- Il cane
avatar - bund - huangpu park
10:22 pm, 1 April
2106
Bund - Parco Huangpu

All’incrocio tra il Suzhou Creek e il fiume Huangpu, il parco venne creato nel 1886 dal governo britannico, di fronte alla residenza del Console ed era noto all’epoca per essere controllato dall’esercito che proibiva l’ingresso a «cani e cinesi», a meno che questi ultimi non fossero servitori al seguito di qualche europeo. Dopo le proteste del 1928, le regole vennero allentate e all’ingresso veniva concessa una speciale dispensa a cinesi che fossero «adeguatamente abbigliati».

(20:05:10) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: A Bianca non si può dar da fare davvero un cazzo: avrebbe dovuto occuparsi di due cose striminzite e più della metà non sono ancora chiuse. E a chi tocca correre su e giù per il Bund alla ricerca di un tizio che resuscita animali? Alla piccola scema giapponese. Ovvio. Come se non avessi già gatti da pelare in abbondanza.
A quest'ora il parco ha le porte spalancate ma è ufficialmente chiuso e sta iniziando a popolarsi di vampiri e simpatizzanti, mutaforma più che altro, mutaforma come me. Le feste notturne sono un'occasione per incontrare mutaforma più vecchi cui chiedere consiglio, per scambiarsi trucchi e piccoli segreti o fantasticare su risultati quasi irraggiungibili come il passaggio di stato o l'alterazione della massa. È un bello spazio relativamente tranquillo in cui i fanatici della città nuova non arrivano quasi mai. Lascio minigonna e stivali dietro un cespuglio e mi trasformo in un coniglio bianco con il panciotto: non ho tempo per queste stronzate e così sarò più veloce. Annuso l'aria. Sto cercando uno che si esibisce con animali morti: deve lasciare per forza una traccia. Passo accanto ad una mutaforma in sari e imbocco un viottolo verso il fiume.

(21:20:45) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Non so perché ma a me sembra sempre che in questa città faccia piuttosto freddo: tira sempre vento lungo il fiume e abitiamo a piani troppo alti. Non avrei voluto trasferirmi: mi piaceva stare a New York e potendo scegliere non sarebbe stato male rimanere in occidente, magari Londra o magari un posto più caldo come la Spagna. Anche se non parlo spagnolo. Ma in fin dei conti parlo malissimo anche il cinese. Con tutti quei significati diversi e quei suoni difficilissimi, ho sempre paura di dire una cosa per un’altra e ritrovarmi con un paio di rane anziché un paio di calze.
Stringo il nodo del sari in vita e mi giro verso la cancellata d’ingresso del parco. Non ho appena visto quello che penso di aver visto, vero? Sul terreno accanto a me sono rimaste delle impronte di zampa del tutto sbagliate ed è successo tutto talmente in fretta che nel girarmi da una parte all’altra ancora ho l’impressione mi giri la testa. Mi è appena passato accanto il bianconiglio. Va bene che è il primo di aprile e sto aspettando mio padre: tutto è possibile, lo scherzo che mi aspetto non è ancora arrivato. Ma forse è a causa della furiosa litigata che abbiamo avuto oggi pomeriggio riguardo all’intera faccenda di Josephine e dell’incidente con il vimana. Mi giro ancora una volta. In fin dei conti aveva ragione lui: Talia è il mio medico curante e non dovrebbero essere affari miei quello che fa o non fa con mio padre. Ormai ho l’impressione che non arriverà più. Peccato, perché da quanto ho letto sul forum del giornale questa è una cosa che potrebbe anche piacergli, e l’idea di una serata nel parco mi sembrava un buon modo di chiedergli scusa: questo tizio è ricercato in almeno cinque stati per frode e qui a Shanghai c’è gente della città nuova fermamente decisa a non lasciargli fare quello che fa. E quello che fa è talmente strano che non potevo non vederlo. Solo mi dispiacerebbe vederlo da sola, specie in una serata cominciata pensando di aver visto il bianconiglio.

(01:07:13) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: ”Oui, aujourd'hui on est jeudi, dans les premiers jours du mois je vais gérer personnellement le logement de la maîtresse: ce n'est pas de tous les jours de avoir la Monna Lisa, Je vais même à coucher avec elle. Qui va s'occuper de retirer la marchandise le premier mai?” Sono al telefono con Parigi da un quarto d'ora e sarebbe stato più facile tornare sul lungofiume, recuperare lo shuttle e andare in Francia personalmente, caricare la Gioconda nella stiva e tornare indietro. Sembra sia già troppo tempo che non parlo francese se non a letto con qualcuno: ho dimenticato tutti i vocaboli che riguardano spedizioni, ritiri, assicurazioni ed esplosivi. ”Je ne sais pas, mon chére. Peut-être le mois prochain.” Certo. Sicuramente potrò tornare a Parigi il prossimo mese: non ho proprio nient'altro da fare.
Oltrepasso il cancello del parco e mi guardo attorno, cercando Faith. Dall'altra parte del telefono, il direttore del Louvre sta facendo qualche gioco di parole in francese, di quelli che ho tenuto in allenamento. ”Oui, mon trésor, écris-moi vite.” Non vedo proprio l'ora. Come, a dire il vero, non vedo Faith. Riaggancio e slaccio un bottone della giacca per infilare il telefono nella tasca interna: il parco è pieno di gente come al solito e due amanti su una panchina interrompono la loro lezione di anatomia comparata per guardarmi. Ho addosso la forma con cui ho ucciso Faith un sacco di tempo fa, e non è detto che mi conoscano con questa faccia, ma gli occhi non cambiano mai e ogni volta che entro in questo parco qualcuno mi avvicina per chiedermi come ho ottenuto questo particolare colore. Di certo non lo vengo a dire a te, cosa dici? Gli occhi sono l'unica cosa che non cambio mai: quando sei mutaforma e ami mutarla, devi pur dare un modo agli altri per riconoscerti. Presentarsi alla stessa persona, dopo la quindicesima volta consecutiva, può annoiare. Garantisco.

