- Il pavone
avatar - old city - giardino yu
9:45 pm, 6 April
2106
Città vecchia - Giardino Yuyuan

Il Giardino Yu, o Giardino del tranquillo riposo, è una delle più belle creazioni del governo cinese, da sempre considerato uno dei piùbei parchi d’oriente. Se il parco Huangpu del Bund tradisce la sua impronta europea e ha conservato la fama di ritrovo notturno, il giardino Yuyuan trova di giorno le sue ore più frequentate.

(05:00:25) Lou:
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Lee: Respiro. Questo GuQin mi ha tirato letteralmente scema. E poco importa che stia suonando al primo piano del padiglione, sotto un pavimento e dietro numerosi paraventi: il suono graffiante, ininterrotto, continuo, ha accompagnato tutto il mio colloquio con il console di Berlino, qui al secondo piano, e Hanna Becker è stata persistente come solo un tedesco può essere. Il forte accento nel suo cinese aveva lo stesso suono di queste corde tese, e ha teso come corde di GuQin anche i miei nervi.
Faccio un giro completo sui tacchi e cerco di indovinare l’ora guardando attraverso i complicati trafori cinesi ai frangisole. Nessun sole da un bel po’. Dev’essere molto più tardi di quanto pensassi, e il mio secondo appuntamento rischia di arrivare prima che io sia pronta.
Batto le mani e salto fuori dal cheongsham rosso, esco dalle scarpe, sciolgo la crocchia ai capelli. Veloci ed efficenti, cinque ragazzine entrano nel padiglione dalla bassa porticina e tolgono in fretta dal pavimento i resti del cha no yu, con una rapidità che sembra irridere a tutti i principi zen della cerimonia che abbiamo appena concluso. Strappano l’emakimono dalla nicchia, e vedo le due carpe accartocciarsi nelle manine esili di una delle inservienti: le sostituisce un’altra pergamena, e l’illustrazione sottilmente erotica di un airone mi ricorda l’uccello del paradiso. Fanno scorrere una parete e corro scalza nell’altra stanza, dove mi hanno preparato il bagno: slaccio il reggiseno, lo butto in faccia ad uno dei militari di mio marito e, con un cenno della testa, lo mando ad aspettare nell’altra stanza. Ne ho quattro, di questi scimmioni, uno appostato dietro ad ogni parate di seta che affaccia sulla minuscola stanza del tè, e poco importa che abbiano sentito il mio colloquio con la console: ora sanno che abbiamo raggiunto l’accordo per uno spazioporto estivo sul Meno, ma di certo non sanno se ho intenzione di onorare la mia parte dell’affare. Tolgo il minipad dall’elastico del tanga, lo sfilo e mi immergo nella vasca ofuro: una delle ragazzine accorre appena in tempo per sollevarmi i capelli dalle spalle. Non abbiamo tempo di asciugarli, è vero. Ma accidenti se è fredda quest’acqua. Con un panno mi lavano via il trucco e lo sostituiscono con uno più sobrio, al rimmel e cipria. Non so nemmeno quante sono: ho troppa fretta, ma voglio fare un ultimo tentativo. Accendo il comunicatore del minipad e sfoglio la rubrica. Chiudo un occhio. Ombretto. Lo riapro. Chiudo l’altro. Sotto la G… no, sotto la B… nemmeno. Ma dove… Ah, sotto la E.
Balthazarovic – Etemenanki – 부르다
Rispondi…
빌어먹을
Niente, è ancora staccato. Ieri sera non sono riuscita a finire di parlargli, a un certo punto è sparito ed evidentemente quella vaga promessa di assistenza non ha moltissimo valore, se poi sparisce in questo modo. Non mi sarebbe dispiaciuto un po’ di supporto nella prossima trattativa. Non sono sicura di cosa voglia l’uomo dell’Emerald in cambio dello shuttle.
Prima di lanciare il minipad sul tatami scorro nuovamente le informazioni che mi ha inviato Bianca. T’ien Tao. Organismi migliorati. In città da qualcosa come cinquant’anni. Insomma, un altro di loro. E va bene.
Esco dall’ofuro, mi avvolgono in un asciugamano, strofinano, lo tolgono. La ragazza che mi teneva i capelli li lascia andare solo ora, e corre a prendermi il fermaglio di Swarovski. Mi porgono un nuovo tanga bianco in cui salto con gesto atletico. Niente di cui sorprendersi: ero una modella a Seul, saltare in fretta dentro e fuori dalle mutande era uno dei talenti richiesti. Storco la bocca, fintanto che nessuno mi vede, e mi infilo rapidamente nel tayeur bianco. Gonna stretta. Niente reggiseno. Niente camicia. Giacca allacciata, e mi giro per farmi infilare il girocollo di Tiffany. Orologio. Scarpe nuove. Sono le dieci meno dieci quando torno nell’altra stanza, e sul tatami hanno predisposto un arredamento che non mi costringa ad inginocchiarmi. Sono in tayeur, no? Il mio ospite mi scuserà. Due divanetti bassi in stile cinese, cuscini scuri in cui il mio vestito bianco abbia modo di risaltare a dovere. Un tavolino rotondo su cui ci porteranno il tè (dio… altro tè verde… dovrò andare ad incipriarmi il naso a metà della discussione, meglio che faccia pace con questo problema).
Siedo di tre quarti rispetto all’ingresso, fingendo di guardare i frangisole, accavallo le gambe e le pareti della sala mi si richiudono nuovamente attorno, dando l’impressione che io sia sola. Aspetto. E il GuQin al piano terra sta ancora suonando.

