction. O quelle di Balthazarovic. Scrollo la testa. Mi alzo. "Beh? Se tu non hai i riflessi pronti non vorrai prendertela con me, spero."
Non so davvero perché mi ostino a parlare con lui, quando è evidente che è il cane la mente del gruppo. La guardo. Mi guarda. Scrolla la testa. Scrolla la testa? Che cazzo c'era nel topo che ho mangiato? Va bene che siamo nei sotterranei di Shanghai e tutto è possibile. Potrei raccontartene io, di cose, caro. Altro che sotterranei di Calcutta. Qui una volta facevano le sedute spiritiche, e la gente è convinta che offendere i ratti possa attirare le ire del loro re. Visto che sembra credere a qualunque cazzata, potrei addirittura mettermi a raccontargli la storia dell'idra topesca e vedere se ci crede.
Torno sui miei passi per recuperare l'armamentario che ho lasciato cadere. Stringo la cinghia dell'elmetto sotto al mento, mi chino e agguanto rete e sacco. Sarò anche stata egoista a buttarmi sul primo senza pensare al resto del gruppo, ma voi avreste anche potuto muovere il culo e agguantarvi il vostro, invece di restarvene lì a fissarmi. Tiro mentalmente i dadi tra le cose da dire:
a) non è colpa mia se avete dei riflessi del cazzo;
b) il primo sangue era ovviamente mio;
c) se rimaniamo qui impalati, non li pigliamo più.
Non faccio in tempo a dire niente: il cane mi precede. Avrà sentito qualcosa, magari ha sentito direttamente quello che stavo pensando, non mi stupisco più di un cazzo. Volto le spalle al canadese e mi adeguo al passo del cane. Sarebbe molto più comodo se non avessi tutto questo cazzo di armamentario ridicolo, corro più veloce con il doppio delle zampe, ma pazienza. Salto il cumulo di interiora di drago, atterro in una pozza e svolto a destra, dietro al cane in fuga.

(18:30:37) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Passo la mano sulla parete che da pietra diventa un cemento verde. Lo stambecco a tinte ocra diventa una figura stilizzata a spray, ricoperta di graffiti. Neo was here. E non vogliamo aggiungere un sano chi se ne frega? Passi dietro di me. Sembrano andare di fretta, sarebbe un peccato trattenerli, così mi lascio sollevare da una bolla e arrivo a toccare con una mano le travi incrociate del soffitto. Faccio leva. Esco dalla bolla. Mi inginocchio sull'architrave e mando a spegnersi la luminosità elettrica nella mia mano. Chi corre nei cunicoli sotto Shanghai a quest'ora? Dopo il botto in città vecchia mi aspettavo che fossero tutti concentrati laggiù. Cazzo, è stato così forte che l'abbiamo sentito persino noi nei sotterranei.
Trattengo il respiro (non mi è poi così difficile, sono morto) e chiudo gli occhi per entrare in meditazione e rallentare il battito cardiaco. Così appollaiato tra le travi sembro uno degli Στυμφαλίδες ὄρνιθες, un po' meno pronto a colpire magari. Oggi non ho proprio voglia di discutere con il writer di turno: l'ultima volta ne è uscita una discussione filosofica che neanche Clarissa e Ross tornati dall'Aida, la volta prima ho dovuto chiuderlo in un pentacolo e stenderlo. Shanghai. A volte veramente amo questo posto: non si può mai sapere chi si incontrerà.
Il mio fuoco fatuo viene presto sostituito da uno meno fatuo e più fuoco, e il rumore di passi diventa quello facilmente distinguibile di un discreto gruppo in movimento disordinato. Tiro dentro una boccata d'aria attraverso il naso, un moto più di fastidio che di necessità. Angry mob. With torches, ovviamente. Cercano me? Impossibile: sono entrato diretto dall'Etemenanki e non ho incrociato nessuno. Cercano l'ingresso dell'Etemenanki? Improbabile: l'ultima volta che ci hanno provato è stato tanto tempo fa, ma non a sufficienza per aver già dimenticato com'è finita. Cercano le catacombe? Di nuovo? Non gli è bastato essere venuti a importunare me e il mio djinn nel momento meno opportuno? Shanghai. A volte veramente odio questo posto.