(01:18:35) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: L'aria si infila sotto il drappo di sari sulla spalla destra e mi colpisce il fianco nudo. Mi copro. Ho sempre paura che qualcuno abbia qualcosa da ridire sul mio abbigliamento, anche se ho impiegato decine di anni ad avere il coraggio di indossare per la prima volta l'abito indiano che mi ha regalato mio padre per il mio... non mi abituerò mai a chiamarlo il mio compleanno. Il mio anniversario. Non ne avevo mai indossato uno: i miei genitori si erano trasferiti presto a New York dall'Inghilterra e io non ero nemmeno mai stata in India. Ci sono stata con lui. E ora mi sento terribilmente in colpa per il nostro litigio. Poco importa che sia stato lui ad uccidermi: qualunque cosa lui faccia riesce sempre a farmi sentire in colpa.
Ma ormai non arriverà. Così faccio due passi verso il punto in cui pare che sarà possibile trovare il paradiso degli animali. Forse dovrei tornare indietro: se davvero ci dovessero essere dei disordini? Io non ho nemmeno una limetta per le unghie e non riesco nemmeno a cambiarmi il colore dei capelli.

(01:27:11) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Mi avvicino alle spalle di Faith e infilo una mano attraverso la seta del sari appoggiandogliela su un fianco per fermarla. Ha preso inspiegabilmente la via del fiume. Sono davvero così in ritardo? ”Secondo te cos'aveva in testa Enrico V? Non avrebbe fatto meglio a marciare su Parigi e raderla al suolo?”

(01:28:50) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Urlo e lascio cadere il lembo del sari che stavo cercando di sistemare, la piccola borsa di tela mi sfugge di mano e rotola sul pavimento, inciampo e rischio di cadere all'indietro. ”Gabriel, accidenti!” Un giorno di questi mi ucciderai. Un'altra volta.

(01:37:22) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Sorrido e scuoto la testa. La prima mutazione volontaria che Faith riuscirà a mettere insieme sarà un trucco per far cadere più oggetti contemporaneamente.
Mi chino e le raccolgo la borsa insieme al drappo di seta e la tiro leggermente verso di me per il vestito, evitando che capitomboli all'indietro sui due mutaforma. Anche se quei due se lo meriterebbero, considerata la batteria di bonghi che hanno dispiegato sull'erba. Prima o poi si metteranno a suonare e già so che mi pentirò di non averli colpiti, fosse anche con mia figlia. ”Allora... - mi rialzo e le avvolgo il sari attorno, approfittandone per tenere la mano sul suo fianco dove l'avevo messa prima. - Cos'è questa cosa che devo assolutamente vedere?”

(01:40:18) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Ha sempre saputo come mettermi in imbarazzo, ma mi sembra che ogni volta riesca a trovare nuovi modi per farlo. Provo a staccare il suo tocco abbastanza inopportuno, ma alla fine mi fa piacere che non ce l'abbia con me per quello che è successo questa mattina. Mi divincolo e gli prendo il braccio destro, trascinandolo verso il punto del parco in cui si sta radunando una piccola folla. In lontananza si vede una sorta di piccolo e strano palco decorato a tinte pastello. “Vieni! Ne parlavano sul forum del giornale...”

(01:41:54) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Mi lascio trascinare senza opporre troppa resistenza: mi diverte quando si comporta in questo modo, come se davvero fossi suo padre e non quello che l'ha uccisa in una macchina da corsa tra la quarantacinquesima e Lexington Avenue. E la cosa continua a divertirmi almeno fino a quando non raggiungiamo la radura e non ci facciamo strada attraverso i gruppetti di pubblico. È quando vedo il carrozzone improbabile che mi si forma in testa un pensiero nitido, distillato, talmente chiaro che qualunque telepate potrebbe sentirlo da qui a Hong Kong.
Oh no ancora questo idiota no...