(22:06:26) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Perfetto, direi che non sono in ritardo.
Il padiglione e' come al solito avvolto dal piacevole suono della cetra, il fatto che abbia scelto proprio questo luogo per il nostro incontro mi fa ben sperare.
Controllo un'ultima volta il mio aspetto, ma direi che va bene: il changshan blu scuro cade perfettamente, i capelli sciolti e leggermente bagnati di olio profumato (rigorosamente al mandarino) stanno al loro posto, le unghie sono ben rifinite. L'aver lavorato come estetista aiuta, devo dire.
L'uccello del paradiso canta garrulo nella sua gabbietta, facendo voltare piu' di un passante. Molto meglio dell'originale, se mi e' concesso. Non ho ben capito come abbia fatto quel tizio, devo cercare sue notizie prima o poi, ma l'esito, se dal punto di vista scientifico e' senz'altro interessante, da quello estetico non e' granche'.
Mi sento veramente bene, e spero che dopo oggi sara' ancora meglio. E' vero, prima o poi dovro' risvegliarlo (ma devo davvero farlo), ma dopo la sfuriata di ieri mi serviva un po di tranquillita'. Di mente limpida intendo. Anche se devo riflettere su questo fatto: gia' prima mi ero separato da Jacinto per brevi periodi, ma evidentemente la trincea attraverso cui passavano i neuroni era troppo profonda. Qualcosa deve averla livellata. Forse la stessa cosa che ha scatenato il delirio elettromagnetico di ieri. Ho qualche idea in proposito, ma adesso e' fuori luogo rimuginarci su.
Entro nel padiglione, e salgo al piano superiore.
Mi fermo un attimo, e ci vuole tutto il mio poco autocontrollo per non iniziare a sbavare come un vecchio lumacone peloso ed arrapato.
Quella grandissima zoccola mi sta aspettando praticamente nuda.
Faccio un passo avanti, poi un inchino.
Porgo i miei saluti, molto onorevole principessa. Sono lusingato che abbia deciso di accettare il mio umile dono Umile un cazzo, sono undicimila fen e che abbia scelto un luogo cosi' appropriato per il nostro incontro.
Poso la gabbia sul tavolino vicino alle poltroncine e mi appresto a sedermi.
Se la serata segue le premesse, potrebbe decisamente valere gli undicimila fen.

(22:33:42) Lou:
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Lee: Distraggo gli occhi dalla finestra, come se mi avesse distratto da chissà quale profondissima riflessione sulla natura del mondo o sul prossimo colore per la ricostruzione delle unghie. Il sorriso che gli rivolgo vorrebbe essere perfettamente naturale, anche se forse riesce un po' troppo simile a quello ammiccante e sottilmente pericoloso per la réclame di 'Allure': detesto quel soprannome. Stempero con un movimento veloce delle sopracciglia, sollevandole e rilassandole. "Direi molte cose, ma non umile." Potremmo anche dismettere la lagna, ma si sa che non essere più in pubblico non significa poter essere se stessi: poche circostanze lo consentono, e credo di avere già avuto la mia dose per questa settimana. Per questo mese, forse. Non voglio spingere la mente a pensare che sia stata la dose di quest'anno. Aspetto il cinese al varco: si dirige verso l'altro divanetto e non verso il mio, anche se ho lasciato posto per un'altra persona accanto a me, tra i cuscini blu. Molto bene. Aspetto che sia nell'angolazione giusta e accavallo le gambe. Come al solito non posso verificare se stia o meno risalendo con gli occhi la curva della mia coscia, che sotto la gonna si distingue in modo talmente netto da farmi quasi apparire nuda.
Batto le mani una volta. E dalla porticina di servizio entra una delle ragazzine, occhi bassi e qípáor attillato, come se non mi avesse vestita meno di dieci minuti fa. Vogliamo del tè, vero? Altro tè. Accenno all'uccello del paradiso, sul tavolo tra noi. "Posso far portare via questa... formalità, vero?" Non vorrei trovarmi delle piume nel té, già che sono costretta a berne ancora. Sufficiente è stato il rischio di trovarne per via del cappello che indossava il console tedesco.

