- Il pappagallo
avatar - bund - n3 Etemenanki
9:15 pm, 5 April
2106
3 on the Bund - Etemenanki

«L’Etemenanki (in lingua sumera scandito É-temen-an-ki
ovvero “casa delle fondamenta del cielo e della terra”)
era la principale piramide a gradoni di Babilonia
e costituiva il fulcro religioso e culturale
non solo della città ma di tutta l’area circostante.»

(21:37:29) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Una volta c'era un re/ che a star solo s'annoiò/ cerca cerca ritrovò!/ ma il volean sposare in tre...

No, solo nella mia testa (testa?) non va bene. Mi annoio. Voglio cantare. Ma qui non c'è niente da usare.
Dov'è qui? E' chiuso e piccolo. Ricordo vagamente di esserci entrata. Sembrava comodo e accogliente. Il posto migliore dove stare. E la cosa dentro sembrava era così attraente. Adesso è solo un mucchio di ingranaggi e non riesco a fargli fare niente di interessante.
Da quanto sono qui? Tanto. Ricordo di esserci entrata. Stanca e amareggiata. Dopo la catastrofe (perchè?). Mi sembra tanto indietro. Ho dormito. Mi sono svegliata. C'era tanta agitazione fuori, riuscivo a sentirla. Poi niente. Niente. Niente. Ho provato a uscire. Non ci riesco. Ancora niente. E niente.

Mi annoio.

Una volta c'era un re/ che a star solo s'annoiò/ cerca cerca ritrovò!/ ma il volean sposare in tre...

(00:39:17) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Eddai muoviti! L'ascensore arriva all'ultimo piano dopo quella che sembra una vita e quando esco mi guardo attorno un po' persa. Sono sicura di essere al piano giusto perché ho dovuto infilare una chiave nel bottone e girare, e ho sempre paura di rompercela dentro per il rumore che fa, ma ogni volta questa stanza riesce a mandarmi in confusione. Perché cambia sempre. E non sono mai sicura di essere al piano giusto o girata nella direzione giusta. Oggi lo stile è più cinese del solito e c'è persino un ramo di rosa bianca che si arrampica lungo una delle pareti a specchio. Dev'essersi svegliato di buon umore, questa sera. E spero, spero, spero proprio che...
"Gabriel?"
Entro nel suo studio e mi guardo attorno. Vuoto. Le pareti a vetri mi rimandano la mia voce, amplificata e distorta, come se ci fosse un pappagallo nascosto da qualche parte, e per un momento mi metto quasi a cercarlo. Tutto è possibile. La poltrona dietro la scrivania è girata in un'angolazione strana, come se fosse uscito di fretta, e nel piano di cristallo della scrivania è ancora aperta la pagina del North China Daily News di oggi, sotto un gruppetto di oggetti metallici. Portasigarette. Gemelli. La spilla che mette sempre all'occhiello della giacca. Orologio. Ahia, ora sì che sono preoccupata. Non lascia mai a casa così tanti oggetti metallici a meno che non se ne sia portati altri che considera più importanti. E quello che mio padre considera più importante del suo portasigarette, di solito, è di grosso calibro e fa male.
Ma soprattutto, uffa, è già uscito. Accanto alla pagina del giornale, occhieggia quello che sembra un elenco di libri antichi. Clarissa ha accennato qualcosa su un'asta, ma non mi ricordo. Sbircio. La traduzione giapponese di un libro arabo di medicina? Ma perché? Che noia. Volevo chiedergli se domani sera ha voglia di andare da qualche parte, ma ora mi toccherà lasciargli un biglietto. Cerco sulla scrivania qualcosa che assomigli a quei fogliettini gialli adesivi che si usavano una volta, perché il sistema della casa da qui proprio non lo so usare. Anzi. Mi sento abbastanza a disagio a essere qui, così in alto, anche se lui mi ha sempre detto che io fino a qui posso salire quando voglio. Forse è per il modo in cui me l'ha detto...
Trovo una penna stilografica e rimango cinque minuti a capire se si svita o si stappa, alla fine riesco a farmi una macchia blu sullo scialle bengalese. E però la apro. Brava, Faith, e adesso? Niente pezzi di carta, niente post-it sulla scrivania, niente nel cassetto, niente nell'altro cassetto, niente sull'altra scrivania. Apro una scatola di legno. Brr... la richiudo. Ne apro una quadrata di metallo dall'aria allegra, e... ah, ha lasciato a casa anche l'orologio da tasca. Ma sono davvero le dieci? Ecco perché è già uscito. Comunque no, niente post-it neanche qui. Accidenti. Mi siedo sulla poltrona, dimenticando per cinque minuti quello che ho visto fare in passato a questa stessa poltrona, e abbandono la testa contro lo schienale. Ha la forma strana ma è davvero comoda. Che faccio? Gli mando un messaggio? Ho anche lasciato il cellulare di sotto... mi spingo con i piedi e faccio un giro completo sulla poltrona, passando dalla vista della camera alla parete di specchio dietro cui so esserci il fiume e poi di nuovo la vista della camera. E riesco a urtare la scrivania con le ginocchia, facendomi veramente malissimo.