Lascio che mi oltrepassino senza vedermi (no, oggi proprio non ho voglia). In fondo al cunicolo svoltano a destra con l'aria di chi segue una direzione ben precisa o quantomeno segue con convinzione il primo tizio della fila. Conto fino a dieci. Mi lascio scivolare a terra e faccio dietrofront. Lo stambecco potrà aspettare, penso proprio non andrà da nessuna parte. Certo il fatto di averlo sognato proprio ora dovrebbe significare qualcosa, ma no, non ho voglia, davvero, lasciatemi in pace. Lo sto ancora pensando quando sento un altro suono di passi dietro di me. Diverso eppure altrettanto persistente. Mi volto e questa volta la scarica elettrica comincia spontaneamente a formarmisi tra le dita. Avete rotto i coglioni. Volete discutere? Va bene, discutiamo. Ma la piccola folla (piccola un cazzo) mi raggiunge e si divide davanti ai miei piedi, continua dietro di me con l'aria di chi segue con convinzione il primo ratto della fila (o quantomeno una direzione ben precisa). Mi giro. Butto un'occhiata verso il cunicolo da cui provenivano, a sinistra in fondo a questo. I passi della folla inferocita, e il chiarore dei loro fuochi, si spengono sulla destra. Altri passi diversi ancora crescono sulla sinistra. Che cazzo è? Ci mancano gli indiani, la diligenza e la cavalleria, a inseguirsi per questi cunicoli. Che, forse non avete ancora capito, sono i miei cunicoli. Quasi.

(06:51:26) Simone:
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Ted: Non faccio in tempo a fare commenti sulla dieta della mia nuova compagna di caccia che Ulla parte di corsa lungo un tunnel, Yin la segue a ruota e io mi trovo nella posizione di non poter far altro che accodarmi. Non capisco come mai Ulla abbia deciso improvvisamente di andare da qualche altra parte con tanta urgenza e sono quasi sul punto di chiederglielo quando sento un rumore di numerosi passi alle nostre spalle, anche se per un istante mi è sembrato di sentirli davanti a noi... deve essere stato l'eco. Consulto lo stesso Ulla per capire se la sua corsa sia dovuta a chi ci sta alle spalle o se si sia trattato di una fortunata coincidenza e lei mi restituisce l'immagine di uomini armati di torce e infermieri attrezzati allo stesso modo... va bene che non è paranoia quando ti stanno inseguendo davvero, ma non mi sento di farle notare che non c'è motivo che la folla del primok giorno si sia coalizzata con gli infermieri dell'ospedale per darci la caccia e abbiano deciso di venirci a trovare tutti assieme nelle catacombe... fogne... canali sotterranei... quel che sono. In ogni caso i rumori alle nostre spalle non suonano amichevoli, probabilmente siamo entrati nel territorio di qualche comunità sotterranea abbastanza riservata da non amare ospiti non invitati quindi tanto vale continuare a seguire Ulla e il suo istinto. Per qualche momento procede tutto come da programma: noi ci allontaniamo e nessuno ci raggiunge, ma poi all'improvviso giriamo l'ennesima curva e mi ritrovo a dubitare dell'istinto canino che solo pochi istanti fa mi era sembrato tanto tempestivo e affidabile. Non solo ci si para davanti un individuo che mi fa venire in mente Van Helsing come avrebbe potuto essere da giovane. A farmi dubitare del suo istinto non è tanto il fatto che Ulla ci abbia portato di fronte a qualcuno che a prima vista potrebbe essere il capo di chiunque ci stia seguendo ma il fatto che, di fronte a questa potenziale minaccia, si fermi all'istante, inizi a scodinzolare e abbai con uno dei suoi rari singoli "woof" (uno di quelli con cui mi ha scombussolato laprogrammazione della radio e che oggi sembra tanto decisa a dispensare a destra e a manca a conoscenti e sconosciuti)con l'aria di voleri dire "Be' vieni con noi anche tu o no?". Se non fosse per i rumori che sento ancora alle nostre spalle, sempre più vicini, mi verrebbe da dire ce sembrerebbe averla presa come una gita domenicale e che si stia divertendo. Non posso fare a meno di provare a leggere cosa le passi per la testa e trovandovi l'immagine di un topo antropomorfo con tunica blu e cappello dello stesso colore addobbato a stelle gialle mi fermo all'improvviso anche io colto daun dubbio... non riesco a ricordarmi in che film ho già visto quell'immagine, eppure so che lo conosco... non è da me dimenticare una cosa simile...

