- La mietitrice
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11:55 pm, 4 April
2106
Bund - Captain's Hostel

Dormitorio per studenti e giovani stranieri, in un grande isolato del 1920 tra il Bund e la Città Vecchia: dopo il black-out del 2014, il locale è tutt’ora alimentato a vapore dall’acqua dello Huangpu. Alla sera il bar all’ultimo piano e la lobby al pian terreno sono frequentati per lo più da freelancer (e mercenari) in cerca di lavoro, specie nel settore commerciale e marittimo: la proprietaria è Lai Choi San, chiamata Shu o Sugar, e ha un passato sia nella marina mercantile che nella guerra da corsa contro il Giappone.

(03:17:23) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Cazzo.
Sono aggrappata con entrambe le mani al mio terzo bicchiere di gin e ancora niente. Eppure, dalla descrizione dei fatti che mi ha sputato addosso quella cretina di Bianca, la nostra amata signora ha dato i numeri a teatro come è iniziata la confusione e l'hanno persa di vista. Quindi potrebbe essere successo quello che penso, anche se non posso esserne sicura. Perché non posso esserne sicura? Non posso esserne sicura perché non c'ero. E perché non c'ero? Ah, già. La troia mi ha licenziato. Ma se non riesci neanche a versarti il té, senza di me! E questa ne è la fottuta dimostrazione. Vaffan'culo. Dovrei sedermi qui e aspettare che Shu torni a dormire, per vederti risvegliare nuda in mezzo alla clientela di questo posto. Quanto cazzo ci godrei.
Ma non si può.
Dalla turbina al centro del bancone ovale, mi guarda la solita scritta in ottone, attraverso il fumo denso e il vapore di questa bettola oscena. Trova quello che cerchi. E con me ha sempre funzionato. Sarà perché sono sempre venuta qui cercando una sola cosa, e quella cosa sta scendendo in questo momento la scala di legno. Scalza. Ondeggiante. La camicia alla rinascimentale giù dalla spalla destra a mostrare la pelle ambrata, quasi gialla, che non dovrebbe avere chi non vede il sole da secoli. Mi aggrappo al mio bicchiere di gin e aspetto che Sugar scenda tra noi, a mescolarsi con gli odori e la feccia del suo ostello.
Beccata.
Ma non è la sola cosa che cerco, questa sera.
Dovendo venire qui, mi sono informata e penso di essere riuscita a risalire a qualcuno che sappia qualcosa sul nostro shuttle. Pare che esista una segnalazione dell'automezzo, e la persona che sto aspettando dovrebbe portarmene una copia elettronica. Voglio il nome dello stronzo che ha visto lo shuttle per ultimo: lui deve per forza sapermi dire dove cazzo è finito. E sono stata particolarmente fortunata, nella sfiga generale: l'informatore verrà accompagnato da qualcuno che pare in grado di darmi notizie sul cinese volante.
Guardo Sugar aggirarsi per il suo locale, e butto giù il gin d'un fiato. Fottuta stronza, vieni a chiedermi se ne voglio un altro.

(03:55:19) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Attraverso i denti tiro dentro una boccata degli odori di questo posto, che mi scendono nello stomaco come una specie di nutrimento. Ho fame di ben'altra sostanza, ma può bastare. Per ora.
Mi sono svegliata e avevo addosso la chincaglieria di una qualche stronza, eppure non penso che mi abbia sfamato a sufficienza perché, giuro su Dio, divorerei la metà della gente di questo posto. Begli orecchini d'oro, erano, e una collana che ho buttato sulla pila dell'altra roba, nel sotterraneo del generatore. La guarderò più tardi, prima di addormentarmi. Ora devo vedere quanto sono stata via e com'è andato il posto senza di me. Da dietro il bancone una delle mie stronzette mi saluta. Piccola vacca inutile, slaccia quella camicia: pensi che la gente sia qui per vedere i tuoi denti attraverso quel sorriso idiota? E, a proposito di denti, passo la lingua sul canino sinistro. Balla. Non sarò caduta di faccia su qualcosa? Le mie cene sono sempre... movimentate.
Riconosco alcune delle persone ai tavoli: due impiegati della dogana marittima che mi passano informazioni sulle navi dall'Europa, in compagnia di uno dalla torre di controllo. Avranno poi ritrovato quel loro shuttle di merda? Chi se frega.
Ad un tavolo di spalle all'ingresso c'è la giapponesina, in un fazzolettino di pelle che nasconde poco di quello che dovrebbe mostrare e viceversa. Ha finito il suo gin e mi sta guardando. Stronzetta. Non sono mai riuscita nemmeno a parlarci, con quella zoccola della tua padrona. Ma sei una cliente come tutti gli altri, e una di quelle che sparano. Così mi avvicino. Ho dell'umidità nel naso, dannata turbina, e la inspiro passando il dorso della mano sotto le narici. "Che c'è, ne vuoi un altro? Offre la casa."

