- Il fagiano
avatar - sprawl - yiyi tower
9:06 pm, 9 April
2106
Sprawl - Yiyi tower
Con i suoi 101 piani per 487.4 metri di altezza, la torre Yiyi ospita i laboratori shanganesi del Programma Spaziale Cinese: uffici, centri di sviluppo e di test, un museo dello spazioporto, è collegato allo spazioporto stesso da dodici grandi tunnel sotterranei quasi sempre inondati, che servono allo spostamento dei vimana. La torre è nota nello skyline cittadino per la sua conformazione che ricorda una pila instabile di carte da gioco, e per i giardini pensili sul lato sud-ovest della facciata, verso lo spazioporto e lo Huangpu.
(23:37:15) Vrykolakas:

Yin: Che palle. La receptionist picchia i polpastrelli dall'alto sulla tastiera, con le dita dritte, e ha una faccia terrorizzata: forse teme di spezzarsi le unghie alla mandarina, ovviamente d'oro, decorate in miniatura da stelline variopinte. Ha gli occhi a mandorla orlati di brillantini d'oro, che fanno una crosta a fiori fino alle tempie. E le ringhio contro, infilata nel sacco del canadese, mentre una musica infernale dal suo computer si spande nella sala d'attesa: can't rid mine can't rid mine, noooooho he cannot rid mine pooookerfeeeeis. Da che cazzo di epoca arriva questa merda? Stringo il pugno su un pezzo di pvc e mi domando che faccia avrà fatto il canadese ieri sera nel trovare al mio posto solo i resti tagliuzzati del proprio sacco acchiapparatti. Lo penso esclusivamente per costringermi a non pensare di essere infilata in un posto dove sono già state decine di quelle simpatiche bestiole: non me ne frega un cazzo del canadese. Ora che ci ripenso avrei almeno potuto rivoltarlo. Il sacco. Non il canadese. Cazzo, anche il canadese, ma pensavo al sacco, ora. Potrei rivoltarlo anche ora, un buco per la testa e due per le braccia ne fanno un indumento perfettamente double-face e se anche non fosse chi se ne frega, ma sotto non ho nulla, e la receptionist mi ha già guardata come una che cerca rogne. Sarà anche che scalza e in un sacco di pvc sono perfettamente allineata con la moda dello sprawl. Ma che cazzo vuole?
Picchietto con le unghie sulla finta pelle del divanetto. Mi schiarisco la gola. "Allora?" Non mi dispiace davvero aspettare qui in sala d'attesa, non me ne frega un cazzo di vedere la signora Lee, sto solo aspettando che Wuxia arrivi a farle visita, sempre che Bianca avesse ragione. Poco fa sembrava abbastanza convinta che qui l'avrei potuta trovare, ma forse era convinta solo dalla propria testa a pochi centimetri dal 人種のるつぼ. E quindi aspetto Wuxia. Ma mi girano i coglioni essere messa ad aspettare come la cameriera del fruttivendolo e potrei sfruttare questa visita in solitaria per esplorare nuove possibilità: penso miss Lee possa considerare valida l'opzione di assumere una guardia del corpo, dopo quello che le è successo secondo Bianca, e io ho una certa signora cinese cui farla pagare.
La tizia fa stridere le unghie d'oro contro il vetro multimediale della sua scrivania per alzare la musica ancora un po', e mi parte la palpebra destra in un incontrollabile fremito. Questo è troppo.

