- I fiori
avatar - bund - n17 north china daily news
3:00 pm, 2 April
2106
17 on the Bund - Redazione del North China Daily News

Primo giornale a pubblicare un articolo divulgativo sul virus di Trelawney, unico quotidiano cinese a non interrompere la pubblicazione durante la crisi energetica del 2012, definito il più influente giornale straniero in Cina, il North China Daily News ha la sua redazione al numero 17 del Bund in un elegante edificio coloniale. Fu la prima rivista a mandare un inviato sulla luna nera e si dice che i suoi editoriali contengano periodicamente notizie nelle notizie, messaggi destinati alla Shanghai che non dorme.

(00:27:34) Lou:
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Clarissa: Spingo le spalle all'indietro e mi muovo nello spazio bianco e vuoto. So di essere seduta nella mia poltrona, all'ultimo piano della redazione, con un bracciale di connessione al polso sinistro. Posso quasi sentirlo, il bracciale e quella molla rotta dello schienale contro la scapola destra. E tuttavia devo mantenere la calma. Quest'intervista per l'edizione del pomeriggio sarà in broadcasting e io tendo a perdere controllo dei nervi quando sono in connessione immersiva. L'ultima volta, all'intervista con il presidente del programma spaziale, quando mi hanno scollegata ho scoperto di aver fatto esplodere tutti gli schedari alle mie spalle.
Respiro.
Ho sempre timore che qualcuno faccia qualcosa al mio corpo, quando esco per circostanze come queste. Ma devo fingere di essere un normale vampiro, non posso rivelare loro di essere uno spirito che possiede un altro corpo. Nemmeno loro mi crederebbero, e ho passato tutta la mia vita, tutta la mia vita, con persone attorno che volevano prendersi cura di me perché mi pensavano pazza. Non potevo lavorare, non potevo scrivere, confinata fuori dalla grande città perché la grande città non andava bene per i miei nervi. Sento salirmi dal petto una risata nervosa, nel corpo abbandonato sulla poltrona dell'ufficio, e un'onda si spande. Calma. Calma.
Mi volto. E parlo ai programmatori della pagina: tanto so che possono leggermi in formato testuale da qualche parte sui loro cinque monitor. “Va bene, una cosa semplice. Voglio due poltrone qui, e il pubblico... quanti visitatori possiamo renderizzare?”
Aspetto con ansia il miglioramento del software che ci consente di mostrare ogni visitatore alla pagina come se davvero fosse seduto qui con noi. Ora possiamo visualizzare solo i primi cinquecento.
“Va bene. Un tavolo su quella parete. No, uno di cristallo. Voglio tutto bianco, e un vaso di fiori. Voglio scegliere i fiori personalmente.”
Voglio sempre scegliere i fiori personalmente.
Lascio susseguirsi immagini virtuali di rose, tulipani, gigli, fino ad un mazzo di orchidee blu.
“Ecco.”
Mi risponde una voce che risuona nella mia testa come quelle che ogni tanto tornano, a perseguitarmi. Ma questa è reale, le altre no. Questa è reale. Questa è reale. Questa è reale. È di un uomo seduto da qualche parte nel giornale, che guarda una barra di progressione sul monitor e mi tiene aggiornata.
Signor direttore, siamo on-line tra cinque, quattro, tre...
Siedo su una delle poltrone e ci trovo una proiezione tangibile degli appunti lasciati sul desktop del mio computer. Lavoro ancora come agli inizi del secolo, alle volte.
Le porte virtuali si aprono, la pagina inizia a ricevere accessi. E sulle sedie iniziano a comparire le proiezioni dei primi visitatori. In sottofondo, anche se le loro immagini sono silenziose e composte, posso sentirli iniziare a parlare nello spazio dei commenti.
Tacete tacete tacete tacete tacete tacete
Questo sistema è riuscito a trovare il modo di avere degli spettatori sempre composti e attenti, almeno all'apparenza, ma se solo riuscissi a trovare il coraggio di dire ai miei tecnici che voglio mi escludano i commenti da quella che chiamano cuffia. Assomigliano troppo alle voci.