(04:49:29) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Ormai sono anni che giro ma questo tipo di locali continua a infastidirmi. Non importa se siano in California, in Arabia, in Italia, in Cina o altrove, hanno sempre tre cose in comune: fumo (anche dove la legge lo vieti), alcoolici (anche dove religione e legge lo vietino) e donne (specialmente dove la religione le vieta). Mai che abbiano qualcosa di decente e vegetariano da mangiare tra l'altro. Meno male che non sono venuto qui per il cibo. Il... camionista?... farfallista?... pilota?... va beh, il "tecnico" che guidava quell bellissimo mezzo con cui hanno spostato il carro dalla strada al terrazzo mi ha indicato proprio il genere di posto che mi serviva. Quando gli ho chiesto un locale dove bere qualcosa e cercare un amico lì per lì mi ha guardato con l'aria perplessa come se non sapesse, o non volesse, darmi suggerimenti. Poi quando gli ho spiegato che sapevo che il mio amico era da queste parti e non lo vedevo da anni si è rilassato e mi ha dato questo indirizzo. A volte mi chiedo come facciano le persone a essere tanto ingenue: racconti a uno che vuoi rintracciare un amico che non vedi da anni e quello di dice subito dove cercare informazioni senza chiedersi se l'amico voglia essere trovato. In questo caso poi credo che aver promesso al tecnico/pilota di prendermi cura del criceto della figlia morto proprio quella mattina abbia aiutato.
Però se continuo a distrarmi così ci metterò una vita a osservare la gente del locale per farmi un'idea su chi sia la persona migliore con cui iniziare a fare qualche domanda. Le ragazze sorridenti ai tavoli di solito sono piene di informazioni ma non basta offire un bicchiere di whiskey per ottenere qualche risposta, quindi preferisco tenerle come ultima risorsa.
Per ora mi guardo ancora un po' in giro, ma devo decidermi, non posso far durare in eterno la tazza di tè che mi hanno servito e meno cose mangio o bevo in questo tipo di locali più sono contento.

(05:11:08) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: È una libidine quasi erotica sentire lei che chiede a me se voglio qualcosa da bere. Offrirmelo, poi, e non come una regale concessione all'ultima delle stronze, ma come l'omaggio quasi timoroso a una delle clienti più pericolose. "Sì. - ringhio. Vorrei aggiungere qualcosa. Stronza andrebbe benissimo. Ma Shu è pericolosa almeno quanto Wuxia, anche se in un modo diverso, e spero che sazi il suo appetito su qualcun altro. Tra le ire di una e dell'altra, preferisco la padrona dell'Emerald quando si sveglierà nella sua macchina con me alla guida. Il locale è particolarmente colmo, e sorpreso di vedere Shu almeno quanto io sarei stata nel non trovarcela. Tutti hanno qualche informazione da chiederle, o semplicemente vogliono provare a farsi la vipera dello Huangpu. Alcuni domani si limiteranno a non respirare più. Altri non avranno avuto nemmeno quel piacere. Ma a me frega solo che si sazi e torni nei ranghi: domani abbiamo una cazzo di frode da svariati miliardi e non è il momento di scorrazzare in giro, cazzo. Che poi devo ancora capire cosa sia successo ieri a teatro: i giornali erano a dir poco vaghi e confusi.

(05:27:57) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Se pensi che te lo porterò personalmente... inspiro nuovamente a piene narici ...ti sbagli di grosso. Veloce a sparare o meno, schiocco le dita e faccio avvicinare una delle mie stronzette. "Altro... altro gin per la signorina." Puzzi di quella roba talmente tanto che potrei ubriacarmi solo squartandoti e affondando il naso nel tuo stomaco. Mi giro. Il locale freme e mi riempie gli occhi: gente che vuole me. Strofino il palmo della mano contro il braccio e tiro su la manica della camicia. Dai, venite: sotto al primo. Cosa vi può dare questa sera mamma Sugar?
Vedo un tizio nuovo, ad un tavolino. Sta bevendo del tè (del ?) e si guarda attorno con la faccia di uno che non sa bene cosa chiedere e a chi. Mi avvicino. La sottana rossa ne ha sotto un'altra, per grazia di Dio, e non gli faccio vedere troppo quando do un mezzo calcio al suo tavolo e appoggio il gomito al mio ginocchio, abbassandomi. "Posso farti portare qualcos'altro?" Dimmi chi cerchi e ti dirò chi sei, bello.

(06:08:44) Simone:
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Ted: Sto ancora guardandomi attorno quando l'unica donna con un po' di carisma nel locale urta per sbaglio il mio tavolo e mi chiede se voglio altro da bere. Deve la più esperta delle cameriere del locale, solo una cameriera con davvero tanta esperienza riuscirebbe a fingere tanto rapidamente quell'espressione da "non ho urtato il tavolo, l'ho colpito apposta per attirare la tua attenzione e chiederti cosa altro posso servirti caro cliente". Anche se, a giudicare da come la guardano un po' di persone al tavolo dietro di lei e dalla sicurezza con cui si muove, potrebbe anche essere la proprietaria del locale. In entrambi i casi ha l'aria di essere il genere di persona che conosce tutto e tutti. "Sì grazie. Posso avere un'altra dose di questo ottimo tè? È davvero il migliore che abbia bevuto in tutti i miei viaggi. Me lo aveva detto il mio amico Jin Rei che il tè come lo fate in questa città non lo fanno da nessuna parte e non gli avevo creduto, adesso la prima volta che lo incrocio mi tocca anche pagargli la scommessa che avevamo fatto in proposito."

(06:26:30) shelidon:
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Yin: Ecco che ci siamo. Ne ha puntato uno. Mi raddrizzo e la guardo sventolare le cosce sotto il naso del malcapitato. Poi metto a fuoco il malcapitato. Oh cazzo no.
Sposto la sedia e mi giro, cercando di dare le spalle al suo tavolino anche se significa perdere temporaneamente di vista la mia padrona.
Padrona?
La troia mi ha licenziato.
Afferro il nuovo bicchiere di gin e lo sollevo fino a vedere il riflesso della schiena di Shu e aspetto il mio informatore. Chiunque sia.