(18:51:33) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Niente male questa città, ho messo le ruote a terra da meno di 24 ore e già c'è un discreto numero di potenziali clienti a circondare il carro.
A volte è difficile distinguere tra potenziali clienti e semplici perdigiorno che non hanno mai visto un carro anfibio ma quando più della metà si porta dietro una gabbietta, una scatola o un contenitore di varia natura con dentro il proprio caro animale domestico i dubbi sono pochi.
Purtroppo per consegnare il mio reclamo alla torre di controllo c'è voluta una quantità di tempo improponibile e non mi è rimasto il tempo di fare il mio solito giro per contattare i veterinari della zona. Tra una cosa e l'altra non ho nemmeno aggiustato l'antenna che mi ha rotto quell'astronauta della domenica.
Purtroppo senza la visita a veterinari non ho potuto procurarmi un animale per lo spettacolo iniziale. Mi toccherà ripiegare su un esempio gratuito. "Ora che avete sentito la storia di Ulla e di quanto le ero affezionato, capirete come mai io non sappia dirle di no quando lei prende a cuore un caso. Quando lei sceglie un piccolo paziente il mio compenso più grande è lo scodinzolio con cui Ulla accoglie il suo ritorno tra le braccia del proprio padrone."
Odio gli esempi gratuiti, c'è sempre il rischio che qualcuno se ne venga fuori con una storia strappalacrime nella speranza che conceda un'altra resurrezione "di simpatia", per fortuna la storiella sui casi che Ulla prende in simpatia di solito funziona abbastanza e mi risparmia quel tipo di situazione. Senza contare che poi a ogni movimento di Ulla la gente entra in fibrillazione e lo spettacolo ne guadagna.
Questa volta la mia fedele assistente ha scelto un pappagallo, a cui qualche piuma in più farebbe sicuramente bene, ma la padrona ha l'aria di essere abbastanza emotiva, avrebbe pagato bene, però se non altro spero che la sua reazione faccia il giusto effetto sui veri clienti.
Dopo qualche minuto riempito facendo domande alla padrona del pappagallo, passo a occuparmi del volatile in questione. Ha l'aria di essere messo abbastanza bene, non dovrebbe fare brutte sorprese al suo risveglio. Non so bene come faccia ma Ulla sceglie sempre ottimi esempi gratuiti.
Dopo qualche movimento "rituale" e dopo essermi "concentrato per richiamare le energie vitali disperse" apro di nascosto uno spiraglio sul pollice del guanto sulla mano destra e sfioro il pappagallo. "È di nuovo tra noi!" dichiaro verso il gruppo di spettatori. "Guardatelo come batte le ali per tornare dalla sua padrona!". "battere le ali" forse non è esattamente quello che sta facendo, ma se non altro le muove e la padrona non sembra fare molto caso alla differenza e le cose importanti per il resto del pubblico sono la sua reazione e il consegente scondinzolare di Ulla, il pappagallo quasi nemmeno lo guardano.
Sì, nonostante le apparenze iniziali direi che le cose partono con il piede giusto.

(19:17:54) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: È fantastico, è proprio come l'avevano descritto! Il carrozzone è aperto come uno di quei palchi zingari al circo di Coney Island dove andavo con mio padre (quello vero) quando ero piccola, e quel cane che fa da assistente al resurrettore è semplicemente adorabile. Sarà per questi deliziosi colori pastello che danno un senso di tranquillità, ma improvvisamente sono quasi sicura che questo sia il posto migliore per vivere. Mi sento invasa da un ottimismo sconfinato che in vita mia ho visto solo addosso al padre di Gabriel e la cosa mi preoccupa: che cosa mi sta succedendo? Ci sarà qualche telepate che mi sta incasinando l'umore, tra la folla? O forse è mio padre? Potrei staccare la mano dal suo braccio, ma poi se ne accorgerebbe e se mi dovesse chiedere il motivo, che cosa gli risponderei? Mi giro a guardarlo e lo trovo molto più che accigliato. Sta guardando il pappagallo svolazzare verso la sua padrona come se all'improvviso dovesse trasformarsi in una viverna a tre teste e avventarsi sulla folla. Adesso sì che sono preoccupata.

(19:28:24) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: ”Faith, lasciami il braccio.” Glielo chiedo nel modo più tranquillo che riesco a imbastire: so che non le piacerebbe se dovessi passare con il gomito attraverso la sua mano, ma voglio avere movimenti liberi per prendere la pistola. Quello che sto vedendo non mi sta piacendo, e non è per via dell'abbinamento cromatico raccapricciante sul palco o per quel cane che non la finisce di agitarsi fingendo d'essere spontaneo. Non è nemmeno per l'antenna spezzata sul tetto del carrozzone, che sono abbastanza sicuro di aver tirato giù io: venendo qui ho visto che lo shuttle sul lungofiume non c'è più, saranno ben venuti a prenderlo dallo spazioporto e provvederanno ai danni. No, non è quello. Anche se effettivamente i colori pastello contribuiscono al mio cattivo umore. Semplicemente quello che sto vedendo non può esistere. E lo so bene perché ho provato a resuscitare i morti da solo: Candystripes a parte (una combinazione fortunata di voltaggio elettrico mai più replicata), è necessario essere almeno in due, mutaforma ed esper. E qualcosa come l'esistenza di un mutaforma esper sarebbe classificabile come la brutta sorpresa della settimana. ”Avviciniamoci un po'.”