(01:00:58) Vrykolakas:
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Yin: 陰陽師 del cazzo, ci mancava, ci mancava proprio! Mi blocco mentre il cane, cui nessuno deve aver spiegato come funziona la politica in questa città di merda, sta scodinzolando all'Onmyōji dell'Etemenanki. Cazzo, nessuno deve aver spiegato come funzionano le cose nemmeno all'apprendista stregone del cazzo, qui, perché mi sta guardando come se fossi nuda nelle fogne e non come se fossi la tirapiedi di Wuxia. La foto che mi ha mostrato Bianca sul suo datapad era leggermente diversa, ma è senz'altro lui e la posa, come se fosse pronto ad evocare uno Shikigami da lanciarmi contro, è solo una conferma. Che cazzo vuole? Cerco di ricordare le varie ipotesi di Bianca sulla sua reale identità, e il nome con cui si fa chiamare (già che ci sono): la mente impegnata distoglie il controllo dalla bocca che spontaneamente si contrae a mostrargli quanto mi stia simpatico. Sir Alastor de Kerval, o MacGregor Mathers, non mi ricordo più né quale dei due fosse l'ipotesi più ragionevole secondo Bianca né se uno dei due fosse per caso lo pseudonimo. Ringhio. Comunque tu ti faccia chiamare, hai intenzione di rompere i coglioni? Sono abbastanza sicura che la tempesta elettromagnetica fosse tua, quella volta che abbiamo perso tutte quelle giade tra le due lune, e se ci penso ancora vorrei torcere il collo al primo che capita.

(18:21:42) shelidon:
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Al: Proprio quando ho raggiunto la più logica delle conclusioni, solitamente interviene qualcosa a ribaltare il principio su cui avevo costruito tutto. È stato così che si è verificato quel piccolo incidente sull'isola di Αἴσωπος, con Leah, e il contrattempo a Cefalù. E quella volta di Netherwood... ok, posso anche ammettere che in quel caso le mie conclusioni non potessero definirsi esattamente affrettate, ma fu un brutto colpo lo stesso. Mai aver troppa fretta di giudicare, quindi, me lo ripeto di continuo, ma cosa dovrei mai pensare se una piccola giapponese nuda e con l'elmetto mi raggiunge inseguendo un cane, a sua volta inseguita da un tizio con gli occhialoni? Non sarò io a fare del moralismo, non dopo Kangchenjunga, eppure pensavo davvero di aver raggiunto particolari vette di elaborazione, in certe cose. Per uno come me la sensazione, il sospetto di poter essere ancora un principiante (alla verde età di 230 anni), non è una sensazione che mette di buon umore. Mando a spegnere la scarica elettrica, stringendo la mano a pugno, ed ecco un'altra sensazione che non è davvero gran che. Il cane scodinzola, la giapponese ringhia e il tizio sembra stia cercando di ricordare a memoria l'intera formula di evocazione del conte Glasya-Labolas e di tutte le sue trentasei legioni infernali. Forse per chiedergli di renderlo invisibile e strapparlo all'imbarazzo di essere con una ragazzina giapponese nuda nelle fogne indossando un paio di occhialoni? Quasi gli darei un aiuto, posso comprendere i termini del problema. I passi lungo il tunnel però mi spingono ad un approccio meno accademico. Non si dica che non ho senso pratico. "I signori alle vostre spalle ce l'hanno con voi, immagino." E parlando di comandanti infernali, sorpasso la ragazzina cercando di comportarmi come se non fosse completamente nuda, e affido ad un gesto del braccio il compito di far capire al tizio stralunato che quella non è una buona posizione in cui rimanere. Mi chino e immergo la mano nell'acqua (sì, voglio pensare che sia acqua) per cominciare a tracciare il sigillo di Agares. Abito in un palazzo che si chiama come la torre di Babele, ma non chiedo il dono delle lingue. Né credo siano necessarie tutte e trentuno le legioni del granduca per ricacciade indietro questa banda di sbandati, e anche un terremoto sembra eccessivo, ma lascio a gravitare la mia richiesta nello spazio tra il pentacolo e la volta. Dovrebbe funzionare. Solitamente funziona.