(17:44:10) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Dallo stomaco - disdicevolmente vuoto - mi sale una risata attraverso la gola. C'è chi sa chiedere un'informazione e chi non sa farlo. E poi c'è chi pensa di saperlo fare. Questi sono quelli che hanno il sapore migliore. "Dammi il tempo di far mettere a bollire l'acqua, bello."
Tolgo il piede dalla base del tavolino e mi giro. Cos'è questo insopportabile odore di zucchero? Meglio neutralizzarlo con un po' di sale marino. Faccio portare due margaritas al tavolo 12 e un grog vecchia maniera al pendaglio da forca vicino alla finestra, che siede in punta pronto a scattare al primo segno di marina mercantile. So che lo apprezzerà.
Nel frattempo una delle mie sciacquette si attacca col datapad alla macchina del cappuccino e si infila nell'archivio dell'anagrafe di Shanghai. Ottiene proprio quello che mi aspetto da lei. Niente.
Da sotto il banco prendo un chip e lo metto sotto il macinadosatore dell'orzo. Abbasso la leva e giro il manico della pasticca. L'imprimersi dell'informazione sul chip genera una piccola scarica elettrica che mi punge la linea del denaro sul palmo destro. Brutto segno. Speriamo almeno che questo pesce d'acqua dolce abbia un datapad in cui infilare il chip o sappia a cosa serve quella fessura sul tavolo. Butto la formica nera nella ciotola dello zucchero e seguo con la coda dell'occhio una delle mie portargli il vassoio con altro té. Conto mentalmente fino a tre volte otto e poi vado a spiegargli cosa gli ho passato.

(08:06:49) Simone:
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Ted: Guardo la donna che si allontana senza farmi domande sull'"amico" che ho nominato, pensa a far servire alcuni altri clienti e per finire si occupa davvero di farmi avere un'altra mandata di tè'. Il vassoio arriva al mio tavolo con il tè fumante e una nuova zuccheriera piena. Non so se fosse il tè in se a essere particolarmente fruttato o se ci avevo messo troppo zucchero ma il giro precedente era un po' troppo dolce anche per i miei gusti e pensare che la cuoca della Kingston School for boys mi chiedeva tutte le volte se ci volevo un po' di tè con il mio zucchero (o con il mio miele a seconda di qual che avevo deciso di metterci quel giorno). Questa volta decido di provare a berlo al naturale. Spero che Ulla non si senta troppo sola nel carro all'hotel. I locali come questo di solito piacciono più a lei che a me ma di certo non potevo lasciare senza guardia il tutto con il rischio che qualcuno decidesse di dare un'occhiata al retro. Ho visto hotel che non si fanno problemi ad avere topi a pochi passi dai propri ospiti ma l'Emerald di certo non appartiene a quella categoria.
Mentre assaggio la mia nuova tazza fumante di tè, che adesso è troppo amaro, tengo un occhio sull'ingresso. Fin dall'inizio della serata c'è stato un viavai quasi ininterrotto di persone ma gli ultimi arrivati sembrano diversi, probabilmente sono solo clienti un po' più abituali degli altri. Il tè ha decisamente bisogno di un sapore più morbido e quando prendo la zuccheriera per servirmi mi accorgo che in fondo non mi hanno solo preparato il tè. Prendo il chip dati che spunta tra i granelli bianchi. Chi sa se è compatibile con la modalità solo audio del piccolo datapad che mi porto dietro.

(18:51:27) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: La macchina del cappuccino mi distilla tre comunicati e li proietta sul fondo del primo cassetto, tra i coltelli taglienti e i coltelli più taglienti. Due riguardano lo shuttle mancante di cui tutti i maneggioni della città parlano, e uno è per la giapponesina del cazzo. L'altro... beh, l'altro riguarda la giapponesina. E leggerlo è una specie di orgasmo.
Ma questo tipo di vendetta è una portata da fine pasto e me la tengo in caldo. Stampo su un chip l'informazione per il mio buon compare della torre di controllo e gliela faccio portare, anche se so che non gli piacerà. Niente nuove, cattive nuove. Almeno da queste parti.
Poi torno a osservare il nuovo arrivato, innanzitutto perché non ha ancora pagato nulla e secondariamente perché non sembra essersi accorto di nulla.
Sto per andare al suo tavolo: prenderò la zuccheriera da sopra, con la mano aperta, come si afferra una mela, e gliela spaccherò sulla fronte.
Mi fermano al tavolo 5 e uno cerca di agguantarmi la sottana rossa per chiedermi di ballare. Dopo, ciccio, non a stomaco vuoto e non prima di averti spezzato quella mano. Confido che il mio sorriso di risposta racconti tutto e sia sufficiente allettante da indurlo a rimanere comunque.
Quando mi giro, il pesciolino sta guardando nella zuccheriera. Salvato da due scaricatori dello sprawl, e nemmeno lo saprà.
Le due fotografie sono in codifica testuale, ma qualunque datapad di nuova generazione sarebbe in grado di tradurle. Non riesco a vedere cosa ha tirato fuori, e vado verso il tavolo 17 per trovarmi in una posizione più favorevole. Continua a ronzarmi in testa quel messaggio. Coniglio giapponese licenziato dalla regina. Posizione ancora aperta. Aspetta che lo sappiano i ragazzi.

(07:32:57) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Inserisco il chip nel mio minidatapad e, quando finalmente lo schermo si decide a visualizzare il contenuto, mi rendo conto che in fondo la modalità audio servirà solo a dirmi il nome con cui sono state memorizzate le due immagini che trovo. Devo decidermi a comprare qualcosa di più potente, per gli audiolibri e per registrare appunti e impegni al volo va ancora bene ma inizia a essere fastidiosamente lento quando si tratta di fotografie o di video.
La prima foto è quella di una donna cinese dai capelli bianchi, dubito che sia la persona che sto cercando. È vero che in passato una volta è passato a un'identità femminile ma non può averlo fatto di nuovo. Sono certo che dovesse avere davvero bisogno di rendersi irreperibile quella volta altrimenti non lo avrebbe fatto, non è da lui.
La seconda foto è del sesso giusto ma anche in questo caso non può essere lui, non vedo perché avrebbe dovuto scegliersi un'aspetto tanto giovane. Poi è troppo furbo per andare in giro con un nome cinese e un aspetto normale. Le cose sono due, o non hanno trovato chi interessava a me o questo chip non è per me e qualcun altro sta guardando la faccia con cui sta andando in giro per il mondo mio padre.