(02:18:07) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Mi annoio...

La cosa che chiude questo posto si apre. Finalmente!
Esco subito. Ho bisogno di sgranchirmi. Cerco qualcosa da usare. C'è. Bene.

(02:27:02) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Aiuto!
Mi dò un colpo con i piedi per allontanarmi dalla scrivania, che ha cominciato a suonare. Che diavolo...
Spingo troppo la poltrona e vado a urtare contro il vetro alle mie spalle, che manda un suono poco amichevole. Oh mamma, come si spegne adesso questa roba? Ma soprattutto cosa è? Nell'alzarmi mi cade dalle spalle il sari e appoggio male un piede sulla base della poltrona, rischiando di andare a cadere di faccia proprio contro il vetro della scrivania.
Comando non riconosciuto
Ma sì, ma sì... com'è che era? Oh, proviamoci. "Ehi, spegniti!" Mi rendo conto di quanto sia stupido solo dopo averlo detto.

(03:02:09) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Sto facendo un semplice vocalizzo. Un rumore mi distrae. Poi un altro, più forte. Mi guardo intorno (ho sempre la sensazione che dovrei avere degli occhi per farlo). Nella stanza c'è una ragazza. Non è la ragazza strana che c'era nell'altro posto. Non la conosco. Non l'ho notata subito. (la cosa non si è aperta da sola. avrei dovuto pensarci. sono stata scortese.)
Sembra nervosa. L'ho spaventata io? Mi dispiace.

(03:16:50) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Va bene, si è fermata, si è fermata. Mi appoggio alla scrivania con le mani e respiro.
Comando non riconosciuto.
Sì, lo so! E so anche che non ho bisogno di respirare, ma ogni tanto mi viene lo stesso. Certo quello che succede dopo mi lascia ancora più preoccupata. La casa che si scusa? Sono abituata che le cose ogni tanto parlino, in camera di Gabriel, e ho imparato a non farmi troppe domande, ma questa camera non si scusa neanche quando ti sbatte le porte in faccia o ti toglie di proposito il tappeto da sotto i piedi. Forse mi ha ascoltata e finalmente ha plasmato una personalità più gentile alle sue cose? Sorrido. Finalmente! E non posso resistere dal chiedere: "Sei nuova?"

(04:21:17) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Sembra essersi calmata. Bene. Non mi piace spaventare le persone.

Mi parla (anche lei con le corde vocali e con le parole, mi sto convincendo che sia il modo normale per gli altri) "Sei nuova?" Che strana domanda.

Non mi sono presentata. Che scortese. Meglio rimediare.

(04:33:49) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: I suoni che si accavallano mi spaventano ancora, una specie di musica veloce che non riesco ad afferrare. Opera? Strano da parte di Gabriel, pensavo si fosse stancato di trasformare in mobilio cantanti d'opera. Così mi diceva, almeno. E sì, l'idea mi fa senso da morire, ma ho imparato a conviverci. Quasi. A patto che la gente sia consenziente, insomma, che male c'è? Ciascuno fa il mestiere che preferisce, no? Anche a me sembra di aver fatto il soprammobile a lungo prima di tornare finalmente a lavorare per un giornale.
Ma poi parte una musica senza parole, tranquilla e non proprio il mio genere, però mi sembra veramente scortese dire a una nuova personalità in casa che non è riuscita davvero a indovinare i tuoi gusti musicali. Certo dovrò avvertirla che questi non sono davvero nemmeno i gusti di mio padre, ma una cosa alla volta. Prima dovrei capire cosa è questo nuovo oggetto che parla. Strano, perché di solito in qualche modo si muovono per farlo. "Carina. Dove sei?" Stavo per dire 'cosa sei', ma davvero questo sarebbe poco poco poco cortese.

(05:09:02) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Un'altra domanda strana. "Dove sei?"
Ci penso. E non è semplice. Sono qui. Ma il qui non è proprio chiaro. (è normale. o no? dovrei occupare uno spazio più definito? o no? perchè?)
Però lei è interessata a saperlo. Quindi cerco di risponderle.

I tuoi limiti definiscono chi sei Un pensiero strano, arriva da lontano (da prima del prima?). Però è utile. Magari funziona anche con il dove. Cerco di attivare tutte le cose cantanti che riesco a raggiungere. Fin dove arrivo ci sono, oltre non ci sono.