(00:00:05) Lou:
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Lee: Questa musica mi sta facendo impazzire, mi sta facendo impazzire questa sedia, mi sta facendo impazzire il ticchettio della goccia nella flebo, che mi devo portare dietro ogni volta che voglio spostarmi di cinque passi per casa. Passi. Chiamiamoli passi.
Muovo la punta delle dita sulla sfera che comanda la poltrona e mi sposto nello studio dalla sala da pranzo. Non ho fame e presentarmi un intero fagiano con tanto di penne e occhio di vetro non aiuta il mio appetito, mi fa solo tornare alla mente un altro uccellaccio cui in questo momento preferirei non pensare. I giornali del giorno non parlano di molto: qualche altra notizia collegata alle misteriose esplosioni nella città vecchia, qualcosa su due saltimbanchi trovati dilaniati in un vicolo, politica interna, politica estera.
Il mio oroscopo è orribile, e comunque, per quanto possa sembrare paradossale, non ho mai creduto nelle stelle. Un'occhiata all'almanacco, forse, riuscirà a distrarmi, vediamo cosa è successo in passato per dare dignità a questo giorno: non credo che quest'anno noi saremo all'altezza. Il bracciale mi porta diretta in un mondo fatto di numeri trasparenti e volti antichi, in bianco e nero e a colori, disegnati e in fotografia.
1581, Francis Drake viene nominato baronetto dalla regina Elisabetta d'Inghilterra per essere stato il primo inglese a circumnavigare il globo. 1850, viene fondata la città di Los Angeles e il villaggio di Cottenham, nel Cambridgeshire, viene distrutto da un incendio doloso. 1877, prima del Mefistofele di Arrigo Boito al teatro Apollo di Roma. 1905, terremoto in India, vicino a Kangra, che uccide 370.000 persone. 1968, viene ucciso Martin Luther King e la NASA lancia l'Apollo 6. Chissà se esiste qualche connessione tra le due cose. 1973, inaugurazione del World Trade Center di New York. Non è andata troppo bene neanche questa, se ricordo bene. 1984, il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan lancia un appello perché siano bandite a livello internazionale le armi chimiche (un bel coraggio) e Winston Smith, protagonista del libro 1984 di George Orwell, inizia a scrivere il suo diario segreto. Forse dovrei cominciare anch'io, ne avrei di cose da scrivere, ma il problema dei diari segreti è sempre lo stesso: prima o poi, qualcuno li trova. E non posso permettere qualcuno scopra che la moglie di Sun Subao sa leggere e scrivere. Apro gli occhi e mi stacco il bracciale di connessione. Persino navigare in internet mi fa male alla schiena.
Mio marito è andato alla riunione degli azionisti, e mi ha lasciato un bel folder olografico di posta ad un angolo della scrivania. Grazie, tesoro, diamo l'impressione che almeno tu sappia leggere, mhm? Affondo la mano nell'immagine luminosa e avvicino la sedia, tirandomi dietro la flebo. Tic. Tic. Tic. Il sangue gocciola piano piano e mi scivola nelle vene, dovrebbe farmi stare meglio, ma in verità mi nausea il solo pensiero di dover aspettare ancora un giorno il mio chirurgo. Andiamo e torniamo dalla luna quattro volte, in due giorni: perché quest'uomo deve impiegarli per venire in Cina? Vive a San Francisco, non vive su Marte, e anche se vivesse su Marte credo che potremmo organizzare un trasporto in tempo minore.
Metto da parte due e-mail dell'ufficio tecnico, con un gesto. Segna come da leggere. Ne apro una dei nostri avvocati. Ricevuta di lettura: nega. Vediamo... citazione in giudizio pendente: la famiglia di Sa Dingding ci fa causa chiedendo un risarcimento per tre milioni di fen. Tre milioni di fen? E chi diamine è Sa Dingding? O, meglio, chi diamine era. Lancio una ricerca nella nostra banca dati e attendere prego: ricerca in corso. Lavoriamo con troppa, troppa gente.

(00:42:52) Vrykolakas:

Yin: I brillantini stridono sul vetro proprio come le unghie di poco fa, fanno lo stesso suono, ma chissà come mai ora non mi dà così fastidio. Lascia una scia di oro, stelline, sangue e mascara, la musica si interrompe e il pannello si spegne. Silenzio, finalmente.
Mi raddrizzo.
La strisciata di sangue che è rimasta sul pvc dà un tocco di colore ma devo ripulirla: intanto resterà lucida ancora per poco, e poi non posso finire questa stronza e questo è l'ultimo assaggio su cui posso contare. Ho ancora fame. Raccolgo la macchia con le dita, succhio i polpastrelli e salto sulla scrivania prima di sporcarmi i piedi: agenda di Lee, agenda di Lee, agenda di Lee... eccola. Sun Subao non è in casa (tanto meglio) e la signora sta ancora pranzando o ha appena pranzato. Molto, molto bene. Scendo sul pavimento dall'altra parte e mi pulisco le gambe l'una sull'altra, il sacco non mi arriva molto sotto al culo e non vorrei che miss Lee mi facesse troppe domande: credo non sia abituata a vedere troppo sangue.
Vado verso la porta e quando la apro non mi aspetto di vedere quello che vedo. 有名な最後の言葉... Un'altra pozza di sangue sul pavimento si sta allargando e mi raggiunge i piedi senza lasciarmi troppo tempo di saltellare conigliescamente in giro. Merda. Viene da una flebo rovesciata, e attaccata al tubo di gomma miss Lee non pare molto in sé. Ha il telefono in una mano e tutta attorno una ruota da pavone di fogli olografici, blu e verdi. Ci sono elenchi e la scheda di una paziente del programma spaziale cinese, documenti di tribunale e altre cose che non riesco a definire prima che lei decida di spegnere tutto. Ma mi lascia di sasso soprattutto quello che mi dice. Che cazzo significa sei già qui?