(01:45:42) Simone:
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Ted: "Sì è possibile che ce l'abbiano con noi. Probabilmente non hanno segnalato bene i confini del loro territorio e sono convinti la nostra invasione di domicilio sfida stata volontaria." Mentre spiego la situazione al giovane Helsing succedono quattro cose: Ulla si siede non so bene se perché sia stanca se perché si senta di colpo tranquilla o se perché si stia preparando a fare all'improvviso un balzo e correre da qualche parte, Yin mi lancia uno sguardo duro come per dire "Se non hanno segnato i loro confini come si deve non abbiamo invaso un bel niente", il giovane Helsing inizia a fare strani gesti in una pozzanghera e per finire mi ricordo che Ulla è un cane che come tale vede i colori in modo leggermente diverso da me quindi... rossa, la tunica del topo era rossa ecco perché non riconoscevo l'immagine... questo vuol dire che Helsing è lo sguatt... l'apprendista di qualcuno di potente. Chi sa se il suo mentore è nei paraggi.

(21:06:48) Vrykolakas:
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Yin: Il loro territorio? Qualche anno fa avrei pensato questo è scemo e mi sarei preoccupata di fargli notare che questo è il nostro territorio: il Bund di madame Wuxia, lo sprawl di Wang Xizhi e la città vecchia di Fenghuang. Tutto ordinato e ben diviso.
Anche adesso è tutto ordinato, ma in un cazzo di modo tutto suo. Però il canadese deve aver davvero girato il mondo come dice, se è così abituato ad una città divisa. Guardo il mago chinato e mi immagino come sarebbe dargli un gran calcio nel culo e mandarlo disteso con la faccia nelle tre dita di fango chimico. Ma non ho la pistola per finire il lavoro, e di tutti i saltimbanchi cialtroni mangiatopi che ci sono a Shanghai dovevamo farne immigrare uno dal Canada, che ha la convenzione di Ginevra su per il culo e l'arma più offensiva che si porta dietro è un fischietto attira-ratti. Con me senza pistola, il cane che scodinzola a tutti e il canadese che... beh, il canadese che è quello che è, l'acchiappa-kappa dell'Etemenanki rischia davvero di essere l'opzione migliore che abbiamo. Cazzo come siamo messi male. Confido che davvero non sappia chi sono, e tantomeno colleghi il canadese a Wuxia, e gli butto lì un brandello di informazione, sperando che almeno di questo sia a conoscenza. "Siamo appena stati... precipitosamente dimessi dall'ospedale."
Mi mordo la lingua. Ho appena offerto il fianco a un Psichiatrico? e aspetto che arrivi, un pugno stretto e tanta voglia di usarlo. Poi mi ricordo che non sto parlando con Balthazarovic: forse questo tizio ha meno voglia di fare lo spiritoso. "Signor... ?"
Tolgo l'elmetto prendendolo per la cinghia, lo lascio cadere e lo colpisco appena sotto la bandoliera con il collo del piede, che sfrigola al contatto e mi lascia una cavigliera corrosa. Merda. Il casco comunque parte ben calciato in direzione del canadese, che spero lo prenda al volo. La caccia è finita, stando ai suoni che sento alle mie spalle: siamo diventati noi la cacciagione. Almeno fino a quando non mi capitano a portata. E quando mi capiteranno a portata, il casco sarà di troppo.