Lei non si è presentata. Glielo chiedo. (solo con la scrivania. mi sembra eccessivo usare tutto senza motivo)

(16:08:53) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Non so quante rampe di scale siano, ma so che sono parecchie. E non voglio prendere l'ascensore perché con un affare come questo in mano potrebbe essere poco saggio ma, di contraltare, il fatto che io stia correndo con in mano un femore umano affumicato e coperto di incisioni potrebbe rischiare di attirare l'attenzione ma, come direbbe Gabriel se solo lo stronzo fosse qui, ho avvertito un fremito nella Forza. E lo so che è con lady Erodiade alparty dell'asta più importante della stagione, mi domando solo come abbia fatto il fantasma a uscire un'altra volta. Immagino sia stata quella sua cameriera di stracci, come al solito: quando cerchi di rimettere insieme qualcosa che era conciato in quel modo senza chiedere il necessario aiuto a chi di dovere è normale che il risultato possa non essere... beh, possa non essere normale.
Quarantacinquesima rampa.
Quarantaseiesima.
Odio fare queste cose da solo, anche se questa volta sono adeguatamente preparato: principalmente mi preoccupa che questo è l'ultimo che abbiamo e ogni volta farne uno nuovo è un casino. O meglio, produrre fisicamente l'oggetto è abbastanza facile, ma non funziona mica sempre e non sono ancora riuscito a capire dove sia l'inghippo.
Faccio scorrere una scarica di energia attraverso le incisioni dell'osso e spalanco la porta dello studio di Gabriel proprio mentre la musica ha smesso di risuonare in più o meno tutta la casa. Ora si sta limitando a venire dall'interno della stanza e non so bene riconoscere cosa sia ma suona come una domanda. Entro. Mi fermo. Non è la scena che mi aspettavo. "Faith, che cosa...?"

(18:26:56) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Non mi ha risposto! Mi sembrava strano che fosse una personalità gentile: è un'altra di quelle entità dispettose che Gabriel ogni tanto si tira in casa senza motivo, solo per farmi preoccupare, già lo so. E risponde a una domanda con una domanda, e non so proprio se arrabbiarmi o andare in crisi perché cosa le racconto? Quest'idea di essere la figlia del padrone di casa è sempre così disturbante e mi fa sentire così a disagio, quasi io fossi qui solo perché lui convince tutti gli altri a sopportarmi. Ma no, cosa vado a pensare!
Il mio nome mi è già sulle labbra, con l'aria della prima consonante che fischia tra i denti e la bocca, quando si apre la porta e mi spaventa a morte. Cramer entra come se fosse uno yeti pronto a colpire tutti i pinguini del mondo (dio, quando tempo che non ci gioco!), con la differenza che ha in mano qualcosa di luminoscente ed elettrificato, lungo come... beh, ho paura di sembrare troppo nerd a pensarlo, ma lungo come una spada laser. Sto per fargli la stessa domanda, quando mi rendo conto di cosa è quella... quella cosa. "Oddio che schifo!" E poi cosa ci fa qua sopra? Se ce l'ha con mio padre, lui non c'è e io non c'entro niente.

(21:07:24) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: La ragazza sembra turbata. Perchè? Non è una domanda difficile. O forse l'ha preoccupata la mia risposta. Non mi ero resa conto che il qui potesse essere tanto grande.
Sta per rispondermi. Poi qualcuno entra di colpo.
Lo guardo. Lo conosco. E' il tizio gentile con cui ho parlato. Prima della catastrofe. Si chiama... Jacob.
Lo saluto.

Che strana sensazione. Ha in mano qualcosa di molto strano

(00:44:05) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: "Zitta, stronza."
Lo so, non è proprio il modo migliore di approcciarsi a uno spirito, nessuno lo sa meglio di me, ma questo piccolo agglomerato ectoplasmatico mi è causato la più grande lavata di capo degli ultimi cento anni da Erodiade, e la più pittoresca litigata con Gabriel dai tempi del Liber AL vel Legis sub figura CCXX. E, , trovo in parte soddisfacente che la risposta possa essere fraintesa come rivolta a sua figlia. Faccio di lato una sedia con un calcio e strofino a terra la testa dell'osso, iniziando a tracciare la prima parte del cerchio in modo da chiuderlo prima che il fantasma si renda conto - ammesso che sia in grado di capirlo - che le sto tracciando un contenimento. Potrei anche colpirla, semplicemente, le farebbe abbastanza male da stenderla per qualche settimana, ma non so come potrebbe reagire la casa e non voglio correre questo tipo di rischi mentre Gabriel non è qui. Non mi è ben chiaro come funzioni questo edificio.

(01:26:17) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: "Jacob!
Rimango in piedi dietro alla scrivania, le guance staccate dal resto della faccia mentre la bocca fa fatica a rimanere chiusa. Stronza? Ma... cosa ho fatto? Mi sono solo lamentata che sei entrato in quel modo e con quell'aria da cavaliere jedi non morto, e non mi sono neanche lamentata tanto! Sul pavimento rimane una scia di piccole scintille ma non riesco a vedere bene cosa stai facendo, anche se il primo istinto è ritrarmi. Qualunque cosa sia, non mi piace. E ha l'aria troppo mistica, io non ci credo a queste cose. Va bene, non credevo neanche ai vampiri o agli alligatori nelle fogne, ma quello è stato un sacco di tempo fa.