(03:15:13) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Formalita'? Interessante. Mooolto interessante.
Se muove ancora le gambe tanto vale che si levi direttamente la gonna. Non che mi dispiacerebbe, beninteso, ma non mi aspettavo di essere cosi' ben ricevuto. Addirittura sembra che l'uccellaccio sia solo un pretesto. Certamente, anche lui penso sia piu' felice in un ambiente... diverso. Gia', in particolare sarebbe felice in una coltura idroponica, ma questo mica posso dirglielo. Non ho avuto tutto questo tempo per replicarlo. Si fa quel che si puo'.
Portano del te, dal profumo decisamente pungente e piacevole. Soldi, a vagonate.
Permette?
Prendo la teiera posata dalla ragazzina (carina pero', mi ricorda tempi andati alla corte, chissa' dove le compra) e verso il te nelle due tazzine presenti sul tavolo, mentre la cameriera rimuove l'uccellaccio. Poi porgo la tazzina alla principessa consorte, ponendo molta cura nello strusciarle leggermente la mano mentre la afferra. Rimango in piedi, a meta' strada tra i due divanetti, in attesa di un cenno di conferma o di diniego.
Vediamo se la va o la spacca.

(04:15:25) Lou:
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Lee: Interessante. Ha congedato la cameriera, si è alzato e ha servito personalmente il tè. Molto interessante. È vero che io per prima sono in abiti occidentali e non mi sto ponendo, di proposito, come farebbe una brava donna cinese, ma non mi era mai successo che fosse il mio invitato, specie se uomo e cinese, a versarmi da bere. Sono leggermente sorpresa, e ancora più sorpresa nel trovarmi a pensare - di nuovo - alla cena nell'Oriental Pearl Tower. Va bene, è stata una serata carina, ma ora basta.
Prendo la tazza, ringrazio con un leggero sorriso che lascio trasformare in un fremito delle sopracciglia quando l'uomo dell'Emerald mi sfiora la mano. Più che sfiorare, sarebbe forse corretto dire che strofina la sua mano contro la mia, e la tazza rimane nel mezzo come un pretesto, come l'uccello variopinto che stanno portando via. Piego leggermente la posizione del mento avvicinandolo alla spalla sinistra, un ringraziamento lezioso quanto basta. "감사합니다..." Appoggio un gomito allo schienale del divanetto, avvicino il piattino alla scollatura e mi ritaglio qualche minuto - tra il contrarsi della spalla e il socchiudersi degli occhi - per inspirare il profumo del tè e raccogliere le idee. Credo sia meglio affrontare la questione in modo diretto, e vedere la reazione. "La prego, si sieda. Posso... (sollevo la tazzina con la mano destra, tengo il piattino nella sinistra, e non bevo ancora) Posso essere tanto sfacciata da chiederLe quando posso riavere il mio shuttle? Sa, il governo di Pechino è molto poco flessibile alle volte. Sorrido. Questi burocrati." Lascio comunque aperta la strada della damigella in difficoltà, nel caso io non sia di fronte a un uomo d'affari ma solamente ad un uomo. E bevo un sorso di tè.

(02:37:40) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Faccio per sedermi (di fianco a lei stavolta), quando le sue parole mi bloccano sul posto.
Shuttle? non posso far a meno di rispondere, facendo una faccia che sicuramente non si addice a qualcuno nell'atto di sedurre una dama di rango, ma piuttosto ad un pesce appena tirato fuori dall'acqua che si sta ancora chiedendo perche' dalle branchie non entra nulla.
Che cosa... inizio, salvo bloccarmi. Una connessione si stabilisce tra la pallina 82 e la pallina 627.
Ah, quello shuttle.
Faccio molta attenzione a non far trapelare la consapevolezza raggiunta, ma il traffico neuronale tra le palline sta crescendo esponenzialmente.
Che ci abbiano visto? e' il primo pensiero.
Pero', a ben pensarci, avrebbero mandato la moglie del presidente a sedurmi per riaverlo? Di solito mandano omaccioni armati, non fanciulle nude.
Ma allora? Potrebbe stare semplicemente indagando, ma allora perche' rivolgersi proprio a me?
Una connessione tra le palline numero 728 e 374 mi risveglia un ricordo importante.
Spero che non l'abbia annoiato troppo con le sue chiacchiere circa il nostro modesto programma spaziale.
Ho pronunciato questa frase ieri, alla festa.
Che intenda indagare? E magari verificare se c'e' qualche relazione?
Mi siedo.
Posso verificare, ma non mi risulta che ci abbia consegnato nessuno shuttle. Comunque credo abbiamo ancora qualche posto libero in officina, nel caso sia interessata possiamo sicuramente trovare un accordo. Si, ma dopo. Adesso sarebbe meglio il sesso. Altrimenti rischia che violento uno dei guardioni. O una delle ragazzine, anche meglio.
Appoggio languidamente la mano vicino a alla sua coscia, ma senza toccarla. Dio, se va avanti cosi' davvero sparo ai guardioni e la violento qua sul posto.
Oddio, Shanghai mi piace. Non vorrei doverla lasciare in fretta e furia.