(00:46:00) shelidon:
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Bathazar: Signor direttore, siamo on-line tra cinque, quattro, tre...
Il fuso orario tra Praga e Shanghai è di sette ore: essere on-line con l'edizione dei vivi, quella del pomeriggio, significa rimanere sveglio fino alle nove dopo una nottata che non potrei definire di tutto riposo. Ma nonstante io sia stanco, so esattamente tra quanti secondi saremo on-line, grazie.
La versione del programma che usa il North China Daily News sembra aver mancato un paio di aggiornamenti, constato quando chiudo gli occhi sulla mia chaise longue e li riapro su una piattaforma ovale bianca di fronte alla proiezione di Clarissa ed a quella di almeno cento visitatori. Nell'ultima versione offriamo almeno una camera di decompressione: a me non importa che la mia proiezione più immediata sia in pantaloni e camicia e con un kimono bianco slacciato al posto del camice da laboratorio, ma a cantanti ed attrici dava fastidio ritrovarsi all'improvviso in diretta struccate e con due dita di crema antirughe attorno agli occhi.
Sorrido a Clarissa e allungo le mani come a fermarla dall'alzarsi. Baciamano. Cenno al pubblico. È la quarta intervista, oggi: se mi rifà ancora le stesse domande, temo che potrei ricadere a terra in una pioggia di goccioline di sconforto. In cuffia avverto il vociare lontano dei commenti. Qualcuno sostiene che io sia in ritardo. Altri hanno da ridire sull'abbigliamento. Un pubblico ostile, come ci aspettavamo.

(00:58:02) Lou:
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Clarissa: Balthazar Konstantinovic, direttore del centro di ricerca sull'elettromagnetismo di Praga, si presenta come un uomo la cui spontaneità è stata costruita da anni e anni di ricerca, oltre che da una maniacale attenzione nel mantenersi al passo con il progresso tecnologico. Datapad di ultima generazione sotto il braccio, una breve indagine visiva sullo studio che sembra quasi rimproverarci per una presunta arretratezza tecnologica, abbigliamento occidentale con un tocco orientaleggiante per compiacere tutti. E un perfetto baciamano da europeo alla direttrice del giornale.
Gli sorrido indicando la poltrona e, mentre prendo posto, faccio come ho imparato dagli americani. Inizio con una battuta pungente. “Dottor Konstantinovic, grazie per essere con noi. Mi scuso per l'interfaccia grafica, ma il programma che usiamo non è molto flessibile.” Formulare un pensiero come questo è facile, e farlo risultare come se fosse stato detto ad alta voce. Il programma si sintonizza sulle frequenze più alte del cervello e, dopo un po' di esercizio, si riesce a separare ciò che si vuole renderizzare online e quello che è meglio tenere per sé. Naturalmente bisogna essere dei professionisti, e uno dei motivi per cui le voci nel mio orecchio stanno già gridando è che la maggior parte dei commentatori lascia andare tutto ciò che pensa, senza filtro. Ma dove sarebbe la differenza? Mi dicono che questo veniva fatto anche prima, quando per commentare era necessario comporre su una tastiera. Confesso che non ho mai frequentato la rete, fino a quando non sono stata costretta a farlo.

(01:02:25) shelidon:
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Bathazar: Alzo il mento con un sorriso e lascio scendere le pupille fino quasi alla palpebra inferiore per non staccare il contatto visivo da lei. Mai staccare il contatto visivo da chi ti sta intervistando, specie quando ti ha appena provocato. In cuffia la breve battuta di Clarissa è stata sufficiente a scatenare il flame tra sostenitori e detrattori della tecnologia immersiva che abbiamo inventato. Una buona mossa: i visitatori stanno provvedendo a spiegare chi sono senza lasciare a me l'oneroso compito di farlo. “Sono certo di poter fare hackerare questa pagina da Praga: mi dica quali dettagli vuole aggiungere.”