(18:45:33) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Faccio un giro per il locale e faccio scorrere il canino superiore sinistro contro il dente che balla, sotto di lui. Tiro dentro una boccata d'aria attraverso la fessura che si crea tra le mie labbra. Odore di coniglio al gin, di vodka, di saké da due soldi. E rum. Il mio rum. Sospiro a occhi chiusi, un sospiro che viene più dallo stomaco che da altre parti del mio corpo, e oltrepasso una sedia vuota afferrandola per lo schienale con un giro della mano destra. Raggiungo il piccolo pesciolino sperduto che sta armeggiando con il suo datapad e faccio roteare la sedia piantandola sul pavimento accanto alla sua, con lo schienale verso il tavolo. Pianto un piede accanto al suo e porto l'altro dall'altro lato. La gonna cade poco da una parte e dall'altra ed è sollevata a scoprire gli stinchi, ma per ora sta ancora coprendo quello che non è mia intenzione far vedere prima di aver apparecchiato. Pianto i gomiti sullo schienale, a braccia incrociate, e appoggio il mento all'avambraccio destro. Faccio schioccare la lingua contro il palato. "Niente Jin Rei negli archivi, bello." Una città grande come Shanghai e neanche un Jin Rei: che vergogna. "Se è entrato in città senza farsi registrare, ci sono due persone che potrebbero saperlo. Sai da cosa sta scappando, per caso?" E non chiedermi come lo so: tutti stanno scappando da qualcosa. E dubito che qualcuno possa mai scappare da te, caro.
Dietro di me è scoppiata una piccola rissa. Faccio ruotare gli occhi nelle orbite fino a rivolgerli al soffitto e concedo appena un'occhiata al mio ospite come a scusarmi. Ha l'aria allibita, o è una mia impressione? Beh, stai lì buono.
Mi do una spinta sullo schienale con il braccio sinistro e mi giro. Sul tavolo accanto una bottiglia mezza piena di rum mi sta guardando implorante, ma non c'è altro. La afferro per il collo. La rompo contro il bordo del tavolo.
Il suono di vetri rotti è sufficiente a catturare l'attenzione dei due che stavano discutendo. Si fermano e mi guardano. Si guardano. Tornano a sedersi. E io posso tornare a prepararmi la cena, cercando di non piangere sul rum versato. Mi volto e mi accomodo un'altra volta a cavalcioni della sedia.

(22:31:56) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: "Da cosa stia scappando è la prima domanda che devo fargli." Se sapessi da cosa sta scappando avrei un motivo in meno per cercarlo e in ogni caso non sono sicuro che sarebbe furbo dirlo a qualcuno che ha appena spaventato due gorilla abbastanza grossi da non aver paura l'uno dell'altro. Decisamente il genere di persona da non farsi nemica. Speravo che potesse aiutarmi di più ma mi accontenterò del nome dei due informatori che può darmi, ormai sono abituato a passare da una fonte a un'altra, a volte ho l'impressione di essere all'inseguimento di un fantasma. "Quanto devo per il tè e per sapere la marca dello zucchero?" Guardando la zuccheriera vedo una mosca morta a zampe all'aria sul tavolo, noto che è intera e ha l'aria di poter ancora volare e mi viene un'idea: magari un modo per tenersi buono questa cinese c'è. "E già che ci siamo..." prendo un volantino del paradiso delgi animali dalla tasca della giacca, lo uso per raccogliere la mosca quindi lo appoggio sul tavolo tra me e la cinese. Faccio un paio di piccoli gesti "rituali" sopra il piccolo cadavere e per finire la sfioro per farla resuscitare. Da qualche parte nel locale un'altra mosca o qualcosa del genere tra un minuto smetterà di volare ma se non mi sento in colpa per dei topi non vedo perché dovrei preoccuparmi per delgi insetti. "... se mai servisse un servizio di resurrezione animali, qui ci sono i miei contatti." Mentre concludo la frase spingo il volantino verso di lei. Chi sa, magari è abbastanza impressionata da farmi uno sconto sull'informazione.

(22:59:48) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Arriccio il naso. Tu si che sai come conquistare una donna, complimenti. La mosca mi vola accanto alla faccia e la agguanto nel pugno, stringendo. Continuo a fissare il mio cliente per capire se è scemo o solo stupido. Mi pulisco la mano sul volantino, lasciando una strisciata di mosca morta accanto al nome che nemmeno leggo. "Ci penserò."
Mi guardo alle spalle per controllare cosa stia facendo quella stronza.
"L'orientale si chiama Bianca: ha un negozio di... arriccio il naso ...dolci nella città vecchia. Ed è gratis." Lo dico rapidamente prima che entri da quella porta, perché credo sia lei che sta aspettando la giapponese: l'omaggio perderebbe di significato, anche se quella parola mi esce dalle labbra come una specie di ringhio. Non so se mi infastidisce di più quella parola o la dimostrazione di... cosa era? Ho visto ciarlatani tentare di salvarsi la vita con trucchi meglio riusciti, ma il peggio è che questo tizio va in giro con mosche vive nelle maniche. Mi è passato l'appetito.
Anche se... chi dice che devo lasciargliele, le maniche? O le braccia, per quello che servono.
Passo la lingua sul labbro superiore.
"L'occidentale è difficile da avvicinare."
Un modo per dire che è un grandissimo figlio di puttana e hai bisogno di una raccomandazione per non ritrovarti con una pallottola in fronte dopo il primo 'buonasera'.
"500 fen per il nome, 5000 fen per aiutarti a parlarci."
E non saprei ancora come fare, ma per 5000§ qualcosa ci si inventa. Certo ogni tanto viene qui, ma il nostro tacito accordo è che io lo faccia avvicinare solo dagli stronzi che può ammazzare a piacimento, e ancora non ho deciso cosa fare di te esattamente.