(18:54:17) Lou:
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Lee: Sedersi, allungare la mano, alzarmi, sono come tre fasi di un unico gesto anche se le prime due azioni del movimento non sono state mie. Non così in fretta. Muovo due passi verso i trafori cinesi alla finestra e quando sono abbastanza vicina mi colpisce la vista di una leggera pioggerellina primaverile. Trasmette un senso di totale tranquillità, pur nel suo sorgere improvviso, e nel giardino vedo gente ridere e correre, o semplicemente rimanere a farsi bagnare. Sembrano essere felici. Per un momento penso a mio marito, a casa a disegnare il nuovo shuttle, e mi domando se anche lui si sarà interrotto per guardare questa insolita pioggia notturna.
Shuttle? Domanda e ripetizione del concetto: sorpresa.
Che cosa... Prende tempo.
La scusa seguente non è rilevante.
E tuttavia la sola scusa, senza quanto l'ha preceduta, mi avrebbe dato un messaggio chiarissimo: quello di volere i miei favori per lo shuttle, e la volontà di rimanere sordo a qualunque richiesta fino alla riscossione del pagamento. Così, invece, ho qualche dubbio in più. Non credo di essere stata seducente al punto da fargli completamente dimenticare perché siamo qui. E siamo qui per vedere se ha da offrire qualcosa in più rispetto a uno shuttle (mio in partenza) ed a quell'altra merce che mi è sempre interessata poco, salvo incidenti di percorso.
Appoggio la tazza sul piattino e ne accarezzo il bordo con il polpastrello del dito medio, in lenti movimenti circolari. "Mi risulta altrimenti, sa? ruoto appena la testa sul collo e accenno alla seconda tazza sul tavolo, con un sorriso. Faccia attenzione: il suo si sta... raffreddando." Se capisce cosa intendo.

(06:11:59) shelidon:
avatar - PNG - Bianca

Bianca: La pioggia mi sorprende entrando da Fangbang Lu, in ritardo e con una grande sporta a tracolla. Riesco appena a strappare una foglia di banano per coprire la bocca del sacchetto, trasparente, in cui sobbalzano le zollette di zucchero speciali per miss Lee. Accidenti, mi si impasteranno tutti i capelli, eppure quest'acqua che scivola sulla pelle dell'impermeabile non è come le piogge degli ultimi giorni ed è come se, per un momento, anche a Shanghai fosse sopraggiunta una primavera mite e delicata. Sorpasso sulla sinistra il cortile del circo di Shin, dove i panda si stanno esibendo per il primo spettacolo alla luce delle torce elettriche. Mi lascio sulla destra il tempio, con un brivido di paura e di dolore al pensiero del suo terreno consacrato, e alla fine raggiungo il padiglione del tè con la mia consegna. Mi fanno entrare, e salire fino al piano superiore, dove una delle ancelle e un militare mi fermano. Miss Lee è già in compagnia, e sul tavolo dello stanzino sta lampeggiando il dispositivo che registra la conversazione. Mentre dentro di me prego tutti gli dei che conosco, seguo le istruzioni di miss Lee ed appoggio il sacchetto sul tavolo, lasciando che quanto contenuto in una delle zollette disturbi ed inceppi la registrazione per Pechino. "Attenderò - sorrido, e so che l'ancella per qualche motivo già mi odia.

(05:14:30) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Ci capisco sempre meno. E quando capisco meno, e' ora di agire.
Sarebbe un peccato berlo freddo in effetti dico avvicinando una mano alla spalla della principessa consorte.Come del resto sarebbe un peccato lasciar raffreddare una cosi' bella giornata con chiacchiere d'affari che possono benissimo essere sbrigate dopo.
Avvicino la testa a quella della bella coreana, in modo da sussurrarle nell'orecchio.
Del resto, non mi dica che ha organizzato questo bel ricevimento solo per un uccellaccio spennato e un po di sconto... ben altro e' cio che potete ottenere da me, ora e sempre per i vostri begli occhi.

(17:16:07) Lou:
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Lee: Il sibilo nell'orecchio fa correre un brivido involontario lungo il lato del collo, come una goccia di tè freddo che indugia nell'incavo della spalla e poi si getta in fuga lungo il braccio. La tazzina sul piatto tintinna. Quasi un campanello per richiamare la cameriera, ma nessuno arriva. Siamo in Cina, e non a Hong Kong o in Europa: qui si usa battere le mani. Dall'altra spalla, il tocco del cinese rischia di scatenare una reazione analoga, e appoggio la tazza sul davanzale della finestra a lasciarsi confondere nella penombra traforata. Nel piccolo spazio di manovra tra il mio insistente ospite e gli scuri geometrici, mi giro. "Mi rincresce di darLe delusione così bruciante bruciante come il tè che ti rovescerò sui pantaloni se non ritiri quella mano e non torni a distanza di conversazione deve avermi fraintesa: riavere lo shuttle è la prima priorità lasciandoti intendere che potrebbe essercene una seconda e non sono interessata a sconto alcuno. Mi dica quanto vuole per restituircelo, e chiudiamo la questione." Ed è paradossale che io mi stia scusando con lui per la delusione e che mi stia guardando in questo modo: al momento l'unica veramente delusa dovrei essere io. "Alla festa mi era parso che Lei si fosse dato molto da fare per attirare la nostra attenzione, speravo avesse qualcosa di interessante da offrirci. Ora sto ricavando un'impressione contraria."