(20:32:36) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Il pubblico sembra entusiasta, specialmente la parte di pubblico che si è portata dietro il proprio animale domestico deceduto. Da un rapido sguardo a quello che si sono portati dietro so già che dovrò rimandare a casa delusi alcuni di loro. Per esempio, quello in prima fila non può davvero sperare che un serpente tagliato in 3 pezzi possa tornare quello che era. Non parliamo poi di quello che ha portato un animale non identificabile da quanto è carbonizzato. "Farò il possibile per tutti voi, ma alcuni dei vostri amati animali potrebbero aver scelto di dimostrarvi il loro affetto seguendovi e proteggendovi dall'alto. Non tutti possono tornare a casa con voi, ma i loro sentimenti per voi sono forti come sempre.".
Niente da fare, anche il padrone del pezzo di carbone resta in fila, sono i clienti peggiori. Visto che non gli restituisco il loro amato non pagano e mi portano via il doppio del tempo per convincerli che il loro caro Fuffi sta meglio dove si trova. "Ricordate, i vostri amati sono come gli altri esseri viventi, anche per un banale essere umano l'incontro con la morte è un evento che cambia il carattere. I vostri animali sono sensibili quanto chiunque altro e hanno affrontato un momento che cambierebbe chiunque, se quando li riporterete a casa vi sembreranno diversi è perché sono maturati e adesso concentrano i loro pensieri su cose più importanti." Potrei andare avanti, ma preferisco non anticipare troppi dei "cambiamenti di carattere" di cui alcuni clienti ingrati si lamentano. "Mettetevi pure in fila ai piedi della scaletta per salire sul palco uno alla volta. Ho tempo per tutti voi, purtroppo non ho invece tempo di passare da una banca quindi vi chiedo la cortesia di evitare assegni e altri pagamenti differiti, solo contanti, carte di credito e di debito, in questo modo potrò dedicare meno tempo alle scartoffie e più tempo ai vostri amati." E via con u nuovo giro di "ricongiungimenti affettivi", a occhio ho abbastanza carica per farli davvero tutti, non ci sono animali di taglia troppo grossa, non dovrei rimanere a secco a meno di sorprese.

(20:48:25) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Stacco la mano dal braccio di mio padre e improvvisamente non so più dove metterla, così mi strofino le braccia come se avessi freddo. Facciamo da parte un paio di persone e avanziamo verso l'angolo destro del palco. Strano che Gabriel voglia avvicinarsi così, a meno che non voglia farsi notare: un tizio in giacca e cravatta con gli occhi di Elizabeth Taylor, in compagnia di una in sari, difficilmente passano inosservati. E io mi imbarazzo sempre quando qualcuno ci riconosce e inizia a farci domande su questo o su quello. L'argomento della settimana sembrano essere suo padre e la Gioconda. E io mi imbarazzo perché non so mai cosa fare o cosa dire. Dovrei essere quella che fa le domande, sono una giornalista: rispondere non è mai stato il mio forte.
Guardo la gente in coda e mi si rivolta lo stomaco alla vista di qualcuno di quegli animali: chi si terrebbe in casa una cosa in quello stato? Va bene che noi abbiamo Candystripes...
Oddio che cosa orrenda che ho appena pensato!
Scuoto la testa e guardo oltre il serpente a pezzi. E il bianconiglio, dall'angolo opposto al nostro, si alza sulle zampe posteriori quasi a salutarmi e scompare alla mia vista. Cerco istintivamente l'orologio, che non porto da anni. “Ma che ore sono?”

(21:08:12) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Nell'avvicinarci ho passato la mano sinistra attraverso l'impermeabile del mutaforma che ho scostato. Nella tasca aveva un pacchetto di Guo Bao: non proprio le mie sigarette preferite, ma per quello che ho in mente andranno benissimo. Il trucco è far riprendere consistenza alla mano nel momento giusto per sfilare l'oggetto di tasca senza romperlo o ricombinarlo in qualcosa di strano: faccio scivolare il pacchetto nella tasca della giacca e sfilo una delle sigarette portandola alle labbra. Il filtro rosso scuro sembra quello delle Jin Sheng, leggermente meglio, ma già so che quando la accenderò mi scenderà nei polmoni il sapore quasi inesistente di una sigaretta a triplo filtro. In fin dei conti il loro logo è un panda, e sospetto che l'80% della miscela sia fibra di bambù.
Fingo di cercare l'accendino nella tasca superiore della giacca, in quelle sui fianchi, nelle tasche dei pantaloni. Alla nostra destra, oltre Faith, un tizio sta fumando come se quella fosse la sua ultima sigaretta prima dell'esecuzione, e faccio da parte mia figlia per avvicinarlo. Se la mia ipotesi è esatta, questo tizio è un mutaforma e nasconde un esper nel retro del baraccone. E c'è un solo modo per accertarlo.
Quando raggiungo il fumatore nevrotico all'angolo del palco, mi basta solo un passo per sparire oltre l'angolo, ma se non porto la commedia fino in fondo già so che Faith mi seguirà chiedendomi a voce altissima dove io stia andando. ”Qǐng wèn, nǐ yǒu huǒ ma?” Spero che lo spettacolo la distragga quei trenta secondi che mi servono per sparire. E che questo tizio abbia da accendere, perché una sigaretta non mi dispiacerebbe.