(01:10:09) Lou:
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Clarissa: Sono una professionista e rido. Anche se vorrei far esplodere la poltrona su cui sta seduto. “Seriamente.” Come se non fosse serio, come se tutti non sapessero che ha un processo in corso negli Stati Uniti per il devastante attacco informatico al Centre for Infectuos Diseases Control. Lancio mentalmente una ricerca parallela sulla grande rete e di fronte all'occhio destro, come se fossero sospesi a mezz'aria, mi scorrono i risultati dei suoi recenti atti dimostrativi, tutti mai confermati. “Il Suo laboratorio ha recentemente sviluppato la nuova tecnologia per il teatro immersivo e l'interfaccia olografica usata nei videogiochi di ultima generazione, oltre al programma per il web che ci consente di essere qui questo pomeriggio. Sembra che nell'ultimo periodo le Sue attività siano decisamente orientate all'intrattenimento. È un cambio di direzione permanente?”

(01:17:58) shelidon:
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Bathazar: Buona idea incominciare l'intervista da questo. La maggior parte dei ragazzini che stanno lanciando slogan nell'area dei commenti sono probabilmente quindicenni che passano i loro pomeriggi giocando a Resident Evil VI sulla nostra consolle. Accavallo le gambe e mi lascio scivolare sullo schienale della poltrona cercando di apparire il più rilassato e disinvolto possibile. “Diciamo che mi sono concesso un paio di progetti privati più futili che da tempo mi tentavano. Si tratta di spin-off, ma non dimentichi che la tecnologia immersiva è nata anni addietro come progetto di ricerca per la Sorbona di Parigi.”

(01:22:28) Lou:
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Clarissa: Annuisco e faccio una nota mentale: far aggiungere l'informazione su wikipedia. Anche se probabilmente uno dei 25.000 utenti collegati a questa pagina in questo momento si sarà già lanciato a farlo. “Pensavo fosse stato contagiato da questa improvvisa celebrità che voi uomini di scienza state riscuotendo. Cosa ne pensa di questo improvviso interesse? Il suo vicedirettore ha dichiarato che non si assisteva a un fenomeno del genere dai primi del 1900.”

(01:23:52) shelidon:
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Bathazar: Socchiudo gli occhi e lascio piegare le labbra come se spontaneamente mi fosse scappata fuori una risata. “Vede, Clarissa, la nostra categoria sta attraversando un momento che qualunque altra categoria invidia... a parte attori e cantanti, che sosterrebbero di volersene disfare. Questo è vero. E da un lato è lusinghiero. Tuttavia non posso fare a meno di chiedermi... l'attenzione del pubblico è rivolta alle scoperte dello scienziato o al personaggio che rappresenta? Essere famosi perché si è morti va benissimo, ma quando si è una rock star.”

(01:27:04) Lou:
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Clarissa: Capisco cosa intende. Balthazar ha una tale chiarezza mentale e d'espressione che a volte mi domando davvero come sia possibile che quell'altro sia una sua progenie. E' la terza intervista che riesco a fargli, e ogni volta l'esperienza ha dato risultati ottimi per entrambi. “Parlando di notorietà, solo l'altroieri le prime pagine dei giornali erano occupate dagli annunci del nobel e dal suo esposto. Di quale delle due cose preferisce parlare?”

(01:29:40) shelidon:
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Bathazar: Che domanda. Ovviamente preferirei parlare della notizia che mi riguarda. Sorrido socchiudendo gli occhi e muovo appena la testa da un lato, come per autoindulgenza. “Che domande: del nobel. Stavo proprio firmando l'esposto, quando mi è arrivata la notizia.”

(01:31:04) Lou:
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Clarissa: Strano che si sia concesso così poche parole. È uno dei pochi non a Shanghai a sapere che la dottoressa Trelawney è... no, non lo penso nemmeno. Non si può mai sapere chi possa essersi collegato alla pagina e con chissà quale nuova tecnologia sperimentale, per non parlare di chi potrebbe essere nel mio ufficio a guardarmi dormire. Lancio un'altra ricerca senza chiudere la precedente sulle cause pendenti. Wikipedia - Vincitori del Nobel (cronologico) 2070 - 2079 “Lei ha vinto il nobel per la fisica nel 2075: è stato il primo di quelli che ora si chiamano infetti. E' esatto?”