(01:29:14) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Sono al sesto bicchierino di gin, il locale è alla terza rissa e Shu ha già ruggito una volta, anche se sembra molto concentrata sul tizio che domani dovrebbe fare un lavoro proprio per lei. Cazzo, non è assurdo il groviglio in cui riusciamo sempre a infilarci? Non posso nemmeno lasciarglielo ripassare, eppure devo trovare qualcuno su cui farla sfogare perché ritorni in sé. Qualcuno che possibilmente non sia io. E improvvisamente, come per risposta, entra dalla porta una figura mingherlina e coperta da capo a piedi con una specie di pastrano scuro. Brava, Bianca: vuoi un neon con la scritta fluorescente sono un vampiro? I capelli bianchi, per me che li conosco, si distinguono sotto il cappuccio. Dopo tutti i casini che questa scema ci ha combinato, si meriterebbe proprio di essere data in pasto alla versione affamata della sua cliente. Ma ho il vago, vaghissimo sospetto, che porti qualcosa di mio interesse.

(03:43:38) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Guardo l'insetto, trasformato in una strisciata grigio nera sul mio volantino. Nemmeno una mosca merita di essere viva e spiaccicata allo stesso tempo. Tocco con il medio un rimasuglio che sembra essere la testa, in questo modo la poveretta è di nuovo morta. Mentre con noncuranza mi pulisco su un'angolo del volantino, guardo con aria professionale la donna. "Sì, mi rendo conto che una mosca non sia il miglior esempio di resurrezione ma..." ...ma la reazione mi sembra un po' esagerata. "... prossimamente farò un'esibizione che rende più giustizia al servizio che offro." Lo sguardo che mi lancia la cinese mi fa capire che non è il caso di continuare per questa strada. Anzi, a dirla tutta mi fa capire che sia meglio lasciare al più presto il locale. Probabilmente ha preso la resurrezione della mosca come un modo molto poco elegante di sottolineare la sporcizia del luogo. Nota personale: "Mai far notare a un ristoratore che ci sono insetti morti sui suoi tavoli" "Comunque, per tornare al sodo..." Apro con calma la tasca della camicia, con il pollice conto 500 fen, li estraggo e li appoggio sul volantino. "... per oggi mi bastano i due nomi." Magari riesco a convincere l'hotel a concedermi due inviti da girare alle mie due potenziali fonti di informazioni.

(04:25:02) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Il labbro superiore mi si piega in un sorriso che non coinvolge né quello inferiore né il resto della faccia. Sì. E' la scelta che fanno tutti, inizialmente. 500 fen solamente. Prova ad avvicinarlo e ne riparliamo. Solo che a quel punto il prezzo si sarà alzato, ciccio, perché se è già difficile indurre lo stronzo a parlare con qualcuno che potrebbe non andargli a genio, convincerlo a non sparare a qualcuno che già ha tentato di incrociarlo diventa un'impresa interessante. Mi alzo e raccolgo il denaro (contante?) dalla tavola. Lo guardo. Striscio le vecchie banconote sulla sottana per togliere i resti di mosca morta. Per fortuna non ci sono facce nuove a parte la tua, questa sera. Discreto come un giapponese. "Una è Bianca, e te l'ho già detto. L'altro è l'amministratore dell'Etemenanki, al 3 del Bund, il braccio destro di Erodiade. Gabriel Balthazarovic. E' un vampiro mutaforma se mai ce n'è stato uno. Quello nella foto non è il suo aspetto più frequente (non mi avrai mica preso per un'idiota, spero, eppure posso persino darti un aiuto, se davvero vuoi suicidarti) puoi riconoscerlo dagli occhi viola: quelli non li cambia quasi mai. Per essere precise oltre la pignoleria, sembrano azzurri a una prima occhiata, devi avvicinarti per vedere che sono viola, ma in bocca al lupo con quella parte.
Ma tu non hai davvero intenzione di andartene: ho ancora fame.
Faccio un passo di lato per acchiapparlo meglio nel caso voglia andare verso la porta e gli pianto la mano destra, aperta, sullo sterno. "Quindi è tutto qui?"

(04:32:29) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Merda.
La vedo alzarsi e mettere la prima mano addosso al deficiente, che probabilmente ancora non ha capito cosa sta rischiando. E onestamente nemmeno io so quale parte del pacchetto Shu abbia in mente per lui, ma meglio non correre rischi e agire. Bianca sta entrando nel locale, guardandosi attorno, e non so se stia cercando me o meno, né se abbia qualcosa per me sullo shuttle o sul cinese volante, ma so che è un'informatrice di cui Wuxia si serve anche in questa versione, e conosco le regole del locale riguardo agli informatori. Così finisco il gin in una sorsata e lascio cadere il bicchiere sul tavolo per alzarmi. Mi giro. Afferro Bianca per il collo e le abbasso il cappuccio con uno strappo.
"Lurida vacca."
Mi sta fissando a occhi sbarrati, come se non capisse come mai ce l'ho con lei, ed effettivamente perché dovrebbe? Io non ce l'ho con lei. Eppure la spingo all'indietro, con una certa violenza, in modo che vada addosso a Shu e la separi dal nostro intrattenimento di domani. Se sono fortunata, se la prenderà con lei. Se sono sfortunata... beh, quando mai sono fortunata, io?