(01:26:47) Lou:
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Lee: Credevo che avrei avuto almeno un quarto d'ora per chiamare la servitù e far pulire questo disastro. So di aver detto a Wuxia che era urgente, o almeno l'avrei fatto se avessi trovato altro che non fosse la sua segreteria telefonica, ma non mi aspettavo tanta prontezza. Spero che la mia voce non suonasse troppo turbata, perché è vero che ho intenzione di rivelare a Wuxia quello che ho scoperto, ma non avevo ancora intenzione di rivelare anche il mio tracollo nervoso. "Entra, chiudi la porta." Mi strappo il tubo dal polso e chiudo la valvola della flebo, prima che un provvidenziale embolo mi chiuda la bocca. Fingo che il disastro sul pavimento non esista, e che non esista il mio seggio a rotelle su cui sono seduta. Accarezzo con il dorso della mano il velluto viola del bracciolo e provo ad accavallare le gambe ma... no, niente da fare. Ancora un altro giorno.
Raccolgo le mani in grembo e provo a immaginare granelli fittissimi di idee tra le mie mani: stringendo i pugni le farei scivolare via e questo è sempre un esercizio utile per mantenere i muscoli tesi attorno al vuoto, in una posizione apparentemente morbida. Esercizi di questo tipo diventano una questione di vita e di morte quando stai posando per una fotografia di Francisco Recuenco, e metaforicamente anche quando hai da mantenere un'immagine completamente diversa da quello che sei. Ma ora, almeno in parte, posso parlare apertamente come la donna che dirige il programma spaziale cinese. Certo avrei preferito potermi esprimere a voce, mi avrebbe fatto bene, ma se Wuxia ha deciso di mandare la sua guardia del corpo è perché evidentemente non ha potuto passare di persona, e non posso pretendere troppo con così poco preavviso: dovrò mettere per iscritto quello che ho scoperto. Non ne ho timore, anzi. Credo che la cosa possa mettere al sicuro l'informazione laddove mi dovesse succede qualcosa, domani sera sotto i ferri o in qualunque altra occasione: a questo scopo, forse, sarebbe il caso di non mettere tutte le uova nello stesso paniere. "Ho due messaggi da consegnarti: uno è per la tua padrona. L'altro..." ...mi domando se davvero sia una buona idea, o se io possa spingermi ad affidare una cosa del genere a Yin, che dopotutto non lavora per me. "...è un favore personale, se acconsenti e se posso chiederti il tuo prezzo senza rischio di offenderti. Non si tratta di nulla che nuocerebbe a madame, questo te lo posso assicurare." O forse lo farebbe? Beh, lo farebbe solo se madame si rivelasse implicata nella cosa, ma in quel caso sarebbe stata lei la prima a nuocere a me, per quanto indirettamente. Mentre attendo una risposta, raccolgo le idee. Sto ancora tentando di calmarmi.
31 gennaio 2106: vengono resi pubblici i risultati delle selezioni per un nuovo gruppo di persone destinato alle sperimentazioni mediche di Talia Wagner su Chang'è. Superano tutti i test dodici persone, ma solo otto possono essere accolte dalla base su Lilith.
3 marzo 2106: un giorno dopo i festeggiamenti del mardi gras, il Wellfairytale Theatre viene colpito da un attentato che provoca il crollo della torre scenica, delle quinte e del palco, causando la morte di venti persone. Tra queste, passa totalmente in secondo piano la giovane Sa Dingding, i cui parenti ora reclamano il premio assicurativo destinato a chi perde la vita nell'ambito del programma spaziale.
Ma tra questi due eventi, ne devo inserire un altro che non avevo collegato fino a che non ho saputo che un paziente del programma aveva perso la vita nell'esplosione.
2 febbraio 2106: durante i festeggiamenti per il capodanno cinese, proprio sulla terrazza di questa torre, vengo avvicinata da un elegante anziano cinese, che si presenta come Jin Rei e che mi chiede di essere inserito artificialmente nella lista dei partecipanti ammessi alle sperimentazioni mediche su Lilith. Non dovrei nemmeno ricordarlo, tra me e mio marito riceviamo così tante richieste di questo tipo... eppure qualcosa, nel suo modo minaccioso di parlare, mi si era infilato sotto le unghie come uno spillo. Posso ottenere l'accesso anche in un altro modo. Nessuno l'aveva visto entrare, nessuno l'ha visto uscire dopo aver ricevuto il mio netto rifiuto. E ora, leggendo l'elenco dei passeggeri sullo shuttle che ha condotto su Chang'è il nuovo gruppo di sperimentazione, scopro finalmente chi può aver beneficiato dell'esplosione a teatro, perché in fondo, ripescato dalla riserva data l'indisponibilità della povera Sa Dingding, l'ultimo passeggero ha un nome noto e un viso che, anche nella piccola foto segnaletica, sembra volermi dire ottengo sempre quello che voglio.