(05:20:20) shelidon:
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Al: Terminato il sigillo, l'alternativa è tra il rimanere ad aspettare, per vedere se gli inseguitori resteranno a volteggiare sgambettando a mezz'aria come spero, e il portarsi sufficientemente lontani da creare il necessario equilibrio tra il non aver assistito al successo e il non doversi trovare a fronteggiare il possibile rifiuto di Agares. Questi duchi infernali...
Mi volto verso l'uomo e mi prendo qualche secondo per osservarlo. Il loro territorio? Rispondo con un mezzo sorriso, inclinando la testa. Davvero non lo sai? Per fortuna interviene la ragazzina, e mi sembra scortese non rispondere alla domanda. Che male c'è? In fin dei conti non è il mio nome, quello che sto distribuendo senza richiedere una presentazione uguale e contraria. "Jacob Cramer. Ed è il mio territorio. Ma apprezzo di più chi lo invade armato di piffero, rispetto a chi lo fa armato di torcia." Davvero troverei più rassicurante se questo tizio fosse vestito di piume o con un cappello a punta in testa e calzettoni a righe, ricadrebbe in uno schema più facilmente riconoscibile, o più difficilmente riconducibile a qualcosa da cui la mente non si ritragga urlando. No. Ripesandoci un tizio vestito di piume con una ragazzina nuda nelle fogne mi farebbe pensare comunque quello che sto pensando adesso. Forse la signorina vorrebbe qualcosa da mettere addosso, ma ho decisamente troppa roba nelle tasche della giacca, e roba che non vorrei mettere a portata di mano della prima orientale nuda di passaggio. La osservo fare qualcosa di curioso con l'elmetto paramilitare che indossa, qualcosa di ancora più curioso attraversa l'aria, come un crepitio. Strano. Non è energia. Non è pensiero. Eppure è familiare. Sembra... sembra carne. Dovrei far divagare lo sguardo a indagare, forse, ma sono troppo preoccupato per il volteggiare del casco, per lo staccarsi di piccole fialette di vetro che rimangono a mezz'aria come in assenza di gravità (o questa è l'impressione) e soprattutto per lo sguardo del tizio verso cui il casco si sta dirigendo. Non sembra sveglio. A essere sinceri non sembra neanche addormentato. Sembra semplicemente in un mondo tutto suo. Un mondo che forse non contempla l'ipotesi di una ragazzina nuda e di un casco paramilitare calciato verso il suo naso.

(05:03:17) Simone:
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Ted: Sento le presentazioni di quello che a questo punto si è rivelato essere il padrone di casa e sto quasi per commentare la sua battuta su flauti e torce quando tutto a un tratto mi trovo in una situazione che mi ricorda i giorni della scuola per bambini dotati in Canada. In particolare mi torna in mente il professor Karp e le sue lezioni di recitazione. Fin dal primo giorno ci aveva martoriati con esercizi di improvvisazione, ci aveva fatti sedere in fila uno dietro l'altro dicendoci "Siete su una slitta. Sta nevicando. Fa freddo... Pronti... VIA!" gli altri erano stati tutti contentissimi di immedesimarsi nella situazione, c'era chi sentiva il vento, chi il freddo, qualcuno l'aria... io non ero riuscito a sentire niente. Nelle settimane successive gli esercizi erano stati "Oggi siete un tavolo", "Oggi siete una macchina sportiva" e "Oggi siete un cono gelato", tra i compagni il più fastidioso era stato Morales... con l'esercizio del gelato era persino riuscito a sentire che si stava sciogliendo. Io non sono mai riuscito a sentire niente di niente. Adesso vorrei essere riuscito a superare almeno l'esercizio "Oggi siete degli alberi che si stanno piegando nel vento"... in questo istante mi farebbe proprio comodo riuscire a piegarmi da un lato come un albero in una tempesta per evitare il casco che mi sta puntando dritto verso il naso, con quello che mi è costato pagare il ritocco del viso sarebbe un peccato romperlo per colpa di un mio stesso eggetto. Per fortuna Ulla decide che il lancio del casco era un invito a giocare e quindi di fare un salto e prendere al volo tra i denti la cinghia. Non faccio in tempo a ringraziare leore passate con lei al parco a lanciarle il freesbee che mi rendo conto delle fialette che seguivano la stessa traiettoria del casco. In particolare tre sembrano aver deciso di farmi un saluto di persona. La prima mi colpisce a un ginocchio, una centra in pieno la lente sinistra degli occialoni e la terza si rompe sulla mia spalla. A occhio nell'ordine erano una fialetta di inchiostro (spero del tipo che diventa invisibile dopo qualche minuto), una fialetta soporifera che per quanto non abbia l'effetto completo su di me riesce comunque a stordirmi leggermente per un paio di secondi, per finire una fialetta puzzolente. È più che altro questa'ultima a infastidirmi, adesos mi ritroverò con una spalla che puzza di uovo marcio finché non potrò tornare al carro e cambiarmi. Cerco comunque di mantenere un certo contegno e rispondo all'apprendista stregone "Theodor Kuchenbäcker. Lieto di conoscerla."