(04:42:58) shelidon:
avatar - PNG - Bianca

Bianca: Il mio informatore ha detto che al bancone dovrei trovare un plico indirizzato alla persona che vuole informazioni su T'ien Tao. Il fatto che all'ultimo il mio uomo allo spazioporto non se la sia sentita di partecipare mi insospettisce, come il fatto ancora più allarmante che all'ultimo abbia rinunciato all'incontro. Eppure non posso perdere nessuna occasione di lavoro, specie se voglio uscire dalle grinfie di Wuxia. Sugar da sola non è ancora in grado di fornirmi incarichi a sufficienza.
Mi guardo attorno.
E sto ancora cercando di identificare le persone presenti nel locale quando mi sento prendere per il collo.
Yin? Sei impazzita? Vuoi morire? Almeno qui dentro mi sentivo protetta da regole che chiunque conosce, eppure mi viene il dubbio di essermi persa un cambio di gestione, quando non si fa troppi problemi a spingermi addosso a qualcun altro. Urto una persona piuttosto dolorosamente, prima di finire con la schiena su un tavolo e mandare in pezzi qualcosa che, nel modo in cui mi si conficca tra le vertebre, sembra ceramica. Oh no, di nuovo! Questo fa male! Cosa, vuoi? Non è colpa mia se ti ha licenziata. Alzo gli occhi e mi sembra di intravedere un viso noto accanto a Sugar, per una frazione di secondo. Ma dove l'ho già visto, io, questo tizio?

(05:13:24) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Accade tutto unpo' troppo in fretta per rendermi realmente conto di cosa stia succedendo: la cinese mi tocca, una seconda cinese ne afferra una terza, la mia repulsione nei confronti dell'essere toccato mi fa fare un balzo all'indietro anzhe se ancora seduto, la terza cinese viene scaraventata contro la prima, il mio "balzo" si trasforma in un rovinoso ribaltamento all'indietro della sedia con conseguente caduta, la prima cinese è sbalzata di lato, la terza cinese finisce sul tavolo, le tazze si rompono, il mio volantino con mosca spappoalta inizia a svolazzare in modo incontrollato, le banconote strette in mano alla prima cinese si agitano minacciando di unirsi allo svolazzare del volantino, mi alzo mi volto verso la porta e inizio a correre verso l'uscita con il portamento più dignitoso di cui sono capace vista la situazione anche se temo che se "dignitoso" non sia a parola che useranno i presenti quando racconteranno la scena.

(05:25:35) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Qualcosa mi viene addosso, staccandomi dalla mia cena, e non so chi sia fino a che non frantuma due teiere, una tazza e due zuccheriere quasi nuove. L'odore insopportabile dello zucchero che si porta sempre dietro si mescola al tanfo di quello versato sul tavolo. Bianca. Dismettere l'inglese e mettere su il ringhio cinese è un gesto che mi occupa qualche istante, quell'istante che mi serve a individuare un target migliore della piccola candida caramellaia del cazzo. Yin. C'è una sola regola, qui dentro, ed è che gli informatori non si toccano. E' il momento di incidertelo sui denti davanti, specie adesso che non hai più quella troia della tua padrona a proteggerti. "Piccola stronza, come osi, in casa mia?" L'idiota è fuggito strillando come un marinaio che ha appena sognato sua nonna nuda, mi hai fatto perdere la cena e - quasi - anche i soldi: ora dovrò rimediare qualcos'altro, per quanto il coniglio mi faccia schifo. Caccio le banconote nella scollatura, afferro per lo schienale la sedia su cui stavo seduta e mi preparo ad usarla come si faceva nelle Nánsha Qúndao. Non per appoggiarci il culo, no. Non il mio, almeno.

(05:34:50) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Ecco, fantastico, tutto non secondo i piani, come al solito. Dò un calcio alla sedia dietro di me un po' per farmi spazio e un po' per colpire al ginocchio lo stronzo che mi sta facendo la radiografia al culo. Porco.
Afferro il bicchiere che avevo abbandonato a rotolare sul tavolo, per il fondo, sbattendolo sul piano come se volessi tagliare via un cerchio di legno. Come faceva mia mamma con i biscotti. Ehi, mia mamma? Biscotti? Che cazzo dico? Troppo gin.
Bianca è rotolata sul pavimento e Shu aspetta che io mi faccia sotto per farmi massacrare. Non vedo più l'altro, ma sembra bravo a scappare. E io devo decidermi.

Odio farlo ora.

Quando lo faccio senza lasciarti sfogare, di solito ci risiamo piuttosto in fretta. L'ho imparato a mie spese. Ma ho imparato anche che offrirmi come vittima sacrificale a lei non è cosa che possa rientrare tra i fastidi per cui mi paghi. Pagavi. Pagherai.
Solo che devo portarti fuori o nel retro: non posso farlo qui davanti a tutti, anche se a volte mi piacerebbe davvero. La cosa giusta da dire sarebbe una qualche frase di sfida, ma ho la bocca asciutta. Troppo, troppo, troppo gin. Merda.

(05:54:19) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Riesco a correre fin fuori dal locale e poi ancora un'altra decina di passi, quindi il fiato mi abbandona i polmoni iniziano a sembrarmi pieni di spilli e i muscoli delle gambe decidono di usare le loro energie per urlare che volgiono una pausa invece che per fare anche solo mezzo metro in più. Mi volto verso la porta da cui sono appena uscito, mi fermo, inizio a piegare le gambe e appoggio le mani sulle due ginocchia per riprendere un po' di forza. Strano, nessuno mi sta inseguendo anche se dall'interno si sente ancora il rumore dell'agitazione che mi sono lasciato alle spalle. Per sicurezza mi faccio forza e mi allontano lo stesso ancora di qualche passo, giusto il necessario per arrivare al primo angolo tenere sotto cnotrollo la porta da una posizione relativamente coperta. Colto dall'atroce dubbio di aver lasciato sul tavolo il mio datapad controllo le tasche. Devo averlo messo a posto per istinto non so nemmeno io quando. Il fatto è che nel momento in cui lo tocco mi tornano in mente la seconda e la terza cinese e mi rendo conto che la prima (ovvero la seconda cinese) era la stessa che mi aveva procurato l'ingaggio per l'hotel e che la seconda (ovvero la terza cinese) era uno dei due contatti che ho appena recuperato.