(03:15:36) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Jacob sembra molto arrabbiato. Perchè? "Zitta, stronza"? Ho fatto qualcosa?
No, non da essere così arrabbiato. Perchè? O magari è arrabbiato con la ragazza?
Anche lei non ha fatto niente. Gli ha solo parlato. (lui entrando ha detto una cosa. Faith. non c'entra con la frase dopo. magari è il nome della ragazza?). Magari si conoscono. Non capisco.

La cosa strana è sempre più luminosa. Jacob la sta usando per fare qualcosa in mezzo alla stanza. Non capisco cosa. Sembra disegnare.
La cosa disegnata non capisco cosa sia. Ma sembra minacciosa

(03:38:04) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Ma non potevo inventarlo un po' più facile? Mi rendo conto che, vedendomi da fuori, qualcuno potrebbe scambiarlo per un modo un po' troppo teatrale di preparare una partita di sudoku. Quattro righe, quattro colonne, un nome per riga, e le lettere ebraiche non sono un cazzo facili da tracciare con questo coso.
I quattro nomi di dio, chiunque sia.
Due cerchi attorno. Gli stessi nomi tra i due cerchi. Primo pentacolo di Giove completato, ora entraci, stronza.
Carico di energia la gamba e la pianto sul pavimento al centro della griglia, tirandomi indietro. E sono quasi contento, ora, che Gabriel non sia in casa perché due aste di cristallo del lampadario si staccano a causa del tremito e si frantumano sulla sua scrivania.
Allungo una mano e la passo al di sopra del segno. Il fantasma dovrebbe essere tutto in un punto, ora. Adesso sì che possiamo intavolare una conversazione. Se ti do qualcosa con cui rispondermi, ovvio. Maledetto III millennio. "Faith, hai il cellulare?"

(03:42:38) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Sono ancora rannicchiata contro la poltrona e sto fissando i due pezzi di cristallo frantumati sulla scrivania. Sei fuori? E poi scusa, entri, mi dai della stronza, ti fai gli affari tuoi sul pavimento di mio padre, gli spacchi il lampadario e poi, quando hai finito, vuoi anche che ti presti il mio telefono? Perché non usi quello sulla scrivania? Incrocio le braccia e giro gli occhi di lato, piccata. "No, l'ho lasciato in camera."

(05:27:56) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: La cosa che Jacob sta disegnando è sempre più minacciosa. Finisce. Per un attimo guardo il disegno. Due cerchi. Righe. Simboli. Poi Jacob fa qualcosa, e tutto cambia. Pecepisco tutto come prima, ma in modo diverso. Mi sono spostata?. Il qui di prima adesso sembra un altro qui.
Cerco di parlare. Di dire qualcosa qualsiasi.
Questo è un nodo avviluppato,/ questo è un gruppo rintrecciato.
...
Niente. Non ci riesco.
Provo di nuovo ad allargarmi al massimo. Non raggiungo niente. Il qui è diventato piccolo, piccolo. Come il cerchio sul pavimento.
E dentro non c'è niente con cui cantare (non di nuovo!).
Non posso allargare il qui, ma posso spostarlo? Cerco di muovermi.
Non ci riesco. Il mio qui rimane sempre nel cerchio.
Chi sviluppa più inviluppa,/ chi più sgruppa, più raggruppa;
ed intanto la mia testa/ vola, vola e poi s'arresta;
vo tenton per l'aria oscura,/ e comincio a delirar.

(14:19:29) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Odio chi va in giro impreparato, almeno quanto odio ammettere che anch'io l'ho dimenticato di sotto. Indico l'interfono sulla scrivania di Gabriel. "Chiama Candy e fattelo portare, abbiamo bisogno di qualcosa con cui farla cantare, se vogliamo cavarci qualcosa." Che cosa vogliamo cavarci, poi, non lo so ancora, ma forse posso provare ad esporle la teoria di Gabriel: se dà in escandescenze, è decisamente la cantante giapponese.

(19:51:12) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Uff... faccio scorrere le dita sul cubo di vetro e provo a comporre gli interni che mi ricordo. Camera mia... niente. Camera di Talia... inserire codice di sicurezza. E li ho già provati tutti, dalla data di nascita di Gabriel al nome di sua madre, nulla. Alla fine mi viene in mente che potrebbe in camera sua ed effettivamente mi risponde. "Candy, per favore, ho dimenticato il telefono sul mio letto: me lo puoi portare? Sono..." Riaggancia. Ok, va bene, puoi leggere sul display dove sono, ma è comunque poco carino. Devo averla disturbata. Chissà che cosa stava facendo.