(02:16:40) Vrykolakas:

Yin: Sollevo il labbro sopra i denti e sorrido. Nuocere a madame? Oh sì, questo davvero mi dispiacerebbe. Ma non tema, signora, ci penserò io a nuocere a madame, se il messaggio che mi affiderà si rivelerà minimamente utile allo scopo. "Sarà un piacere."
Mi richiudo la porta alle spalle: miss Lee siede su una sedia a rotelle imbottita in un velluto viola che si lega bene con i tappeti e con il sangue sul pavimento. Non è la prima volta che mi arrampico fino all'ultimo piano della torre Yiyi, ma l'ultima volta era quasi impossibile parlare per il cinguettare incessante che veniva dalla terrazza. Ora dal guscio di felci e rampicanti attorno alla torre non viene altro che il vento, e c'è odore di roba morta. Un fagiano arrosto sul tavolo da pranzo: sarà quello? No, viene da fuori, ed è diverso. Uccelli morti e veleno. Qualcuno ha avvelenato l'intera voliera di miss Lee. Una minaccia? Un avvertimento? Per questo sembrava così agitata e ha ancora addosso quest'odore di paura? Ho qualcosa, nello stomaco, a dirmi di no. Oltre alla fame che mi mette il profumo di quel fagiano.
Arriviamo in una specie di budoir porpora: c'è uno scrittoio elettronico decorato, e una poltrona francese imbottita messa in un angolo, ovviamente per lasciare spazio a miss Lee di muoversi con la sua nuova poltrona. Appeso a testa in giù al lampadario di cristallo, c'è un pipistrello che dorme e mi domando se miss Lee l'abbia visto. Ringhio e mi tasto addosso per cercare la pistola, ma non sono ancora riuscita a recuperarne una. Pipistrelli. Odio i pipistrelli. Quelle schifosissime bestiacce, non sarebbe la prima volta che mi prendono e mi sollevano per lasciarmi cadere in qualcosa di schifoso, sono dannatamente organizzati, e non lo erano prima che in città arrivassero gli inglesi. Non sono tranquilla con un cazzo di pipistrello nella stanza. Forse è avanzato un po' di quel DDT che ha stecchito tutti gli uccellacci della terrazza. Strofino il collo del piede destro nell'incavo del ginocchio sinistro. Se le cose si mettono male, posso sempre usare la poltrona contro il lampadario, dovrebbe essere sufficiente.

(02:37:22) Lou:
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Lee: Dovrei essere una signora e mettere a proprio agio la mia ospite: anche se è solo una guardia del corpo è e rimane comunque la guardia del corpo della seconda o terza donna più influente in città, seconda o terza a seconda di come si voglia considerare la psicopatica del Captain's Hostel. E anche se ai ricevimenti mi sforzo di essere sempre più distaccata e di non vederla, come fanno quasi tutti gli altri, penso che Yin non sia un personaggio da sottovalutare, tra le personalità più o meno complesse che orchestrano gli avvenimenti al di là e al di qui del fiume. Eppure sono troppo stanca e innervosita per invitarla ad accomodarsi sulla mia bergère Luigi XVI, nonostante possa bene accorgermi di come la sta guardando e con quanto interesse. Posso immaginare abbia fatto una corsa per essere qui tanto in fretta, dovrei essere riconoscente, ma... no. Può rimanere in piedi proprio come io sono costretta a rimanere seduta.
Vado allo scrittoio e sposto la perla d'ambra, rotta, e il messaggio che conteneva. Sarebbe stato molto romantico, quasi da film, se fosse stata portata da una farfalla. Invece l'ha portata un ratto con le ali, e non sono ancora riuscita a farlo uscire. Forse potrei chiedere a Yin, ma considerato da chi è stata mandata la bestiola, meglio evitare fraintendimenti o eccessi di zelo. Esattamente come quello che ha spinto la mia cameriera ad avvelenarmi tutti gli uccelli della voliera quando ho dichiarato di volermene disfare.
Completo il primo messaggio, lo metto su chip e lo inserisco in un anello di ottone, che porgo a Yin. "Questo è per la tua padrona."
E questa è stata la parte facile. Ma non posso far consegnare un normale chip a chi ha deciso di mandarmi un messaggio sulle ali di un pipistrello. Lancio la seuenza di scrittura dal terminale sul secretaire e indico alla ragazza una fessura nel muro bianco dietro di lei. "Uscirà una pillola rossa: per favore prendila, e mettila in questa boccettina: ho bisogno che la consegni a Gabriel Balthazarovic, potrai trovarlo domani sera allo spazioporto."