(06:05:53) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Rido a bocca aperta, piegando il busto leggermente all'indietro. Tutti ci stanno guardando, nel locale, e le mie stronze sono pronte a tirare fuori i fucili da sotto il bancone ma non devono. Questa troietta devo tirarla giù io, come esempio.
E poi ho una fame atroce.
Punto la sedia a terra e parlo ai nullafacenti del locale. Urlo, meglio. "Spazio, dateci spazio!" O bevete e mangiate, o... o bevete e mangiate. Che cazzo state lì seduti a guardare? Non siamo uno Zhōngguó yingxì, levatevi di torno.
Alcuni mi prendono in parola, strisciano le sedie sul pavimento di legno, e se ne vanno. Altri guardano il loro tavolo come se fosse la cosa più interessante del mondo. Deficienti, il tavolo più interessante è quello dietro di me e solo perché ci sono dei resti di mosca sopra. E' vero, forse ci sono anche sugli altri tavoli. Forse gli ultimi rimasti stanno cercando di leggere le budella di mosca come facevano quei balordi di europei e non vogliono essere disturbati.
Guardo Yin e mi passo la lingua sul labbro e sui denti. Il canino ha smesso di ballare. Bene.

(19:58:12) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Cerco di agire prima che possa farlo lei, perché dubito che sarei ancora in piedi dopo aver ricevuto un colpo da Sugar. Rovescio il tavolo cercando di farlo cadere sulle sue gambe, ma principalmente cerco di tagliarle la via verso l'interno del locale. Voglio che mi segua fuori, possibilmente in quel vicolo laterale che ne ha già viste di scene. Ho scoperto che riesco a mutarmi addosso il vestito che mi ha lasciato il bastardo al parco. Non so perché, ma con questo mi viene facile quello che una volta era impossibile. Certo non riesco a modellarlo oltre una certa lunghezza, come se gli mancasse il materiale, e certo dovrò lasciarmi dietro gli stivali e la pistola, ma è sufficiente per riuscire a portarmi dietro almeno uno straccio quando mi trasformo in coniglio. Lascio cadere il bicchiere e salto oltre Sugar, sul tavolo alle sue spalle dove prima stava Bianca. Mi si infila un pezzo di ceramica nella zampa posteriore destra, scivolo sullo zucchero, ma alla fine riesco a fare un altro salto verso la finestra che dà sul vicolo. Mi ritrasformo prima di toccare terra. Che idea del cazzo. Il colpo di ginocchio che do contro il pavimento produce un sonoro crac. E la ceramica è rimasta sotto il piede sinistro, che ora ho scalzo. Merda.
Zoppico verso il fondo del vicolo, chiuso, ingombro di vecchi mobili e bidoni della spazzatura rossi. Mi giro. E inseguimi, cazzo.

(20:23:55) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Troppo in fretta perché io riesca a falciarla in aria, e poi non ho una mannaia. Salto sul tavolo, raccolgo nella mano una scheggia di ceramica sufficientemente grande e mi strappo di dosso la prima gonna, rimanendo solo in sottoveste e camicia. Qualcuno fischia. A te ci penso quando rientro se ho ancora fame.
Il mio vicolo è buio e lo conosco così bene... Quando appoggio i piedi nudi sul pavimento, scendendo dal davanzale della finestra, ho bisogno di tirare troppo su col naso per separare i consueti odori. Immondizia. Topo. Pipistrello. Guano. Coniglio.
E' andata a sinistra.
Vuole morire.
Da destra arrivano le luci del molo e lo sciabordio del canale che porta allo Huangpu, una via d'uscita verso il Bund e il parco. A sinistra ci sono solo i miei bidoni della spazzatura in cui i tuoi resti stanno per finire. La vedo, la troietta, nella penombra e con la posa leggermente inclinata di chi si è fatto male. Bene. Ma non ancora abbastanza. Infilo il triangolo di ceramica tra medio e anulare della mano destra chiusa a pugno e mi tolgo dal rettangolo di luce gialla che la finestra fa sulla strada. Qualcuno si è affacciato per vedere. "Tornate dentro, non è uno spettacolo pubblico." Non mi piace che qualcuno mi guardi mentre mangio.

(20:33:58) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Brava. Bravissima. Vieni da me e caccia via il pubblico. Non mi pento della mia strategia, era l'unica possibile. Non mi pento. Non mi pento. Non mi pento neanche quando mi affonda un pugno che, se non riuscissi a scansarmi all'indietro, mi squarcerebbe completamente il lato destro della faccia. Merda. Cado all'indietro e me la trovo sopra, ho un pezzo di ceramica infilato nella mano destra e mi sta trattenendo la sinistra, il suo ginocchio nello stomaco sta giocando a rugby con tutto il gin che ho bevuto. Troppo. Il suo collo odora di sangue e sale.
Prima che mi affondi i denti nella spalla riesco a liberare la mano per afferrarle i capelli e la tiro indietro, a sufficienza per riuscire ad appoggiare quasi le labbra al suo orecchio. Controllo che alle sue spalle nessuno abbia avuto la bella idea di venire a vedere, ma fortunatamente al Captain's Hostel tutti si fanno i cazzi propri. Tutti tranne me. Ah, che merda. Stringo i denti e sussurro quello che devo sussurrare.
"Sousson-Pannan"