(01:33:34) shelidon:
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Bathazar: Devo scegliere accuratamente le parole: il mio ufficio stampa si raccomanda sempre di evitare espressioni depauperanti come malattia o condizione, ma anche termini che considerano troppo pittoreschi come non morti e vampirismo. Invece di porre veti dovrebbero incominciare a proporre delle alternative. “Sono stato il primo scienziato a dichiararmi, è vero, ma posso dirLe con sicurezza di non essere stato il primo a conseguire il nobel per la fisica. Era già successo almeno nel 1918 e nel 1957.”

(01:37:46) Lou:
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Clarissa: Tra i commentatori si scatena un pandemonio tale da annientare i residui di discussione sulle rock star morte e sui videogiochi olografici. Il più veloce a scovare i nomi è un tale Gyllen97 seduto in seconda fila che rovescia due paragrafi da wikipedia senza preoccuparsi di editarli: Max Karl Ernst Ludwig Planck, padre fondatore della fisica quantistica, e Wu Jianxiong, prima donna cinese a vincere il nobel. Io e lo scienziato ceco ci guardiamo brevemente negli occhi e sono sicura che anche a lui arrivi in sottofondo lo stesso fermento che sta arrivando a me. Si era preparato o ha improvvisato?

(01:44:20) shelidon:
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Bathazar: Mi allungo sulla poltrona e apro appena la bocca per passarmi la lingua sul terzo molare destro superiore. E sorrido appena a Clarissa che mi sta guardando probabilmente domandandosi se la bomba era architettata o mi è venuta spontanea. Come se fossero in auricolare, mi arrivano le chiacchiere esagitate di tutti quelli le cui proiezioni mentali siedono calme e composte in platea. Una cosa positiva delle interviste virtuali, è che negli studi si può fumare. Immagino di togliere il portasigarette dall'interno della giacca e lo apro. Il mio subconscio è incredibilmente preciso, quando ci si mette: ricrea persino l'incisione nell'interno del coperchio. Je mi líto. Regalo di Gabriel dopo l'incendio del 1689. "In ogni caso, mi pare che il nobel alla dottoressa Trelawney sarebbe una novità in entrambi i casi: sarà il primo premio postumo o il primo premio per la medicina consegnato ad una donna nel XXII secolo." Dato che pare sia necessario parlarne, posso anche espormi a quella che sono certo sarà la domanda successiva. Me l'hanno posta talmente tante volte che ormai non posso dire di non avere pronta una risposta più che collaudata.

(01:52:42) Lou:
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Clarissa: Sospiro. La quantità di entusiasmo scatenato dal solo menzionare Josephine non mi lascia molta alternativa, anche se invitare uno scienziato per parlare di un altro: dopo questa domanda è il caso di passare alle sue disavventure con gli Stati Uniti d'America. O a qualunque altra cosa.
“Lei era sul palco accanto alla dottoressa Trelawney, a Seattle, quando l'attentato ha avuto luogo. Dovrebbe essere la persona più informata circa la sorte che le è toccata. So che questa domanda le è già stata fatta molte volte, ma non può davvero fornirci nessun indizio su quello che sa?“ Tua nipote lavora nel mio giornale, è possibile che tu e quello psicopatico di tuo figlio non possiate decidervi a concedermi l'esclusiva prima che lo sappia tutto il mondo?
Spero davvero di non averlo pensato troppo forte. La sigaretta che Balthazar si è acceso, seppur virtuale, mi sta innervosendo. Ne vorrei una anch'io.