(21:56:15) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Per fortuna i casi disperati sono meno di un terzo, sono abituato a percentuali più sfavorevoli e il pezzo di carbone, che si è rivelato essere un coniglio chiuso per sbaglio in un forno, non è l'animale conciato peggio che ho visto. Sembra andare tutto bene ma Ulla è nervosa. Nella sua testa continua a girare l'immagine di un'interessante indiana in sari e di un gatto. Cerco tra il pubblico e non fatico a trovare la donna, difficile non farlo. Ha l'aria di essere interessata dallo spettacolo ma si muove in modo nervoso. Nessun gatto, nessuna gabbietta, nessuna scatola.. credo di aver capito cosa vuole dirmi Ulla, è come se mi stesse chiedendo "Dov'è l'animale domestico di quella donna?". La ragazza non è una cliente, deve essere una contestatrice, una di quelle persone che non approva il mio lavoro. Ne ho incontrate tante di persone del genere. Tra l'altro ora che ci faccio caso l'avevo notata già prima, era in compagnia di un uomo che adesso... che adesso non si vede. Mando a Ulla un messaggio chiaro, il retro del carro. È un animale sveglio, mi ha capito al volo e, usando la porticina che ho fatto mettere apposta per lei, rientra nel retro per controllare che non mi arrivino sorprese alle spalle. Già che è lì le mando la richiesta di controllare che nelle gabbie sia tutto a posto in modo da essere certo di poter accontentare ancora qualche cliente.
Quindi torno a dedicarmi al padre di famiglia che mi ha portato un alano a cui manca un'intera zampa. "Come si chiama? E cosa gli è successo?". Il nome è irrilevante ed è evidente che sia morto in seguito a qualche incidente in cui ha perso la zampa ma devo avere la certezza che non sia totalmente dissanguato. Non posso lavorare con qualcosa di troppo morto. Cioè... potrei anche ma ho già troppo detrattori, meglio andarci leggero almeno per i primi tempi da queste parti, fino a quando non avrà messo su un giro di clienti adeguato.
In questo caso il cane è morto sotto i ferri del veterinario che aveva provato ad aggiustarlo quindi, zampa a parte, direi che è in buone condizioni e proseguo. "Gli metta il guinzaglio e la museruola quindi stia pronto a trattenerlo. A volte al momento del risveglio vengono assaliti dal ricordo dell'ultimo momento di vita e reagiscono in modo inatteso. Se è pronto a trattenerlo non corre il rischio che scappi o che si faccia male cercando di mordere qualcosa di pericoloso." Una volta sistemato il dettaglio, e verificato che la busta che mi ha passato il cliente contenga il giusto quantitativo di contanti, inizio il solito show. Limitarmi a toccare con la punta di un dito gli animali resuscitandoli in meno di un secondo non funzionerebbe come strategia di marketing, meglio un po' di scena e il cliente è doppiamente soddisfatto. "E ANCHE YARK, È TORNATO TRA NOI! Questo bellissimo alano ha ritrovato le braccia del suo padrone! Avanti il prossimo..."

(22:07:33) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Applaudo insieme al pubblico quando l'alano riprende vita. Quest'uomo è riuscito a inventarsi un modo per rendere davvero felici le persone, usando il suo talento: perché noi non facciamo lo stesso? Se solo riuscissi a operare anche solo una semplice trasformazione... forse potrei anch'io trovare qualcosa del genere. Per un momento un'idea mi diverte: questo tizio ha proprio bisogno di un mutaforma. Non sarebbe molto meglio per lui poter restituire l'alano con tutta la sua zampa? Mi giro verso Gabriel e sono talmente sovrappensiero che gli sto veramente per dire quello che penso. Ma al suo posto mi trovo accanto un altro tizio, anche lui senza animale al seguito, che fuma nervosamente. Non è mio padre. Certo potrebbe essere una forma che ha assunto per non farsi riconoscere, e se ha cambiato anche gli occhi non è di certo il caso che io gli parli: significa che la situazione è seria. Mi strofino le braccia con le mani. Per favore fa' che non succeda niente. Ho persino l'impressione che il resurrezionista abbia iniziato a guardarmi con sospetto! Dove ti sei andato a cacciare?

(22:25:36) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Farmi accendere la sigaretta e scivolare dietro al palco è stato un attimo. Non sento la vocina di Faith agitarsi, quindi devo essere riuscito a infilarmi in un suo momento di distrazione. Non è così difficile.
Appoggio la punta delle dita sul fianco del barcone anfibio e muovo due passi verso la grande pala posteriore. E' decisamente il trabiccolo cui sono quasi andato addosso ieri con lo shuttle, e viste da vicino le illustrazioni pastello sono ancora più raccapriccianti. Si è sistemato in un punto tranquillo del parco appena fuori dalla discesa al fiume e dietro di lui c'è ben poco a parte sessanta piedi di prato costeggiato da alberi. Una posizione strategica.
Prendo la sigaretta con due dita all'attaccatura tra carta bianca e filtro rosso, e tiro una boccata. Il fumo quasi insapore si mescola a un odore di alghe e cane. Plausibile. Ma c'è anche qualcos'altro. Un odore familiare, che non sento da tanto tempo. Tolgo la sigaretta dalle labbra e mi chino per guardare sotto alla pala posteriore: se il furgone ha una sorta di allarme elettromagnetico inserito, da questo punto si dovrebbe vedere. Sto ancora cercando di identificare le quindici diverse famiglie di alghe incrostate sullo scafo quando ho come l'impressione di aver riconosciuto l'odore, ammesso che non si tratti di un nuovo odore più vicino e più riconoscibile.
Coniglietta giapponese.
Porto la mano dietro la schiena e tolgo la pistola dalla cintura senza fare troppi sforzi per smorzare un sorriso. Di fronte a me, unica cosa che si muova nello spazio d'ombra dietro al carrozzone, c'è un coniglio bianco con panciotto che aspetta solo una pallottola all'orologio.