(23:26:07) Vrykolakas:

Yin: Sì, cazzo, sì. Due al prezzo di uno. Insomma, quasi. Non credo che domandare a miss Lee dove creda si trovi Wuxia in questo momento possa permettermi di andarmene via senza destare sospetti, ma sapere lo stronzo in un posto conveniente come lo spazioporto domani sera già è senza prezzo. Prendo l'anello e lo infilo: meglio guardare cosa c'è dentro quando sarò fuori di qui. Quanto alla pastiglia, sembra quella di Matrix e vorrei sapere se fa la stessa cosa. La lascio cadere nel vasetto che Lee porge e la guardo chiuderlo con un filo e del piombo caldo. "Posso chiedere di che cosa si tratta? Non sembra una dose da quattrocento grammi di ibuprofene..." Deve prenderla? Funzionerebbe se la sostituissi con dell'acido? Ho un favore da restituire e aspetto solo venga premiata la mia pazienza: non vorrei dovermi pentire di non aver tentato la scalata dell'Etemenanki appena mi sono svegliata nei suoi sotterranei.
Il pipistrello continua a fissarci, ne sono sicura, vedo la sua macchia scura nel riflesso del monitor sotto le mani della signora, e ne sento l'odore: sa di zanzare, come al solito, e un vago retrosentore di laurocanfora, oltre ad un fortissimo odore di ratto che potrebbe anche venire dalla mia tunichetta improvvisata. E poi c'è il sangue, dall'anticamera, che confonde tutto il resto.

(18:46:49) Lou:
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Lee: Sorrido. E' un sistema sperimentale di comunicazione: io e Subao l'abbiamo usato per due anni, ormai, per scambiarci comunicazioni durante le lunghe convention annuali degli azionisti su Chang'è o semplicemente per tenere a portata di tasca informazioni troppo lunghe e complesse per essere portate a memoria. Ora che siamo riusciti a eliminare il fischio di fondo e il conseguente mal di testa, posso anche spingermi a farne un uso un po' più largo e, se conosco a sufficienza l'umorismo di Balthazarovic, la scritta mangiami sulla pillola dovrebbe essere sufficiente a convincerlo. Ma non sono pronta a condividere nulla di tutto questo. "Nulla, è solo la stessa informazione dell'anello in un formato differente." Voglio madame Wuxia sappia di non essere la sola depositaria del mio segreto, nel caso remoto possa essere implicata. Quanto a Talia Wagner... informarla in questo momento che uno dei suoi pazienti è un potenziale terrorista mi sembra prematuro, tantopiù che al momento si trova sulla terra e non è previsto un suo ritorno a breve sulla base lunare: non credo potrebbe essermi d'aiuto allarmarla, per ora. Muovo la sedia e vado a guardare fuori dal finestrone, attraverso la terrazza, e mi aspetto che la ragazza si congedi e torni a sbrigare la sua agenda, possibilmente aggiungendo con una certa priorità il messaggio a Wuxia, ma non si muove. Giro la testa sul collo, anche se non riesco a farlo a sufficienza per poterla veramente guardare. "Sì? C'è altro?"

(19:01:02) Vrykolakas:

Yin: Parlare o non parlare? Sposto gli occhi dalla schiena della poltrona che miss Lee mi mostra a quella che mi mostra il pipistrello, imbozzolato al lampadario come se niente fosse. Non posso parlare con quella bestiaccia in ascolto. Mi chino, appoggio per terra la boccetta di vetro con la pillola per lo stronzo, raccolgo una scarpa dalla coppia abbandonata su un pouff e miro. Miss Lee si gira con la sedia in fretta, ma non basta tutta la fretta del mondo per vedere la scarpa che colpisce il pipistrello. Precipita svolazzando, allungo la mano per agguantarlo ma mi sfugge riprendendo quota. Ho quasi l'impressione che, nello svolazzare fuori dalla finestra, si volti per mostrarmi la lingua. Cazzo ho le allucinazioni. Comunque, raccolgo la scarpa e la vado a rimettere accanto all'altra. Riprendo la pillola. "Solo avvertirla che potrei consegnare prima il messaggio di domani: madame Wuxia al momento è... fuori dalla mia portata." Vediamo se capisce, se raccoglie e se fa qualche offerta.
Dall'anticamera ricomincia ad arrivare un suono insistente che finge di essere musica: la segretaria deve essersi ripresa e non deve aver imparato la lezione questa prima volta: posso farle una visita anche all'uscita, magari. L'occhiata che miss Lee rivolge nella direzione dell'uscita sembra suggerirmi che anche la signora gradirebbe un intervento. Solo che qui ce ne vorrebbe uno neurologico: la stronza si è svegliata in una pozza del suo sangue e il suo primo pensiero è stato far ripartire la musica? Avrei scommesso sarebbe subito corsa a farsi ricostruire le unghie.