(01:59:24) shelidon:
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Bathazar: Aspiro una boccata di fumo e non sono sufficientemente bravo ad autosuggestionarmi per sentirne il sapore, ma non fa nulla. È solo parte dell'immagine. "Se le dicessi che è morta su quel palco, mi crederebbe?" Aspetto lo scatenarsi di una nuova ondata di commenti. "E se le dicessi che è viva? Mi crederebbe? E se le dicessi che non lo so?" Lascio sgombra la mente. Se un telepate riuscisse ora ad infilarsi nella mia testa, la troverebbe perfettamente bianca, come un uovo vuoto visto dall'interno. Ho avuto la mia esperienza di attacchi psichici in passato, ormai so come fronteggiarli anche senza l'aiuto della scienza.

(02:08:01) Lou:
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Clarissa: Ovviamente non si sbottona (anche se, ora che ci penso, avrebbe anche allacciarsi il kimono o usare la decenza di mettere una cravatta). “Il professor Henry Kinsley, che abbiamo avuto ospite da noi due giorni fa per l'edizione della sera, non ci ha usato la cortesia di essere più prolisso. Sembra che sia stato creato una sorta di muro, da parte vostra attorno a questo argomento.“ Sto facendo credere ai miei collaboratori di essere un vampiro, e ai miei lettori di non esserlo. Per un momento mi attraversa il pensiero di come sarebbe poter dire a tutti di essere uno spirito, di aver vagato mesi senza un corpo e senza modi di comunicare prima che lady Erodiade mi trovasse e mi desse questo guscio. Come sarebbe? Sarebbe come dire a tuo marito che senti le voci. Sarebbe un nuovo inizio dell'inferno.

(02:13:07) shelidon:
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Bathazar: Sorvolo sull'insinuazione, e mi riprometto di non fare nessun commento, nemmeno offline, su quanto disapprovi il comportamento di un vampiro che finge di non esserlo. Abbiamo combattuto secoli per essere dove siamo adesso, un mondo in cui non è necessario avere paura ma sono gli altri a doverne avere se non ci lasciano vivere come vogliamo. E ci sono ancora persone che fingono di essere normali, come se non fosse normale, naturale, anche essere emofilo, fotofobico e mutaforma. È stata la natura a renderci così, e ora che cominci a correre: sono disposto a lasciarle qualche metro di vantaggio.
"Henry Kinsley è stato da Lei? So che progetta una nuova edizione del suo libro per il 2107."

(02:17:56) Lou:
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Clarissa: Mi stupisco di tanto interesse, a meno che non sia un modo di sviare l'attenzione. Mi stupisco al punto che dimentico una delle regole d'oro del giornalismo, anche le statistiche della pagina in basso sulla mia cartellina mi informano che metà dei visitatori ha lanciato una ricerca su Kinsley per vedere di che cosa stiamo parlando. Dovrei davvero dire di che libro si tratta, ma la verità è che le voci in cuffia mi distraggono e me ne dimentico. “Lei... l'ha letto?“

(02:24:06) shelidon:
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Bathazar: Faccio uno sforzo per controllare i miei muscoli facciali, sia nel corpo a Praga sia nella proiezione elettronica. Non credi che possa essere una buona idea specificare di che cosa stiamo parlando? "Certo, ho letto How the fourth knight died quando è uscito: l'ho trovato molto ben costruito."

(02:26:40) Lou:
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Clarissa: Ingoio lo smacco di essermi fatta dare lezioni di giornalismo in diretta da un nobel per la fisica e cerco di recuperare. The fourth knight ha poco a che vedere con la scienza e con il virus, è più che altro un'indagine sociologica. Mi stupivo semplicemente perché Lei è nominato nel libro ma non è tra le persone che a suo tempo fecero causa per diffamazione.“

(02:28:51) shelidon:
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Bathazar: Questa volta decido di non controllare i muscoli facciali e alzo un sopracciglio. “Lei crede che avrei dovuto fargli causa? Ho pensato che i termini usati nei miei confronti fossero quantomai lusinghieri. Tranne il paragone con Microsoft, effettivamente, che avrebbe potuto essere un buon motivo per fintentare un'azione legale.“