(22:35:44) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Il piano era davvero semplice: non ho tempo per piani complicati. Andare al parco, trovare il prestigiatore, attenderlo nel retro del suo carrozzone e fargli l'offerta dopo il suo spettacolo. Talmente semplice che dovevano arrivare questi fottutissimi inglesi a rompermi le uova nel paniere. E mi era anche sembrato di vedere l'indianina, ma perché avrei dovuto preoccuparmi troppo? Lei è praticamente inoffensiva, e io non posso mandare a monte un piano ogni volta che vedo un inglese. In quello che è diventata questa città, non farei più nulla.
E ora, in piedi sulle zampe posteriori e con la pistola di Gabriel puntata contro il panciotto, mi domando perché non posso essere più prudente. Maledetta fretta. Ho anche lasciato la pistola nella minigonna dietro il cespuglio. Lentamente, inspirando aria dall'esterno e sperando che mi basti, ritorno alla mia forma originale. Il gilet mi copre soltanto da sopra l'ombelico in su e mi pianto sull'erba a gambe allargate, in parte come sfida e in parte per lasciare solo erba sulla traiettoria della sua pallottola. Non me ne frega un cazzo di essere nuda, stronzo: la mia faccia dovrebbe esprimere il messaggio in modo sufficientemente chiaro. "Cerchi qualcosa?"

(23:00:32) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Intanto che lavoro con il nuovo cliente tengo d'occhio la contestatrice. Ha l'aria sempre più nervosa ma non mi sembra il nervosismo di chi sta per passare all'azione e fare qualcosa di sgradevole nei miei confronti. Anche Ulla sul retro è sempre più nervosa ma quando cerco di capire cosa la disturbi le uniche immagni che mi manda sono quelle di un coniglio e di una donna nuda. A volte la trovo davvero incomprensibile. Però se c'è una cosa che ho imparato negli anni è che se Ulla inizia ad agitarsi per qualcosa durante uno spettacolo, molto spesso è il momento giusto per chiudere la serata. Aspetto che il cliente appena servito inizi a scendere dalla scaletta del palco e mi rivolgo al resto della fila, fortunatamente non troppo lunga, "Vi chiedo di perdonarmi, so di avervi detto che avrei avuto tempo per tutti ma ho sottovalutato l'energia necessaria per alcuni degli adorabili animali a cui mi sono dedicato stasera e adesso mi ritrovo senza più carica, se provassi ad andare avanti rischierei di fare più male che bene ai vostri cari." Ovviamente gli esclusi non la prendono troppo bene ma consegno a ciascuno di loro un foglio con dei suggerimenti su come conservare i loro animali fino al giorno dopo e garantisco che avranno la precedenza domani se si presenteranno con il foglio stesso. Una volta portato a termine il più in fretta possibile questo compito mi ritiro nel retro del carro per vedere dall'oblò posteriore cosa stia disturbando Ulla.

(23:11:50) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Che peccato! Mi giro verso il tizio alla mia destra e mi stringo nelle spalle. “Andiamo a casa?”
Non reagisce come mi aspetto.
Anzi.
Biascica qualcosa sull'andare dove voglio in un pessimo inglese e si avvicina. Non era quello che intendevo! Faccio un passo indietro cercando di mescolarmi con la folla che, recalcitrante, sta defluendo. “Mi scusi, l'ho scambiata per un'altra persona.”
Dove diavolo si sarà andato a cacciare? Mi farà diventare matta. Lo spettacolo è decisamente finito: il resurrezionista sta spegnendo tutto e sembra avere fretta di tornare nel retro. Ci credo. Dopo tutto quello sforzo deve avere una fame terribile! Mi sono quasi rassegnata ad allontanarmi insieme a parte del pubblico quando lo riconosco. Un tempo avrei fatto fatica, ma sono con Gabriel da talmente tanto tempo che ormai so riconoscere uno sparo.