(19:27:19) Lou:
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Lee: 제기랄!
Le mie scarpe, il mio lampadario, e il pipistrello non è nemmeno mio!
Provo ad alzarmi in piedi ma niente, le gambe non rispondono: l'occasione per dire qualcosa scivola via tra le dita del tempo che impiego a riprendermi dal dolore per il tentativo di movimento, e Yin alla fine sta ricomponendo la coppia di black chandelier tacco dodici firmate Karen Millen, con tale naturalezza che sembra fuori luogo rimproverarla. La musica dalla reception ricomincia: ero riuscita solo a dimenticarmene o aveva veramente smesso? Chiudo gli occhi e mi strofino le tempie. "Non importa, anche se preferirei che madame vedesse il messaggio oggi." Posso capire che abbia degli impegni pregressi, anche se sono passati ormai tre giorni dal mio incidente e ho ricevuto le visite più disparate: avrei pensato naturale che anche lei venisse ad osservare la bambola di porcellana senza gambe. Apro e chiudo gli occhi a seconda di come mi reclinano, e se mi schiacci la pancia dico 엄마. Ma nonostante questo ci sono alcune - poche - persone di cui avrei apprezzato la visita. E quasi nessuno di loro è venuto. Pazienza. "Fai attenzione ai vetri." A quelli rotti per terra e, se ti riesce, a non romperne altri.
이런...
Vorrei un mutaforma in grado di curarmi il mal di testa, che abbia voglia di togliermi le Cookie Crumbles ai piedi e di sostituirle con le black chandelier, e che sappia quando non è il caso di propormi un fagiano per cena. Credo sia il momento di lasciare a casa anche questo chef.

(21:07:43) Vrykolakas:

Yin: Niente. 残り物には福がある。
Non colgo il suo avvertimento e calpesto qualcuno dei piccoli diamanti nati sul pavimento durante la mia caccia al pipistrello. Merda. Ma non posso rovesciare sul pavimento il paio di scarpe per sedermi sul pouf e togliermi le schegge da sotto i piedi, perché la troia non mi ha mai invitato ad accomodarmi. E' ora che io vada, ma prego non si alzi. Più hanno i soldi, più sono stronze. No. Sono stronze anche quando non ne hanno: vedere alla voce madame Wuxia. Andate a fare in culo, dovrei tornarmene a Singapore.
"Molto bene, farò il possibile."
E su questa falsa promessa mi viene un'idea. Non lavoro per miss Lee, non è ricettiva alle mie allusioni e proprio non è il caso di essere più esplicite fino a quando non saprò se effettivamente non ci sono delle possibilità, ma non è necessario che Wuxia lo sappia: in fin dei conti non sto svolgendo una mansione per miss Lee? Anzi, due. Sì, credo proprio che mi sforzerò di consegnare per primo il primo messaggio, prima di domani, in attesa di pareggiare i conti con l'altro figlio di puttana. Se ricordo bene, domani allo spazioporto dovrebbe arrivare una stronza mezza francese e mezza italiana che tutto il mondo adora senza uno straccio di motivo e che tutti aspettano di vedere, ed è così che mi piace Balthazarovic: distratto dalla Gioconda. Chissà, magari posso caricarci la pistola, con questa pillola, e consegnargliela così. Mi domando se sarebbe un messaggio sufficientemente messaggioso. Ma prima devo procurarmi una pistola, o recuperare la mia.

(21:47:21) Lou:
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Lee: "Grazie."
La musica della mia segretaria graffia le pareti di vetro del grattacielo con lo stesso suono che delle unghie farebbero sui miei nervi, è una canzone che mi pare di aver già sentito, era all'Oriental Pearl Tower nell'impianto audio della suite rosa, prima che la cambiassi con qualcosa che non avrebbe indotto Balthazarovic a sbudellarmi sul tavolo da pranzo. Jocelyn Pook è stata forse una scelta esagerata, con il senno di poi, avendolo portato a fare ben altro, su quello stesso tavolo, senza darmi l'informazione che volevo.
"Dì anche alla tua padrona, per favore, che domani ho l'operazione, quindi non potrò parlarle. Ma potrò, se grazia vuole, andarla a trovare il giorno successivo."
Il disco sta belando, e se nasconde un testo, da qualche parte, lo nasconde piuttosto bene: dovrei procurarmi uno di quei telecomandi universali, o un telepate in grado di comandarmi l'impianto audio del palazzo. Dietro la testata del letto ho il pulsante che toglie energia elettrica a tutto il palazzo, ma mi sforzo di pensare che non esista: togliere corrente ai laboratori in questo momento, se hanno rispettato l'agenda, significherebbe procurare danni per qualche milione di fen e l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è altri danni, ora che possiamo tranquillamente rinunciare ad ogni illusione di recuperare il GNDN-7. Non mi occorreva veramente che Gabriel me lo dicesse, lo sospettavo già, ma diciamo che la conferma è stata il colpo finale che stavo tentando di ignorare, almeno fino a quando non avrei potuto incassarlo reggendomi sulle mie gambe. Ancora non so come siano potute trascendere così le cose con il cinese della paradisea: ho condotto transazioni d'affari burrascose, in passato, e me ne sono andate storte, ma non così. Strofino le tempie. E continuo a ripetermi che doveva essere pazzo, pazzo come diventerò io se continua questo suono. "Per piacere, uscendo, puoi dire alla mia segretaria di spegnere la musica?"