(02:32:35) Lou:
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Clarissa: Sorrido. Effettivamente nel libro il centro di ricerca di Praga è dipinto come una sorta di laboratorio clandestino americano, il modo in cui iniziarono i colossi dell'informatica. Era il 2012 e Balthazar Kostantinovic non aveva ancora confermato, con una pubblica dimostrazione di poteri, di essere un vampiro mutaforma. "Non dica così: molti l'hanno definita l'unica figura davvero positiva dell'intero affresco." Forse un risultato dell'influenza di Faith, che stravede per il "nonno" almeno quanto è attaccata a quell'infame di suo padre.

(02:39:50) shelidon:
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Bathazar: Tolgo la sigaretta dalle labbra e la lascio cadere. Il bot che si preoccupa di tenere pulito lo scenario da residui non autorizzati fa scomparire il mozzicone prima che tocchi terra. Tengo in bocca l'ultima boccata di fumo fino a quando non è il momento di parlare. “Sa, Clarissa, parlando di affreschi... il report è strutturato un po' come molti affreschi del buongoverno e del malgoverno qui nella... Vecchia Europa.“ Lascio che l'espressione mi sfugga dalle labbra noc un'ironia che possa cogliere anche il visitatore più distratto. “Era frequente che nei grandi saloni dei palazzi comunali venissero dipinte differenti scene di città e di campagna, variamente martoriate nei cicli del malgoverno e prosperanti in ogni forma se guidati da un governo retto. Erano semplificazioni piuttosto ingenue, ma il loro scopo, oltre alla propaganda in favore del committente, era quello di monito ai governi successivi.“ Mi rendo conto che il paragone potrebbe risutare poco chiaro. “Le semplificazioni nel report del professor Kinsley sono davvero minime e tutte necessarie, trovo, ma penso che qualunque mio presunto ruolo positivo si possa leggere esclusivamente attraverso la volontà di portare ad esempio internazionale la linea tenuta dal governo ceco.“

(02:43:22) Lou:
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Clarissa: Abbiamo perso il 30% dei vistatori solo alla parola affresco. Certe cose, veramente, non cambiano mai qualunque sia la tecnologia che si usa per comunicare. “Il libro subisce anche il fascino tutto americano del self-made-man, per tornare al paragone con Microsoft Vediamo se con un ritorno al nuovo millennio possiamo recuperare qualche accesso. Vampiri così antichi alle volte esagerano davvero nello scegliere le figure retoriche e le associazioni mentali.

(02:53:39) shelidon:
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Bathazar: Possibile non capisca quanto il paragone mi innervosisca? Strofino tra di loro pollice e indice della mano appoggiata al bracciolo della poltrona, un gesto che entro sera sarà interpretato dai mentalisti e adeguatamente diffuso in rete. "La mia piccola attività ha avuto qualche secolo in più di Microsoft per mettersi in piedi, ed è nata con una filosofia decisamente differente. Abbiamo cominciato con gli studi astronomici quando Praga era l'unica città in cui era possibile parlare di eliocentrismo, e con lo studio dei fenomeni atmosferici molto prima che gli americani si mettessero a far volare aquiloni nella tempesta. La nostra biblioteca non è mai stata chiusa a nessuno, e siamo stati i primi a convertire in elettronico e pubblicare online l'intero nostro archivio per la consultazione libera e gratuita delle nostre scoperte, delle specifiche tecniche e dei codici sorgente di ogni programma che abbiamo sviluppato negli ultimi quarant'anni."

(02:57:34) Lou:
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Clarissa: Ho l'impressione di averlo fatto alterare e che le mie conoscenze in fatto di elettronica non siano sufficienti a suggerirmi il perché. Irritare l'intervistato può sortire ottimi risultati quando lo stratagemma è volontario. Intuisco che la cosa ha a che vedere con la condivisione della cultura e ne approfitto per ritornare all'argomento di attualità. "Sappiamo che il Suo obiettivo primario è sempre stato la diffusione su larga scala delle informazioni, e che questo è anche il motivo del suo contenzioso con il governo degli Stati Uniti. Può spiegarci di che si tratta?"