(23:37:52) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Abbasso la pistola e faccio scorrere gli occhi su per le sue gambe fino a un punto focale generato al di sotto del suo ombelico, prima di guardarla in faccia. I mutaforma che non riescono a ricombinare i vestiti sono semplicemente deliziosi: e dire che mi era sembrata una cattiva serata. “Sì, cercavo il ghiro della teiera. L'hai mica visto? Mi sfugge sempre.”
Cazzo.
Ho evitato di dire lo stregatto per non incorrere nel fare un gioco di parole sull'argomento, ma mi è scappato lo stesso. Yin mi sta guardando come se volesse uccidermi: sto per aumentare la differenza tra il numero di volte che lei è riuscita a spararmi e il numero di volte in cui sono riuscito a farlo io. Quanto siamo? Trentotto a sedici? No, forse quella è la differenza di età dimostrata... Dalla mia destra proviene un suono che si sovrappone allo sciabordio del fiume, un suono che aumenta e che effettivamente è fastidioso, mentre sto cercando di decidere dove spararle. E si fa sempre più fastidioso. So che appena distoglierò lo sguardo Yin tenterà qualcosa per evitare la pallottola, ma alla fine devo farlo. Assomiglia troppo al suono del respiro affannato di una trentina di persone.
Giro la testa verso il fiume e faccio appena in tempo a pensare un'imprecazione in ceco. Questi stronzi non hanno limiti? La folla che avanza, in passamontagna e armata di torce, è inconfondibilmente dallo sprawl e non penso di essere io il loro obiettivo, come dubito che sia Yin, ma a questo punto cambia poco. Mentre mi smaterializzo, lascio cadere a terra la pistola e il pacchetto di Guo Bao recuperato poco prima, ma per portarmi dietro almeno la memoria del cellulare devo lasciare giù un'altra manciata di materia e di energia. Così lascio cadere anche la giacca e, già che ci sono, la modello in un vestitino che a Yin dovrebbe andar bene. E poi ha anche il coraggio di dire che non sono un gentiluomo...
Il piccolo gruppo di salutisti avanza in modo compatto ma poco organizzato: rimaterializzandomi a una ventina di piedi dall'avanguardia dovrei riuscire ad occuparmene prima che arrivino al carrozzone e al pubblico dietro l'improbabile veicolo. C'è ancora Faith, là in mezzo, se non ha fatto qualcosa di orrendamente stupido mentre io non c'ero.

(23:51:21) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Quando vedo il gruppo di dimostranti comparire da dietro gli alberi, la testa riesce a formulare un solo semplice giapponese pensiero. Watashi wa nejikomi gozen.
"Ecco che sono fottuta."
Sono mezza nuda, nel retro buio di un carrozzone a tinte pastello nel mezzo del parco, con l'inglese psicopatico di fronte, alla sinistra una folla che non chiede altro se non arrostire un vampiro e alla destra la via d'uscita bloccata. E, probabilmente, alle spalle qualcuno che mi sta guardando le chiappe.
Vaffanculo, non sono pronta a morire: abbiamo ancora un sacco di cose da fare prima della festa. Se esco di qui, giuro a me stessa che questa volta sarà l'ultima: dopo il gala' per il Klimt parlerò a Wuxia e le racconterò tutto, le racconterò che ogni tre giorni perde coscienza e si trasforma in una baldracca isterica. Lo farò. Se esco di qui morta come ci sono arrivata.
Poi accade una cosa che reputavo improbabile. Non tanto il fatto che lo stronzo si smaterializzi: gliel'ho già visto fare e gli piace da morire far vedere quanto è bravo. Quello che non gli ho mai visto fare è lasciar andare la pistola. Faccio un passo verso il mucchietto di roba che si è lasciato indietro e la raccolgo. La gente si sta avvicinando e la luce delle loro torce illumina il vestito sull'erba. Dio che stronzo. Raccolgo anche quello e lo tengo davanti con una mano. Non che copra molto in questo momento, ma ho una cosa più urgente da fare. Prendo la mira con la pistola e aspetto. Gabriel non si riaggrega di fronte a loro come avevo immaginato, ma alle spalle del primo: lo vedo afferrargli il collo con due mani e spezzarglielo con il classico gesto secco. Così prendo la mira. E sparo in direzione del suo braccio sinistro. Trentotto a diciassette, stronzo.

(00:15:28) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: Oh no, non di nuovo! Mai che si possa lavorare una sera in pace. Credevo che almeno qui fossero più tolleranti. Mi aspettavo che ci fossero dei contestatori ma mi stavo preparando a reggere qualche insulto e qualche slogan trito e ritrito da parte dell'indiana e del suo amico. Quello che ho appena visto dall'oblò però cambia un po' la situazione. L'amico dell'indiana si è smaterializzato e ha iniziato a prendersela con i contestatori più minacciosi. Non faccio nemmeno in tempo ad aprire il portello e offire un passaggio per una fuga rapida all'orientale nuda che quella si mette a sparare. Ok si può difendere da sola e a questo punto non so decidere se considerarla tra gli amici e tra i nemici. Non avendo armi a bordo l'unica possibilità è quella di puntare verso la strada per il Bund. Salto verso il posto di guida, giro la chiave di avviamento e mi metto a premere su acceleratore e clacson con più forza possibile. Spero di riuscire a tenere il volante abbastanza dritto da evitare gli alberi del parco e i clienti in allontanamento... e che le ruote non si piantino in qualche punto del terreno tra dove sono adesso e l'uscita.

(00:32:02) Florence:
avatar - PG - Faith

Faith: Oddio, il carrozzone si è messo in moto e sta venendo dritto verso di me. Non so se scansarmi a destra o a sinistra e quando decido per la destra incespico nella gonna del sari, strappandomelo giù da un fianco con un suono secco. Era il mio preferito.
Cerco di trascinarmelo dietro con una mano mentre mi tolgo dalla strada e mi aggrappo ad una panchina. Spero che questo pazzo in fuga non ci si lanci contro. Cos'avrà visto?
Dalla mia nuova angolazione un luccicare di torce risponde alla mia domanda. Oh no, non di nuovo! Una piccola orientale di spalle ha ancora il braccio disteso e deve essere stata lei a sparare nella folla, ma perché è seminuda e si tiene davanti uno straccetto nero con la mano? Non può vestirsi?
Cerco mio padre e lo trovo dove mi aspetto di trovarlo. Ha una mano sul braccio sinistro, e non so perché, ma sta schivando la ventata di una torcia ed è nel mezzo della baruffa. Copro la bocca con una mano. Perché deve sempre fare così? Quasi mi viene il pensiero di dover rimanere, ma sono inutile come pochi, e mio padre sa badare a se stesso. Scendo dall'altra parte della panchina e sollevo il sari sulle ginocchia. Molta gente sta scappando verso il cancello che dà sul Bund e uno di loro mi urta, sospingendomi in una direzione che alla fine prendo volontariamente. Facciamo che ci vediamo più tardi a casa.