(00:00:27) Vrykolakas:

Yin: Sorrido. "Con piacere."
Il nostro colloquio è terminato: sono sufficientemente intelligente per capirlo da me senza bisogno che mi metta alla porta, e mi allontano passando un'altra volta di fronte al cazzo di fagiano ripieno arrosto che mi guarda dal tavolo. E' grande come me: a cosa le nutrono, queste bestie? Gli danno da mangiare la stessa cosa che danno da mangiare alle foche del serraglio? Mi fermo su una gamba e tolgo le schegge dalla pianta di un piede con la mano. Poi dall'altra. Intingo una scheggia nel piatto del fagiano e la metto in bocca, sgranocchiando. Buono. Chissà perché la stronza lo sta facendo diventare freddo.
Mentre il vetro stride sotto i denti, apro la porta e mi trovo puntato contro lo sguardo da criceto in berserker della segretaria: si sta limando le unghie e sembra che io abbia fatto un buon danno. Mi sputo la scheggia di vetro nel palmo della mano e le salto in piedi sulle ginocchia senza dire niente: la sedia scivola indietro - benedette rotelle - e va a sbattere contro il pannello di comando della radio. Lo graffio con la scheggia. サイレンス. Poi con un pugno spengo tutto. Parte il telegiornale sulla scrivania. Che cazzo è, una congiura?
North China Daily News - Edizione straordinaria
Reperti insoliti sono stati avvistati venire a galla dallo Huangpu, nei pressi dei giardini pubblici sul lungofiume: l'ipotesi più accreditata rimane, al momento, che si tratti di scorie defluite dalla città vecchia attraverso i canali di scolo sotterranei, dopo le esplosioni che hanno interessato i giardini Yuyuan e Zhizaoju Lu qualche giorno fa. La polizia ha transennato la zona e sta effettuando i necessari rilievi.
Scendo dalla segretaria e rinuncio a romperle il naso. Forse c'è qualcosa, dall'altra parte del fiume, cui vale più la pena spaccare il naso (ammesso che ne abbia uno). Perché di solito i reperti insoliti non strisciano sulla spiaggia e questa non sarebbe la prima volta che succede.

(17:45:56) Lou:
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Lee: La partenza della ragazza mi lascia addosso uno strano senso di insoddisfazione. Non per il colloquio, almeno così credo: non ho ricevuto né risposte né domande poco soddisfacenti o considerabili offensive, e non si è comportata in modo più strano o più aggressivo del suo solito, incluso il piccolo incidente con il pappagallo e il pipistrello. Di che cosa si tratti mi viene suggerito abbastanza presto dalla vista delle mie medesime mani, depositate in grembo come quelle della Monna Lisa che stiamo aspettando in città: ho agito d'impulso, guidata dallo shock della scoperta, e ho preso in fretta quello che continua a sembrarmi l'unico provvedimento saggio e sensato, ma ora? Rimango con le mani in grembo e questa orrenda sensazione che si nasconde dietro l'espressione non avere nulla da fare, quando in realtà è solo un attacco di apatia di fronte a tutto quello che ci sarebbe da fare. Guido la sedia verso il letto, mi aggrappo alle barre della testata e con molta fatica mi tiro sul materasso: con l'interfono chiamo la servitù e dò l'ordine di ripulire l'ingresso e il fagiano ancora intatto, voglio ridurre al minimo la possibilità che mio marito tornando faccia qualche commento inopportuno sul mio stato di salute. Mi metto più o meno comoda, con le gambve che mi seguono come due pezzi di legno appesi alle ossa del bacino, e tasto alla cieca il comodino alla ricerca del pulsante per accendere il soffitto. Notiziario della sera: cambio canale. Un film di fantascienza? Per l'amor del cielo, no. La puntata di un'altra serie tv ambientata in un appartamento americano? Che noia. Mi fermo su un vecchio cartone animato, senza tecnica tridimensionale, di quelli disegnati a mano con sfondi bellissimi e personaggi in stile giapponese: c'è una ragazza che cuce cappelli in una bottega vicino alla ferrovia, e una grande festa in città, con uomini in uniforme militare europea. Devo averlo già visto, anche se non mi ricordo come si chiama, e mentre accadono cose che fatico a seguire penso alle azioni da far seguire con i miei avvocati sulla questione di Sa Dingding. E' chiaro che l'azione legale dei suoi parenti non ha fondamento, la ragazza non era ancora parte del programma spaziale, per quanto tecnicamente già ammessa, e l'esplosione a teatro non può essere considerata un incidente legato al programma. A meno che non sappiano qualcosa, ma solo una persona può averli informati ed è il diretto responsabile. Devo far sì che qualcuno (uno qualunque tra Wuxia, l'Etemenanki e l'interpol) metta le mani su quel dannato vecchio cinese, prima che causi altre tragedie. Se si trova ancora sulla luna come credo, dovrebbe essere relativamente semplice catturarlo: dove potrebbe mai fuggire, da lì?