(04:23:12) shelidon:
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Bathazar: Ed eccoci al punto, finalmente. “Contenzioso è un modo molto elegante di descrivere la questione, Clarissa. Io sono un uomo liberale e penso che ogni popolo abbia il governo che merita di avere, ma quando ho letto nel dettaglio l'ultimo atto di controllo informatico sul virus di Trelawney, ho avuto un moto fisico di nausea. Dichiarando di voler proteggere i suoi cittadini, il governo degli Stati Uniti si sta comportando come la Chiesa Cattolica agli inizi del secolo, ma il governo degli Stati Uniti non si può permettere di varare decreti chiedendo ai suoi elettori un atto di fede nei confronti del suo giudizio. Una nazione come l'America, che è considerata la patria della democrazia... - lo dico solo per gustarmi questa sera la reazione di Parigi. - ...non può e non deve permettersi un'azione di questa portata nei confronti della libertà d'informazione. Quando sarà il popolo degli Stati Uniti a decidere di non voler più visitare il sito del mio centro di ricerca, cercherò di non togliermi la vita dal dispiacere: fino ad allora, penso che a tutti debba essere garantita una scelta. Anche ad un popolo che è riuscito ad eleggere tre George Bush e sempre con i medesimi risultati.“ E questo sistema anche la preoccupazione del mio ufficio stampa che temeva potessimo apparire troppo filoamericani.

(04:30:44) Lou:
avatar - PG - Clarissa

Clarissa: Sorrido. Ecco fatto. Sul mio giornale c'è sempre posto per qualche frecciatina oltreoceano, ma ora sì che avremo i nostri guai con gli americani di Shanghai. Sistemo una ciocca di capelli dietro l'orecchio, il segnale alla mia regia. Spero che nelle tanto decantate nuove versioni del progamma, ci sia un modo più razionale di farlo.
- Era Balthazar Konstantinovic per il North China Daily News -
Le proiezioni degli spettatori scompaiono tutte insieme, mentre andiamo offline, e lascio andare i muscoli facciali, nella mia poltrona e nella mia proiezione elettronica. La cosa stupefacente è che il mio ospite rimane perfettamente uguale, come se fosse stato del tutto naturale per l'intera durata dell'intervista. Mi alzo e gli porgo la mano, mettendo la cartellina sotto il braccio. Spero che il mio corpo sia ancora come e dove l'ho lasciato, e che non si sia risvegliato mentre io non c'ero. Mi domando che cosa succederebbe. ”Grazie, chiedo scusa per Microsoft.”

(04:34:38) shelidon:
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Bathazar: Mi alzo anch'io e le stringo la mano, concedendo un gesto di noncuranza. ”Cos'è un'intervista senza un po' di provocazione?” So perfettamente che le politiche aziendali di Microsoft le sono oscure come a Gabriel il concetto di fuoco amico. “Come sta Faith?”

(04:40:35) Lou:
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Clarissa: Potrei dirgli che starebbe meglio se Gabriel non l'avesse trascinata in una rissa al parco, ma mi limito a fare un cenno d'assenso, mentre nella mia testa risuona la voce della regia.
Signor direttore, siamo off-line tra cinque, quattro, tre...
Apro gli occhi nella mia poltrona e tolgo il bracciale di connessione con uno strappo. Alcuni fogli sono volati via dalla mia scrivania sul pavimento. Forse qualcuno ha aperto la finestra...
Certo, sì, la finestra
Eccole.
Le voci tornano sempre, appena ritorno alla realtà dal mondo virtuale. Alcuni messaggi lampeggiano sul grande monitor che mi fa da tavolo.

Incremento delle vendite sull'edizione del pomeriggio: 15%
Incremento degli accessi alla pagina principale del sito: 28%
Chiamate in ingresso: 2


E Wu Jianxiong ci ha fatto causa per diffamazione.

(04:44:57) webadmin:
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