(00:46:55) shelidon:
avatar - PG - Gabriel

Gabriel: Il proiettile della piccola stronza mi si è infilato nel bicipite brachiale con una precisione riprovevole: fortunatamente il tizio che sta cercando di accarezzarmi la faccia con una torcia lo sta facendo con molta meno precisione e ho tutto il tempo di schivarlo e di decidere che è ora di cambiare postazione un'altra volta. Mi smaterializzo quando una spranga sta calando sul mio ginocchio e conto che l'inerzia mandi il salutista contro al suo amico che mi stava alle spalle. Speriamo che Faith abbia avuto il buon senso di allontanarsi.
Mi riaggrego qualche piede più indietro, verso quella stronza della giapponese e il carrozzone che molto saggiamente se la sta filando. Inchiodato a un albero, attira la mia attenzione un cartello.

严禁烟火
yán jìn yān huǒ



Una cosa che si potrebbe tradurre sommariamente con è rigorosamente vietato fumare o accendere fuochi.
Beh, spero che valga solo per le ore diurne.
Mi giro offrendo alla folla di invasati il braccio che dovrebbe reggere la pistola e inspiro profondamente una boccata d'aria. Cos'è che dice sempre mio padre? Il segreto è non invertire il flusso d'aria. Mi chino nella loro direzione, mentre ancora i più svegli cercano di capire dove sono finito, e butto fuori un soffio d'aria sottile dopo averlo fatto passare su una versione riveduta e corretta delle ghiandole salivari. Adoro il modo in cui questa roba si incendia a contatto con l'aria. Vi piace il fuoco, piccoli bastardi? Provate un po' questo.

(00:58:30) Vrykolakas:
avatar - PG - Yin

Yin: Mi piacerebbe restare a vedere se il mio colpo riesce a distrarlo per il tempo sufficiente a finire arrostito ma il prestigiatore mi sta scappando. E non mi illudo più di tanto.
Così metto la pistola di Gabriel tra le ginocchia e mi infilo nel vestitino che mi ha preparato: già che è qui, tanto vale usarlo. E' uno straccetto nero con le spalline che mi va appena e non arriva a coprire molto di più delle gambe di quanto non facesse il panciotto poco prima. Agguanto la pistola prima che il vestito abbia finito di cadere dalla pancia e inseguo il carrozzone che se ne va. Sarei più veloce come coniglio ma perderei il vestito un'altra volta e non sono sicura di avere le energie per un'altra trasformazione. Raggiungo la pala posteriore, che sembra lavorare come una ruota, e la uso per saltare sul tettuccio di lamiera color pastello del mezzo anfibio. È già quasi fuori, sul Bund, e non so bene dove abbia intenzione di andare, ma l'ultima cosa di cui ho bisogno è che si infili in qualche altro casino. Raggiungo il tetto all'altezza del finestrino, sperando che questo affare abbia la guida a sinistra, e mi sdraio lasciando penzolare in giù busto e testa. "Gira a destra e prendi il vicolo verso il Captain's Hostel. - ordino, puntando la pistola nell'abitacolo per essere più incisiva. - E poi accosta: ho un'offerta di lavoro per te." Il sangue che mi è sceso agli occhi mi impedisce di vederci molto e non so bene se sto minacciando lui, il cane o cos'altro. Ma non ho davvero le energie per un'altra trasformazione, di qualunque tipo. E spero che non se ne accorga.

(01:18:25) Simone:
avatar - PG - Ted

Ted: "Ma che..." Non faccio in tempo a finire la frase che vengo interrotto dalle parole della ragazza orientale che credevo di aver lasciato al parco. Non esaudire una richiesta tanto semplice come quella che mi ha rivolto sarebbe poco educato, specialmente quando chi te la pone ha una pistola in mano e ancora di più quando parla di lavoro da offrire. Il fatto che la direzione in cui la punta l'arma in questo momento sia più pericolosa per il parabrezza che per me è irrilevante, non posso escludere che al momento buono non decida di prendere davvero la mira. Non ho idea di quale sia il vicolo per il Capitain's Hotel ma resisto alla tentazione di alzare le mani proprio adesso e giro nel primo che vedo a sinistra. Arrivato a metà del vicolo mi fermo, forse un po' più bruscamente di quanto intendevo, tenendo d'occhio la strada davanti a me e lo specchietto retrovisore per controllare che da nessuna delle due estremità sbuchi qualcuno e pronto a ripartire nella direzione opposta se necessario.
"Lavoro? Ne parlerei più tranquillamente senza un'arma puntata addosso ma dimmi.". Perché questa città continua ad alternare problemi e opportunità di lavoro?

(01:22:28) webadmin:
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