(17:50:59) Vrykolakas:
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Yin: Colpa mia. Avrei dovuto lanciare il casco al cane, che cazzo mi aspettavo, che il canadese lo prendesse? Deficiente. Io. Anche il canadese, ma più io. Ora il cane me lo sta riportando con uno sguardo da no, meglio che lo tieni tu e aspetta scodinzolando, ma di cosa mi preoccupo? A vedere la reazione delle tre fialette (due su tre sbagliate), ora mi sento veramente idiota ad essermi preoccupata tanto per la gente che ci segue. Nel caso ce l'abbiano con noi, e con la fortuna che ho in questi giorni è sicuro che ce l'abbiano con noi, mi basterà lanciare fialette a caso: su quindici che contiene ancora la bandoliera, abbiamo già imbroccato quella soporifera e immagino fosse l'unica. Ce ne sarà ben una esplosiva. O di acido. Anche se per quello al momento mi basterebbe strofinarmi contro la giacca del canadese e lanciarmi a peso morto sulla folla per ottenere quell'effetto.
ガブリエル、雌犬の息子
Apro bocca e sto per presentarmi con un falso nome, quando mi tornano in mente le parole del canadese poco fa. "... e quello è l'unico caso in cui può esere utile rovesciare un mezzo sacco di topi e lasciarsi circondare da loro." Quando, invece, può essere utile rovesciare un mezzo sacco di riottosi xenofobi? Perché, a giudicare dalla quantità di luce e dal vociare che sta sorgendo sul fondo del tunnel, qualcuno ha fatto esattamente quello e progetta di far circondare noi. Quanti cazzo sono? Quella non è una delle normali battute di caccia nelle fogne, o se lo è devono essercene spariti ben tanti nelle fogne di recente. Forse l'inglese mistico qui ne sa qualcosa. O forse conviene far ingoiare al canadese tutte le sue fialette sperando che almeno una contenga succo di volpe o concentrato di peperoncino, perché senza rapidità o un minimo di furbizia non ne uscirà vivo. E mi sembra manchi di entrambe. Guardo il cane, chiedendo consiglio, e lo vedo portarsi sul fondo del tunnel. Si gira verso di noi e abbaia. Allora, andiamo o no?
Sì.

(18:33:21) shelidon:
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Al: "Tempo scaduto."