(19:59:10) Vrykolakas:

Yin: Mentre me ne vado mi faccio un appunto mentale: a questa piccola stronza della segretaria sembra piacere che qualcuno le sbatta il naso contro il vetro. La prossima volta dovrò trovare qualcosa che non le piaccia. Fino ad allora, grazie dello spuntino. Sull'uscita, prendo una borsa di pvc trasparente con il simbolo del programma spaziale cinese e ci butto dentro la boccetta con la pillola per lo stronzo: in uno sgabuzzino delle scope lungo le scale trovo qualche straccio per fare volume e dare meno nell'occhio con il mio pacchetto. Ora ho di fronte a me una scelta difficile. Prima possibilità: rimanere nell'edificio, nascosta da qualche parte, ad aspettare l'arrivo di madame Wuxia, ma non sono sicura che verrà, nemmeno Bianca ne era sicura, e se dovesse arrivare l'alba mi toccherebbe restare nascosta tutto il giorno sperando che a nessuno venga in mente che possa essere strano trovare un coniglio nello sgabuzzino delle scope. Seconda possibilità: potrei chiudermi in un ufficio, guardare il contenuto del chip sull'anello, e a seconda decidere se andare davvero all'Emerald per consegnare l'oggetto a madame, oppure no. Non ho paura ad affrontarla nella sua tana, ma avrei preferito di no. Terza possibilità: provare al Captain's Hostel, e vedere se per caso la mia signora non abbia già dato in escandescenze come sempre succede quando mi allontano anche solo per soffiarmi il naso. Ma se ho poca voglia di affrontare Wuxia nel suo territorio, ne ho ancora meno di affrontare nella sua grotta la vipera dello Huangpu. Non ho ancora finito di pensare ma mi sono già infilata in un laboratorio. Bello che il programma spaziale lasci sale e macchinari così, aperti, a disposizione del capriccio di chiunque. Salgo in piedi sulla sedia e mi ci accovaccio mentre spingo a forza l'anello contro il lettore di chip e mi godo lo sbrodolare di dati non criptati che cola come miele sul monitor.

(03:15:50) Lou:
avatar - PNG - Lee

Lee: La ragazza che cuce cappelli sta sorvolando la festa sottobraccio ad uno stregone biondo con la giacca di damasco, che credo firmata Alexander McQueen, e io mi sto per addormentare. Sento le ciglia diventare pesanti, e tutto il mascara del mondo impegnarsi per imperlarle le une con le altre e sigillare il mio sonno, per far allineare tutto il mio corpo alla fastidiosa, pesante stasi delle gambe. 럴러바이 ...

- 安全警報 -
clumsy bear opened honeypot nr. 67890456


Il trillo di sicurezza mi fa sobbalzare sul letto: il 하울의 움직이는 성 si è spento, proprio ora che ho ricordato cosa fosse e quanto mi fosse piaciuto la prima volta, e al suo posto appare la gigantesca proiezione di una delle telecamere di sicurezza. Mi avvisano che qualcuno è caduto in una delle nostre trappole informatiche, ma l'immagine è troppo sgranata.
"Ridimensiona! Percentuale venticinque."
I miei poveri occhi vengono graziati da una riduzione dello zoom, ma non posso dire di non essere sorpresa da quello che vedo: Yin, che immaginavo già sulla strada per l'Emerald Hotel, sta osservando con morbosa attenzione quelli che pensa essere i dati contenuti nel chip che le ho dato. È un codice inventato da mio marito, penso di ricordare che alla fine, risolte tutte le chiavi, non compaia altro che il primo capitolo di 파운데이션을 향하여: è un nerd in età pensionabile, come solo un ingegnere aereospaziale può essere nerd, ma l'aspetto della crittografia è straordinariamente simile alla tabella di carico di uno shuttle e compare a chiunque cerchi di interrogare un nostro chip senza gli appropriati privilegi di accesso. Nel caso dell'anello, il dna di madame Wuxia prelevato discretamente dalla fascetta. Ma perché mai Yin, depositaria di tutti i segreti della sua padrona, sta tentando di carpire anzitempo un segreto destinato alla sua padrona stessa?

(00:31:21) webadmin:
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