(18:00:42) shelidon:
avatar - PNG - Bianca

Bianca: Entra una delle ragazze, di corsa almeno quanto me, e non vede l'ora di togliersi qualcosa dalle mani. Lo posa. Si gira agitando le mani. Si toglie e mi scopre la vista della voluminosa cappelliera cinese in cui, spalancando le ali e gorgheggiando, risponde alla mia vista il maledetto uccello del paradiso. Ah, bene, non devo essere troppo in ritardo, Tao dev'essere arrivato da poco e non credo che i militari siano riusciti a registrare gran che di questa conversazione. E spero che il colloquio con il console tedesco sia andato sufficientemente bene da soddisfare Pechino. Tiro fuori il datapad e cerco di mettere in ordine le cose da fare. E di non pensare.
Miss Lee si sta occupando dello shuttle, io mi dovrei occupare di scoprire come il canadese sia riuscito a farlo sparire: dopo la negazione, miss Lee è passata diretta alla contrattazione com'è nella sua natura ma so già che, risolto il problema, persino una persona poco iraconda come miss Lee non rinuncerà alla vendetta. Quantomeno per insegnare ai canadesi che non possono pensare di entrare nel nostro paese con carri a tinte pastello e derubare il nostro programma spaziale. La cosa strana è che i miei canali mi danno Kuchenbacker nello sprawl. Dev'essere ancora più marcio di quanto pensassi.

(03:08:18) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Va bene, a questo punto le carte sono scoperte. E' ovvio che non sanno una cippa di niente e brancolano nel buio, altrimenti non mi avrebbero mandato sto gran troione a farmela annusare a vuoto. Il governo non adesca, picchia.
Mi alzo (lentamente, non vorrei che i gorilla fraintendessero) e mi siedo sull'altra poltroncina, posando le mani incrociate sul grembo.
Devo aver equivocato, e me ne scuso, onorevole signora, ma non sapevo avesse altri ospiti per la serata.Si, ho sentito i passi di corsa, e non penso tu sia vestita da donnina di Bangkok per il nuovo arrivato, ma lasciamolo intuire.
Comunque apprezzo il suo stile diretto, e vedro' di essere altrettanto diretto con lei, benche' mi senta di tradire la mia onorata famiglia di commercianti trattando cosi' brutalmente con una straniera.
Seee, onorata famiglia un corno...
Quando le parlavo di posti liberi in officina forse ho semplificato eccessivamente il discorso, ma il succo rimane quello: possiamo ricondizionare uno dei Suoi shuttle con una spesa ed un tempo assai ragionevoli, diciamo dai cinque milioni e tre settimane per la semplice sostituzione dei circuiti primari Vai cosi' sul tecnico fino ai ventidue milioni e tre mesi per una completa ricostruzione con l'impiego delle nanobiotecnologie piu' avanzate. Ovviamente, dato che noi, contrariamente a quanto lei sembra sostenere, non possediamo shuttle ne' suoi ne' di nessun altro, non sono in grado di farle un prezzo per restituirle qualcosa che non mi ha mai consegnato.
Non nascondo che il mio interesse nella festa fosse anche quello di incontrare qualcuno a cui proporre esattamente quanto sto offrendo a lei, ma non le nascondo neanche che il mio interesse verso di lei fosse un tantino piu'... personale.
sesso sesso sesso sesso sesso ma cazzo se non volevi scopare perche' ti sei presentata nuda cazzo Tuttavia sono disposto a lasciarci alle spalle lo spiacevole trascorso con l'uccellaccio ed intavolare serie trattative d'affari. Ovviamente se siete ancora interessata, dato che evidentemente non ha trovato cio' che si aspettava.
Facciamoglielo pesare un poco, che non e' mica educato offrire il culo e poi coprirlo al momento buono.