(20:06:40) shelidon:
avatar - PNG - Candystripes

Candystripes: E mai che ci si possa ricucire in pace. Per una volta, una sera che mi ero detta dai Candy, lui è fuori e sicuramente non torna presto (se torna), puoi fare tutti gli esperimenti che vuoi. Uno non può cominciare a scucirsi l'ombretto dalle palpebre che qualcuno ti chiama.
E lei mi piace anche, è tanto carina e gentile, ma uffa! Aggancio in fretta e spero che continui a parlare da sola ancora per un po' (a volte lo fa) perché non voglio salire senza una palpebra. Già qui ogni tanto mi guardano come se io sia strana. Cioé. Come se quella strana fossi io. Dai! Succhio l'estremo del filo nero, lo caccio nella cruna dell'ago, frugo nel cestino della carta per recuperare il vecchio petalo scarlatto e incomincio a riattaccarmelo. No. Ho sbagliato la direzione delle ciglia. Sfilo. Ricomincio. Ah, dai, dai, dai. Faccio un nodo alla benemeglio e strappo il filo rimanente, che fa un suono come di quando miss Clarissa si toglie le strisce adesive dalle gambe. Chissà poi perché lo fa, non capisco come mai le piaccia. Una volta ho provato, ma quella sensazione sulla pelle non mi ha detto proprio nulla. Mah. Le vampire normali sono proprio strane.
Esco dalla mia camera e prendo l'ascensore di servizio per quella di miss Faith. Vestiti e libri sparsi dappertutto, sembra che sia esploso qualcosa. Ehi, magari è così! E' pur sempre sua figlia, no? Il telefono è sepolto sotto uno strato di stoffe indiane e faccio fatica a trovarlo. Dovrei proprio fermarmi a ripiegare tutto, ma non posso farla aspettare. Tornerò dopo.
Prendo l'ascensore un'altra volta, frugo tra la pelle e la costola destra e alla fine ritrovo la chiave. La inserisco e giro. Penultimo piano.
Quando entro nel suo studio, c'è anche mr Cramer e ha appena finito di tracciare un portale sul pavimento. Brilla proprio tanto, come se avesse funzionato. "Miss Faith, il suo..."
Non faccio in tempo a porgerglielo. Mr Cramer me lo toglie di mano e lo butta nel portale. Ma non tocca terra. Rimane sospeso a mezz'aria. Sì. E' un buon momento per andarsene.

(23:37:56) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Questo è un nodo avviluppato,/ questo è un gruppo rintrecciato.
Chi sviluppa più inviluppa,/ chi più sgruppa, più raggruppa;
ed intanto la mia testa/ vola, vola e poi s'arresta;
vo tenton per l'aria oscura,/ e comincio a delirar.

Non capisco cosa sta succedendo. Mi sto agitando.
Voglio poter cantare.
Calma!
Torno a concentrarmi sugli altri. Jacob ha detto qualcosa alla ragazza. (Faith?) Lei sta parlando in una macchina. Poi smette.
Sembrano aspettare. Cosa?
Voglio poter cantare!

La porta si apre. Entra la ragazza strana di prima della catastrofe. Ha qualcosa in mano.
Jacon lo prende e me lo tira.
Lo prendo (no, dovrei avere delle mani per prendere qualcosa? o no? sì! eppure la sensazione è quella. e l'oggetto rimane su. se non l'avessi preso cadrebbe)

Finalmente posso cantare!

(l'audio è orribile. ma almeno canta)
(qualcosa mi dice che avrei dovuto salutare la ragazza. ma sono troppo nervosa adesso)

(00:34:53) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Una cosa ho imparato riguardo ai fantasmi, nei miei anni di esperienza: hanno la capacità di farti pentire, in pochi istanti, di quella che pochi minuti prima era sembrata veramente una buona idea. Almeno ha cambiato repertorio musicale, il che potrebbe aiutarmi a identificarla e dio (chiunque sia) sa quanto mi piacerebbe poter dire a Gabriel che la sua ipotesi si avvicinava alla realtà come l'autostoppista fantasma a un autobus. Spingo indietro le spalle e muovo la testa da un lato all'altro per far schioccare le vertebre. Non so che cazzo abbia combinato alla mia schiena l'ultima volta che... beh, lasciamo stare. Cerco di chiamare lo spirito come abbiamo capito vuole essere identificata, e di portarla da lì a concretizzare un pensiero. Innanzitutto cerchiamo di capire se ha una memoria a lungo termine nel suo stato presente, prima di spingerci allo stato precedente. "Aida. E' una sedia, per te: questo spazio è grande e non voglio che ti perdi. Ricordi l'ultima volta che sei stata in uno spazio grande?" E preparo la gamba nell'altra mano, per colpire l'aria sopra il pentacolo nel caso accenni a tentare di uscirne. Non dovrebbe riuscirci, ma le ho lasciato un po' di margine per percepirmi senza che io debba entrarci, nel mio pentacolo. Non è mai un'esperienza edificante. Ma perché queste due mi fissano in questo modo, come se avessi perso il senno? No, non sto parlando da solo. E soprattutto no, non sto parlando con voi.

