- - - 7 on the Bund - Centre for Lunar Interchanges & Communications

«搞航天工程不是要达成升空之旅,
而是要让人可以正常在太空中工作,
为将来探索火星、土星等作好准备.
Carrying out space programs is not aimed at sending human into space per se,
but instead at enabling humans to work in space normally,
also preparing for the future exploration of Mars and Saturn.»

Nel 2012, il programma spaziale cinese sconvolse la comunità scientifica con i risultati raccolti dalla sonda CZ-5/E, durante la quarta fase di un’operazione iniziata nell’ottobre 2007 ma che poteva dire di proseguire studi in corso dal 1846. L’atterraggio della sua sonda a sei ruote sul satellite terrestre, infatti, confermò i sospetti che una larga fetta della comunità scientifica già condivideva: in primo luogo, confermò che il presunto sbarco dell’uomo sulla Luna era stato un falso, e in seconda battuta rivelò definitivamente al mondo l’esistenza di un secondo satellite in orbita attorno al nostro pianeta, un satellite costantemente in ombra già osservato da illustri astronomi francesi nel XIX secolo e battezzato Lilith. Il primo contatto effettivo con il satellite oscuro della Terra venne finalizzato nel 2047 da una sonda spaziale molto simile a quella lunare, e al termine del XXI secolo, il governo di Pechino stabilì su Lilith la sua prima base, chiamata Chang’e in onore della dea che secondo la mitologia cinese vivrebbe sulla Luna. L’apertura nel 2106 dello spazioporto di Shanghai sancì definitivamente la trasformazione di Chang’e in una città orbitante, perennemente immersa nel buio, in cui il governo sta conducendo simulazioni sociali e studi di varia natura.
Al numero 7, proprio di fronte all’uscita dallo spazioporto di Shanghai, si trova il Centre for Lunar Interchange & Communications, una sorta di torre di controllo per lo spazioporto, adibita a governare il decollo e l’atterraggio degli elivelivoli diretti su Lilith e sulla Luna.

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