(04:09:48) Lou:
avatar - PNG - Lee

Lee: Questo mi ha preso per cretina? Forse ipotizza io non sapessi che l'asta era per lo shuttle? Mi domando come abbia fatto a mettersi in testa una cosa del gen-
Ah.
Certo.
La bella e stupida moglie del presidente non sa nulla degli affari del programma.
Chiaro.
E' un'idea di cui molti si innamorano, e che poi è complicato staccare dalle parti più profonde dei loro cervelli. Sto parlando degli uomini, naturalmente, benché lo stesso console tedesco sembrerebbe aver fatto fatica, e ho avuto la sensazione che fosse venuta con l'intento di non parlare di affari. Esattamente come questo cretino? Non lo so, non ho ancora deciso se mi stia solo prendendo maldestramente in giro o... o cosa? La sua strategia ha poco senso qualunque sia l'angolazione in cui io tenti di spostarmi. E' tornato a sedersi, e io raccolgo la tazza dal davanzale per fare lo stesso. Almeno non è stato necessario sprecare del buon té. Raggiungo il divanetto opposto, mi accomodo, accavallo le gambe. "Suvvia. Crede che il mio interesse fosse meno personale, quando mi sono raccomandata con mio marito e con il governo di Pechino perché Le lasciassero una chance pronuncio il francese a bocca quasi chiusa anziché gettarsi sul recupero dello shuttle in una cattiva imitazione dei marines? Vede, io Le sto parlando in modo estremamente aperto, mentre Lei continua a girare intorno alla questione principale. Eppure sono ancora disposta a concederle una possibilità, prima di ammettere che avevo torto e acconsentire che la giustizia faccia il suo corso." Sono davvero onesta: si tratterebbe di ammettere un secondo incidente con mio marito, che sono sicura sospetti con esattezza cosa sia accaduto sulla cima dell'Oriental Pearl Tower. Non credo abbia insistito a caso affinché io avessi questa scorta armata, o fosse preoccupato per la mia incolumità se non lo era gettandomi addosso a uno come Balthazarovic. Avrà chiesto ai militari di registrare la conversazione? Lo saprò solo parlando con Bianca, ammesso che sia qui e abbia fatto quanto le avevo chiesto, ma se l'ha fatto... oh, se l'ha fatto... se l'ha fatto siamo veramente di fronte ad un altro dei lampi di stupidità da cui trae nutrimento il genio di mio marito. Pensa davvero che un militare dell'esercito, per quanto comprato, consegnerà solo a lui la registrazione di questa serata? Non si rende conto che, sicuramente, Pechino verrà in questo modo a sapere che abbiamo perso uno shuttle? Uomini. Sono davvero stupidi, alle volte. Sospiro e riporto l'attenzione sulla penombra della stanza. "Cinque milioni mi sembrano una buona offerta considerato che tu l'hai pagato undici ma non sono a mio agio sull'argomento: la parte ingegneristica è interamente nelle mani di mio marito. almeno quella e vorrà visionare personalmente il lato tecnico. Personalmente, o chiedendo ad una persona di sua fiducia." Mi è appena venuto in mente un buon modo per restituire a mio marito il favore della scorta armata: stiamo parlando di biotecnologie, e io conosco un buon mutaforma che ha promesso di aiutarmi. Il sorriso che mi scappa, credo, per un momento non lascia che trasparire quello che sto provando: un piccolissimo desiderio di vendetta.

(04:34:54) shelidon:
avatar - PNG - Bianca

Bianca: Sta continuando a piovere. Il suono, da questa stanza del padiglione, si fonde con quello graffiante della musica tradizionale. Appoggio il datapad sul tavolo, coperto, e chiudo gli occhi. I miei capelli stanno ancora gocciolando sul pavimento e ad ogni minuto che passa, senza una telefonata di madame Wuxia, mi sembra che allo stesso modo stia gocciolando via una parte di Shanghai che non voglio più incontrare. Sì, ma allora perché ho invitato George Richmond nel mio Candy Shop a bere il tè?
Mi risveglia il fortissimo urlo della ragazza accanto a me, e il rumore che fanno le sue unghie nel mio braccio. Ahio! Hey, ancora non sono riuscita a guarire del tutto dai frammenti di ceramica che mi sono guadagnata da Sugar, grazie a Yin, e dio come spero che fosse suo il sangue che ho fatto pulire dal pavimento del piano terra. Ma la ragazza sta ancora urlando, e guarda qualcosa di fronte a noi. Alle nostre spalle il militare si è alzato e ci ha fatte da parte. Incespico. Cado. Mi trascino dietro l'ancella in cheongsam. Riesco a vedere cosa l'ha fatta urlare tanto solo quando rotola giù da me, e non riesco a fare a meno di imitarla. La paradisea, la paradisea si è come seccata, le piume hanno iniziato a scolorirsi e a cadere, ed è come se il canto si fosse tramutato in un gracchiare indistinto senza che nessuno l'abbia informata di smettere. Anche il becco si sta raggrinzendo come la pelle di una vecchia. Guardo il militare fissare la decomposizione dell'uccello con la faccia di chi invidia noi due per aver potuto urlare ad alta voce. Quale altra diabolica macchinazione ha messo addosso a quest'uccello, il maledettissimo canadese?

(04:07:13) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Ma mi prende per scemo? Credevo che sta tizia fosse qui per negoziare, ma sembra una scolaretta riluttante. Prima mi si presenta nuda, poi quando faccio per agguantarla si ritrae, allora mi allontano e mi dice che in realta' e' anche una cosa personale? Ma allora, ci decidiamo o no? Francamente mi sto rompendo e parecchio. Qua non ci cavo ne' dovere ne' piacere.
Mi alzo.
Cara signora, se posso essere franco, sto cominciando a trovare questa conversazione alquanto monotona. Ammetto che speravo di ottenere le sue grazie con quell'uccellaccio della malora, o, in subordine, un'onesta trattativa di affari. Ma adesso devo ammettere di aver buttato undicimila fen. E, mi perdoni, di essere alquanto deluso. E qui devo fare una pausa e controllarmi. Altrimenti prima la violento e poi le torco il collo. Sta fottutissima troia mi sta facendo perdere il lume della ragione. L'unica cosa che sono riuscito a farmi dire da lei e' che rivuole indietro il suo shuttle. Ma cosa vuole che ne sappia io del suo shuttle. E francamente, cosa pensa mi importi? Noi ricondizioniamo velivoli, non li costruiamo ne' tantomeno compriamo al mercato nero. Cinque milioni sono per un lavoro di rimodernamento, non per uno shuttle usato o nuovo che sia. E comunque il tuo cazzo di shuttle adesso e' in pezzettini cosi' piccoli che ci vorrebbe l'aspirapolvere per recuperarlo tutto.
Detto cio, se veramente intende...
Mi interrompo di colpo.
Urla.
Almeno due persone, donne.
La stanza di fianco.
Indurisco ed affilo le unghie, e non mi interessa se sembro il cugino cinese di Dracula. Ormai istintivamente le mie dita iniziano a secernere tre tipi diversi di neurotossina, mentre i muscoli delle gambe si preparano allo scatto anaerobico.
Spero di non aver bisogno della spada laser. Sarebbe antipatico aver da litigare con altri nonmorti.
Non mollo la tazza da te. Anzi, gia' che ci siamo, ci ficco un ditino dentro ed inizio la mutazione nitroglicerica. Meno male che ce n'e' ancora. Anche se ci vorra' il suo tempo per finire, non si sa mai di cosa puoi aver bisogno.
Sbircio di sottecchi la dama, ma il grosso degli occhi e' rivolto a tutti i possibili ingressi. E dico davvero tutti.