(01:47:04) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Ehi, quella non è la suoneria del mio cellulare! Sto quasi per dirlo ad alta voce quando Jacob parla ancora e mi lascia... ancora più sorpresa. Ma con chi sta parlando? Guardo all'interno del portale, dove il mio telefono sta fluttuando per aria. Cos'è, un nuovo sistema di trasmissione? Apro la bocca ma non mi esce niente. Dall'altra parte, sulla soglia, Candy spalanca gli occhi e arretra, incespica, qualcosa dal pavimento, dalla casa, si alza e le fa un cuscino. Ehi, non è giusto, a me la casa fa lo sgambetto! Mormora qualcosa che potrebbe suonare come un "Oh no non di nuovo", si gira e scappa giù. Non capisco.

(02:15:19) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Sono nervosa. Poi Jacob parla. Diretto a me, in modo calmo e sensato. Sien grazie ai Numi!"
Una sedia. Capisco il concetto. Ma l'immagine è molto diversa. E ho la sensazione che dovrei avere un corpo per usare una sedia. Forse questo disegno strano è una cosa che funziona come una sedia ma senza corpo? Che cosa complicata. Cerco di pensare alla sensazione di 'essere seduti'. Sì. Un po' ci assomiglia.
"Ricordi l'ultima volta che sei stata in uno spazio grande?" Prima di qui c'era la spazio piccolo e noioso. Prima... la catastrofe. Quello era uno spazio grande (voglio di nuovo quell'impianto!). E di sicuro non posso dimenticarlo.

(15:28:15) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Bene, non fai in tempo a pensare che possa essersi sbagliato su qualcosa e ti frega, anche quando non c'è. E' opera, indubbiamente, e potrei arrivare ad arrischiare l'Aida, anche se non vado a teatro da cinquant'anni e - ammesso che ci siano indizi nel testo - il mio italiano s'è perso nei meandri del greco antico. Anche perché contro la Grecia Antica non ho davvero nulla. La mia ultima esperienza in Italia, di contro, era partita benissimo ma non si può considerare proprio un idillio vedendo la merda in cui si è conclusa. Bigotti del cazzo.
Metto le braccia dietro la schiena e inizio a camminare su e giù per la stanza, l'osso stretto con entrambe le mani mi crea nel cervello una specie di circuito d'energia che non è del tutto piacevole ma aiuta a pensare. Nel frattempo il cellulare di Faith si sta lanciando in vocalizi e pompe d'orchestra.
Ragiona.
A teatro si limitava ad interpretare la propria parte, non dava voce anche agli altri ruoli, quindi potrebbe avere una coscienza di sé come individuo da qualche parte. La coscienza di sé che può avere una cantante lirica, chiaramente. Non puoi davvero essere una cosa se quella cosa la puoi interpretare. Come lo spiego a uno spirito che sembra aver conservato esclusivamente l'interpretare? Questo non mi era mai successo. Solitamente gli spettri ripetono ossessivamente ciò che facevano in vita, come una maledizione. Questa lo fa con una naturalezza spontanea che potrei quasi arrivare a definire... "Ehi! Non ti avvicin-

(17:25:37) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Jacob è sprofondato in un umore meditabondo che di solito non lascia presagire a qualcosa di piacevole e camminando in quel modo, con il bastone dietro la schiena, si vede proprio che quella cosa è... è... santo dio che schifo. Eppure perché non riesco a smettere di fissarlo? Mi riscuoto e cerco di concentrarmi su qualcos'altro. Il portale che tiene a mezz'aria il mio telefono, per esempio. Continua a sfrigolare sul pavimento e ho paura che mi stia tipo smagnetizzando la scheda o facendo intercontinentali in Australia. Anche se mi dimentico sempre che da qui l'Australia è più vicina.
Gli do un'occhiata più da vicino anche se tutta quella musica che esce dal piccolo altoparlante mi intimorisce abbastanza. Il telefono gira su se stesso, pare una scena di ET o di Incontri ravvicinati del terzo tipo e mi viene da guardare in alto per vedere dov'è l'UFO. Poi mi ricordo di chi è la camera al piano di sopra e abbasso gli occhi in fretta. Cosa lo tiene sospeso, insomma? Allungo una mano. E l'avvertimento di Al arriva solo quando ho infilato le dita della sinistra sopra lo spazio occupato dal secondo cerchio. Mi arriva una sensazione strana, come un formicolio che cresce fino ad ammazzarmi completamente la sensibilità fino al polso. Oddio oddio. Quasi non riesco a staccarmi e quando lo faccio, cadendo all'indietro, mi sembra che mi abbiano tagliato la mano. Mi stringo il polso. Mi guardo. La pelle è diventata bianca come il gesso e non sento niente.

(00:15:10) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Jacob sta pensando. Strano. Ho risposto alla sua domanda. E prima sembrava avere qualcosa di preciso in mente. Chissà cosa...

Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Sensazione. Qualcosa di freddo. Molto. Freddo. Mi sta attraversando

E' finita. Cos'è stato? La ragazza. La ragazza mi ha toccata
(non dovrebbe attraversarmi? è perche' non ho un corpo? dovrei avere un corpo per essere toccata? o no? freddo? essere toccati dovrebbe essere caldo? o no?)

(00:58:34) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Gabriel mi ammazza. E se non lo fa lui, lo fa lady Erodiade. E se non lo fa lei, mi ritrovo alla porta quell'altro, il licantropo giornalista, e allora sì che ci sarà da divertirsi.
Raggiungo Faith che non sembra molto contenta di quello che sta accadendo alla sua mano, e bestemmio in greco antico. Bestemmio quel pirla di Ermes, la zoccola di Artemide e sopra tutto quella grandissima testa di cazzo di Crono: se non fosse stato per lui, saremmo tutti infinitamente più tranquilli. Con una leggera applicazione di forza, convinco l'indiana a farmi vedere la sua mano e... oh. Questa una cosa nuova.
Mi giro verso il pentacolo. Intatto.
Ancora non mi azzardo a toccare la parte di pelle che è diventata completamente bianca, come un guanto, e mi giro verso il pentacolo di contenimento in cui il cellulare ha smesso di muoversi, pur rimanendo sospeso a mezz'aria. "Aida, parlami."

(03:11:13) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Aida? E chi cazzo è Aida? "Jacob, vai a farti fottere!" La mano, ora, mi fa un male cane. No. Mi fa male il polso e qualcosa come se dovesse essere al posto della mano. Ma la mano è lì, la vedo, la muovo! Provo a toccare il pavimento e non sento nulla al tatto. Eppure qualcosa succede. Ho avuto... per un momento, ho avuto l'illusione che la mia mano fosse penetrata nel pavimento. Mi giro e cerco di allontanarmi da Jacob strisciando sul pavimento. Non toccarmi. Lascio sul pavimento delle piccole impronte, come sulla walk of fame. C'è pure la stella sul pavimento, quasi. Cazzo cazzo cazzo.

(05:04:50) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: (freddo? o caldo? essere toccati dovrebbe essere piacevole? o forse solo se si ha un corpo?)
Calma!
Jacob mi chiama. "Aida, parlami." Rispondo. Un pensiero qualunque.

La ragazza è agitata. Anche più di me. Si muove in modo strano. Però non sembra essersi fatta del male.

(05:30:52) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Bene. Colpa mia. Ho chiesto di dirmi qualcosa, non qualcosa di comprensibile. Il tono non è dei più sereni e Faith sta dando completamente in escandescenze. Quando, esattamente, ho cambiato idea sul consentire alle donne l'accesso alla mia attività?
Ah.
Già.
Vero.
Ma indipendentemente da questo, la mano di Faith sta veramente mostrando un comportamento strano. E' come se la piccola mutaforma stesse modellando il pavimento della casa. Potrebbe, il contatto con l'energia del fantasma, aver innescato quel processo che fino ad ora non si era ancora manifestato? "Interessante."
L'ho veramente detto ad alta voce?
Mi volto verso il portale e mi balena un'idea. Lo so, è affrettato e lo so, potrei pentirmene, ma sarebbe veramente un peccato recidere un legame creato per caso che dia dei risultati tanto fruttuosi e inaspettati. "Aida, se prometto di darti qualcosa con cui... con cui cantare, torneresti per me in uno spazio piccolo?" Molti spiriti hanno il terrore degli spazi aperti: questa sembra trarre giovamento dall'ampiezza della percezione. E anche tutto ciò è piuttosto strano.

(05:33:09) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: "Ehi, ti ho appena mandato a farti fottere!" Mi trema la voce e quando mi alzo incespico. Mi aggrappo al sari con la mano bianca. La seta cambia colore. Oh cazzo, cazzo, cazzo. Per la miseria, chi cazzo è Aida? E perché non mi stai guardando e non stai parlando con me? E' come se io non fossi più... oh merda no, no, guardami, dimmi che sono ancora qui! Lo toccherei, ma ho una paura fottuta di fargli qualcosa, con questa mano. Ti prego ti prego parlami. Qualunque cosa.

(06:25:10) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Jacob vuole chiudermi da qualche parte. Perchè? Non va bene stare qui? Non percepisco niente di strano qui. E il qui precedente era normale.
Però Jacob mi sembra affidabile. Sembra sapere quello che fa. Ci sarà un motivo.
Adesso sembra interessato alla ragazza. E' sempre più agitata. Sembra avere qualcosa che non va. Anche se non percepisco niente. Magari Jacob preferisce occuparsi di lei adesso. E dopo tornerà da me. Io posso aspettare. E se ho qualcosa per cantare, il dove conta meno.