Tempo scaduto perché l'orientale mi dica il suo nome, e tempo scaduto perché io possa fare un qualunque commento sull'improbabile scenetta di sarugaku che mi hanno offerto: ho su di me una sola moneta, e se la perdo come ci pago il traghettatore? Provo a contare la gente che si avvicina dal fondo del tunnel, o almeno le loro torce. Due... sei... nove... Precipitosamente dimessi dall'ospedale, eh? Prendo un braccio del ragazzo, che ancora indugia, e mi rispondono una reazione nervosa e una pungente scarica elettrostatica. Ah. Sostituisco il gesto della mano con uno meno invasivo della testa, e dal fondo del cunicolo qualcuno sembra non essere d'accordo con la nostra idea di andarcene. Armeggia con un piccolo oggetto, lo lancia, e questo viene intrappolato nel cono tra il sigillo e il soffitto, tra l'inferno e questo mondo. Pensavo di intrappolarci della gente, non... un anello? Rimane a roteare qualche istante, aggrovigliato in una fascia di metallo simile al tubo flessibile di una doccia, e fissa il mondo con un occhio trasparente, sporcato di filamenti metallici e... lampeggiante? Merda. Segue una torcia, che rimane anch'essa intrappolata tra noi e loro, come tra le mani di un giocoliere invisibile, e io mi domando perché, perché, perché. Di tutte le cose che possono finire su un potenziale sigillo infernale, mi doveva capitare proprio una carica esplosiva? Offro la schiena, e quando la carica esplode rimane in parte intrappolata nella bolla, e in parte detona in entrambe le direzioni, verso la folla e verso di noi. Il canadese, che a quel punto forse aveva anche cominciato a muoversi, riceve lo spostamento d'aria come il calcio che si merita chi non si è mosso prima, e va dritto dritto addosso alla ragazzina nuda e al cane. Io me la cavo con un impatto di tre quarti, e finisco spalmato contro uno degli stambecchi alla parete. Fanculo. Spero che anche gli stronzi si siano presi un po' dello stesso spostamento d'aria, e non voglio sapere dove è finita la torcia. Spero solo che non mi si presenti un duca infernale battendo il piede in terra per chiedermi scusi, questa è sua per caso? Sarebbe imbarazzante. Mi lascio scivolare a terra, guardo il mio sigillo che è andato a puttane e faccio due passi verso il fondo del tunnel, senza dare le spalle ai nostri amici cui piace l'esplosivo. E infilo una mano nella tasca destra della giacca.

(01:14:22) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Non si può mai stare tranquilli più di qualche manciata di minuti per volta in questa città. Un attimo prima sto presentandomi a uno sconosciuto che sembra essere amichevole e un attimo dopo mi trovo scaraventato da una parte all'altra con le orecchie rintronanti per un'esplosione che non riesco a capire se sia parte del piano di fuga del nostro nuovo "amico" o se faccia parte del piano di attacco dei nostri inseguitori. Ciò che mi preoccupa però non è tanto il non sapere da dove sia arrivata l'esplosione o il forte fischio che mi si è infilato nelle orecchie. La mia prima preoccupazione è quella di alzarmi, staccarmi da Ulla e dalla giapponese e controllare di averle toccate solo con parti coperte del mio corpo, evitando quindi tutti gli effetti collaterali del caso. A parte il non sapere che effetto potrei avere su un non morto, e mi sembra di capire che Yin appartenga alla categoria, c'è il problema di avere ben chiaro cosa accadrebbe a Ulla se, dopo tutti questi anni di attenzione a non farlo, toccassi a mani scoperte. La cerco con la mente ma trovo solo il rumore di orecchie che fischiano, popotrebbero essere le mie così come potrebbe essere l'eco delle sue che sovrasta i suoi pensieri. Appena recupero un minimo di equilibrio e di senso dell'orientamento mi guardo attorno per cercarla. Dopo aver fatto in giro quasi completo su me stesso la trovo, o meglio LE trovo. Yin e Ulla sono aggrovigliate una addosso all'altra, il braccio della giapponese tocca il volare in cuoio di Ulla proprio nel punto in cui un liquido rossastro non meglio identificato sta colando, o meglio sfrigolando, dal corpo di una delle due. "ULLA!"... non so se avvicinarmi a controllare, Ulla è un cane resistente, è sopravvissuta a talmente tante cose che se le raccontassi non ci crederebbero nemmeno gli spettatori dei miei spettacoli ma ogni istante che lei (e Yin) resta(no) senza muoversi è un istante interminabilmente di troppo.