(01:20:35) Vrykolakas:
avatar - PG - Shu

Sugar: Puzza di gin e coniglio, e di qualcos'altro. O meglio, di qualcun altro. Come se si fosse infilata in un vestito non suo. Sto per assaggiare se quell'odore viene dall'interno e mi ferma un vento nell'orecchio, come uno scirocco che diventa nebbia e si infila nel naso, nel cervello. Mi stacco e scuoto la testa. Non ci vedo più. O sì? Sì, ci vedo. Ma vedo dal basso, come se fossi caduta per qualche motivo. Come sono caduta? Non riesco a muovermi. C'è una donna e della gente in cerchio, e la donna ride. Ha i denti macchiati di rosso e fa caldo. Molto caldo. Più caldo di quanto io abbia mai avuto sotto il sole. Il sole. Prima non faceva così caldo. Forse è il sangue che mi scorre attorno.
Forse l'idea del sole che mi dà una botta alla testa.
Un gallo canta (canta?) e il fuoco sembra sotto di me.
O dentro.
Lai Choi San è la più grande dopo Cheng I Sao. Lai Choi San è più grande di Cheng I Sao. Lai Choi San è un uomo. Lai Choi San non esiste. Mi sento rimpicciolire, e cado in una bottiglia cui qualcuno mette un tappo. Un tonfo in acqua. Un messaggio in bottiglia? Ma il messaggio è come se...

(01:21:27) Vrykolakas:
avatar - PG - Wuxia

Wuxia: ...è come se fossi io.
Apro gli occhi e fa male mettere a fuoco, o alzarsi dalla posizione in cui sono.
Sopra di me c'è un viso tondo e bianco come la luna, e anche la luna alle sue spalle, tra due cornicioni.
Yin.
Tento di alzarmi. Sono sdraiata sulla pietra di un vicolo e accanto a me sta passando un gatto. Anche se quando tento di metterlo a fuoco sembra essere scomparso. "Stavo facendo un sogno." Ho addosso un abito da sera cinese strappato, sono senza scarpe e i miei gioielli sono spariti. Non ho più né la borsa né il telefono auricolare e ho le unghie spezzate. Nel palmo della mano destra si è infilata una grossa scheggia di cermica, che se l'avessi stretta nel pugno per qualche motivo. Mi tocco le guance e la fronte. I capelli mi si sono sciolti e ho perso le bacchette di giada che fermavano l'acconciatura. Dove sono?

(02:54:28) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: Vorrei proprio darle un calcio sui denti e rimandarla distesa sul selciato. Lo farei, se non mi facessero così male i piedi e non dovessi riprendermi il mio lavoro. Così cerco di mettere su il sorriso migliore che mi viene, quello che meglio esprima preoccupazione e affetto. Mi viene da vomitare. Troppo cazzo di gin. "Madame, si sente bene? C'è stato un incidente a teatro, si ricorda? L'abbiamo cercata dappertutto." Sono preparata a tutte le solite domande: dove siamo, che giorno è, come sono arrivata qui, come mi hai trovato. Ormai ho una risposta per tutte, anche per la sporadica e più spinosa come posso non ricordare nulla. E rinfacciarle il suo consumo di oppio è una soddisfazione che non porta neanche le scarpe a quella che vorrei prendermi in questo momento, ma per ora può bastare.

(04:04:24) Vrykolakas:
avatar - PG - Wuxia

Wuxia: Non ricordo niente, ma non voglio ascoltare le solite rimostranze di Yin sulle mie... abitudini alimentari. Eppure non me la sento nemmeno di rispondere . Strofino una mano sull'occhio destro, che duole terribilmente. Devo essere stata rapinata, qualcuno deve avermi colpito per prendermi i gioielli: è per questo che non ricordo. Spero non abbia fatto altro, anche se la mia mancanza di scarpe non lascia ben sperare in questo senso. Ho la nausea, in questo posto c'è un odore terribile. "Stavo sognando che venivo rimpicciolita e chiusa in una bottiglia buttata in mare." Perché gliel'ho detto? E, a proposito, perché mi sei venuta a cercare? Ricordo di averti licenziata, eppure ora che ci penso non ricordo il motivo. Sembri così gentile, così devota e dolce, chinata su di me in quel modo. E forse sei l'unica che davvero mi cercherebbe fino a... fino a dovunque sia il vicolo in cui ci troviamo. Hai l'abitudine di sparare ai miei clienti, è vero, e non pensi mai prima di sfoderare i denti, ma nessuno è perfetto. Neanch'io. Forse io stessa dovrei imparare a sfoderare i denti più spesso.
Eh?
Perché sto pensando una cosa di questo genere?

(05:22:15) shelidon:
avatar - PG - Yin

Yin: "Alice nel paese delle meraviglie, secondo capitolo, ma la cosa dela bottiglia succede solo in quel cazzo di cartone animato."
Rispondo con prontezza, quasi senza pensarci, come se fossi a scuola e mi stessero interrogando. E' un modo per sviare il discorso. E poi su Alice sono preparata, specie quando qualcuno confonde i due libri o ci infila dentro pezzi di cartone o di film. Quello schifo di film.
Le sollevo il braccio destro per mettermelo su una spalla. E' considerevolmente più alta di me anche in questa forma, ma basterà per rimetterla in piedi e farla camminare attraverso i vicoli fino all'ingresso di servizio dell'Emerald. Scalza. Come me. Solo che lei non ha della ceramica nella pianta del piede. Fanculo. "Andiamo, madame, dovete ancora studiare i pezzi per l'asta di domani." E la copia del Klimt è arrivata, anche se ometto di dirglielo fino a che siamo così all'aria aperta. Non siamo riusciti a replicare perfettamente la teca in cui avrebbe dovuto essere racchiuso, ma nel tempo che avevamo è già un miracolo questo risultato. Non esprimo le mie preoccupazioni, né il desiderio di sapere quale sia esattamente il suo piano per non farsi scoprire dagli europei e incorrere nel loro... disappunto. Ho predisposto una discreta copertura di fuoco per coprire un eventuale incidente, ma dubito che basterà. Spero davvero che ce l'abbia, un piano, o siamo fottute.

(05:37:45) webadmin:
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