(17:41:55) Lou:
avatar - PNG - Lee

Lee: "Mi dica, Lei assume droghe sintetiche?" Butto piattino e tazza sul tavolo come una carta da gioco senza valore e non mi interessa che si rompa o si rovesci: per quanto m'importa, può tranquillamente esplodere in un milione di frammenti che si vadano tutti a infilare negli occhi di questo imbecille. "E' l'unica spiegazione che mi posso dare." Resto calma, perché accennare ad alzare la voce o a minacciare, di nuovo, evidentemente non porterebbe ad alcunché. Mi è chiaro ormai che la situazione è decisamente persa: o la persona che ho incontrato da Wuxia era il gemello intelligente e oggi è il turno del gemello psicolabile, oppure semplicemente questo signore si è infilato in qualcosa di più grande di lui e ora non sa come uscirne. Persino accettare una sua stessa offerta non è servito a nulla. Mi sarei accontentata che glissasse, un po' più elegantemente, e si concentrasse a parlare di affari, da lui non mi interessava altro: se avessi voluto sapere come, quando e perché lo shuttle è sparito, avrei dato appuntamento al prestigiatore, ma di certo non al padiglione del tè. Una cosa però riesce ancora ad innervosirmi e non posso tenermela per me. "Guardi è inutile che affila le unghie, e si può anche risedere. O, se preferisce andarsene indico l'uscita con la punta rotonda di una scarpa faccia pure. Non so cosa risponderle, a meno che Lei non ammetta di drogarsi. Nel qual caso posso anche essere indulgente e ricordarle che io so che avete voi lo shuttle perché siete stati voi a dircelo." Ma è mai possibile? Basta. Scrollo la testa e distolgo lo sguardo, andando ancora una volta verso quella pioggia tranquilla che sta accarezzando Shanghai fuori dalle finestre, oltre i trafori. Sono preparata a qualunque reazione, ormai. Non ho mai bevuto un tè più folle.

(18:06:58) shelidon:
avatar - PNG - Bianca

Bianca: Mi avvicino alla gabbia, da dietro al militare che ancora non sa cosa fare. La paradisea sta producendo il suono che mi immagino da una mosca risucchiata da un ragno e... e adesso mi viene da vomitare, oddio. Giro la testa dall'altra parte e allungo la mano a tentoni fino a trovare il culmine della gabbia. Capitan Coraggio mi chiede che cosa (cazzo) sto facendo. "Miss Lee deve vederlo." E non so se sia più illogico il mio pensiero o il fatto che il militare sia d'accordo. O il fatto che lo stia portando personalmente. Che schifo... Allontano la gabbia da me più che posso, mentre l'uccellaccio continua a gracchiare come se niente fosse, come se avesse ancora il canto melodioso di poco prima e come se per lui fosse una cosa perfettamente naturale. Sarà la mia immaginazione, ma lascia una scia d'odore come di palude marcia mentre corro su per le scale, verso la saletta privata. Qualcuno nota l'agitazione, ma chi mi conosce sembra abituato a vedermi correre con aria spaventata e cose in decomposizione tra le mani. E' mai vita questa? Arrivo alla stanza e faccio scorrere il paravento d'ingresso per un palmo, prima di trovarmi davanti un altro cinese geneticamente modificato e in uniforme militare. Ha l'aria di chi voglia fermarmi. Poi vede quello che porto e arretra. Arretra. Arretra. "Atten-" Merda. Arretra fino al paravento, ci finisce contro e cade nella stanza, abbattendo parte del divisorio tra la sala privata di miss Lee e il corridoio del padiglione. Improvvisamente la paradisea disseccata (che continua garrula a gracchiare) mi sembra l'ultimo dei nostri problemi. Forse avrei fatto meglio a rimanere da madame Wuxia.

