Dormitorio per studenti e giovani stranieri, in un grande isolato del 1920 tra il Bund e la Città Vecchia: dopo il black-out del 2014, il locale è tutt’ora alimentato a vapore dall’acqua dello Huangpu. Alla sera il bar all’ultimo piano e la lobby al pian terreno sono frequentati per lo più da freelancer (e mercenari) in cerca di lavoro, specie nel settore commerciale e marittimo: la proprietaria è Lai Choi San, chiamata Shu o Sugar, e ha un passato sia nella marina mercantile che nella guerra da corsa contro il Giappone. Le malelingue attribuiscono i suoi successi commerciali e militari ad una qualche forma di preveggenza, ma non ci sono conferme che Sugar abbia facoltà extrasensoriali. Quel che è certo è che, come recita la scritta a caratteri d’ottone sulla turbina principale, gli avventori del locale trovano ciò che stanno cercando, in un modo o nell’altro. C’è chi sostiene, in città, di aver visto il demonio in persona aggirarsi tra gli avventori del locale, in cerca di qualche buon affare.

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