(06:39:10) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Oh, questo l'ho capito. Conciso, preciso, traducibile.
Mi guardo attorno.
Cosa posso usare?
Sulla scrivania di Gabriel c'è un mucchio di cianfrusaglie, così sorpasso Faith e incomincio a rovistare. Gemelli. Perfetto. E una piccola bottiglia di vetro con il tappo di sughero che, a giudicare dai residui sul fondo, doveva contenere una soluzione ferrosa di qualche tipo. L'ideale. Magnetizzo uno dei gemelli e lo lascio cadere nella bottiglia. Se riesco a far passare un filo metallico attraverso il tappo di sughero, e a chiuderla in modo soddisfacente dopo l'ingresso del fantasma, attaccando il laccio metallico a un oggetto... a che oggetto? Dovrebbe essere qualcosa che appartiene a Faith, qualcosa che il fantasma possa usare per comunicare, qualcosa che lei possa tenere con sé. Mi guardo attorno. Ma che imbecille. Ho la risposta sotto gli occhi e quasi non la vedo. Spero solo che non si spacchi quando Aida esce dal portale, cui allento l'energia perché cominci a percepire come accogliente l'oggetto metallico nella boccettina. "Su, allora, da brava."

(17:18:19) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Cazzo il mio telefono!
Mi butto per terra e strisciando con la pancia riesco a mettere le mani a coppa sotto al cellulare prima che cada. Qualche scintilla mi corre lungo il vestito e punge. "Che cosa diavolo stai facendo?"
Ops.
Mai dire diavolo con Jacob in giro.
Mi rigiro il telefono tra le mani e continuo a non sentire niente sulla sinistra, anche se riesco a muoverla ed è come se mi facesse male. Il telefono si è spento. Schiaccio il pulsante sul retro, forte.
Insert Personal Unblocking Key
Oh no, non di nuovo!

(03:15:43) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Jacob sta trafficando con qualcosa. Qualcosa di molto piccolo. Però ha decisamente l'aria interessante. C'è dentro qualcosa. Mi fa venire voglia di avvoltolarmici intorno. Sì, se posso cantarci, può piacermi.
Sento la sedia che si disperde. Anch'io mi sto allargando. Perdo la presa sull'oggetto cantante. La ragazza lo prende prima che cada. Bene.
Mi infilo nel posto piccolo. E' confortevole.
Però dentro non c'è nulla con cui cantare. Mi chiedo cosa Jacob pensa di darmi.

(17:08:46) shelidon:
avatar - PNG - Al

Al: Come Salomone (o come Aladino, se vogliamo concedere qualcosa ai tempi barbari in cui viviamo) tappo la bottiglia e sigillo il sughero sul vetro ancora coperto di patina ferrosa. Dovrebbe bastare. E so che sta per parlare, quella che non posso chiudere in un'altra bottiglia. Provo a batterla sul tempo. "Sì, è un fantasma." Lo so che non ne avevi idea, ma porla come una risposta potrebbe farti tacere per i successivi trenta secondi. Mi avvicino e le tolgo il telefono dalle mani. La sinistra è ancora bianca. Non avevo mai visto un marchio così visibile e duraturo impresso in così poco tempo. E' molto interessante. Ma posso pensarci più tardi.
Infilo il cavo d'acciaio nell'occhiello del cellulare e glielo rimetto in mano (la destra). Ecco. Il vetro dovrebbe fare da filtro unidirezionale: dovrebbe essere in grado di perceprie quello che accade fuori ma spero che riesca ad allungare le sue zampine ectoplasmatiche solo fino al telefono. In questo modo potrebbe riuscire a comunicare senza disfare altri lampadari.

(20:55:04) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Lo guardo e so di avere gli occhioni sbarrati come mio padre mi dice di non fare. Ma dai, come si fa, non ci riesco a sembrare meno stupefatta. Jacob è impazzito. Guardo il mio telefono e lo muovo. La boccetta di vetro è appesa per un laccetto argentato che passa in un anello nel tappo di sughero. E' anche carino, se non fosse... "Un... cosa? Non mi farà partire telefonate per la luna, vero?"
L'ultima bolletta è stata... meglio non pensarci. E per un momento sei anche riuscito a farmi dimenticare quel piccolo particolare che mi trovo attaccato al polso sinistro. "E la mia mano? Uno di voi due ha un'idea di come sistemarla?"
Non ho veramente incluso anche il fantasma nella domanda, o sì?

(04:28:06) karis:
avatar - PG - Aida

Aida: Un fantasma? E' questo che sono? Ha senso. Ecco perchè non ho un corpo. Chissà se posso trasformarmi in una volpe o un procione? Dovrò chiedere a Jacob che tipo di seishin sono. Jacob deve essere uno shisai molto potente.
Bene. Jacob mi ha appena dato l'oggetto cantante che avevo prima. Lo percepisco più lontano di prima. Come se non lo tenessi direttamente.
Jacob ha dato l'oggetto e il qui alla ragazza. Lei ci sta guardando con aria stupefatta.
Poi si guarda la mano. Parla. Uno di voi due ha un'idea di come sistemarla?
Ha chiesto aiuto anche a me. Sono lusingata. Però la sua mano non ha niente di strano.

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