(05:18:27) glorfindel:
avatar - PG - TienTao

T'ien Tao: Sento un certo movimento provenire dall'altra stanza. Passi frettolosi, almeno due persone, si dirigono verso di noi.
Cos'e', non si fida, che chiama gli scherani? Oddio, non posso certo darle torto. Faccio qualche passo di lato, sempre tenendo d'occhio la principessa con gli occhi anteriori, e poso il te (che ormai e' nitro al 50%) sul tavolino. I passi si fanno vicini, poi di colpo il paravento crolla ed una figura umana fa il suo clamoroso ingresso in scena.
Ecco il primo. Niente panico. Non gli permetto nemmeno di toccare terra prima di piantargli le unghie in gola, fracassando la cartilagine e tranciando la giugulare. Una rapida rotazione ed anche la spina dorsale e' andata. Un po splatter, ma non posso certo permettergli di urlare. Mentre mi guarda con fare stupido per i tre secondi che ci mette a morire gli sottraggo il Beretta SC-01/03 d'ordinanza. Silenziato? Certo, non voleva mica fare rumore. Grandissimi bastardi, dunque danzatrice nuda e omaccioni armati.
Mi volto di nuovo verso la danzatrice, che nel frattempo non ha nemmeno mosso ciglio. Alla faccia del sangue freddo. Nel frattempo faccio cenno al manga (note for self: ma che cazzo ci fa il manga qui?) di entrare nella saletta e tirare su il paravento. Obbedisce. Sara' il mio carisma? Non so perche' ma ho l'impressione che l'SC abbia qualcosa da ridire in merito.
Bene care signore, ha quasi funzionato. Bella festa, fornitura d'urgenza, asta, ed uno shuttle dimenticato in riva al fiume. Non ho la minima idea del perche' abbiate montato tutta questa messinscena, coinvolgendo anche l'Etemenanki e quel maledetto buffone imbarcato, solo per arrivare a me. Non posso certo dire che mi faccia piacere. Interrompo il monologo per scaricare una raffica addosso all'imbecille che sta entrando, senza nemmeno disturbarmi a voltarmi. Cade morto. Ricarico e scarrello. Dopotutto Shanghai e' una bella citta', e mi ci trovavo bene. Mi siedo sul tavolino e puccio un dito della mano sinistra nella tazzina del te, riprendendo la metamorfosi. Ma ora mi tocca abbandonare la citta', grazie a voi. Dovrei accopparvi entrambe. Alzo il mitra come per sparare alle tipe, poi scarico un'altra raffica in direzione della porta. Un terzo soldato defunge. Che palle. Ma non lo faro'. A meno che voi non me ne diate motivo, per esempio rifiutando l'offerta che sto per farvi.
Io me ne andro' da Shanghai, lasciandovi vive. E voi lasciate perdere l'inseguimento. Semplice no?

Aspetto qualche istante, poi la principessa annuisce, appena percettibilmente. Bene.
Intanto la metamorfosi e' terminata.
Afferro la tazzina.
A non rivederci, principessa. Temo di non poter restare ulteriormente, il padiglione si sta facendo troppo affollato. Vi suggerisco di tapparvi le orecchie. Con la coda dell'occhio vedo un quarto soldato entrare nell'altra stanza. Ci mettera' circa 2.64 secondi a vedere i suoi commilitoni defunti, ed altri 1.98 ad estrarre il mitra. Gli lancio addosso la tazzina. Saranno circa ottanta/ottantacinque grammi di nitroglicerina, fara' un bel botto.
Non sto ad aspettarlo. Con uno scatto mi lancio verso l'esterno, fracassando il frangisole (ahio) ed atterro sull'erba del parco (ri-ahio). Dietro di me il padiglione si dissolve in un'esplosione. Spero di aver fatto bene i calcoli, le due signore dovrebbero uscirne al massimo con qualche osso rotto.
Si torna a casa. Il viaggio fino al negozio si compie senza nessun problema, la gente va verso il parco, nessuno mi nota. Ho giusto il tempo di spiegare a 聞猿, 見猿 e 言猿 che e' finita (sono brave persone, non avranno problemi a trovare un altro lavoro), poi scendo in laboratorio. Trasferisco tutti i dati nel microchip del biosubmarplano (con copia di sicurezza criptata inviata a seicentododici diversi indirizzi), poi raccolgo i miei amici in provetta e li piazzo negli appositi contenitori a prova d'urto. Joseph si lagna un po, mentre Jacinto e' tutt'ora sedato. Estraggo rapidamente le parti fondamentali e ficco anche lui in una provetta. Mi spiace amore, ma ho fretta.
Raccatto la paradisea, salgo di sopra e la libero. SVolazza malamante per tre o quattro metri, poi si posa stancamente per terra, giusto in tempo per il passaggio del 174. Mavaffanculo. Ritorno di sotto.
Carico l'equipaggiamento di sopravvivenza sul mezzo (e Jacinto diceva che ero paranoico a tenerci sempre pronti per la fuga), poi inizio la procedura di fusione. Abbandono l'85% della mia massa corporea e mi aggancio ai neurotrasmettitori del bsmp. Impartisco al canale di servizio gli ordini finali: allagamento camera stagna, apertura portello sul fiume.
Attivare autodistruzione. Tempo 8 ore.
Anche questo fara' un bel botto. Decisamente piu' forte.
Addio, Shanghai.

(02:45:29) webadmin:
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