(00:46:02) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Le esplosioni in questa città sono un vizio del cazzo. L'ultima che mi ricordi? Quella del Wellfairytale theatre (anche se in questo momento a pensare ho un male cane alle tempie). Non ero così vicina, ma è stata più forte, anche se in questo momento ho un male cane alle orecchie e sono perfino orecchie umane. Non ricordo come ne sono sono dovuta uscire... somo dovuta uscire dal palco di madame Wuxia, ma... cazzo che male alla fronte. Non ne sono uscita, qualcuno mi ha tirato fuori da sotto le macerie prendendomi per un polso, ma... e cazzo cazzo cazzo che fottuto male al polso. Apro gli occhi (che male fanculo che male) e mi sembra di essermi sognata tutto. Sono nell'albergo di Mosca, sotto la coperta di pelo, e Baba Yaga non mi è ancora venuta a svegliare. Ho dormito tutta storta, per questo ho male alla schiena, e non mi sono tolta l'orologio che durante il giorno mi ha graffiata e mi fa male, per cui posso anche vedere che ore sono mentre me lo levo. Scosto la coperta, che guaisce e mi lecca la faccia.
Mi
lecca
la
faccia?
"Cazzo!"
Scuoto la mano e le goccioline di sangue acido vanno a formare sulla parete verde dei crisantemi (o forse dei 菊花门, per quello che mi sta passando nella testa). "Merda, merda, merda!"
Io mi sciolgo nel mio stesso acido e questo stronzo si preoccupa del cane! Fottutissimo canadese di merda, avrei dovuto mollarlo da solo vicino al suo carro, a quest'ora avrei un problema di meno. La corrosione si ferma, mi lascia un bracciale di carne smangiata che fa il paio con la cavigliera, la schiena pure dev'essere messa male, ma non è una bruciatura, sta andando a posto. Ma perché il pelo del cane non mi ha fatto lo stesso effetto dappertutto? Anche il topo, prima... Mi alzo sulle ginocchia e la guardo. Le ginocchia fanno male e le orecchie mi fischiano ancora, la sento appena abbaiare e allungo le dita verso il suo muso. A parte madame Wuxia quando sviene, quanto tempo è che non accarezzo un animale?

(01:15:53) shelidon:
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Al: Un'occhiata di fronte a me, un'occhiata alle mie spalle, mentre in tasca premo il pulsante centrale del Sigillo di Salomone e spero che il mio djinn non sia tra le braccia di Morfeo (o dipingendo tra quelle dei λωτοφάγοι), perché tra due minuti questo tunnel sarà un luogo molto molto spiacevole in cui trovarsi. L'esplosione ha mandato in pezzi il mio precedente sigillo e le prime due torce sono cadute, spegnendosi in quella che continuo a chiamare acqua, ma ne seguono altre insieme a dei sassi che credo questi stronzi si siano portati da casa. E io che ho lasciato l'Egitto proprio per non avere problemi con le usanze locali...
La ragazzina è per terra e sembra intontita, sta fissando il cane come se lo vedesse per la prima volta, e il tizio mi è di spalle per cui non saprei proprio dire in che condizioni si trovi, ma la sua immobilità mi fa supporre uno stato di shock. Potrei lasciarli qui. Forse dovrei. Ma, come dice Ross, il buon senso è così... comune. L'aria nel cunicolo incomincia a caricarsi, contraggo una mano come se stessi stringendo un'invisibile pallina da tennis mentre il dannato stambecco dalla parete mi guarda. Rupicapra del cazzo, non pensare di cavartela così facilmente: abbiamo un conto in sospeso. Faccio scivolare a pelo d'acqua il fulmine globulare e lo mando ad avvolgersi in un vortice al di là della ragazzina. Il portale si apre. Grazie Mikołaj. Afferro il tizio per un braccio, con l'altra mano prendo la giapponese e spero che il cane mi segua. La sensazione di attraversare il portale è sempre come se qualcuno mi avesse fatto ingoiare un bicchiere di plasma ma la vista del mio sotterraneo, mentre rotolo sul pavimento e il sigillo si richiude, basta a lasciarmi dell'esperienza solo un sapore metallico in bocca e un persistente capogiro. Portali senza pentacolo. Escono sempre una merda.
Inspiro una boccata d'aria, conto i rintocchi di una goccia che cade dal soffitto, e al quinto mi alzo. La prima cosa che vedo è proprio il cane, che mi scodinzola. Che cazzo mi è saltato in mente di portarli all'Etemenanki?

(01:16:59) webadmin:
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